Scacchierando

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 Scacchierando... di Stefano Bellincampi
 
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Quelli che dicono di capire gli scacchi, in realtà non capiscono nulla.

Robert Hubner

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Folco Ferretti (del 18/10/2012 @ 21:30:00, in Partite commentate, linkato 949 volte)

Dopo la pausa estiva, torna la nostra serie di articoli destinata alle partite giocate dal sottoscritto contro dei forti scacchisti italiani quando erano ancora nella fase iniziale della loro carriera.

Come preannunciato, per dare un po' di varietà al materiale presentato, oltre che per non spingere a livelli troppi bassi la mia autostima, ho intenzione di alternare con una certa regolarità vittorie, patte e sconfitte. Mi dispiace per coloro che, come nel pezzo di oggi, compariranno nel ruolo delle vittime, ma potranno consolarsi pensando che, se oggi ci fosse una rivincita, oggi non solo non perderebbero ma probabilmente mi spazzerebbero facilmente via dalla scacchiera.

E' per lo stesso motivo che spero di non incontrare mai più in torneo i pochi Grandi Maestri con cui ho uno score positivo o almeno pari, altrimenti andrebbe a finire inevitabilmente come nel caso di Milan Drasko, contro il quale sono passato nell'arco degli anni da un parziale di 1-0 a 1-2, e se ci fossimo incontrati altre sette volte saremmo forse a 1-9 : - )

Siccome la volta scorsa, pur non avendolo nominato espressamente, avevo seminato sufficienti indizi da permettere al preparatissimo pubblico di Scacchierando di identificare subito Daniele Vocaturo, questa volta non ci saranno preamboli. Per conoscere subito il nome del mio avversario cliccate qui, altrimenti passiamo al sodo e gustiamoci la partita. Il vostro commentatore conduce i pezzi neri.


???? (2087) - Ferretti,Folco (2291) [D32]
11.02.2007

1.c4 c5 2.Cf3 Cf6 3.e3 e6 4.Ae2

Una volta che ha deciso di non aprire il fianchetto, in questa variante il Bianco è quasi obbligato a spingere in d4 (come infatti avverrà in partita) se non vuole rimanere molto compresso. Quindi ritardare la spinta serve solo a limitare le sue opzioni (ad esempio di sviluppare poi l'Alfiere in d3). Tuttavia la scelta del Bianco ha anche una sua giustificazione: il mio avversario stava appena cambiando repertorio (in precedenza lo avevo visto aprire quasi sempre 1. e4) e quindi cercava di uscire appena possibile dalle vie battute.

4...Cc6 5.0-0 d5 6.cxd5 exd5 7.d4 Ad6


Siamo rientrati in una Partita di Donna, in particolare in una variante della Tarrasch non molto pericolosa per il Nero. La mossa più logica sarebbe stata il cambio in d4 per non perdere un tempo con l'Alfiere: a distanza di anni, posso solo immaginare che non volevo aiutare il Cavallo bianco a occupare spontaneamente la casa d4 [7...cxd4 8.Cxd4 Ad6=]

8.a3?!

L'insolito ordine di mosse del Nero dà un primo risultato: il Bianco perde sostanzialmente un tempo. L'idea è ovviamente di guadagnare spazio dopo dxc5 e b2-b4, ma dopo che il Nero cambia piano e si crea spontaneamente il pedone 'd' isolato, il tratto del testo si rivelerà abbastanza inutile. Sarebbe stato meglio continuare con lo sviluppo o prendere in c5. Un piccolo inciso: non sono uno specialista della Tarrasch ma ho giocato per molti anni questo tipo di struttura con il Bianco dopo 1. e4 c5 2. c3 d5. Anche in quel caso il Nero può scegliere se espandersi sul lato di Donna con a6, b5 e Ab7 oppure semplicemente con b6 e Ab7, ma in genere la seconda linea è preferibile, perché la mossa in più investita non è quasi mai compensata dalla (precaria) conquista di un po' di terreno. [8.Cc3; 8.dxc5 Axc5 9.Cc3 0-0=]

8...cxd4 9.Cxd4 0-0 10.Cc3 a6

Dopo aver criticato la spinta in a3 del Bianco, come mai il Nero segue le orme del suo avversario? Perché per realizzare il tema d'attacco tipico di questa variante (batteria Donna-Alfiere sulla diagonale b8-h2) è indispensabile che un Cavallo bianco non possa andare in b5 per disturbare le case c7 e d6. Rispetto all'analoga posizione teorica con i pedoni in a2 e a7, quindi, il Nero ha virtualmente un tempo di vantaggio, perché ha giocato una spinta utile, mentre quella del Bianco non lo è.

11.Af3

Una buona idea: attacca d5 e rafforza le case bianche in previsione di quella g2-g3 che a breve sarà inevitabile.

11...Ac7

11...Ae5 è la mossa normalmente giocata con i pedoni in a2 e a7, perché a ... Ac7 seguirebbe Cdb5, ma nella posizione della partita mi sembra più aggressiva l'idea di mettere la Donna davanti e non dietro all'Alfiere.

12.Cxc6 bxc6 13.Dd4?!

Ora il Nero guadagna un altro tempo il che, in un'apertura dinamica come la Tarrasch, sarà sufficiente ad assicurargli una certa iniziativa. [Nell'unico precedente che ho trovato sul mio database, il M.I. Tempone giocò qui 13.b4 (fra l'altro coerente con la spinta in a3), fissando la casa c5 e preparando il fianchetto di Donna, con all'orizzionte una partita squilibrata e aperta ad ogni risultato.]

13...Dd6 14.g3


14...c5!

Non è l'unica continuazione ma è la più logica. Nimzowitsch li chiamava pedoni sospesi, Canal affiancamento degli avamposti, ecc., ma al di là dei nomi i due pedoni uniti sulle colonne aperte 'c' e 'd' tolgono molto spazio ai pezzi bianchi e pongono le premesse per diverse idee d'attacco, anche se sono sempre potenzialmente deboli. Qui però il Bianco non sembra abbastanza sviluppato per approfittarne.

15.Dh4 Ab7 16.Td1

Il Bianco dimostra di conoscere i principi delle posizioni con i pedoni sospesi, ma è piuttosto sfortunato. Questa mossa e la successiva sono entrambe giustificate se prese isolatamente, ma in combinazione fra loro presentano controindicazioni tattiche e non fanno altro che incoraggiare l'attività dei pezzi neri. [Era migliore l'immediata 16.b4! L'idea è quella di lasciare il Nero con il solo pedone 'd' isolato (o arretrato in caso di spinta in c4). Al mio motore, presumo per motivi tattici sulla colonna 'b', piace però come risposta la misteriosa 16...Tab8=/+]

16...De6 17.b4?

Ora che l'Alfiere in c7 si è liberato e per la Donna nera si schiudono nuovi orizzonti sulle case bianche, è troppo tardi per questa spinta, che anzi va a perdere materiale. [Bisognava rassegnarsi a 17.Ag2 , anche se il Nero avrebbe mantenuto un certo vantaggio con una mossa come 17...Ac6]

17...Ae5!

E ora le minacce ai vari pezzi bianchi sospesi, sulla grande diagonale nera e non solo, diventano impossibili da parare tutte, anche perché la Donna bianca è piutosto lontana dal vivo dell'azione.

18.Ab2 cxb4 19.axb4


E' abbastanza intuitivo che dopo 19.Dxb4 Tab8 il Bianco ha troppi pezzi in posizioni vulnerabili, e in effetti le macchine confermano che su 20.Tab1 Aa8 21.Da5 d4! il Nero guadagna forzatamente materiale

19...Tac8?!

Questa mossa, che attaccando il Cavallo in c3 guadagna un tempo importante per portare la Torre in c4, in realtà non compromette il vantaggio del Nero, ma dobbiamo considerarla dubbia perché c'era di ancora meglio. [Infatti dopo 19...Df5! (ancora una volta sfruttando la posizione indifesa dell'Alfiere f3!) 20.Ag2 Dc2 21.Tab1 Axc3 22.Tdc1 il Nero può rimanere con una Torre e due pezzi leggeri contro la Donna bianca con la semplice 22...Dxb2! 23.Txb2 Axb2, il che dovrebbe essere largamente sufficiente per vincere.]

20.Ca4 Tc4 21.Ad4 Txb4

Adesso il Nero non solo ha un pedone in più (il che di per sé potrebbe non essere determinante trattandosi di un pedone 'a' isolato con molti pezzi ancora sulla scacchiera), ma i suoi pezzi continuano a essere meglio piazzati di quelli bianchi, e quindi i prossimi tatticismi andranno a suo favore. Tanto per fare un esempio banale, se l'Alfiere campochiaro bianco fosse in g2 la prossima mossa del Bianco sarebbe stata molto più fastidiosa...

22.Cc5 Df5 23.Ae2!?

Purtroppo non ho più l'abitudine di registrare il tempo impiegato dai giocatori per ogni singola mossa, ma se ben ricordo questa ritirata venne giocata dopo approfondita riflessione. Il Bianco entra volontariamente in una lunga variante tattica forzata, alla fine della quale verrà però tradito da un piccolo particolare non facile da prevedere in anticipo (io per esempio credo di non esserci riuscito...). Comunque una buona scelta pratica. [Obiettivamente forse era migliore 23.Ag2 , ma in ogni caso il Bianco ha grossi problemi legati all'infelice collocazione della sua Donna. Il tratto del testo sottrae almeno al Cavallo nero la casa g4.]

23...Axd4 24.Txd4 Tb2 25.Tf4 Dc2


26.Ad3!

La punta davvero ingegnosa dell'idea del Bianco, in combinazione con il tratto successivo: la tanto vituperata Donna bianca si rivela preziosa nell'attaccare h7 e consentire quindi al Bianco di riprendere il Cavallo, oltre tutto con attacco doppio su h7 e a6.

26...Dxc5 27.Txf6 g6

Le ultime mosse del Nero sono state abbastanza forzate, e ora il Bianco è pronto a cogliere i frutti della sua brillante manovra riprendendosi finalmente il pedone, dopodiché ci dovremmo avviare verso la patta. O no?

28.Axa6?


Purtroppo il diavolo sta nella coda: ora il Bianco finisce sotto una micidiale inchiodatura che gli costerà un pezzo, vanificando tutti gli sforzi che aveva fatto per rientrare in partita. [E' pur vero che dopo qualunque altra mossa, come ad esempio 28.Td1 a5, il Nero conserva il pedone passato in più e il suo compito diventa abbastanza facile.]

28...Ta8!

Al momento l'Alfiere a6 è ancora difeso, ma il Bianco è tragicamente privo di difese contro la perfida Tb6, con un terzo ed imparabile attacco all'Alfiere. Ancora una volta il mio avversario non si scoraggia e decide di cedere addirittura la Donna per la Torre nella speranza di creare una "fortezza", ma evidentemente quel giorno il destino non era dalla sua parte...

