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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Ottimo esordio di Mauro Barletta!
Segnalo all’attenzione dei lettori un libro che – sono convinto – non mancherà di suscitare consensi nel mondo scacchistico. Si tratta di "Gli scacchi sono rotondi", Edizioni Messaggerie Scacchistiche, prima opera sul Nobil Giuoco di Mauro Barletta, noto Maestro di Torino nonchè giornalista professionista e 400° iscritto al Forum “Scacchierando Magic World” .
A dispetto del titolo ironico e dell’avvertenza (!) che precede il testo, nella quale l’autore specifica che “è solo un divertissement, una chiacchierata semiseria – mi auguro piacevole – sulla natura sfuggente degli scacchi, sulla loro ingovernabilità”, questo libro è un concentrato di saggezza utilissimo per capire l'essenza del gioco ed orientarsi nel nostro meraviglioso mondo.
Il primo capitolo è dedicato ad una indagine sulla “fortuna” negli scacchi. Un argomento in apparenza futile, che però l’autore utilizza ad arte per dimostrare quanto sia difficile tenere sotto controllo le mille variabili del gioco, presentando una serie di partite e posizioni nelle quali – come per magia – si realizzano salvataggi a prima vista impossibili oppure delle mosse apparentemente “naturali” si rivelano alla prova dei fatti dei banali errori. Il tutto viene condito con una serie impressionante di citazioni di Grandi Maestri che confermano la tesi dell’autore e instillano il dubbio anche nel più accanito “negazionista” sul tema.
Quindi, ahimè, si passa alla spiegazione pratica sul perché è così difficile battere i giocatori più forti. Può capitare a tutti, compresi i polli come il sottoscritto, di ottenere una posizione superiore, magari vincente, contro un Grande Maestro. Però per vincere e realizzare davvero l’impresa occorre quel qualcosa in più, quel tocco finale, quel dettaglio che fa la differenza. E spesso sfugge, perché basta una piccola esitazione per mandare tutto a monte.
Dopo una spettacolare rassegna di partite sul tema dell’abbandono “affrettato”, il libro si conclude con un capitolo dedicato ai più clamorosi errori commessi nella storia dei Campionati del Mondo. A leggerlo non ci si crede: automatti, pezzi in presa, qualità gettate al vento e via dicendo. Tutto ad opera non di giocatori occasionali, bensì dei più Grandi di sempre; ad esempio Lasker, Alekhine, Botvinnik, Karpov e Kasparov!
La lettura di questo libro è consigliata in particolare a coloro che seguono le partite “armati” di motore scacchistico e che, non appena il protagonista di turno gioca una mossa “sgradita” ai vari Fritz, Rybka eccetera, sentenziano - a seconda della circostanza - che quel giocatore non è all’altezza, è inadeguato oppure è senza futuro. La consiglio perché questa “galleria degli orrori” aiuta a capire che gli errori fanno parte del gioco. Anzi ne sono la componente essenziale, perché senza errori le partite terminerebbero tutte patte. E nessuno ne è immune, neanche i Campioni del Mondo.
Nel Mondo del Problema
Al recente Festival di Senigallia (vinto da Lazic per spareggio su Ferretti) è stato inoltre regalato un libro ad ogni partecipante al torneo. L'anno scorso fu regalato un libro composto da una raccolta di articoli di Fabio Magini sui Grandi della scacchiera (libro prodotto dal circolo di Senigallia). Ogni pagina conteneva la foto e la storia di un giocatore e sotto una sua partita celebre.
Invece quest'anno è stato dato ai partecipanti il testo " Nel mondo del problema ", autore sempre Fabio Magini di Firenze e fatto produrre dalla SC.A.CH. (scuola di avviamento agli scacchi di Ancona, circolo con più di 1000 bambini, e la cui squadra del Dorico, per il CIS, è stata promossa quest'anno in A1). Oltre al libro è stato fatto stampare anche il segnalibro a tema !
Tale testo, che è possibile trovare anche in vendita in libreria, è una raccolta di tanti e brevi articoli, riveduti e corretti, che sono stati pubblicati negli anni su " Nuova enigmistica tascabile", con le relative soluzioni.
Oltre ad una suddivisione dei problemi in categorie di temi e manovre, è stata anteposta anche una breve storia sulla tematica a partire dalle mansubat arabe.
Nella prefazione, il maestro Roberto Messa (direttore della rivista Torre & Cavallo, http://www.messaggeroscacchi.it/ ) ha scritto in sintesi:
Mentre la Letteratura didattica prolifica in Italia e nel mondo, diventano sempre più rari i libri dedicati ai problemi. Dobbiamo essere quindi grati all'autore e agli enti e persone che si sono adoperate per la pubblicazione di tale opera che ci guida nel magico mondo del Problema di scacchi,insegnandoci ad apprezzare il valore estetico di questa antica forma di creatività scacchistica. Risolvere o creare problemi e studi scacchistici è un piacere a cui si possono dedicare anche i giocatori più orientati all'agonismo, che vi troveranno al tempo stesso una fonte di ispirazione per le loro partite e un utile esercizio al calcolo delle varianti e alla scoperta dei dettagli più reconditi che si possono celare in una posizione.
Questo prezioso lavoro di Fabio magini si sviluppa organicamente dagli albori della storia millenaria del problema di scacchi all'illustrazione dei motivi e dei temi più sofisticati, con un linguaggio chiaro e con l'ausilio di centinaia di posizioni classiche e moderne.


Benvenuti alla nuova Rassegna Stampa di maggio! In questo caso assisteremo all'allontanamento momentaneo di una rivista (CHESS, non pervenuta), alla pausa di KAISSIBER (numero non ancora in stampa) e ad una new entry tutta italiana e... di un certo spessore! Ma partiamo.
TORRE & CAVALLO - SCACCO!
