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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 E' uscito ieri l'ultimo numero di Scacchitalia, la rivista della FSI diretta dal Maestro Leoncini. Tra le varie tematiche (oltre ai 90 anni della FSI, i 100 della Società Torinese, le Olimpiadi in Russia, i Campionati Italiani U16, U20, femminile, Semifinale CIA ed una bella partita commentata dal MF Bonafede) troviamo la 2° puntata della rubrica sullo scacchismo nazionale: "Gli Italiani contro i Top del Mondo". Vista la curiosità che può suscitare tra i lettori e l'arricchimento della conoscenza storica che può dare agli stessi abbiamo deciso di riportarne il testo. Dopo aver trattato nel primo numero lo scontro fra l'outsider Marco Albano e il Campione del Mondo Anatoly Karpov ( QUI) il secondo numero di questa rubrica (che analizza solo le partite a tempo lungo) si è interessato dello scontro a Manila nel 1973 tra Stefano Tatai e Niguel Najdorf.Viene riportato anche il ricordo diretto del giocatore, le foto d'epoca e la partita analizzata. Ecco l'articolo:
 2° PUNTATA
Dopo l'"outsider" Marco Albano del numero scorso, il protagonista di questa partita ha poco bisogno di presentazioni,perché è un giocatore che ha contribuito alla storia degli scacchi italiani per almeno un trentennio: il Maestro Internazionale Stefano Tatai. Aggiungo solo un piccolo ricordo personale.Ho avuto il piacere di giocare con Stefano Tatai cinque anni fa a Bratto. Riguardando oggi la partita mi impressiona un fatto, che ritengo caratteristico dei giocatori più forti: a prescindere dalle singole varianti, con estrema semplicità e assecondando la mia volontà di cambiare pezzi il mio avversario mi lasciò con i pezzi sbagliati e decentrati per il finale, in posizione apparentemente piatta ma in realtà velenosa. Inutile precisare che finì rapidamente male per me. Nel corso della sua attività agonistica, Tatai ha fatto ben più di una vittima illustre tra i "Top del Mondo", basta ricordare le vittorie ottenute su Jan Timman (Amsterdam, 1970), Bent Larsen (Las Palmas 1972, di nero), Alexander Beliawsky (Le Havre 1977), Ljubomir Ljubojevic (Praia de Rocha 1978), oltre, ovviamente, innumerevoli patte che non vale la pena elencare! Nella partita che qui pubblichiamo Tatai affronta uno dei miti degli scacchi del dopoguerra, l'argentino di origine polacca Miguel Najdorf. Ma lasciamo la parola a Tatai stesso.
L'incontro tra Stefano Tatai e il GM statunitense Edmar Mednis a Madonna di Campiglio 1974.
"Nel 1973 partecipai a uno dei miei più memorabili tornei internazionali. Si tratta del torneo organizzato a Manila cui parteciparono ben 16 giocatori - me compreso - con nomi importanti come Gligoric, Ivkov, Kavalek, Gheorghiu, Najdorf, Larsen, Ljubojevic, Torre, Lombardy, Quinteros, ed altri un po' meno importanti come me. Fu un torneo di discreto successo. Con sette vittorie e tre patte ottenni un buon piazzamento e portaia casa anche diversi scalpi di famosi giocatori. Tra le vittorie che ricordo con più orgoglio vi è quella contro Miguel Najdorf, ottenuta in una partita aspra e tecnicamente valida. Najdorf, pur non essendo un ragazzino-aveva allora 63 anni - non era più il Candidato del 1950, ma conservava la forza di un eccellente GM. Oltre che un grande giocatore lo stimavo per le sue qualità umane e di persona dotata di un'intelligenza superiore."
E' uscito oggi l'ultimo numero di Scacchitalia, la rivista della FSI diretta dal Maestro Leoncini. Tra le varie rubriche interessanti (il reportage sul Master,una partita commentata dal GM Godena...) ne troviamo una particolare, a pagina 22, sullo scacchismo nazionale: "Gli Italiani contro i Top del Mondo".Vista la particolarità dell'iniziativa, la curiosità che può suscitare tra i lettori e l'arricchimento della conoscenza storica che può dare agli stessi abbiamo deciso di riportarne il testo. Il primo numero di questa rubrica (che analizza solo le partite a tempo lungo) si è interessato dello scontro a Graz nel 1972 tra il ligure Marco Albano e il futuro Campione del Mondo Karpov. Viene riportato anche il ricordo diretto del giocatore, le foto dell'epoca e la partita analizzata. Ecco l'articolo:

Per inaugurare la rubrica, si è scelto un clamoroso,eppure poco noto, caso di Davide contro Golia: la patta che l'all'epoca Candidato Maestro spezzino Marco Albano ottenne contro un Karpov che si accingeva a scalare rapidissimamente l'olimpo mondiale. L'occasione della partita fu il campionato mondiale studentesco a squadre, manifestazione assai sentita all'epoca, che fu tenuta nel 1972 a Graz negli stessi giorni in cui, a Reykjavik, Fischer e Spasskij si contendevano il massimo titolo. Complessivamente a Graz la rappresentativa italiana non andò tanto bene, ma naturalmente per Albano la sola partitacon Karpov rappresentò un enorme motivo di soddisfazione e orgoglio, oltre che un ricordo davvero eccezionale. Ma approfittiamo dell'occasione per ricordare quei tempi "eroici" con le parole del protagonista. "In quei bui anni 70, sotto la presidenza del conte Dal Verme, non era così semplice partecipare ai campionati a squadre. Ricordo di essere andato a giocare un paio di incontri amichevoli con la Slovenia, uno a Trieste ed uno a Portorose, e in entrambi i casi i giocatori furono completamente spesati ed addirittura ricevettero l'"argent de poche" direttamente dalle tasche del Conte. Generalmente però, quando i giovani più forti insistevano per partecipare ai campionati a squadre (va tenuto presente che i mondiali giovanili erano una delle poche occasioni all'epoca per fare dei tornei forti) la Federazione ci iscriveva (grazie alle insistenze di Palladino e Pace, ... che stavano cercando di scalzare il Conte), gli organizzatori pagavano il soggiorno, ma NOI ci pagavamo il viaggio. La formazione veniva quindi selezionata seguendo le classifi che di allora, togliendo però quelli che non volevano, o non potevano, pagarsi il viaggio! Ovviamente ho molti bei ricordi legati a queste.All'epoca le competizioni a squadre della FIDE erano organizzate in una fase preliminare e in una finale. Nella fase preliminare era fondamentale cercare di fare qualche mezzo punto con le squadre forti e poi vincere con quelle di uguale forza per cercare di essere ammessi alla fi nale B e non alla fi nale C. Il tempo di riflessione era quello tradizionale del tempo, 40 mosse in 2 ore e mezzo e 18 mosse per ogni sessione di 1 ora, faticoso certamente, ma ricordo con enorme piacere le analisi serali delle partite sospese, in media 1 o 2 ogni turno. Abbiamo imparato a giocare i fi nali più con queste sedute che con lo studio dei classici! L'anno che abbiamo ottenuto il miglior risultato di sempre (quinti nella fi nale B) è stato nel..........L'ARTICOLO (con la partita commentata) CONTINUA QUI a pag 22
Tra le particolarità menzioniamo anche un numero SPECIALE sulle antiche testimonianze degli scacchi in Toscana QUI
Nel corso della sua carriera, Sergio Mariotti ha incontrato e, a volte, battuto molti dei più forti giocatori del mondo. Quasi tutti ricordano la sua partita con Gligoric, nella quale travolse l'illustre avversario con la variante dei quattro pedoni contro l'Est-Indiana, oppure la sua prestigiosa vittoria contro Polugaevsky. In questo post voglio "rispolverare" quella che personalmente ritengo essere la vittoria più importante ottenuta dal GM italiano, quella contro Kortchnoj. Era il 1982 ed il "terribile Viktor" era ufficialmente il numero due della classifica mondiale, avendo sfidato l'anno precendente Karpov nel match di Merano...
Mariotti,S - Kortchnoj,V
Roma 1982
Partita Viennese (C26)
1.e4 e5 2.Cc3 Cf6 3.g3
La "Viennese" con 3.g3 è un'apertura apparentemente tranquilla, ma nasconde notevoli insidie per il nero...
3...Ab4 4.Ag2 0-0 5.Cge2 c6 6.0-0 d5 7.exd5 cxd5 8.d4 exd4 9.Cxd4 Axc3 10.bxc3

Kortchnoj, com'è nel suo stile, sbilancia subito la posizione cambiando l'Alfiere con il Cavallo per creare delle debolezze sul lato di Donna del bianco.
10...Cbd7 11.Af4 Cb6 12.Cb5 Af5 13.Cd6 Ae4

14.Ah3!?
Mariotti non è da meno! Qui avrebbe potuto giocare 14.Cxb7 Dc8 15.Cd6 Dxc3 16.Cxe4 ottenendo la parità, ma preferisce aumentare la tensione.
14...Cc4 15.Cxe4 Cxe4 16.Dd4 Da5 17.Tfe1

I Cavalli del nero hanno raggiunto posizioni invidiabili, ma basta poco perchè la coppia degli Alfieri del bianco possa ribaltare la situazione.
17...Tae8?!
Secondo me era meglio giocare in e8 l'altra Torre. La differenza sta nel fatto che dopo 18.Af1 avrebbe potuto rispondere 18...Tac8 19.f3 Ca3 20.Ad3 Dxc3 e il nero sta meglio. Ora il bianco prende il sopravvento.
18.Af1 Ca3
Probabilmente era preferibile "ammettere" l'errore e giocare 18...Tc8, mentre 18...Cxc3 era rischiosa a causa di 19.Axc4 dxc4 20.Ad2 Txe1+ 21.Txe1 Cb5 22.Dxg7+ Rxg7 23.Axa5 e il bianco ha un finale superiore.
19.Ad3 Te6 20.f3 Cc5 21.Af5 Tf6 22.Dxd5 Dxc3 23.Tad1