29.Da4!?

L'apparentemente più tenace 29.Dd4 avrebbe in realtà condotto ad una sconfitta certa: dopo 29...Dxd4 30.exd4 Rg7! 31.Td6 Rf8 il Bianco sta per perdere il controllo di tutte e cinque le case lungo la sesta traversa che gli consentirebbero di mantenere la difesa dell'Alfiere a6, e deve quindi rassegnarsi a 32.Axb7 Txa1+ con posizione disperata.

29...Tb6 30.Txb6 Dxb6 31.Axb7 Txa4 32.Txa4 Dxb7


Facciamo il punto della situazione:con tutti i pedoni da una sola parte della scacchiera e senza particolari debolezze nello schieramento bianco, la Donna nera faticherà un po' a far valere la sua superiore potenza, ma ci sono ancora sufficienti pedoni sulla scacchiera per creare punti di rottura, e anche l'apporto che verrà dal Re non è da sottovalutare. Il seguito della partita dimostrerà come la vittoria del Nero sia ormai solo questione di tempo.

33.Td4 h5 34.h4

Altrimenti il Nero avrebbe potuto spingere in g5 ed eventualmente in h4.

34...Rg7 35.Tf4 Dc6 36.Td4 Rf6 37.Tf4+ Re6 38.Rh2 Dc4!?

Ovviamente questa mossa "appariscente" non era affatto necessaria, ma a parte il piacere infantile di lasciare in presa una Donna che non può essere catturata, non va trascurato l'aspetto psicologico. In pratica, dicendo all'avversario "sto talmente meglio che posso fare quello che mi pare", si ottiene spesso il risultato di accelerarne l'abbandono... [38...Dc2 sarebbe stato il modo normale di trasferire la Donna in e2.]

39.Rg2 De2 40.Rg1 f6!

Inizia la manovra di restringimento degli spazi della Torre bianca, che la porterà presto in Zugzwang e la obbligherà ad abbandonare la quarta traversa.

41.Rg2 Re5 42.Td4 g5 43.Tb4 Dd2 44.Ta4


44...Rf5!

Missione compiuta: ora la Torre bianca non può più difendere h4, per cui il Bianco deve o cambiare in g5, regalando al Nero il pedone passato che gli manca per vincere, oppure lasciar cambiare il Nero e riprendere con un pedone che cadrà rapidamente.

45.Ta6

Non c'è di meglio: le mosse di Re perdono il pedone f2 oppure la Torre a seguito di uno scacco doppio, mentre su 45.Td4 la più semplice è 45...Dxd4! 46.exd4 gxh4 (ma non 46...Re4?? 47.g4! , e la situazione si capovolge improvvisamente) 47.gxh4 Rg4, con finale di pedoni facilmente vinto

45...gxh4 46.gxh4 Dd1

Ora che sta per cadere h4, il Bianco non ha più nessuna speranza di salvarsi e sceglie quindi il momento giusto per abbandonare. Una partita forse non di altissimo livello, ma comunque abbastanza interessante e da cui si possono trarre diversi spunti di riflessione.

0-1

 



OK, se non siede caduti in deliquio di fronte al sublime e impareggiabile gioco del Nero (che in realtà ha solo approfittato degli errori avversari, dimostrando di avere quel minimo di bagaglio tecnico che si può legittimamente pretendere da un giocatore col titolo magistrale, e ha pure avuto un po' di fortuna nella fase tattica fra le mosse 20 e 30), siamo pronti a parlare un po' del Bianco, che è il vero protagonista di quest'articolo? Detto fatto: cliccate qui e saprete subito l'essenziale sul suo conto!

Purtroppo nella partita che abbiamo presentato Bove non si è espresso ai suoi massimi livelli (altrimenti non avrebbe perso...), ma ciò fa risaltare ancora di più il salto di qualità compiuto successivamente: infatti in circa 5 anni Alessandro ha guadagnato quasi 300 punti. D'accordo, al tempo della nostra partita il suo Elo era senz'altro sottovalutato, ma considerando che la “scalata” si è verificata in un numero relativamente basso di tornei, la sua impresa resta comunque notevole.

Anche una prestazione cosi' poco rappresentativa può comunque aiutarci a individuare alcune caratteristiche del gioco del mio avversario che, con i dovuti aggiustamenti, potrebbero essere riscontrabili ancora oggi:

  • a giudicare da questa partita, bisognerebbe dire che il mio avversario non aveva una buona preparazione teorica, in quanto pur giocando di Bianco stava probabilmente già un po' peggio dopo 15 mosse, ma come ho spiegato nelle note si trattava di un periodo di transizione. Prima e dopo quell'anno 2007, Bove ha generalmente adottato un repertorio molto più convenzionale, entrando spesso anche in varianti principali. Non mi è comunque mai sembrato il tipo di giocatore che cerca di vincere la partita in apertura: per lui è più importante riuscire a trovare un terreno fertile dove possa lasciare spazio alla sua creatività nella fase successiva. E personalmente, in un'epoca di novità teoriche dopo la 30a mossa, quest'atteggiamento lo trovo molto condivisibile;

  • sul piano strategico, c'era sicuramente ancora qualcosa da mettere a punto. L'aver lasciato che il Nero si creasse una potente coppia di pedoni sospesi, senza contrastarla al momento giusto con b4, non può giustificarsi come scelta provocatoria: ha portato il Bianco ad avere una Donna relegata in h4, lontano dal vivo dell'azione, e in ultima analisi alla perdita di materiale che le successive astuzie messe in campo non sono riuscite a riconquistare. Negli anni seguenti Bove ha imparato a squilibrare le posizioni nel modo più dinamico possibile per i propri pezzi e non per quelli nemici;

  • a livello tattico, riscontriamo un'altra caratteristica tipica dei giocatori inesperti: la capacità di calcolare varianti lunghe e precise (come quella che inizia dopo 23. Ae2 e il prevedibile successivo cambio in d4) si alterna con il sottovalutare possibilità relativamente semplici (le conseguenze negative della spinta in b4 eseguita al momento sbagliato con tanti pezzi sospesi, o l'inchiodatura sull'Alfiere a6, anche se è forse comprensibile non vedere in anticipo che 29. Dd4 non avrebbe salvato). In genere, e questo non vale solo per i giovani, la maggior parte di noi è più brava a trovare buone idee tattiche per sé che per l'avversario, ma molte partite di Bove testimoniano una maturazione anche sotto questo punto di vista. Del resto senza un minimo di senso del pericolo e di capacità difensive certi risultati non si ottengono...;

  • sul finale è difficile esprimere giudizi, in quanto alla fine del mediogioco la posizione bianca era completamente persa. E' comunque apprezzabile la tattica attendista di Bove, che anziché crearsi indebolimenti gratuiti che avrebbero accelerato la fine (succede spesso anche ad alto livello), ha costretto l'avversario a “fare qualcosa”: le partite vinte non si vincono da sole! Un altro piccolo segnale di maturazione psicologica da parte di un giocatore che, fino a poco tempo prima, aveva ottenuto risultati al di sotto delle proprie possibilità per limiti soprattutto agonistici (es. frequenti Zeitnot). Anche se qualche differenza di stile fra i due c'è, questo è uno dei non pochi punti in comune che ho riscontrato fra Bove a Fabrizio Bellia, altro scacchista a lungo “incompiuto” e che alla soglia dei 50 anni si sta ormai affermando come uno dei nostri migliori Maestro Internazionali;

  • per quanto riguarda il comportamento davanti alla scacchiera, infine, non ricordo niente di particolare (mi sembra che dopo la partita analizzammo in un clima assolutamente tranquillo) né in questa né in altre occasioni, e pur non frequentando molto assiduamente l'ambiente credo che Bove abbia la reputazione di un giocatore perfettamente corretto. O meglio, un episodio mi viene in mente ma lo definirei puramente goliardico: fu quando Alessandro e un suo amico fecero innervosire l'arbitro con una patta d'accordo eseguita in modo un po' troppo spudorato (mosse improbabili, ecc.).

Ora che ho dato sfogo al mio narcisismo, la prossima volta potrò nuovamente permettermi di mostrare una partita in cui il sottoscritto non riesce a prevalere contro la giovane promessa di turno (non ho ancora deciso quale, ma il materiale certo non manca... comunque statisticamente sembra che in questo tipo di incontri la patta sia per me il risultato più frequente).

 

Nota:

Il protagonista di questa puntata è il MF Alessandro Bove, classe 1987, anche lui della scuola di Vitinia come lo stesso Vocaturo, Cappai, Fiammetta Panella e altri ragazzi i cui nomi sono diventati famosi fra gli appassionati di scacchi. Pur avendo manifestato presto il suo talento ed essendosi distinto nella sua fascia d'età già nei campionati Under 14 e Under 16, la sua carriera ha avuto poi un andamento discontinuo con alti e bassi. Oggi i momenti più difficili sembrano però alle spalle, tanto che, pur non giocando ormai con grande frequenza (presumo per altri impegni), è n. 34 della graduatoria nazionale di agosto con un punteggio di 2367. La partita risale al quarto turno del Campionato Provinciale di Roma 2007.

 
Di Omar Stoppa (del 07/10/2012 @ 20:00:00, in Partite commentate, linkato 1632 volte)

 Un "Gambetto siciliano" per mattare Dragojlovic!

L'ultimo turno del 54° Festival di Imperia è stato teatro di una partita molto spettacolare tra il Maestro Fide Omar Stoppa, noto giocatore d'attacco, e il Maestro Internazionale serbo Andjelko Dragojlovic nella quale era in palio un piazzamento importante nella classifica finale....

Stoppa,Omar - Dragojlovic,Andjelko [B20]
Imperia, 09.09.2012

Breve prodromo sul contesto del turno..entrambi i giocatori a 5 punti ed entrambi desiderosi di vincere per guadagnare un posto al sole (oltre che nella classifica a premi..) Dunque una partita senza compromessi doveva essere..e così è stata

1.e4 c5 2.b4

"Qui si parrà la tua nobilitate"..in effetti l'ardito gambetto siciliano pur avendo una lunga tradizione (è citato già dal Greco in un trattato del 1623), si vede di rado nella pratica magistrale sebbene abbia risultati tutt'altro che disprezzabili

2...cxb4

Altre mosse sono poco coerenti con lo spirito siciliano che prevede lo sfruttamento della colonna semi-aperta "c"

3.a3

Questa mossa di solito viene posposta a 3.d4 con l'idea di bloccare prima il centro dopo le naturali 3...d5 4.e5

3...d5

L'idea che si direbbe saggia è dunque di reagire al centro prima che il bianco acquisisca la supremazia sul lato di donna [L'altra variante 3...bxa3 è controversa ma sembra che il bianco dopo 4.Cxa3 mantenga una lunga ed insidiosa iniziativa ]

4.exd5 Cf6!?