Torre & Cavallo-Scacco! di maggio ripropone in copertina l'immagine di una nostra ***vecchia*** conoscenza. Si tratta dell'ottimo, giovanissimo Andrea Stella, nuova speranza italica e recentemente promosso maestro. E non si contano, ormai, i giovani under 18 che fanno razzia di premi: a parte le classi superiori ricordiamo (e vengono ricordati nell'editoriale) i vari Rombaldoni, Spornberger, Codenotti, De Filomeno, Testa... Commosso ricordo nello stesso editoriale anche per Nicola Palladino, presidente FSI dall'80 al '94 e mente dei supertornei italiani del passato. La rivista si apre con le imprese di un altro nostro giovinetto di belle speranze... Il Memorial Ruy Lopez, infatti, vede la vittoria di Adams ma anche una generosa partecipazione di Fabiano Caruana, autore di una sola patta e combattivo anche con chi, al momento, è di una classe superiore. Fabulous Fab si consola con la vittoria nel rapid tematico sulla Spagnola, pattando solo con Perez Candelario, Adams e Granda Zuniga). Il commento del mese è proprio di Caruana e della sua vittoria contro l'IM Perez Candelario. A pagina 10 interessante intervista di Janis Nisii a John Nunn. Lo scacchista, GM a tavolino e per corrispondenza, teorico e autore di volumi di grande successo, si concede ad un paio di... chiacchiere di alto livello con l'inviata di T&C. Chiacchiere nelle quali non perde tempo nell'esaltare il Melody Amber, nel criticare la FIDE e nel dare un'illuminante panorama di come vede lo scenario mondiale. Aronian vince l'Amber e Ronchetti diventa IM: due articoli per questi due risultati, purtroppo un po' compressi dall'accavallarsi di altre notizie. Bell'articolo invece dell' IM Piscopo che commenta la sua esperienza in Corsica dove la cosiddetta 'regola di Sofia' sulle patte d'accordo viene applicata da anni. Interessante a pagina 25 l'articolo di Pein in cui vengono analizzate quattro partite da Morelia-Linares in cui i campioni... danno di matto: Leko fa l'Ivanchuk con Radja e Carlsen, Shirov e Topalov fanno... Shirov e Topalov, Anand ricorda che è campione del mondo di scacchi. La teoria delle aperture vede qui il Gambetto Stein nella OvestIndiana trattato da Mikhalchishin e la difesa dei Due Cavalli ad opera di Passerotti. Passerotti che si occupa anche del finale riprendendo interessanti manovre che io, francamente, mi sono appuntato, visto che utili tornano prima o poi... Il numero si chiude con un pezzo di Fabio Lotti sulla letteratura e gli scacchi, con un reportage dell'MF Rosino sul Campionato Europeo Seniores a squadre, con la cronaca del torneo di Trento (vinto dal MF Gromovs e in cui viene citato il vostro umile scribacchino!) e, soprattutto, con l'articolo che vale un numero: Keres travolto a tavolino da un giocatore per corrispondenza! Questo vi può dare un'idea del tipo di approfondimento richiesto quando le mosse richiedono giorni, e non secondi. Segnalo infine un'interessante lettera sugli Scacchi in Usa da parte del sig. Giancarlo Castiglioni. Sarebbe bello se la rubrica della posta ricominciasse a vivere anche da noi...
L'ITALIA SCACCHISTICA NUMERO 1200

Entra prepotentemente in questa rassegna stampa il numero 1200 della rivista più antica d'Italia, fondata 98 anni fa da Stefano Rosselli del Turco e ora diretta da Adolivio Capece. Come vedremo non si tratta solo di un omaggio ad un numero storico, ma anche di un'uscita davvero interessante che vale i soldi che costa. La celebrazione comincia a pagina 124 (se non erro per motivi di catalogazione i numeri dell'IS hanno numerazione progressiva a partire dall'inizio dell'anno, per cui tale numero comincia appunto a pagina 123). Comincia con un breve excursus sulla storia della rivista, incorniciato da sei aiutomatti in 3 mosse ideati da Costantino Paizis in cui i pezzi formano di volta in volta le cifre celebrative I-S-1-2-0-0. Dopo un ricordo di Palladino il numero parte in tromba con la celebrazione della vittoria del CIS da parte di Chieti e Vitinia con tre partite (due della Polgar e una persa da Tomba contro Patelli) in calce. Si continua con un breve flash sull'Europeo, vinto da Tiviakov e da Katerina Lahno, con la Kozul-Tiviakov commentata dallo stesso campione olandese. Le foto sono di buona qualità e le pagine anche, cosicché tra partite e novità in libreria arriviamo alla Gelfand-Alekseev del campionato 2008 russo a squadre, commentata dallo stesso Gelfand. Sicuramente ottimo il fatto di avere diversi tabi illustrativi della posizione, in modo da riuscire a seguire le mosse a mente fino ad arrivare alla 'boa' posta di volta in volta. L' omaggio alla memoria di Fischer, cominciato due numeri fa col già citato 1198, si arricchisce di un grande successo del nostro Garcia Palermo in una simultanea a Buenos Aires nel '70. Simultanea di cui si sapeva poco e in cui un errore (per nulla evidente) di Fischer viene castigato in una miniatura di 15 mosse dal GM italo-argentino. Cose che da sole valgono una carriera... A questo si aggiungono altri ricordi, tra cui quello di un Fischer giocatore per corrispondenza. Era però 12enne, e gli squali erano tanti... Un lungo articolo riporta tutti i frontespizi dell'opera del Damiano, seguendo l'uso dell'Italia Scacchistica di voler coprire il mondo dello scibile relativo al Nobil Giuoco. E in effetti, dopo pezzi su Brunello al First Saturday, di Caruana a Reykjavik e Merida e di Godena vincitore a Lugano, entriamo nel settore della problemistica e delle curiosità.