La posizione del nero è rapidamente diventata pessima grazie alle precise manovre del bianco. L'unica possibiltà del nero è eliminare un Alfiere avversario per tentare di non prendere matto...
23...Txf5 24.Dxf5 Cxc2 25.Ae5 Dc4

26.Axg7!
Il bianco vince solo dopo questa mossa! L'alternativa è 26.Tf1 f6 ed il nero respira.
26...Rxg7
Non va 26...Cxe1 27.Axf8 Ccd3 28.Ac5! Dxc5+ 29.Dxc5 Cxf3+ 30.Rg2 Ch4+ 31.Rh3 Cxc5 32.Rxh4.
27.Dg5+ Rh8 28.Td8
Non c'è più scampo.
28...Cd7 29.Tee8 Dd4+ 30.Rg2 Dg7 31.De7 Dg8 32.Dxd7

L'ultima chicca, giocata probabilmente per "punire" il mancato abbandono del nero. Dopo 32.Txf8 c'è il matto forzato, ma Mariotti dimostra al suo avversario che, se vuole, può rinviarlo a piacimento! Grande Mariotti!
1-0
Castaldi,V - Tartakover,S Olimpiade di Stoccolma 1937 Difesa Philidor (C41)
Nel gennaio del 2003, pochi mesi prima della sua prematura scomparsa, ebbi l'onore di giocare una partita di torneo contro l'indimenticato MI Alvise Zichichi. Dopo una rapida patta ci recammo in sala analisi, dove chiacchierammo per circa un'ora. Il discorso spaziò su molti aspetti del "nobil giuoco", ma in particolare mi rimase impressa la sua amarezza per la mancanza di "cultura scacchistica" da parte dei giocatori italiani. A tale proposito mi domandò: "Conosci le partite storiche dei giocatori italiani?". Risposi che ne ricordavo qualcuna, come la Bogoljubov-Monticelli o la Mariotti-Gligoric. "E la Castaldi-Tartakover?". Alla mia risposta negativa cominciò a mostrarmi le mosse.
Ecco come nasce la rubrica "Partite storiche". Ovviamente la prima partita presa in esame non poteva che essere la clamorosa miniatura con la quale, nel corso dell'Olimpiade di Stoccolma del 1937, il sette volte campione d'Italia MI Vincenzo Castaldi sconfisse uno dei più forti giocatori dell'epoca, Saviely Tartakover.
1.e4 e5 2.Cf3 d6 3.d4 Cf6 4.Cc3 Cbd7
Una variante attualmente molto di moda, anche se è sempre maggiore il numero di giocatori i quali, volendo evitare le alternative del bianco alla seconda mossa e la fastidiosa 4.dxe5, tentano di rientrarvi attraverso la sequenza 1.e4 d6 2.d4 Cf6 3.Cc3 e5 4.Cf3 Cbd7.
5.Ae2
Una mossa senza pretese. Oggi si gioca quasi automaticamente 5.Ac4.
5..Ae7 6.0-0 h6 7.b3 c6 8.Ab2 Dc7 9.Dd2 g5?!
Ingannato dal tranquillo sviluppo del bianco, Tartakover tenta di conquistare l'iniziativa senza aver completato lo sviluppo...
10.Tfd1 Cf8?
Un grave errore, perchè toglie al proprio Re l'unica via di fuga. L'idea del nero è di giocare 11...Cg6, raggiungendo una posizione interessante. Ma per farlo manca una mossa che il nero non avrà il tempo di eseguire...
11.dxe5 dxe5

12.Cxe5!
Un fulmine a ciel sereno! Il Cavallo è intoccabile a causa di 12...Dxe5 13.Cd5 +-, e se 13...Dxb2 14.Cc7 matto.
12...Ae6

13.Cb5!
Spettacolo!
13...Db8
Non ci sono mosse buone per il nero. Se 13...cxb5 14.Axb5+ C8d7 15.Cxd7; relativamente migliore è 13...Db6, ma dopo 14.Cc4 Axc4 15.Axf6 Axf6 (peggio è 15...Axe2 16.Cd6+ Axd6 17.Dxd6 Cg6 18.Td2 Tg8 19.Txe2) 16.Cd6+ Re7 17.Cc4 Dc7 18.e5 il bianco ha comunque un vantaggio decisivo.
14.Da5! Ad8
Se 14...b6 segue 15.Cxc6 Db7 (non va 15...bxa5 per 16.Cxb8 seguita da Cc7) 16.Dc3 Tc8 17.Dxf6!
15.Txd8+ Dxd8 16.Cc7+

A 16...Re7 seguirebbe la "definitiva" 17.Aa3+. Il nero abbandona.
1-0
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