Luci ed ombre su questa sortita di cavallo che a quanto mi risulta è una novità in luogo della più nota Dxd5. A mio avviso l'idea di riprendere in d5 con il cavallo ha il limite di lasciare al bianco la scelta tra due varianti decisamente giocabili

5.Ab5+

L'alternativa 5.axb4 Cxd5 6.b5 era forse ancora più efficace ma invito il lettore a farsi una propria idea..

5...Ad7

Altrimenti se 5...Cbd7 6.c4 con buon gioco

6.Axd7+ Dxd7 7.Cf3 Dxd5 8.0-0 e6 9.Te1 Cc6 10.axb4?

Concettualmente questa è una grave imprecisione. Si consegna un prezioso tempo all'avversario in una fase peraltro importante dello sviluppo..era ovviamente meglio prendere in b4 dopo che il nero avesse sviluppato l'alfiere in e7 o d6. Questo procedimento è molto ricorrente in talune aperture come il gambetto di donna accettato

10...Axb4 11.Ab2 0-0

 

Rischiosa ma necessaria

12.Ce5!

Non 12.Axf6? gxf6 seguita da Rh8 Tg8 ed è il nero che conquista l'iniziativa

12...Cxe5 13.Txe5 Dc6 14.Tg5 Ae7 15.Cc3 g6

Prima o poi praticamente forzata poichè il punto g7 avrebbe costituito un obiettivo sempre più a portata di mano

16.De2

Un pò lenta anche se risulta utile per il controllo di e4; forse si doveva spingere subito in h4

16...Tfd8!

Splendido esempio di difesa attiva

17.h4 Td4!

Coerente con la mossa precedente: le torri di norma usano le colonne per lavorare successivamente sulle traverse. Tra i pregi di questa mossa infatti c'è il controllo della 4^ traversa, preparando l'incolonnamento sulla "d"(se il bianco fosse costretto a giocare d3 si indebolirebbe il punto c3 ed in generale le case nere..Tb4!),e l'affondo Th4

18.h5

18...Cxh5?

Un errore che mi ha sorpreso [Ora non andava bene 18...Cd5 per via di 19.De5! con minacce plurime,; bensì la fredda 18...Th4 19.hxg6 hxg6 20.De3 Rg7 seguito da Tah8]

19.Dxh5 Txd2 20.Dh6!

La mossa sfuggita al mio avversario

20...Axg5

Ora se 20...Txc2 21.Cd5!! ed è tempo di fermare l'orologio

21.Dxg5 Txc2

22.Cd1

Una mossa tranquilla che obbliga il nero a cedere la torre sull'alfiere per via della depressione creatasi sulle case nere

22...Txb2 23.Cxb2 Dc3

Una nota di colore. A fine partita il mio simpatico avversario, peraltro non particolarmente raggiante per il mancato piazzamento nei premi a seguito di questa sconfitta, sosteneva che con a5 il pedone si sarebbe trasformato in un "intercity inarrestabile"..le analisi fatte insieme al Presidente dell'Accademia di scacchi di Milano Gervasio, dimostrano che al massimo si sarebbe trattato di un più umile localino

24.Db5 Td8

25.Tf1!

Una delle mosse più difficili della partita, poichè solo attraverso una tranquilla profilassi difensiva il bianco può passare indenne alla furiosa reazione dei pezzi pesanti avversi [Non andava bene 25.Dxb7 Td2 26.Txa7 Dc1+ 27.Rh2 Txf2 con complicazioni notevoli]

25...b6 26.Cd1 Dd3 27.Da4

Non mi convincevano i finali senza donne per non parlare della fortezza nera qualora il bianco avesse giocato 27.Dc6 Dxf1+!! 28.Rxf1 Txd1+ 29.Re2 Td5 e la patta è dietro l'angolo.. 

27...a5 28.Ce3

28...Td4?!

Sfidando la sorte e le doti fisiche del Re nero che ora dovrà vedersela da solo.. ma quella bianco non sarà da meno!

29.De8+ Rg7 30.Tc1 Tb4

Coerente ma a questo punto era meglio Td8 ritornando sui propri passi

31.Tc8

Una situazione curiosa: i due Re lasciati in balia dei pezzi nemici con pochi servitori al proprio fianco sebbene pronti ad immolarsi per la causa: tra questi c'è pero un cavallo che farà la differenza

31...Tf4 32.Df8+ Rf6 33.Dh8+ Rg5 34.De5+ f5 35.Dxe6

35...Te4

Si poteva tentare 35...Db1+ 36.Cf1 e solo ora 36...Te4 ..in zeitnot non sarebbe stato facilissimo trovare la serafica 37.Dd6 Te1 38.Dg3+ Rh5 (38...Rf6 andrebbe diritto al patibolo con 39.Tc6+!) 39.Dh3+ seguita da 39...Rg5 40.g3 ed è tutto in ordine

36.Dxb6 a4

Prima stazione dell'intercity

37.Tf8 a3

Seconda

38.Df6+ Rh5

Panico.Il Re nero sembra un funambolo sospseso sopra il precipizio.. Da qualche mossa inoltre il bianco gioca con i soli 30 secondi di abbuono per arrivare alla 40^. Ora la mia mano ha vagato sopra i pezzi per mezzo minuto incerta fino a quando..

39.g4+!! fxg4

Forzata

40.Cg2

Qui improvvisamente tutte le nubi si diradano ed il cielo splende terso sopra il Re bianco saldamente difeso dai superstiti suoi prodi. Non altrettanto si può dire dell'omologo nero sulla cui corona monta la tempesta..intanto la minaccia di matto in h4 obbliga la cessione dei primi dividendi

40...Dd1+ 41.Rh2 g3+ 42.fxg3 Dg4 43.Th8 Dd7

Se 43...h6 44.Df8 Dg5 45.Dxa3

44.Df3+ Tg4 45.Ce3

Ora tutte le strade portano a Roma..la conclusione che mi sarei aspettato era a2 (penultima stazione) 46 Cxg4 a1=D (finalmente il treno tra un ritardo e l'altro è giunto a destinazione anche se fuori tempo massimo.. ) A questo punto il resto, come si usava dire una volta, lo lascio alla fantasia del lettore..a me risulta un grazioso matto in 6 alla più lunga. In ogni caso il mio avversario mi ha qui stretto vigorosamente la mano pur lasciandomi intatte le falangi

1-0

In conclusione vorrei invitare il lettore interessato a fare qualche “passeggiata nel bosco letterario” sulle tracce del gambetto siciliano: per cominciare un testo cult della mia formazione scacchistica,ovvero “Gambetti per vincere” del M° Fabio Lotti, di cui apertamente tesso le lodi oltre che per i notevoli spunti pratici e le informazioni teoriche rigorose anche per lo stile letterario che ha il dono della “leggerezza” di Calviniana memoria. Non possono poi mancare riferimenti più moderni come i testi specifici sulla siciliana o l’enciclopedia “B” . Buon gambetto a tutti!


 
 
Di Folco Ferretti (del 14/07/2012 @ 23:00:00, in Partite commentate, linkato 1183 volte)


Dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno espresso apprezzamento o anche reazioni di qualsiasi altro genere al primo articolo della serie “Saranno famosi”, nell'accingermi a presentare una nuova partita vi informo di aver accolto una delle proposte formulate dai lettori: non rendere noto il nome dell'avversario fino al termine della partita, in modo da lasciare a tutti il gusto di provare a indovinare di chi si tratta in base alla sua forza e al suo stile di gioco. I curiosi che non ce la fanno a convivere con la suspense potranno comunque conoscere subito queste informazioni cliccando qui. Agli altri, dico solo che il sottoscritto conduce i Bianchi e che all'epoca della partita il Nero aveva 13 anni e mezzo e un Elo di 2147 punti.
Pronti? Via!

Ferretti,Folco (2289) - ????? (2147) [A28]
Roma INPS (5), 26.04.2003

1.c4

All'epoca l'Inglese era la mia principale alternativa a 1. e4: un'apertura fluida, che a seconda delle risposte dell'avversario permette il rientro in molti impianti completamente diversi fra loro, dove il peso dell'esperienza può spesso controbilanciare, almeno in parte, la visione tattica o l'intuito strategico. Tutto sommato, una buona scelta contro un campioncino in erba.

1...e5 2.Cc3 Cf6 3.Cf3 Cc6 4.e3!?

Per chi, come me, non gioca 1. e4 c5 di Nero, questa continuazione è forse più indicata di 4. g3 o 4. a3, in quanto ora il tempo in più rende improponibile per l'avversario rientrare in una Siciliana "aperta" in contromossa.

4...Ae7

Una reazione molto solida, ma non troppo intraprendente. [A riprova di quanto dicevo prima, 4...d5 non è un errore in senso stretto, ma dopo 5.cxd5 Cxd5 6.Ab5!+/= il Nero deve rientrare in posizioni che, oltre a non essere a mio giudizio troppo attraenti, hanno ben poco a che vedere con le classiche Scheveningen o Najdorf che molti giocatori aggressivi, come il mio avversario, si divertono a demolire a suon di sacrifici.; La mossa più popolare è invece 4...Ab4 , che mi è stata giocata anche da diversi avversari titolati. Qui il tempo in meno del Nero rispetto alla variante Rossolimo della Siciliana non è molto importante, anche perché il Bianco ha perso l'opzione di sviluppare il Cavallo di Re in e2.]

5.d4 exd4 6.Cxd4

Dopo 6.exd4 d5! si arriva normalmente in una posizione con il pedone 'd' isolato in cui il Bianco non può aspirare ad un grande vantaggio.

6...0-0 7.Ae2 Te8

 

 

Ecco, questo è uno di quei casi in cui la mancanza di esperienza e di conoscenze teoriche si fa sentire. Ovviamente mettere la Torre su colonna aperta non può essere un errore, ma c'era una soluzione più radicale e più in linea con lo stile dinamico del Nero. [Il problema è che per giocare 7...d5!? 8.cxd5 (8.Cxc6 bxc6~~ è la variante principale) 8...Cb4! bisogna sapere, o prevedere con qualche mossa di anticipo, che il Bianco non può conservare il pedone con (altre mosse presentano inconvenienti che non consentono al Nero di pareggiare il gioco: ad esempio 8...Cxd5 9.Cxd5 Dxd5 10.Af3+/=) 9.e4?! per 9...Cxe4! 10.Cxe4 Dxd5 , riprendendo vantaggiosamente il pezzo grazie al tatticismo 11.Af3 Dxd4 E chiedere questo sarebbe stato troppo anche ad un grande talento, ma pur sempre tredicenne!]

8.0-0 d6?!