NEW IN CHESS 2008/3
Eccolo, l'eroe del primo trimestre. Accanto ad Aronian, e poi probabilmente succeduto da Ivanchuk e Morozevich, Magnus Carlsen è passato con una velocità incredibile dal ruolo di enfant prodige a quello di serio contendente al titolo mondiale. C'è chi parla di cinque anni, chi di tre; di sicuro, però, si potrebbe applicare a lui quanto disse Korchnoi di Leko (forse con un altro senso): Se fa così a 15 anni cosa farà a 50? New in Chess come al solito paga lo scotto di avere meno uscite all'anno con una profondità delle analisi e uno stuolo di collaboratori unici al mondo. Anche in questo numero si parte, come un anno fa, con la celebrazione del Campione del Mondo Blitz via Internet, il semisconosciuto palestinese Jorge Sammour-Hasbun. Che, pensate male? E han pensato male anche i giudici, che si sono recati a casa sua a presenziare alle partite solo per vederlo martellare con altrettanta forza rivali del calibro dei GM Gareev, Jobava (!!), Kononenko e Har-Zvi. Il numero vero e proprio parte da Linares (!), ma parte con foto inedite - compresa la solita mise elegantissima di Ivanchuk...- e prosegue con un servizio di Dirk Jan ten Geuzendam corredato da analisi di Anand, Carlsen, Topalov, Aronian, Radjabov... John Nunn, che abbiamo visto nell'intervista ricordata sopra celebrare il Melody Amber, appunto di questo torneo scrive. Botvinnik, se non erro, diceva che non si analizzano le partite lampo, ma qui - benché ci si muova tra rapid e alla cieca - la qualità sa essere davvero buona. Con un gioco di parole (How Wang Hao Won Again) lo stesso Wang Hao è portato a commentare la sua vittoria al Reykjavik Open, in cui il nostro Fabiano è arrivato quarto. La partita commentata dal cinese è la Hillarp Persson-Hao, mentre il nostro Fabiano si merita una bella foto a pag. 56. Lungo servizio sulla vittoria di Julio Granda Zuniga all' IberoAmerican Championship, in cui il peruviano prima vince il gruppo A e poi elimina in finale il MI Iturrizaga 2.5-1.5 dopo che questi aveva messo in fila indiana i GM Vescovi, Bruzon e Bachmann con una performance da 2701... Splendido servizio (purtroppo non corredato da partite) sul giocatore e teorico sovietivo Abram Khasin, con tanto di foto d'archivio con il leone Bronstein. La piccola Hou Yifan, che ha già incrociato alcune volte i pezzi con Caruana, vince Istanbul e si conferma astro nascente dello scacchismo mondiale dietro la Polgar e Humpy Koneru; infine, prima delle rubriche, un servizio sull' Aeroflot e sull' Open di Mosca. La rubrica di Timman è dedicata ai finali, Kasparov parla di Carlsen, mentre l'intervista-spot finale è a Jeremy Silman.
BRITISH CHESS MAGAZINE MAY 2008
Lo scacchismo inglese non sta andando affatto male, direi. E il BCM lo celebra con una copertina su Adams e un servizio d'ingresso sul Ruy Lopez Memorial, vinto dallo stesso inglese (n.1 di tabellone) a mezzo punto da Zhang Pengxiang e un punto da Sargissian. Rogers e Saunders commentano le partite, corredate da fotografie a colori che fanno da contraltare ad un magazine tutto in bianco e nero. Lubos Kavalek firma un bel servizio sulle brevities, le miniature, con mattanze di giocatori del livello di Fedorowicz, Krush, Kaufman e un'interessante ko di Svidler. Speelman tratta i finali, mentre ancora Kavalek si occupa del campionato russo a squadre. Prima dei consueti appuntamenti con il calendario inglese abbiamo, infine, un piccolo servizio sul Melody Amber, seguito da una buona carrellata di partite.
EUROPE ECHECS MAI 2008
And the winner is... Molti ricorderanno il mio scetticismo circa l'involuzione che stava subendo Europe Echecs in confronto ad altri rivali. Ebbene, se non ci fosse l'ostacolo della lingua questa sarebbe ormai ogni mese ai vertici delle riviste europee, eccellentemente supportata tra l'altro dal miglior sito scacchistico mondiale per quanto riguarda prodotti presenti anche nella carta stampata. Grande leggibilità, ottima impaginazione, commenti all'altezza significano solo una cosa: soldi ben spesi. Pleins feux sur accende i riflettori su Aronian, fresco covincitore (con Carlsen) dei primi tornei dell'anno e tornato ai fasti del 2005. Salgono Ivanchuk, Anna Muzychuk e Hou Yifan nel borsino, mentre scendono 'les anciens', potremmo dire 'i senatori', a causa dei ribassi Elo di Topalov, Svidler e Leko che hanno accusato discese che vanno dai 12 ai 17 punti Elo. Vero che in qualche caso si sono anche rifatti... Tra le discese segnaliamo anche Nataf, ex gioiello d'oltralpe ora poco sugli scudi, e il Top16, il campionato francese che qualche anno fa mieteva successi (soprattutto con Nao Chess Club e Monaco) e ora sembra essersi involuto 'alla stregua di un campionato ordinario'. Ivanchuk e Aronian commentano le loro partite al Melody Amber. Tra esse segnaliamo - e non potrebbe essere altrimenti - l'incredibile Ivanchuk-Karjakin, che i tipi di Europe Echecs non esitano a definire 'l'immortale di Ivanchuk' con un sacrificio di Donna per due pedoni (!!!). E indovinate un po' chi ha vinto? La partita del mese (messa da parte quella, che sicuramente è la partita dell'anno) è la Timofeev-Iordachescu 1--0, come di consueto commentata da Bacrot. Vorrei però portare alla attenzione dei lettori un servizio su un argomento già toccato nel passato e ora rinfocolato: il cosiddetto 'jeu à l'aveugle', il gioco alla cieca. Ci son consigli e cenni storici, ci sono pareri di esperti e di giocatori, indicazioni sulle immagini mantenute in memoria... Un articolo eccezionale. Il resto del giornale riporta servizi e partite dai diversi campionati (in particolare tedesco con Baden-Baden, francese e basco con Hicham Hamdouchi, nonché servizi sugli scacchi al femminile e le consuete (imperdibili) rubriche di Sutovsky sulla creatività e di Darko Anic sui finali. Bravo!
Con questa chiudiamo e vi rimandiamo al prossimo mese e ai prossimi appuntamenti con Rassegna Stampa e Recensioni. Un saluto dal vostro CrazyHorse!

Nel momento in cui ho cominciato a vagliare l'idea di avviare una rubrica di recensioni su Scacchierando non ho avuto dubbi: il numero 1 sarebbe stato dedicato non ad un libro ma ad un personaggio. E chi, nel mondo degli scacchi, può impersonare meglio un Re - anzi, il Re nero - più di Robert James Fischer?
Non ci interesseremo qui alle vicende degli ultimi tempi. Seguiremo anzi - con un errore voluto - quanti han detto che Bobby è morto ufficialmente nel 1972 e, dopo una breve resurrezione in quel di Sarajevo, non è mai tornato in vita. Eppure... Eppure, come detto benissimo negli speciali a lui dedicati (ricordo le quasi monografie di Torre & Cavallo - Scacco!, lo splendido n. 1198 de L'Italia Scacchistica, Europe Echecs di marzo, New in Chess 2008#2) è quasi impossibile capire realmente la portata del Bobby Fischer vivo e, quindi, immaginarlo non più tra noi. Partiamo.
60 PARTITE DA RICORDARE - MURSIA ED.
Questo titolo, pressoché introvabile dopo marzo (ma mi risulta una recentissima ristampa, disponibile qui assieme ad una vasta bibliografia), mi è stato regalato dal nostro Alessandro Jones che ne deteneva, appunto, una copia storica. La copertina che notate qui sopra è diversa da quella delle ultime edizioni e, a mio parere, molto più suggestiva. Mostra infatti il campione quale egli era: attento alla scacchiera ma contemporaneamente piegato all'indietro ad analizzare la situazione. Chi ha visto in video le analisi di Magnus Carlsen ritroverà lo stesso, dissimulato distacco (controbilanciato poi dai famosi pianti di cui si narra quando Fischer perdeva). Poniamo le 60 partite all'inizio perché, nella scelta di questo numero della rubrica, avremo tre titoli: uno, appunto, tecnico, uno storico e uno romanzesco. E come rendere il carattere di Fischer dimenticando uno dei tre aspetti? Le 60 partite sono tra i massimi bestsellers degli scacchi, sicuramente uno dei cavalli di punta della Mursia editrice e uno tra i titoli che massimamente hanno ispirato generazioni di scacchisti nel mondo. Come ricorda Mikhail Golubev il libro era il più costoso in Russia e il suo prezzo al mercato nero raggiungeva i 60 rubli (paragonabili a poco meno di un terzo dei nostri stipendi!). Le partite sono state tutte giocate nel decennio 1957-1967 e, pertanto, non includono alcuni gioielli seguenti e relativi, in particolare, all'annata magica 1972. Tra i giocatori che incrociano le loro spade con Fischer (che gioca 37 volte col Bianco e 23 col Nero) troviamo campioni del mondo come Tal, Botvinnik, Smyslov, Petrosjan , Euwe e Spassky, vicecampioni come Korchnoi, aspiranti al titolo mondiale e... perfetti sconosciuti. In ognuna di queste (tra tutte 4 con Keres, Reshewsky e Gligoric' e 3 con Tal) spicca la spietata lucidità di analisi dell'americano, attento, da quando aveva 14 anni e già si imponeva per l'incredibile condotta di gara fino a quando 24enne era già uno dei massimi aspiranti al titolo, a trovare ad ogni mossa l'alternativa più forte, la condotta più tagliente, la coordinazione massimamente aggressiva dei pezzi ben sottolineata da Mihail Marin nel suo Sulle spalle dei giganti. Ogni partita viene presentata dal GM Larry Evans da un breve cappello coronato da un titolo suggestivo e anticipatore della condotta dell'americano. Tra il massimo rispetto dell'avversario - da rimarcare quanto dice di Petrosjan - e la critica spietata nei confronti di alcuni sistemi, come il Dragone nella Siciliana, Fischer sceglie partite estremamente importanti per i diversi momenti della scacchiera. Demolisce Sherwin in apertura; si fa soffocare da Petrosjan, 'cui piace giocare al gatto e al topo' (cit.) nel mediogioco, esplica in un finale con Rossetto il significato dello Zugzwang. Interessante ad ogni livello e, decisamente, uno tra i libri più indicati per passare da un livello di comprensione all'altro, questo manuale di quasi 400 pagine denota l'estro di Fischer in diverse aperture (soprattutto Siciliana, Est-Indiana, Caro Kann, Francese e Spagnola), introduce varianti che lo stesso riteneva molto forti (6.Ac4 contro la Najdorf nella Siciliana, con l'attivazione di quello che sarà ritenuto 'l'alfiere di Fischer'; 4.Axc6 con successivo sacrificio di pedone nella Spagnola, cd. Variante Fischer) e compendia studi di tattica e strategia analizzando al dettaglio combattute patte e astute vittorie contro i colossi dell'epoca. Un appunto personale. Si trattava ancora dei tempi in cui era richiesto l'aggiornamento con mossa in busta. Questo fa sì che spesso le analisi, soprattutto delle fasi finali della partita, siano molto approfondite, rivelino mosse molto forti (quasi da studio) durante i finali e avvicinino la partita a tavolino a quella per corrispondenza. Un ottimo lavoro davvero. BOBBY FISCHER, 60 partite da ricordare. Mursia ed., 1987. Traduzione dall'inglese di Adolivio Capece
I RUSSI CONTRO FISCHER

Un altro piccolo capolavoro disponibile in lingua italiana è questo I russi contro Fischer, edito con la consueta cura da Caissa Italia e scritto a quattro mani da Dmitrij Plisetskij e Sergej Voronkov. Così come accade al già citato Sulle spalle dei giganti di Marin della stessa casa editrice, l'edizione italiana non si avvale semplicemente di una traduzione nel nostro idioma ma anche dell'apposizione di contenuti inediti che la rendono un unicum da possedere. Là ci sono le analisi del MF Malfagia, traduttore del libro, che viene citato dall'autore rumeno che rivedrà così diverse sue analisi; qui il materiale fotografico e documentale si arricchisce di preziosi inediti. Vedremo così, nell'impaginazione consueta di Augusto Caruso, oltre alle note vignette anche fotografie meno note, le schede sui punti di forza e di debolezza di Fischer richieste ai diversi GM russi, nonché un'eccellente minuta verbale degli Allenatori, riunitisi per confrontare i loro appunti sull'americano e sul suo gioco. In questa diverte notare come il libro sopra citato di Fischer fosse ben noto ai presenti: Vasjukov dice "la seconda partita è stata una Siciliana con 5.Cb5 e 6. Af4. Fischer non giocava questo impianto da tempo. Nel suo libro 60 partite da ricordare ha stroncato questa variante( nella Fischer-Najdorf, Santa Monica 1966, NdA). Il libro è estremamente utile e sarebbe bene farlo pubblicare in lingua russa"... Si ripercorrono anche qui le partite, che spesso si tramuteranno in scontri ideologici, contro i massimi giocatori russi. Ed è interessante cogliere la mutazione del giocatore: prima un giovane Fischer che se la prende per i giochi di Tal, con cui perde sistematicamente, si incaponisce su una Caro Kann su cui verrà sistematicamente sconfitto a Bled '59, si allontana per le gaffes non volute di Koblents, veste trasandato. Poi lo stesso giocatore, appena cresciuto, che comincia a mietere i primi successi, fino ai, cito, 'due anni che fecero tremare il mondo', in cui Fischer letteralmente demolisce Petrosjan, Tajmanov e Larsen prima di chiudere il cerchio con lo storico successo sul campione del mondo Spassky. Il libro, oltreché per la densa aneddotica, si rivela indirettamente utile anche per chi volesse imparare a giocare. Oltre all'insieme di ben partite commentate (ben 148!), infatti, tutte con avversari di classe mondiale e spesso pregne di commenti di entrambe le parti, abbiamo anche una utile scheda degli allenatori in cui si fa una sorta di indice del gioco di Bobby, con una scansione centrata soprattutto sulle aperture. Il libro è completato da un indice degli avversari nonché da una ripartizione delle partite secondo il codice ECO (il classico A00-E99), che potrà tornare utile per investigare come il campione e i suoi avversari trattassero i vari sistemi. VORONKOV, S., PLISETSKIJ, D., I russi contro Fischer. Caissa Italia ed., 2003. Traduzione di Yuri Garrett e Francesca Masini.