Ora il Nero finirà in posizione piuttosto passiva, magari astrattamente giocabile ma piuttosto ristretta (manovrando di fatto su 3 traverse contro 4). Anche qui la difesa consigliata dalla teoria non era però fra le più spontanee. [Per evitare di finire schiacciati era migliore 8...Cxd4 9.Dxd4 Ad6! , con l'idea Ae5, come in Seirawan-Ehlvest, Haninge 1990.

9.e4

Si poteva anche cambiare in c6. In entrambi i casi il Nero avrà grande difficoltà, a differenza che nel "riccio", a trovare un controgioco attivo, mentre il Bianco può tranquillamente proseguire con le sue manovre senza temere sorprese tattiche. Una situazione direi ideale per un "vecchio" contro un giovane!

9...Cxd4 10.Dxd4 Cd7

Dopo 10...Af8 11.Ag5 il Nero non sarebbe comunque riuscito ad aprire il fianchetto di Re per entrare in una posizione di tipo "est-indiano".

11.Cd5 Af8 12.b3 c6

Per cercare di respirare un po' il Nero è costretto ai primi indebolimenti: d'ora in poi la pressione su d6 sarà un tema chiave della partita. [Curiosamente, al mio motore la posizione del Nero non dispiace, tanto che cerca di tenerla in vita con espedienti tattici come 12...f5 , ma sono convinto che alla lunga la debolezza delle case bianche si farebbe sentire.]

13.Cc3 Df6

Una buona intuizione del mio avversario che, pur andando contro il suo temperamento, si rende conto che la sua posizione compressa si alleggerirebbe a seguito del cambio delle Donne. Purtroppo il seguito non sarà dei più coerenti...

14.Td1 Dg6?!

Mossa che non fa una buona impressione: qui la Donna collabora poco con gli altri pezzi e potrebbe costituire oggetto d'attacco. Visto il tratto precedente del Nero, mi aspettavo il cambio in d4. [>=14...Dxd4 15.Txd4+/=]

15.Rh1!?

Forse un eccesso di profilassi, ma in questo modo il Re si toglie sia da eventuali problemi sulla colonna 'g' sia dalla diagonale a7-g1. Nel frattempo il Bianco mantiene il suo vantaggio di spazio e il Nero continua a non avere un piano. Chi ha sofferto in questo tipo di posizioni contro il professionista o mestierante di turno sa quanto possa essere sgradevole, sul piano psicologico, affrontare queste mosse apparentemente "d'attesa". [15.f4?! d5! con la minaccia Ac5 è proprio un esempio di quello che volevo evitare.; 15.Af4 (oppure in e3) poteva essere una continuazione più diretta.]

15...b6 16.f4

 

 

16...f6?

Un altro segno di impazienza. Questa spinta piuttosto precipitosa (il Bianco non minacciava ancora nulla di reale) toglie la casa f6 a tutti i pezzi neri, in particolare alla Donna, e rende quindi ancora più difficile per il Nero l'impresa di sciogliersi. [16...Ab7+/=]

17.Af3 Tb8

Questo invece non è un errore, o perlomeno non aggrava la già precaria situazione nera, ma (a distanza di tanti anni) non riesco a ricostruirne il significato. Sembrava logico completare il fianchetto con Ab7.

18.Ce2!+/-

Con e4 saldamente difesa e la casa d5 inaccessibile, il Cavallo non ha più molto da fare in c3 e si dirige verso il lato di Re. Possibili destinazioni: g3 (minacciando Ah5) o (dopo la spinta in f5) f4, "puntando" e6: entrambi temi resi possibili dall'imprudente 16... f6? Il Nero è quindi ben presto costretto a riparare in f7 con la Donna, per evitare guai peggiori.

18...Cc5 19.Cg3 Df7 20.Ae3

Forse era ancora più forte guadagnare subito altro spazio con 20.b4! Ce6 21.Dd3 , per cui giustamente il Nero si preoccupa subito di ostacolare la spinta del pedone 'b'.

20...a5 21.Dc3 Ad7

21...Ab7 , pur non risolvendo i problemi del Nero, sembra leggermente più precisa, in quanto avrebbe reso più semplice la difesa del pedone d6, evitando la contorsione fra i pezzi neri a cui assisteremo ben presto.

 

22.f5!

Questa spinta potrebbe sembrare antiposizionale, in quanto riduce il raggio dell'Alfiere campochiaro e concede la casa e5 ai pezzi neri, ma in realtà mi sembra anche oggi una buona idea per i seguenti motivi, in ordine crescente di importanza: 1) impedisce al Nero di occupare e6; 2) impedisce per sempre la spinta di liberazione in f5; 3) con l'attuale disposizione dei pezzi il Nero non riuscirà mai ad occupare e5 senza perdere il pedone d6 (la famosa analisi dinamica contrapposta a quella statica!); 4) apre nuove strade all'Alfiere camposcuro, che da f4 costringerà il Nero a delle acrobazie per non perdere il pedone 'd'.

22...Ted8 23.Af4 Ae8

A prescindere dalle critiche ad alcune mosse precedenti, che hanno soprattutto valore didattico, bisogna dare atto al Nero di aver resistito tenacemente in una situazione particolarmente sgradevole: penso che molti tredicenni sarebbero già crollati da un pezzo! Del resto non credo che la ritirata alternativa avrebbe fatto molta differenza... [23...Ac8+/-]

24.Td2 Tb7 25.Tad1 Tbd7 26.a3

Il Bianco non si accontenta di tutto lo spazio finora guadagnato e cerca di conquistarne altro ancora: la caduta delle difese del nero è solo questione di tempo.

26...De7 27.b4 Cb7

Ovviamente 27...axb4?! 28.axb4 sarebbe servita solo a regalare un ulteriore vantaggio (la colonna 'a') al Bianco

28.Ce2!

Vi assicuro che il vostro commentatore non ha scelto questa partita cercando di spacciarsi per il degno erede di Petrosian o di Karpov, anche perché quello che combinerà in seguito, e che gli costerà mezzo punto, basterebbe a smentirlo. Però anche questa mi sembra una manovra elegante: nelle prossime tre mosse l'Alfiere f4 si scambierà di posto con il Cavallo g3, potenziando ulteriormente le prospettive di entrambi i pezzi. Nel frattempo, la minaccia Cd4, puntando sia c6 sia e6, induce il Nero a creare l'ennesimo buco, questa volta in d5.

28...c5?!

Alla lunga concedere la casa d5 al Bianco era inevitabile, ma sembra che sarebbe stato possibile farlo in condizioni leggermente meno sfavorevoli: 28...Af7 29.Ae3 (non porta a nulla di immediato 29.Cd4 Tc7) 29...axb4 30.axb4 b5!? 31.cxb5 cxb5 , anche se comunque dubito che alla lunga il Nero sarebbe riuscito a sopravvivere a gioco corretto.

29.b5+-

 

Non credo sia esagerato ora parlare di vantaggio vincente del Bianco: basta dare un'occhiata all'attività (si fa per dire) dei pezzi neri, ed in particolare del Cavallo b7 e dell'Alfiere f8!

29...Af7 30.Ag3 Te8 31.Cf4 Cd8 32.Ch5

E' bene sapere che la partita si stava disputando con le "vecchie" cadenze senza orologio digitale: quindi 40 mosse per 2 ore e 30 minuti a testa per le rimanenti mosse senza incremento. Con l'avvicinarsi dello Zeitnot, il Bianco sonda quindi il terreno con qualche minaccia, per guadagnare tempo. Obiettivamente il piano migliore sarebbe stato 32.Dd3! , seguita da Te2, dopodiché, una volta consolidato il punto e4, cambiare gli Alfieri campochiaro con Ah5 e quindi effettuare una penetrazione decisiva nelle case bianche rimaste sguarnite (d5/e6).

32...h6!?

 

Una decisione interessante e provocatoria. Il Nero è stufo di difendersi passivamente e preferisce cedere materiale per ridare un po' di vita ai suoi pezzi, anche se onestamente la sua strategia funzionerà solo grazie all'incapacità dell'avversario... [Dopo l'apparentemente forzata 32...Cb7 il Bianco avrebbe potuto tornare in f4 con il Cavallo e poi implementare il piano visto nella nota precedente.]

33.Axd6 Txd6 34.Txd6 Dxd6 35.Txd6 Axd6 36.Dd3?!

Uno storico commentatore (non ricordo quale) disse che non si può vincere una partita a scacchi senza mai calcolare neppure una variante. Fin qui il Bianco ha giocato una discreta partita, e grazie a una fortunata scelta dell'apertura ha man mano incrementato il suo vantaggio sino a guadagnare Donna per Torre e pezzo leggero, ma qui la volontà di non concedere neanche un briciolo di controgioco al promettente avversario lo tradisce e lo fa optare per una continuazione "second best". Comunque ancora nulla di compromesso... [Avevo visto che dopo 36.Cxf6+ gxf6 37.Dxf6 il Bianco guadagna ancora il pedone h6 o quello in b6, e a seguire tutta la catena, ma probabilmente ero restio a cedere il Cavallo, e magari anche il pedone c4, senza vedere un matto o un guadagno di materiale immediato. Invece penso che dopo il contro-sacrificio di Cavallo la partita sarebbe durata ancora soltanto poche mosse: il Bianco ha una Donna onnipresente e una sfilza di pedoni passati, i pezzi neri restano passivi e scoordinati e anche il Re non è proprio un modello di sicurezza!]

36...Cb7 37.g3!

Preparando il rientro in gioco del Cavallo, e magari (una volta svincolato l'Alfiere f3) anche la spinta e4-e5 con guadagno di pezzo. Il Nero cerca quindi di bloccare la casa e5, ma in questo modo la Donna bianca riesce a penetrare nelle retrovie.

37...Ae5 38.Dd7 Cd6[] 39.Cf4 Axf4!

La miglior difesa: vediamo perché catturare in c4 senza prima eliminare il Cavallo avrebbe perso subito. [39...Cxc4? 40.Ah5! Tf8 (40...Axh5? 41.Cxh5 porta al matto immediato) 41.Ce6 guadagnando ulteriore materiale; 39...Axc4 è più delicata: per restare in vantaggio decisivo il Bianco deve evitare Axb5 con la profilattica 40.a4! (non so se avrei avuto il sangue freddo di trovarla alla 40a mossa), dopodiché il Nero non può fare nulla contro Ah5 e/ o Ce6.]

40.gxf4 Cxc4

Il controllo del tempo è passato, e il Bianco può trovare con calma il colpo di grazia che corona degnamente la sua dominazione posizionale, vero?

 

 

41.Dd3??

Falso! Tra l'altro questa mossa, che rasenta il massimo del masochismo perché toglie la Donna dalla sua posizione nel cuore dello schieramento nero per legarla alla difesa dell'insignificante pedone a3, fu giocata quasi lampo : - ( [Con 41.e5! , che minaccia e6, il Bianco avrebbe potuto sfruttare in modo spettacolare il sovraccarico dell'Alfiere f7 e più in genere l'infelice collocazione dei pezzi neri, che si trovano tutti su case bianche: 41...fxe5 42.Ad5 Tf8 43.Axf7+ Txf7 44.De8+ Tf8 45.De6+ e poi Dxc4]

41...Rf8!

Togliendosi dalla fatale diagonale a2-g8 e avvicinando il Re al centro: ora la vittoria del Bianco, ammesso che ci sia, è diventata infinitamente più difficile.

42.e5?

Qui invece ricordo che impiegai circa 15 dei 30 minuti rimasti. Ancora ignaro di cosa avevo sciupato al tratto precedente, mi andavo convincendo sempre più che non sarebbe stato facile fare breccia nella fortezza nera con mezzi ordinari e che era il caso di cedere un pedone per dare luce al mio Alfiere, ma a volte avere l'idea giusta al momento sbagliato è peggio che non averla affatto! Il mio computer vorrebbe dare due punti interrogativi a questa mossa e solo uno a quella precedente, ma sul piano "umano" mi sembra più corretto il contrario, perché 41. e5! era facile da vedere (e non a caso il mio avversario se l'aspettava...) , mentre adesso l'ipotetica continuazione vincente è davvero complessa. [Pare comunque che con 42.Rg1! (evitando sorprese tattiche sulla grande diagonale) 42...Re7 43.Ae2 Td8 (su una mossa d'attesa come 43...Ag8 è decisiva 44.e5! fxe5 45.Dc3!) 44.Df3 Cd2 45.Dg2 il Bianco riesca finalmente a spingere in e5 e poi piano piano a fare ulteriori progressi, evitando le molteplici insidie tattiche tese a ripetizione dai pezzi neri finalmente diventati attivi. Ma voi riuscite a immaginarmi trovare 4-5 mosse da studio per riuscire finalmente a spingere in e5 nelle condizioni giuste, quando non sono stato capace di trovare la semplice giustificazione tattica per giocarla al tratto scorso?]

42...fxe5 43.fxe5

Ora purtroppo il Re nero non è più su casa bianca, mentre il mio lo è ancora, quindi Ad5 non è più giocabile: [43.Ad5?? Td8 44.Dxc4? (44.Axc4 Txd3 45.Axd3 exf4) 44...Axd5+-+]

43...Txe5

E ora, finalmente, tutti i pezzi neri, in particolare il Cavallo, occupano delle case ideali, per cui non c'è modo di fare ulteriori progressi. Nelle prossime mosse il Bianco ci proverà ancora (senza troppa convinzione), ma la difesa del mio avversario sarà ineccepibile.

44.Dd8+ Te8 45.Dc7 Te7 46.Df4 Ce5 47.f6 Te8 48.fxg7+ Rxg7 49.Ae4 Cg6 50.Axg6 Rxg6 51.Dg4+ Rh7 52.Dd7 Rg7 53.Rg2 Te6 54.Rf3 Tf6+ 55.Re4 Te6+ 56.Rf4

 

Rassegnandosi alla patta: del resto il monarca bianco non ha nessuna via d'entrata né sul lato di Donna né su quello di Re. Una partita nettamente divisa tra una prima fase, strategica (mosse 1-35), in cui il Bianco può essere soddisfatto del suo gioco ed il Nero un po' meno, e una seconda, tattica (36-56) in cui è vero esattamente il contrario!

1/2-1/2


Allora, dopo aver espresso la dovuta solidarietà al Bianco per l'occasione mancata (in realtà immeritata, perché è stato lui a non saper concretizzare il vantaggio trovando le continuazioni più incisive al momento giusto), siete pronti a conoscere l'identità del Nero? Rullo di tamburi... per visualizzare la risposta cliccate qui





Com'è ovvio, da allora le mie poche partite valide per l'Elo FIDE contro Vocaturo, anche se avevo il Bianco, si sono sempre concluse con un secco ed inequivocabile 0-1, e ormai da un bel pezzo i pochi tornei a cui ancora partecipo ogni tanto sono troppo deboli per suscitare il suo interesse, quindi credo che il nostro score finale non cambierà più...


E ora cerchiamo di sintetizzare cosa si può dedurre da questa partita (piuttosto atipica, a dire il vero) sullo stile del mio avversario:

  • in apertura (soprattutto di Nero, aggiungo, perché con il Bianco le cose andavano un po' meglio), la conoscenza e soprattutto la scelta delle varianti da parte di Daniele non erano ancora all'altezza, e rischiavano di portarlo in posizioni dove non aveva modo di far valere le sue enormi potenzialità. Poco dopo questa partita, Daniele iniziò a lavorare con il GM Lexy Ortega, e i risultati non tardarono molto a venire, ma è degno di nota che il futuro vincitore di Wijk aan Zee C avesse raggiunto il livello di un buon maestro pressoché da autodidatta (oggi ci sono molti ragazzi che vengono seguiti fin da piccolissimi eppure non riescono mai neppure a sfondare quota 2500);

  • sul piano strategico, abbiamo un giocatore che, uscito male dall'apertura e dopo aver perso qualche occasione (forse l'ultima era 12... f5) di procurarsi un controgioco attivo, è rimasto invischiato nel dilemma fra voglia di contrastare l'azione del Bianco e consapevolezza della necessità di evitare indebolimenti. Arrivato al momento della disperazione, Daniele è riuscito a stare fermo anche a costo di fare sicuramente violenza a se stesso: per uno scacchista con caratteristiche spiccatamente dinamiche, non dev'essere facile comprimere i propri pezzi in una “scatola” sulle ultime due traverse come quella che si è formata intorno alla 30a mossa. Nel frattempo, però, erano state giocate alcune mosse (16... f6?, 28... c5?!) che avrebbero potuto compromettere definitivamente la posizione nera. Ancora oggi, del resto, a volte (per fortuna molto raramente) di Nero il forte GM Daniele Vocaturo non riesce a interpretare correttamente la posizione che scaturisce dall'apertura e, poiché la forza di Harikrishna non è proprio paragonabile a quella di Ferretti, viene sconfitto quasi senza giocare;

  • a livello tattico, eravamo già messi molto bene. Una volta che lo scontro si è trasferito sul livello del calcolo concreto, il Nero ha trovato (prevalentemente per capacità di analisi e in piccola parte anche per intuito, direi), tutte le mosse migliori, o, se lievi imprecisioni ci sono state, non sono state tali da alterare il giudizio sulla posizione. Ciò gli ha permesso di cogliere le occasioni per far sbagliare l'avversario e, una volta che ciò è avvenuto, di riequilibrare le sorti della partita;

  • secondo la definizione di John Nunn, potremmo dire che la partita non è mai arrivata in un finale vero e proprio, ma possiamo quantomeno riscontrare che Daniele conosceva il concetto di fortezza e aveva un certo intuito per la disposizione ottimale dei pezzi sulla scacchiera semivuota (in genere, i giovani più promettenti suppliscono alla mancata conoscenza delle posizioni-base con la capacità di calcolare lunghe linee forzanti, cosa particolarmente importante nella fase finale);

  • sull'educazione e il comportamento davanti alla scacchiera, infine, niente da dire: ineccepibile, allora come oggi (anzi, lo preferivo all'epoca quando non portava ancora il cappellino che è diventato il suo portafortuna in questi ultimi anni). Tanto che, quando un suo tifoso a fine partita ebbe il coraggio di chiedergli qualcosa come: “Perché nella posizione finale non hai provato a continuare un po' per speculare sul tempo?”, Daniele si mise timidamente a ridere e rispose solo “Ma dai!...”, come per dire che certe cose non si pensano neppure. A riprova del fatto che per diventare un forte GM le doti più importanti sono il talento e lo studio, non certo l'arroganza o la presunzione.


Per questa volta abbiamo finito, rimando i lettori al prossimo articolo, in cui, siccome mi sono stufato di presentare solo sconfitte o vittorie mancate, andrò a scovare una partita che sono effettivamente riuscito a vincere contro una giovane promessa poi diventato un forte maestro (eh già... anche se più o meno ad ogni morte di papa, qualche volta è successo!).



Nota:

Si tratta nientemeno che di Daniele Vocaturo, un nome che non ha bisogno di presentazioni, oggi n. 3 italiano e creatore di tante stupende partite che tutti sicuramente ricorderanno. Non c'era certo bisogno di essere Nostradamus, ma ci sono testimoni che possono confermare come avessi previsto il titolo di GM per Daniele già nel 2002, cioè un anno prima di questa partita (che è tratta dal Festival INPS 2003), quindi sapevo che questa sarebbe stata una delle mie ultime occasioni per batterlo in una partita ufficiale...

 
 
Di Folco Ferretti (del 25/04/2012 @ 23:00:00, in Partite commentate, linkato 1679 volte)


Confesso di non aver mai visto il film da cui è tratto il titolo dell'articolo, e ho solo pochi ricordi del programma televisivo (oggi molto popolare con il nome di “Amici”) che ad esso si ispirava. In sostanza, l'obiettivo è quello di esaltare dei giovani non ancora molto noti, ma che già dimostrano di avere un certo talento nel mondo dello spettacolo, e di metterli in gara gli uni contro gli altri, per fare emergere i migliori sino al punto di trasformarli in vere e proprie star a livello nazionale e magari anche oltre. A prescindere da ogni giudizio di merito sulla bontà dell'idea, la serie di articoli che voglio proporre ai lettori di Scacchierando si ispira solo apparentemente a quel formato. In realtà, sarebbe stato più corretto intitolare il pezzo “Sono diventati famosi?”, ma non volevo perdere l'occasione di attirare i più distratti con un titolo di sicuro richiamo : - )

Grazie all'età ormai non più verdissima del vostro corrispondente, anziché cercare di indovinare il potenziale di giovani scacchisti “in erba”, abbiamo infatti la possibilità di rivivere i tempi in cui alcuni nomi nuovi stavano cominciando ad affacciarsi sulla scena scacchistica, e di valutare “col senno di poi” se hanno mantenuto o meno le promesse. Nel corso degli anni (la mia attività agonistica, anche se piuttosto ridotta rispetto a un paio di decenni fa, non si è mai interrotta del tutto) ho infatti accumulato una non disprezzabile lista di “incontri ravvicinati del primo tipo” contro numerosi aspiranti, o reali, campioni del futuro, all'epoca magari oscuri candidati maestri di cui si diceva bene ma si sapeva ancora poco.

Per non allargare troppo la ricerca, il criterio che ho scelto è stato il seguente: ho preso i primi cento italiani attivi nell'ultima lista FIDE, e sono andato a rivedere le nostre sfide risalenti a periodi in cui loro avevano già iniziato la loro parabola ascendente mentre io ero già un giocatore di livello magistrale. Ovviamente ho escluso le partite disputate quando gli avversari erano già adulti o più forti di me. Purtroppo il criterio dei “top 100 attuali” costringe a qualche rinuncia: restano ad esempio esclusi, per fare tre nomi che mi vengono in mente abbastanza a caso, giocatori come Elia Mariano, Peter De Bortoli ed Emanuele Pacilli, sul cui futuro avrei all'epoca scommesso ma che poi si sono per vari motivi più o meno allontanati dagli scacchi.