IL RE IN FUGA

Càpita raramente che gli scacchi balzino agli onori della cronaca per libri di narrativa ad essi dedicati. Eppure la suggestione è forte, sì che negli ultimi anni si sono succeduti i successi editoriali de La variante di Luneburg, di Paolo Maurensig, de L'imperatore di Ocean Park, di Carter, e di La regina degli scacchi, di Tevis. Se però facciamo eccezione per il libro progettato e mai terminato da Gesualdo Bufalino su Capablanca, si può dire che questo di Giacopini è l'unico a imperniarsi completamente su fatti avvenuti realmente e da questi trarre la propria fortuna. Giacopini ha il merito di togliere il lato romanzesco di Bobby e di metterlo così su un altro piano, forse più crudo ma, curiosamente, ancora più romanzesco. Leggendolo vengono in mente, quindi, più che le famose sciagurate parole alla radio filippina, altre due citazioni. La prima è di Shakespeare: " There are more things in heaven and earth Horatio/Then are dream't of in your philosophie". Fischer è un personaggio a tutto tondo, ricco di complessi ma spesso lucido, solitario ma disponibile a partecipare - e in modo brillante - al Dick Cavett Show. Fanno spesso specie le sue stranezze (come quella di collezionare cartoline che non spedirà mai), ma anche queste fanno parte di un profilo che, con l'aiuto degli altri due manuali, riusciamo a delineare in modo più preciso. Non ci sono né diagrammi né partite, in questo bel libro, e di questo siamo contenti. E' infatti un modo per avvicinare anche il resto del pubblico a una persona che ci è stata tolta troppo presto, a 64 anni, e che abbiamo il piacere di esibire non con gelosia ma con un amore che talvolta, forse, non avrebbe voluto. Dite che manca la seconda citazione? E' quella che ritengo la più bella tra tutte le frasi di scacchisti. E' di Boris Spassky, il grande rivale del '72, tratta da una sua famosa lettera datata 10 agosto 2004 e indirizzata al Presidente degli Stati Uniti a causa dell'arresto dell'americano in Giappone. La sua traduzione dice così: " Vorrei chiederle soltanto una cosa: la grazia, la clemenza. Ma se per caso non è possibile, vorrei chiederle questo: la prego, corregga l'errore che ha commesso François Mitterrand nel 1992. Bobby ed io ci siamo macchiati dello stesso crimine. Applichi quindi le sanzioni anche contro di me: mi arresti, mi metta in cella con Bobby Fischer e ci faccia avere una scacchiera". GIACOPINI, V., Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer. Mondadori ed., 2008.

Bentornati e bentrovati all'appuntamento con la Rassegna Stampa! Il De Mauro, alla voce sontuoso, dà pieno di sfarzo, elegante, lussuoso: un edificio s. | allestito con grandiosità, magnificenza, pompa Credo che, dopo i numeri che andiamo a presentare, il buon De Mauro sarà costretto a rinnovare la voce. Si tratta forse di un ultimo regalo di Bobby Fischer, o forse del fatto che gli scacchi stanno lentamente riemergendo dal loro torpore. Fatto sta che i numeri delle riviste che solitamente presentiamo hanno fatto un balzo di qualità. Alcuni di loro con monografie sul campione americano, altri (dopo aver affrontato debitamente l'argomento) con titoli più d'attualità. Ma il risultato ha un solo aggettivo per descriverlo. Sontuoso.
TORRE & CAVALLO-SCACCO! APRILE 2008

Il divertente editoriale di Roberto Messa ( reperibile anche qui) parla del virus che sta affliggendo il mondo degli scacchi: la nostalgia. Nostalgia parlando di Fischer ma anche nostalgia... superata parlando di Godena che, zitto zitto, raggiunge con la vittoria di Lugano il massimo storico dei suoi punti Elo. E allora, rispondo a Messa, cosa c'è di meglio di fronte ad una ondata di nostalgia che tuffarvisi in mezzo? Tanto per dire (ma ne parleremo anche in seguito) chi non ricorda i grandi tornei di Linares diretti da Rentero, con Kasparov che - sontuosamente - infilava una vittoria dietro l'altra concedendosi il lusso talvolta di tirare il fiato facendosi precedere, un anno sì e uno no, da gente tipo Ivanchuk, chessò, Karpov, Kramnik, prima del magico poker 1999-2002? Eppure, già nel 1998, nell'albo d'oro si iscrisse anche l'indiano la cui faccia vedete qui sopra. E lo stesso indiano porta a casa il trofeo anche quest'anno, come ricordato a pagina 9 nell'articolo del GM Ian Rogers. 8,5 punti, a mezza lunghezza da Carlsen, in uno dei tornei più combattuti degli ultimi anni. Tra le partite commentate, per il suo valore didattico nel finale, vi segnalo la Ivanchuk-Carlsen 0-1. Prima batte Kramnik col Nero, poi dà un 2-0 a Topalov... Ma dove vuole arrivare 'sto ragazzino? Godena, come detto, sbanca al trofeo Crédit Agricole a Lugano. 5,5/7, superando tra gli altri il GM Hichem Hamdouchi e... un certo Andrea Stella. Il termine 'campioncino' comincia a star stretto al cremonese, che un torneo dopo l'altro aumenta le tacche sula sua scacchiera. Teniamolo d'occhio. Nelle brevi viene segnalato il titolo di IM per Niccolò Ronchetti (complimenti!) che segue quello di Denis Rombaldoni. Ora non ci resta che scommettere: a quando il primo GM italiano dell'89? Continuano le commemorazioni di Fischer su T&C con un interessante articolo su Fischer col Nero, seguito dal consueto test monografico (ne ricordo un altro, tempo addietro, su Botvinnik). Tra gli altri articoli da segnalare indichiamo una rubrica sui finali di Torre, una breve monografia di Passerotti sulla 'variante Dracula-Frankenstein' (da giocare già solo per il nome) e il ricordo dei maestri Stuart Wagman e Pierluigi Beggi. E alla memoria di Beggi eleggiamo come partita del mese della rivista la Beggi-Castaldi, Reggio Emilia 1963-64. Forse il Nero avrebbe potuto pattarla con 21. .Af3 (ma è un dubbio mio), ma la partita è splendida.