La cosa interessante, dopo aver rivisto la partita, sarà confrontare il loro livello, e magari stile di gioco di allora, con quello attuale, per capire se la mia sensazione “questo ragazzo ha un grande futuro” fosse giustificata (o magari il contrario, nel senso che NON sono stato capace di intuire il talento dei miei avversari, come accadde ad esempio nel 1995 quando pattai con l'allora diciannovenne Duilio Collutiis; non mi vergogno di confessare che mai, in base a quella partita, avrei visto in lui un futuro campione italiano). Le partite non saranno quindi scelte tanto per il loro valore intrinseco, in genere non altissimo, anche perché uno dei due giocatori sono io : - ) ma per l'interesse “storico”. Nei limiti del possibile, inoltre, cercherò di attingere a partite non presenti nei database e quindi sconosciute.

Ho potuto verificare che l'esito più frequente dei miei scontri contro giovani in rapida crescita è stata la patta, in genere combattuta: la superiore capacità tattica, preparazione teorica o intuito posizionale dei futuri campioni erano controbilanciate da una minore esperienza o da qualche calo di concentrazione o di tenuta fisica, e le due cose si compensavano: cosi' uno di noi si portava magari in vantaggio ma poi non riusciva a concretizzarlo. Esistono tuttavia, com'è ovvio, anche numerosi casi di vittorie e di sconfitte, e nel futuro cercherò di alternare un po' tutti e tre i risultati, senza accanimenti né indulgenze nei confronti dei singoli, qualunque possa essere la mia opinione su di loro a livello umano: 1, ½ e 0 sono dati oggettivi!

Magari, se questo modesto spunto desterà un minimo di interesse, anche altri collaboratori di Scacchierando ormai entrati negli “anta” vorranno condividere le loro esperienze contro gli ex-giovani talenti e confrontarle con le mie...

Ora bando alle ciance, entriamo nel vivo e passiamo ad una mia batosta risalente a oltre sette anni fa. Per seguire il consiglio di qualche buontempone, che dopo il precedente articolo dal titolo “Le gemelle” mi aveva suggerito di passare a “I gemelli”, il mio avversario è uno dei due fratelli Stromboli, per la precisione Carlo, oggi MF e n. 54 del ranking nazionale con un Elo di 2326, nonché specialista del gioco rapido nel quale ha al suo attivo diversi risultati prestigiosi, ma che all'epoca era solo diciottenne e aveva appena 2119 punti, quindi oltre 150 meno di me. Ecco la partita:


 

Ferretti,Folco (2282) - Stromboli,Carlo (2119) [C78]
Montecatini Terme (6), 30.12.2004

1.e4

Siamo all'ultima partita di un Open da 6 turni giocato durante le feste natalizie. Già allora, nelle mie partite di Bianco ero solito alternare 1. e4 a sistemi ultra-chiusi caratterizzati da fianchetti e centro fluido. Siccome il torneo stava andando maluccio, pensai che una partita aperta mi avrebbe dato maggiori possibilità di vittoria, dimenticando che contro i giovani conviene stare alla larga dalle posizioni tattiche quando si è fuori forma... Non a caso, le mie uniche vittorie contro i gemelli Stromboli in partita lenta arrivarono entrambe l'anno dopo al torneo di Falconara, e in tutti e due i casi, di Bianco, optai per una tranquilla Reti!

1...e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 a6 4.Aa4 Cf6 5.0-0 b5 6.Ab3 Ac5

Ed ecco la Neo-Arcangelo: una delle difese più dinamiche per il Nero contro la Spagnola, sicuramente più adatta allo stile di Stromboli che al mio. Questa variante ha del resto una lunga storia "italiana": cavallo di battaglia di Michele Godena fin dagli anni '90, è stata di recente ripresa con buon successo anche da Fabiano Caruana. In "Revolution in the '70s", Kasparov confessa di non aver trovato una continuazione chiaramente vantaggiosa per il Bianco contro questa linea. Di Nero non l'ho praticamente mai usata, preferendo al limite in alcune partite l'Arcangelo "classica" con 6. .. Ab7.

7.c3

[7.Te1?! Cg4!;] [7.Cxe5 Cxe5 8.d4 Axd4 9.Dxd4 d6 con posizione a doppio taglio. Consiglio agli interessati di rivedere una spettacolare Vocaturo-Godena giocata in un Campionato italiano di qualche anno fa.;] [7.a4!? con probabile rientro nella prossima nota]

7...Ab6 8.d4

Ovviamente questa spinta cosi' naturale non è un vero e proprio errore, ma per chi non conosce questa variante potrebbe essere utile una piccola digressione sull'ordine di mosse più flessibile e quindi più preciso. [Giocando 8.a4! con il pedone nero ancora in d7 e cioè quando non è possibile .. . Ag4, il Bianco costringe il Nero a compiere una scelta che restringe le sue possibilità: dopo 8...Tb8 la colonna 'a' è del Bianco e non ci sono gli antipatici tatticismi che vedremo in partita (se invece 8...Ab7 l'Alfiere non potrà più andare in g4 e il Bianco può quindi risparmiare un tempo su h3. Sono dettagli, ma in una posizione aperta possono fare la differenza!) ]

8...d6 9.h3?!

Questa è invece un'imprecisione che permette al Nero di pareggiare il gioco. Non era però facile trovare il seguito giusto davanti alla scacchiera, a dimostrazione del fatto che per rimanere competitivi i giocatori della "vecchia guardia" devono mantenersi aggiornati sullo studio della teoria o, in alternativa, ripiegare su aperture più tranquille!
[Il punto è che il Bianco non deve aver paura di giocare 9.a4! Ag4 (9...Ab7+/=) 10.axb5 axb5 11.Txa8 Dxa8 12.h3! Ah5 e ora, con l'Alfiere campochiaro nero lontano dalla diagonale c8-h3, non è troppo rischioso fissare la struttura spingendo in d5. (12...Axf3? sarebbe decisamente ingorda: 13.Dxf3 exd4 14.e5! dxe5 15.Ag5 e4 16.Df5 ed il Nero sconta la lontananza della Donna della difesa nonché il mancato arrocco, ma se per ottenere un vantaggio col Bianco bisogna giocare queste posizioni con la stessa precisione di Michael Adams [esperto della Arcangelo con entrambi i colori] c'è qualcosa che non va...) 13.d5+/=; 9.dxe5 Cxe5 10.Cxe5 dxe5 11.Dxd8+ Rxd8 12.Axf7 Tf8 (12...Cxe4? 13.Ad5) 13.Ad5 (13.Ab3? Cxe4 14.Ad5? Cxf2!-+) 13...Cxd5 14.exd5 Ab7 non dà alcun vantaggio al Bianco]

9...h6

Anche il Nero avrebbe potuto guadagnare un tempo omettendo questa mossa profilattica, dato che dopo 9...Ab7 10.Ag5 h6 11.Ah4?! (11.Axf6 Dxf6=) 11...g5! abbiamo un tipico caso in cui il giocatore che ha astutamente ritardato l'arrocco può trarne giovamento a scapito dell'avversario.

10.a4 Ab7 11.Te1 0-0

E ora, in questa posizione ancora teorica, il Bianco può scegliere come risolvere la tensione sia al centro sia sul lato di Donna in vari modi: il cambio in b5, la spinta in d5, lo sviluppo con Ca3, quello con Dd3, ecc. Sono tutte idee che sono giocabili e sono state pure giocate, anche in partite fra italiani. Il vostro commentatore dimostra però tutto il suo talento combinandole nell'unica sequenza che lascia partita vinta al Nero dopo appena 15 mosse!

12.axb5

12.d5 sarebbe probabilmente oggi la mia scelta, senza chiarire la situazione sul lato di Donna, almeno fino a quando il Nero non abbia deciso se spostare il Cavallo in e7 (che elimina il tatticismo verificatosi in partita) o in a5.

12...axb5 13.Txa8 Dxa8!

In questa precisa posizione, in cui il Bianco non ha più la casa g5 per i suoi pezzi, questa ripresa mi sembra più forte di quella di Alfiere, in quanto crea minacce sulla grande diagonale. Non c'era però ancora motivo di lasciarsi prendere dal panico...

14.Ca3

14.d5!? era nuovamente più tranquilla, e se 14...Ce7 (14...Ca5 15.Ac2 con gioco equilibrato, come in Valenti-Zimina, Bratto 2007) solo allora 15.Ca3

14...Ca5!


Molto ben giocato da parte di Stromboli, e una spiacevole sorpresa per me. La pressione su e4 consente al Nero non solo di ignorare l'attacco su b5 ma anche di lasciare momentaneamente in presa il pedone e5.

15.d5??

Il mio amico MF Renzo Ramondino (che proprio a Montecatini disputò un ottimo torneo) sostiene che, non trovandomi a mio agio nelle posizioni troppo manovrate, sono restio a chiudere il centro fino a quando non è assolutamente necessario. Questa volta purtroppo il blocco, pur essendo strategicamente giustificato proprio come lo sarebbe stato ai tratti 12 o 14, va incontro a una brutale confutazione tattica, che si basa su un tema insolito anche se non difficile da vedere.
[15.dxe5 fu giocata nell'unica altra partita di mia conoscenza ad aver raggiunto questa posizione, fra due scacchiste polacche, e dopo 15...Cxe4 (15...dxe5 16.Ac2) 16.Ae3 le reciproche debolezze dei vari pedoni tendono a cancellarsi portando a una posizione più o meno pari, anche se a mio avviso forse più facile da gestire per il Nero, i cui pezzi hanno un maggiore potenziale dinamico.; 15.Ac2 è pure giocabile, anche se lascia al Nero l'ulteriore opzione del cambio in d4 e quindi implica la necessità di maggiori calcoli e valutazioni, non sempre lucidi alla fine di un torneo con 2 turni al giorno...]

15...Cxb3 16.Dxb3 Cxe4!-+

La batteria D+A sulla grande diagonale, che ingenuamente avevo pensato di contenere spingendo in d5, demolisce il centro bianco. La partita è finita virtualmente prima ancora di essere iniziata. Spero che i lettori e il mio avversario mi perdoneranno per aver continuato ancora tante mosse, quasi fino al matto, pur sapendo benissimo di non avere nessuna speranza, ma farsi ridicolizzare cosi' di Bianco non capita tutti i giorni, e doversi concentrare sulla partita ritarda il momento della resa dei conti con se stessi... Comunque le mosse restanti non sono del tutto inutili: oltre a rendere un po' più succosa quella che altrimenti sarebbe rimasta una miniatura, ci permetteranno anche di valutare la tecnica dell'allora CM Carlo Stromboli.

17.Ae3

17.Txe4? Axd5

17...Axe3

Dopo 17...Axd5 18.Dxb5 il computer, non pago del già enorme vantaggio derivante dal fortissimo Alfiere campochiaro, anziché rientrare in partita con la presa in e3, vuole guadagnare un pedone con la simpatica sequenza 18...Cxc3! 19.bxc3 Axf3 20.gxf3 Axe3 seguita dalla presa in a3. Il piano di Stromboli, che al dominio della grande diagonale affianca anche quello sulla colonna 'b' e più in generale sull'intero lato di Donna, è però altrettanto vincente e non c'è motivo di criticarlo.

18.Txe3 Axd5 19.Dxb5 Tb8 20.De2 f5! 21.Ch4

Due Cavalli su due sul bordo della scacchiera non sono proprio una media ideale, ma le alternative non erano molto migliori. [Ad esempio, il tentativo di riportare in gioco la Torre con 21.Td3 avrebbe permesso la rovina della struttura pedonale bianca sul lato di Re dopo 21...Cc5! e la successiva presa in f3.]

21...f4

Proprio a fianco della grande diagonale bianca, totalmente nelle mani del Nero, è sorta un'imponente catena pedonale c7-d6-e5-f4, anch'essa completamente tabù per le disperse forze bianche...

22.Td3 Cf6 23.Td1 Db7 24.Dd3?!

Non ho troppi rimpianti per aver giocato questa mossa: in posizione completamente persa, se proprio non si vuole abbandonare, è legittimo affidarsi a delle trappole (per quanto banali come questa) come unica speranza di salvezza. Oggettivamente, però, per prolungare la resistenza sarebbe stato meglio spingere il pedone 'b'. [sarebbe stata migliore 24.b4-+]

24...Ae6?!

La prima di poche imprecisioni commesse dal Nero in questa partita, comunque irrilevanti perché la posizione resterà sempre vinta, e in questi casi non ci si spreme più di tanto per cercare la conclusione più rapida. [24...Dxb2? 25.Tb1 era ovviamente da evitare; 24...Ae4! controllando la casa b1, avrebbe invece permesso il guadagno di un secondo pedone: 25.Dc4+ d5]

25.b4 De4


Penso che lo Stromboli di oggi, più consapevole del suo notevole talento tattico, avrebbe cercato di conservare le Donne per vincere in mediogioco. All'epoca, invece, il timore reverenziale verso l'avversario più titolato lo spinge a entrare in un finale talmente superiore che sbagliare diventa quasi impossibile. Se vogliamo, anche questo è un segno di umiltà e quindi di maturità!

26.Dxe4 Cxe4 27.Tc1 Cg5?!

Con l'apprezzabile idea di spingere in f3, provocando un cambio che lascerà il Bianco con dei pedoni doppiati ed il Nero con uno passato sulla colonna 'h'. Se si corre alla posizione finale, si potrà constatare il pieno trionfo della strategia del Nero, ma dopo la banale occupazione della colonna aperta con la Torre queste finezze non sarebbero state neppure necessarie! [27...Ta8! 28.Cb5 (28.f3? Cg3 29.Ta1 Rf7 seguita da g7-g5 guadagnando il Cavallo; 28.Cc2 Cxc3; 28.Cb1 Ta1) 28...Ac4! 29.Cxc7 Tc8 sarebbe stata un'ottima illustrazione del dominio del Cavallo sull'Alfiere]

28.Cb1

Questa ritirata è una delle poche mosse decenti giocate dal Bianco in partita. Il Cavallo si sottrae agli antipatici tatticismi visti nella nota scorsa e si prepara a tornare in direzione del centro. [Del resto non era possibile impedire la spinta in f3: (28.f3? Ch7! 29.g4 altrimenti segue Rf7 e poi ugualmente g5 29...fxg3 30.Rg2 g5 guadagnando il pezzo)]

28...f3!? 29.Cxf3 Cxf3+ 30.gxf3 Axh3 31.Cd2 Af5

Anche questa non compromette affatto il vantaggio decisivo del Nero, ma non si capisce perché lasciare la colonna 'a' al Bianco...

32.Ta1 Tb7?!

Il Nero avrà la saggezza di tornare sui propri passi al tratto successivo, riconoscendo che impedire l'entrata in settima della Torre bianca non è possibile, ma neppure necessario perché il Bianco non è in grado di minacciare nulla di serio. Ovviamente ciò significa che l'immediata centralizzazione del Re avrebbe fatto durare la partita un paio di mosse in meno. [32...Rf7 33.Ta7 Tc8; 32...Tc8]

33.Cc4 Tb8 34.Ta7 Tc8 35.Rh2

A quanto pare, il mio motore considera questa mossa come il male minore per il Bianco. Mah, chissà perché non mi sembra un grande motivo di vanto...

35...Ae6 36.Ca5 ...

cosi' come non mi vergogno molto di aver scelto questa anziché la ritirata in e3, preferita dalla macchina. Almeno posso far finta di mettere paura al Nero con qualche strana evoluzione di Cavallo...

36...Rf7 37.b5 Rf6 38.Rg3 h5

Il pedoni passati vanno spinti!

39.Cc6


La minaccia del Bianco (Tb7 e poi Ca7) è a dir poco farraginosa, e viene infatti prontamente stroncata dal Nero, ma nei finali inferiori ogni pedone che si riesce a cambiare è un successo - una potenziale Donna avversaria in meno!

39...Ad7 40.Cb4 Axb5 41.Cd5+

Sembra decisamente senza speranza anche 41.Txc7 Txc7 42.Cd5+ Rf5 43.Cxc7 Ac6 44.c4 g5 seguita da h4+ e dalla caduta del pedone f3. Poco fa abbiamo detto che nei finali inferiori bisogna cercare di cambiare i pedoni, ma non è altrettanto logico cambiare un pezzo relativamente attivo (torre bianca in settima) con uno relativamente passivo (torre nera legata alla difesa di c7). Ciò detto, sarà proprio quest'ultimo a dare matto, per cui forse la liquidazione delle Torri mi avrebbe concesso un'agonia altrettanto certa ma più "onorevole".

41...Rg5 42.Ce7!?

Cercare di resistere in queste condizioni è un'impresa deprimente: qui, ad esempio, la presa di Torre rientrava nel seguito della partita, mentre dopo 42.Cxc7 Ac4! il Bianco non può eseguire mosse degne di questo nome né con la Torre né con il Cavallo.

42...h4+ 43.Rg2 Tf8 44.Txc7 Ae2!

Più che a catturare un pedone doppiato, il tratto del testo serve a piazzare l'Alfiere in f3 e a permettere l'ulteriore avanzata del Re nero, entrambi elementi che daranno un prezioso contributo alla formazione di una rete di matto.

45.Cc8

Minaccia contemporaneamente i pedoni d6 e g7 (fra l'altro con scacco), e al tempo stesso tiene chiusa l'ottava traversa, per impedire alla Torre nera una micidiale penetrazione via a8 e a1. Si può chiedere qualcosa di più a una sola mossa? Beh, forse si', perché questo salto di Cavallo (come del resto tutte le alternative) perde forzatamente...

45...Axf3+ 46.Rg1 g6! 47.Tc4

Disperazione? Vedendo che non può catturare né il pedone 'd' né quello 'g', il Bianco si ostina a non abbandonare e gioca una mossa piuttosto assurda che probabilmente voleva impedire al Re nero di avanzare ulteriormente. C'è da dire che eravamo entrambi rimasti ormai con pochi minuti per finire la partita, e quindi questo e i successivi errori da parte di entrambi (che, è bene ripeterlo, non mettono MAI in discussione la vittoria del Nero ma solo la sua rapidità) sono forse parzialmente giustificabili. [47.Cxd6? Ta8; 47.Rh2 è l'eroico tentativo del computer per limitare i danni e "contenere" il vantaggio del Nero entro una valutazione di solo -4.]

47...Ad5

E' facile verificare che dopo 47...d5 tutte le risposte del Bianco portano in breve tempo alla perdita di uno o più pezzi (compreso in molti casi il Re). Siccome però la mossa di Stromboli vince ugualmente, e si basa anzi su un'idea molto più spettacolare, non vedo perché bisognerebbe accompagnarla con un punto interrogativo.

48.Tc7 h3?!

E' incredibile che una spinta cosi' naturale non sia la più forte, eppure... [48...Tf3! avrebbe vinto subito, secondo l'oracolo: l'elegante minaccia Th3-h1 oppure Td3-d1 costringe infatti il Bianco a strani contorsionismi di Re per evitare il matto, permettendo al Nero di guadagnare due tempi secchi rispetto al seguito della partita. 49.Rf1 h3 50.Rg1 Rg4 con l'idea h2+ e poi Th3+]

49.Cxd6

Miracolo! Della catena c7-f4, che un tempo dominava la posizione, è rimasto un pedone solo: peccato che nel frattempo il Re bianco sia messo sempre peggio e che i suoi pezzi siano molto lontani dal poterlo aiutare.

49...Rg4


50.Tc5?

L'ultimo errore. In questi casi un commentatore esterno può prendersi la licenza di scrivere "permettendo cavallerescamente al Nero di dare matto sulla scacchiera" o cose del genere: invece il sottoscritto, come diretto interessato, deve confessare che non aveva visto il matto sulla colonna 'h' e coltivava ancora qualche piccola speranza di patta basata sulla caduta del pedone e5. [50.Tc8 era chiaramente forzata per controllare h8, ma altrettamento chiaramente non sarebbe servita a salvare il Bianco. 50...h2+ 51.Rxh2 Txf2+ 52.Rg1 Rg3 ecc.]

50...h2+!

La giusta conclusione della partita: il pedone passato si immola per stanare il Re bianco: ovviamente a 51. Rxh2 seguirebbe 51... Th8+ e matto in h1. Cosi' Stromboli chiuse il torneo con un buon 4/6, mentre io mi fermai a quota 3 con un salasso di oltre 20 punti Elo.