KAISSIBER 22

Prosegue l'intelligente opera di recupero delle riviste passate in tedesco da parte del M Luciani e della sua casa editrice. Il numero attuale, infatti, è il 22 mentre quella che vedete nell'immagine è la copertina del n. 23 (prima uscita assoluta della rivista in italiano). Che dire? Numero (ma mi sembra di averlo già scritto altrove...) sontuoso. Non sono un appassionato della rubrica Scacchi e computer, ma Bent Larsen fa decisamente per me. Lo stile è avvincente e stavolta si parla dell'Avvoltoio con 8.g3! (1.d4 Cf6 2.c4 c5 3.d5 Ce4 4.Dc2 Da5+ 5.Cd2 Cd6 6.b3 f5 7.Ab2 e6 8.g3!). Spesso le aperture di cui si discorre sono da... coronarie a rischio, ma essendo state lungamente testate nel gioco per corrispondenza un fondamento ce l'hanno, eccome. Che poi non le giocherei contro Karjakin è un altro conto... Parliamo del succo della rivista. L' attacco Max Lange, una delle poche aperture nelle quali lo scrivente ha uno score attivo già da quando era semplice NC. Il gambetto in questione è una delle aperture più controverse: vari GM nel tempo (tra cui Gruenfeld) hanno asserito che non può essere un gioco corretto, eppure vari GM nel tempo (tra cui campioni del mondo per corrispondenza) hanno avvalorato le analisi di Lange e di questa apertura aggressiva che scambia pedoni per tempi. A mio parere già solo questa monografia vale il numero (50 pagine su C56!!!) e solo questa collana di numeri vale gli arretrati. Un esempio che avvalori quanto dico? Uno scacchista, un certo Movsesian, sta riabilitando un'apertura persa nel tempo, il Giuoco Piano (C54). Nel 2008 col Bianco ha uno score di +14 =7 -0. Fate voi... Altre aperture di cui si parla nello stesso numero l' Avvoltoio e il Gambetto Halloween . Da segnalare ance l'articolo di Bauernspiel, Alice nel paese degli scacchi (una disquisizione pressoché socratica sulle varianti tra Alice e la Regina). Per dare un assaggio alla rivista vi consiglio di scaricare qui gli aggiornamenti (di solito articoli di Stephan Bucker). Vi segnalo in particolare il numero 14. La partita del mese di Kaissiber viene dal secondo torneo per corrispondenza sul Gambetto Halloween. Torneo vinto da Maurits Wind con un 10/10! L'articolo è dello stesso Wind.
NEW IN CHESS 2008#2
Per darvi un'idea di cosa non sia questo numero date un'occhiata qui e guardate, nella schermata a destra, quali siano i Top Sellers... Numero dedicato fino a pagina 35 al ricordo di Bobby Fischer. Ed è con il cuore in gola che si sfogliano certe pagine, si rivisitano certe immagini, si dimenticano stupide querelles (Bobby genio o antisemita? Amante degli scacchi o del denaro?) per guardare gli scacchi, la storia, gli scacchi. Guardarli in faccia. A parlare non sono solo diverse fotografie - compresa quella, semplice ma straziante, del prete che benedice la tomba - ma anche un articolo di Jan Timman che ricorda alcune sue battaglie contro Reshevsky e Lombardy. Da chi la storia l'ha fatta a chi la sta scrivendo: Dirk Jan ten Geuzendam scrive un articolo su Corus e sulla vittoria di Aronian e Carlsen. Carlsen, ancora lui... Fra le partite commentate segnalo la sua vittoria col Nero contro Kramnik (!) in una splendida inglese. A pagina 49 in didascalia si spiega come ha fatto Carlsen a vincere... E poi c'è chi parla male delle vitamine! Altra chicca: a pagina 63 (40 pagine sull'evento A e 50 in totale!) la copertina del Frankfurter Allgemeine incornicia la splendida 12.Cxf7!?! (commento di Topalov) che ha dato un senso al torneo del bulgaro. Una partita che, ricalcata pari pari da Timman e Ljubojevic, ha visto prevalere... il Nero. Probabilmente dovremo attendere che qualcuno si arrischi a giocare la stessa variante contro Topalov per capire cos'aveva in mente il bulgaro dopo 17. ..Thg8. Nel torneo B spicca la performance di Movsesian e... la bufala di Cheparinov, numero uno di tabellone che perde contro Short due volte: la prima per comportamento antisportivo, la seconda (una volta annullato il forfait) a tavolino. Commento di Short: 'There's a God and he's not Bulgarian'. Il servizio sul torneo si chiude con il nostro Caruana, vincitore del Corus C con 2 punti sul secondo, e col servizio 'Fabiano Caruana plays con fuoco'. Da segnalare la conclusiva Caruana-Negi, commentata dal nostro piccolo idolo. Il numero si chiude con la vittoria a Gibilterra di Nakamura, con i 60 ricordi su Fischer di Jonathan Rowson e, dopo le consuete rubriche, con l'intervista in ultima pagina a... Fabiano! Partita del mese (per i commenti, come al solito, consultate la rivista) non può che essere la Topalov-Kramnik.
BRITISH CHESS MAGAZINE APRILE 2008

Il BCM si conferma rivista interessante benché interessata, dopo gli ovvi articoli sull'attualità scacchistica mondiale, sul movimento d'oltremanica. Da tempo conosciamo Short e Adams, conosciamo il grande Tony Miles, nonché altri nomi passati agli onori della cronaca (tra cui la meteora Luke McShane e il bravo Jonathan Rowson). A volte, a trovare un difetto, il BCM va a concentrarsi anche su giocatori che queste vette né le toccano né le sfiorano, con tutto il rispetto per le categorie magistrali. Sfogliamo il giornale. Si parte dal servizio d'agenzia di Rogers su Morelia-Linares. Ben più interessante il commento di Jonathan Speelman, altro valente GM, sul finale della Leko-Anand portata nel carniere dall'indiano con la consueta valentia. Un piccolo servizio sul Corus B, un completo oblio del C (che sarebbe potuto tranquillamente essere un torneo A altrove...) e via col campionato inglese. Da ricordare in questo numero segnalerei il bel servizio di Marin su Portisch nel quale il GM rumeno, già noto al pubblico italiano con 'Sulle spalle dei giganti', ricorda... tre sue sconfitte contro l'ungherese! Il titolo, piuttosto eloquente, è Portisch 3, Marin 0. Altra chicca, infine, la rubrica della posta in cui Gary Lane risponde a quesiti sulle aperture (in particolare, qui, varianti della Caro-Kann e della Scozzese). Quando staccheranno gli scacchisti italiani i loro Fritz e cominceranno ad interrogarsi, come qui, sul senso profondo di alcune mosse? Sarebbe bella una rubrica della posta simile anche da noi... Partita del mese, visto che ho cercato nel mio database la Marin-Portisch, una... Marinelli Tullio-Portisch Ferenc del 1989!
CHESS APRILE 2008
La copertina è datata: purtroppo, nonostante il sito, non c'è modo di avere la copertina dell'ultimo numero. L'editoriale si concentra sull' affaire Short-Cheparinov. Triste davvero che da un po' di tempo a questa parte si parli di un ex campione del mondo e di una grande, grande promessa più per le loro manchevolezze che per quanto non facciano alla scacchiera. Intendo: triste per loro. Magnus troneggia in copertina e nel servizio in cui si ricorda che, nel Corus, è stato il più giovane vincitore di sempre. Non dimentichiamo che questo piccolo veterano del mondo degli scacchi ha 17 anni! Il servizio è di Afek ma le annotazioni delle partite sono del GM Aagaard che dà un certo tono alla rivista sia per spigliatezza che per profondità di analisi. Che poi, date un'occhiata come ho fatto io al suo cartellino: parla da solo! Vai a pagina 19 e chi trovi? Un ragazzo con la faccia da topolino, '15 year old Italian-American Fabiano Caruana'! E lì la Caruana-Van der Werf 1-0 e, purtroppo, anche la Krush-Caruana (in merito alla quale ricordo una bella intervista di Janis Nisii su T&C). Da segnalare anche un paio di pagine sull'Honorary Group, in cui quattro glorie del passato si sono confrontate tra loro. Vincitore Ljubojevic. Una nota personale: splendido che lui e Timman si siano confrontati e abbiano già fatto teoria sulla variante Topalov del giorno prima. Non è da tutti. Un lungo servizio su Fischer, compreso un A te la mossa con le sue varianti memorabili, è seguito dal Gibtelecom già citato e vinto da Nakamura. Il parterre era pieno di gente ambiziosa: Bu, Bologan, Gurevich, la Stefanova tra gli altri. Che il bravo Hikaru stia trovando la sua strada? Segnalo infine una bella partita di Mikhalevsky (2632) commentata da lui stesso e finita patta. L'avversario ha 300 punti in meno ma... non li dimostra. Come Mikhalevsky anche Navara ha recentemente commentato una propria sconfitta contro Harikrishna. Delizioso. La partita del mese è questa stessa Ly-Mikhalevsky.
EUROPE ECHECS MARS 2008
Che dire? Europe Echecs stravince la gara delle copertine con questa sua. Essenziale, malefica, puntuale e stravenduta. Ma le parole sono tiranne nello spiegare la bellezza di questi e di altri servizi sul grande genio già indicati altrove. Vanno letti tutti e tutti d'un fiato, per chi nel '72 fosse stato vivo o chi, come me, non era nemmeno un pensiero nell'idea dei genitori. Pleins feux sur... (ossia, più o meno, Riflettori su) ci presenta ancora Bobby. Ancora e sempre lui, col suo barbone e con le domande che si porta dietro. Avrà ancora giocato? Avrebbe battuto Karpov? Chi era? Avrà avuto ancora la scacchiera sotto il letto? Tra chi sale leggiamo Aronian e Carlsen, Caruana (per cui pare i francesi vadano matti) e Nakamura. Tra chi scende Cheparinov, Van Wely e Gelfand (che ha un po' tirato i remi in barca dopo il mondiale). Di Fischer si finisce di parlare a pagina 32, quando inizia la lunga tirata sul Corus. Ma anche qui la penna non riesce a spiegare quanto sia bello confrontare la stessa partita secondo i commenti italiani, poi di un protagonista, poi di un GM francese. In questo caso la rivista eccelle con il GM Robert Fontaine che illustra le novità in apertura - si parla della Najdorf con h5 e della già citata 12. Cxf7!?! nella semislava. Partita del mese secondo la rivista (e secondo noi) è la Smeets-Bacrot. Il francese sembrava perso nella nebbia dei 2700 (!?), poi sembra esser tornato. Guardate 27. ..Ac1!! e ditemi cosa non vi suscita. Nella rubrica di Sutovsky La creativité aux echecs si parla, manco a dirlo, dell'undicesimo campione del mondo. In particolare si analizzano la Fischer-Benko e la Fischer-Taimanov. Tempo addietro Re Kasparov dichiarò che il suo massimo rammarico negli scacchi sta nel non aver mai prodotto una Immortale, a fronte di decine di partite da ricordare. Ebbene, guardate Fischer: si è, davvero, nell'imbarazzo più totale, con un repertorio che parte da un sacrificio di regina a tredici anni! Darko Anic analizza la tecnica in finale di Fischer, le combinazioni del mese (come altrove) sono del campione e così la storia degli scacchi analizza la bibliografia su di lui. Abbiamo in mano una completa monografia su Fischer al modico prezzo di 5,95 euro! Come detto la partita del mese è la Smeets-Bacrot al Corus B, conclusa col matto. E con questa vi salutiamo.