0-1

Per quanto poco significativa possa essere una sola partita (fra l'altro decisamente a senso unico, come si è visto), possiamo trarne alcune conclusioni:
  • già allora, Carlo Stromboli aveva una buona preparazione in apertura e, soprattutto, sapeva scegliere impianti congeniali al suo stile, in modo da riuscire a trovare il seguito giusto pur non conoscendo magari a memoria tutte le varianti;
  • era un giocatore di grande talento tattico, in grado di trovare seguiti anche imprevisti e di calcolare con una certa precisione parecchie mosse in avanti, ma non infallibile, in quanto il computer ha trovato diversi miglioramenti (sia pure non trascendentali) alla sua condotta di gioco;
  • strategicamente si caratterizzava per un approccio pragmatico alla partita, preferendo entrare in un finale facilmente vinto anche se lungo piuttosto che mantenere le Donne sulla scacchiera ma rischiando di compromettere il vantaggio con un'eventuale svista;
  • nei finali, a parte qualche incertezza prontamente corretta, dimostrava di aver compreso come l'attività del Re e i pedoni passati siano più importanti del singolo pedone in più o in meno, anche se certo tutto è più facile quando si parte già in vantaggio di materiale;
  • infine (questo dalla partita non si vede, ma chiunque lo abbia conosciuto potrà confermarlo per esperienza diretta) Carlo, come anche il gemello Ettore, era ed è ancora persona di estrema correttezza e sportività davanti alla scacchiera e non solo. Tale circostanza mi rese leggermente meno amaro il gusto della sconfitta e, a mio avviso, è un valore che nella vita conta più di centinaia o anche milioni di punti Elo di differenza!
Per questa prima puntata del ciclo abbiamo finito: ci rivediamo (spero) fra un mese circa per il prossimo articolo.


 
Di GM Dimitrios Mastrovasilis (del 08/03/2012 @ 22:00:00, in Partite commentate, linkato 953 volte)

 
GM Mastrovasilis - GM Short: COMMENTA IL GM greco (2631)!

Il GM greco Dimitrios Mastrovasilis
commenta la sua terza partita per il blog Scacchierando ovvero la vittoria ottenuto su Nigel Short ai recenti campionati europei  a squadre, che hanno avuto luogo a Porto Carras in Novembre.

Ringraziamo Mastrovasilis, giocatore della nazionale greca (con elo attuale 2631), per la sua disponibilità, la stessa che ha dimostrato nei giorni in cui ha giocato in Italia in serie A1 col Circolo Dorico Ancona nel 2010.
La partita con Short, una carokann conclusasi in sole 24 mosse, mette in evidenza una volta di più lo stile solido ed armonioso del giocatore greco unito ad una lucida e semplice strategia.  Già dopo 12-13 mosse aveva individuato la strada per "punire" lo sviluppo dell'inglese ed ottenuto una posizione vantaggiosa.

Lascio quindi la parola al simpatico Dimitrios.

Darkstorm







Dimitrios Mastrovasilis è stato il miglior giocatore della nazionale greca con  5.5 su 9 ed una perfomance di 2690.  Coach della nazionale Kotronias (in piedi)

  19. Greece (RtgAvg:2609 / TB1: 9 / TB2: 19)
Bo. Name Rtg FED Pts. Games Rp
1 GM Banikas Hristos 2620 GRE 4.5 9.0 2658
2 GM Mastrovasilis Dimitrios 2621 GRE 5.5 9.0 2690
3 GM Papaioannou Ioannis 2600 GRE 4.0 8.0 2568
4 GM Halkias Stelios 2593 GRE 3.5 7.0 2534
5 GM Nikolaidis Ioannis 2554 GRE 1.5 3.0 2622




Nigel Short in squadra con Michael Adams, un top player una decina di anni fa, che in Grecia ha vinto la medaglia d'oro in prima scacchiera con 6.5 su 9 ed una perfomance di 2841.

  8. England (RtgAvg:2675 / TB1: 8 / TB2: 18.5)
Bo. Name Rtg FED Pts. Games Rp
1 GM Adams Michael 2734 ENG 6.5 9.0 2841
2 GM Short Nigel D 2698 ENG 3.0 7.0 2576
3 GM Howell David W L 2633 ENG 0.5 5.0 2215
4 GM Jones Gawain C B 2635 ENG 6.0 9.0 2706
5 GM Pert Nicholas 2563 ENG 2.5 6.0 2475


 

Mastrovasilis D - Short Nigel D (ENG) (2660) [B11]
Euro Men team champ 2011 Porto Carras (Greece) (2), 05.11.2011

1.e4 c6 2.Cc3 d5 3.Cf3 Ag4 4.h3 Axf3 5.Dxf3 e6 6.d3 Cd7

Il nero attende di eseguire la naturale...Cg8-f6 poichè subirebbe la rapida g2-g4-g5 (come già accaduto in una mia precedente partita) e al tempo stesso mantiene l'opzione di sviluppare il Cavallo in e7

7.Ad2 Ac5 !?

7...Cgf6 8.g4 la posizione principale

8.0-0-0

ora ...Ad4 sarebbe ribattuta da Ce2 e ...Db6 con Ca4 [8.Dg3 Ad4 ! Ho intuito che questa deve essere l'idea del mio avversario 9.0-0-0 ora il Bianco deve anche considerare 9...Db6 che alla scacchiera ho trovato abbastanza spiacevole ( considerando la semplice 9...Ce7); 8.Dg4 ?! previene Ad4 ma... 8...Db6 ! questa era già per me sufficiente per continuare a calcolare questa linea]

8...Ce7

ero quasi certo che Short sarebbe andato a giocare un finale lievemente peggiore con [8...Df6 questa era comunque la migliore in ogni caso; 8...Cgf6 ?! cerca guai dopo 9.g4]

9.h4 !

9.Dg3 0-0; 9.g4 0-0 ed ora devo tenere conto di ...f5 (or ...f6 dopo g5) per rompere anche io ; h3-h4-h5 è molto rapida, così come h6 è spiacevole da affrontare e tiene tutte le opzioni aperte (g4 o Dg3 etc)

9...b5 ?!

Il Nero è indietro nella corsa ed effettua questa mossa debole ; Ho pensato all'idea ...Db6 (senza paura di Ca4) [9...0-0 10.h5 f5 questo è l'unico modo in cui il Nero può utilizzare il Ce7 e l'Ac5, ovvero aprendo la colonna F e puntare suf2 (10...h6 11.Dg3 Rh8 12.f4 (12.Ce2 ! ?) 12...d4 13.Ce2 f5 14.Df3 Cf6 15.g3|^ con l'idea Ah3 e g4) 11.Dg3 !? (11.h6 g6) 11...fxe4 12.dxe4 Il Bianco può ignorare e rispondere ad una cattura su f2 la nuova debolezza creata su e6 (dopo ...f5xe4) ed infine con h5-h6 con la spinta h6 aprire tutte le case nere sul re nemico 12...Axf2 13.Dh3 Tf7 14.h6 g6 15.Dxe6 Cc5 16.Dg4|^]

10.h5 b4 ?!

sta solo scacciando il mio cavallo in una casa migliore e deve fare attenzione alla mia spinta d3-d4 , che è esattamente l'errore grave che ha commesso la mossa successiva [10...Db6 11.exd5 !? con l'idea a) 11.Dg3 ?! 11...Axf2 12.Dxg7 Ad4; b) 11.h6 g6 12.exd5 ! 12...cxd5 (12...Cxd5 13.Ce4 Ae7 è probabilmente la meno diabolica) 13.d4 Axd4 14.Axb5 con un'iniziativa veramente pericolosa; 11...Cxd5 12.Ce4 Ae7 ritardando h5-h6, da al bianco la possibilità di giocare 13.Dg3 ! ? (or 13.g4-> o g4-g5) ]

11.Ce2 0-0 ?

una svista [11...Dc7 12.d4 (12.Dg4 ? ! 12...Axf2 ! 13.Dxg7 Tg8 14.Dxh7 Cf6 15.Dh6 Cg4 16.Df4 Dxf4 17.Cxf4 Ce3) 12...dxe4 13.Dxe4 Ad6 14.g4 (14.Rb1) ; 11...Db6 12.Rb1 con l'idea (12.d4 Axd4 ? 13.exd5 ! così e4 non è in presa; seguita poi da Cxd4 e Ac3 (o h6 e Ac3)) 12...Axf2 13.h6 g6 14.d4 ! 14...Axd4 15.Cxd4 Dxd4 16.Ac3 Dxd1+ 17.Dxd1 bxc3 18.Dd4 +-

12.Dg3 !

 

12...dxe4 ??

è già senza speranza ; aprendo la colonna D si fa una generosa concessione posizionale, poi il Bianco è già forzatamente vincente [12...Rh8 13.h6 g6 14.d4 Ab6 15.Axb4 dxe4 16.Cc3 f5 17.Dd6 guadagnando e6 ; sono quasi certo che questa è la posizione che l'inglese cercava di evitare (or 17.Ad6 ) ; 12...Cf6 13.Ah6 Ce8 14.Axg7 ! erano entrambe migliori ma certamente apparivano tristi da giocare]

13.dxe4 Rh8 14.h6 g6 15.Af4 (?!)

ho speso abbastanza tempo (percependo che dovevo vincere quasi immediatamente) ; alla fine mi son deciso a giocare ciò che a me appariva più semplice [15.Ae3 ? 15...Axe3+ 16.Dxe3 Cg8 è ancora molto peggio ma non terminale; 15.Ag5 ! il modo più semplice di concludere di forza 15...f6 (15...Rg8 16.Ae3 (16.Cd4) 16...Axe3+ 17.Dxe3) 16.Cf4 ! 16...Axf2 (16...fxg5 17.Cxe6 Axf2 18.Dxg5) 17.Dxf2 fxg5 18.Dd4+ e5 (18...Cf6 19.Dc5 e Cxe6) 19.Dxd7 exf4 20.De6 alla fine ho mancato la mossa vincente in una e non era neanche l'unica (20.Db7) ]

15...De8

15...f6 16.Ac7 (16.Ad6 De8 inversione di mosse della partita) 16...Dc8 17.Cf4; 15...Cg8 16.Cd4 ! 16...Dc8 17.Ad6 (17.Ae5+ f6 18.Ad6) 17...Axd6 18.Dxd6 c5 19.Cc6 con l'idea 19...Cdf6 (19...Cgf6 ? perde facilmente dopo entrambe 20.e5 (and 20.Ce5 ) 20...Cd5 21.Txd5 ! 21...exd5 22.e6 ! 22...Cf6 (22...fxe6 23.De7) 23.e7) 20.f3 Db7 21.Dxc5 Tfc8 22.Ab5 +-

16.Ad6 f6 17.Cd4

17.Cf4

17...Df7 18.Ac4

attivando l'ultimo pezzo

18...Axd4 19.Txd4 c5 20.Td2 Cb6 21.Db3 !

21...Cxc4 22.Dxc4

dopo gli scambi al Nero rimane un Re debole ed altre debolezze sparse per la scacchiera, la posizione cadrà come un castello di carta

22...Tfc8 23.Axc5

guadagnando semplicemente un pedone ed aprendo la colonna per le mie torri [23.Thd1 Cg8 24.Axc5]

23...Cg8 24.Thd1

24.Dxb4

24...Dc7

invece di abbandonare il mio avversario mi consente di dare un bel matto [24...Tc7 25.Td8; 24...Cxh6 25.Td7 De8 26.e5 !]

25.Af8 !

 

25...Dxc4 26.Ag7# 1-0



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