Rassegna Stampa
Lo so, lo so... Siamo in ritardo, ma ancora una volta il ritardo è giustificato dall'arrivo di un pacchetto (giusto stamattina...) che rende per l'ennesima volta questa rubrica il più completa possibile, ad uso e consumo dell'autore prima ancora che vostro. Andiamo quindi a scartare questo pacchetto e vediamo cosa ci riserva la Rassegna Stampa di Novembre. Un'anticipazione: rassegna succulenta, forse ad un livello non visto prima.
TORRE & CAVALLO NOVEMBRE 2007
Molti di voi avranno già scartato la pellicola di questo numero del giornale edito a Brescia. Come lo scorso mese - e, curiosamente, con la stessa immagine che troviamo nella copertina di New In Chess - lo spazio d'onore è riservato all'indiano Vishy Anand, 15esimo campione del mondo. Curiosamente nonostante i titoli raggiunti l'editoria scacchistica, a quanto mi risulti, conta un solo titolo scritto dallo stesso Anand ( My best games, della Gambit) e una serie su di lui scritta da Khalifman ( Opening for White according to Anand) - nessuno dei quali tradotto in italiano. Torniamo a T&C. Come anticipato su Scacchierando nell'editoriale si annuncia come la rivista sia diventata sponsor di Fabiano Caruana. Un risultato storico, se si considera che da anni il mecenatismo all'estero ha reso piccole realtà estranee all'ex URSS delle solide roccaforti per le sessantaquattro case. L'Olanda e la Spagna ne sono evidenti esempi. Non ci resta che aspettare e sperare che lo stesso accada, direttamente (attraverso un supporto finanziario) o indirettamente (attraverso la creazione o rivitalizzazione di festival scacchistici), per tutti i giovani leoni italiani. Una vittoria meritata è il titolo che viene consegnato al lettore per quanto riguarda il Mondiale, seguito da una intervista - agli occhi dello scrivente abbastanza raccapricciante - nella quale Vlad Kramnik spiega come la sua strategia al Mondiale sia stata corretta e come, letteralmente, [per lui] il titolo assegnato attraverso un match è molto più importante. Un buon insieme di partite commentate correda il pezzo. Peccato che non si segua la scelta, come nelle altre riviste (Scacco! inclusa), di includere nel riquadro di apertura anche il nome del commentatore. A pagina 21 assistiamo ad un bel reportage con intervista doppia a Caruana e Kamsky su Rocca di Papa, torneo semilampo organizzato da Caissa Italia e vinto dalla stessa superstar americana allo spareggio con il neoitaliano Luca Shytaj. Botvinnik, se non erro, diceva che le partite rapid non sono meritevoli di essere analizzate; peccato però che non sia riportata la vittoria dello stesso Shytaj o, quantomeno, la partita lampo persa da quest'ultimo con una combinazione non vista. Anche i campioni sbagliano... L'egiziano Adly, presto in Italia, è campione del mondo Under 20. Al numero 21 di tabellone, degno di un'impresa storica, è dedicato un reportage comprensivo della bella vittoria - con l'attacco estindiano - sul ceko Laznicka (2610), uno dei favoriti. I buoni risultati dello scacchismo italiano sono testimoniati dalla vittoria del campionato svizzero da parte del Mendrisio, che conta qualche (!) italiano: Michele Godena, Fabio Bellini, Elena Sedina, Renzo Mantovani, Paolo Vezzosi, Gianluca Costa (svizzero di passaporto italiano), Emiliano Aranovich e Fabrizio Patuzzo. La partita del mese è la Bruno-Dervishi, commentata dallo stesso Bruno con uno stile davvero didattico e avvincente. Seguono reportages da diversi festival italiani, incluso Porto San Giorgio, una teoria delle aperture per principianti condotta da Passerotti e centrata sul Gambetto di Re rifiutato, la teoria dei finali su T+P-T per mano di Zichichi e la consueta chiusa sulla studistica. Il numero si chiude con la vittoria di Roberta Messina su Judit Polgar (!!) nella simultanea di Positano. Doppio punto esclamativo per la campionessa italiana Under 14, per Positano - che organizza eventi del genere -, per Daniel Contin che commenta questo ottimo risultato e per T&C-Scacco! che mette in risalto questi risultati. L'Italia, consentitemi, non è solo Caruana - e gli scacchi non sono solo maschili.
EUROPE ECHECS N. 571 - NOVEMBRE 2007

Bravo, bravo, bravo. Tempo fa, commentando con un amico la realtà scacchistica mondiale, convenimmo che Europe Echecs e New in Chess si spartivano l'eccellenza - tenendo conto dei criteri di distribuzione, comprensione del linguaggio a livello internazionale, qualità dei commenti e valore dei commentatori. Poi, se prima la rivista francese aveva un quid in più, si vide pian piano un'affermazione di quella olandese - dovuta sia ad un innalzamento del valore di quest'ultima sia ad un declino dell'altra. Bene, signori. I francesi si sono svegliati! Bellissimo numero, quello di novembre, sotto mille punti di vista. Il servizio sul Mondiale in Messico - intitolato, come vedete, Anand - La consacrazione di un dio vivente -, comprensivo di uno speciale del GM francese Fontaine sulle novità teoriche (la Russa di Gelfand C42 e il gambetto Botvinnik D43) quello sull'Europeo giovanile, il riflettore puntato sul centenario di Carlsbad con partite commentate da David Navara, un eccellente articolo a firma di Adolivio Capece sul torneo di Bratto - comprensivo della Bruno-Dervishi commentata da Bruno e Piscopo -, un'ottima intervista a Judit Polgar a Positano e una Cramling-Kadimova del torneo femminile di Baku commentata da Susan... La qualità, come si dice, è servita. Accanto ad un sito di eccellente valore e ai video che su Scacchierando spesso segnaliamo non credo di sbilanciarmi dicendo che, finalmente, 'la pointe' non è lontana. Il punto di vista grafico ormai è loro, e i collaboratori (quand'anche non ancora del quantitativo di NIC) sono spesso over 2700. Bravo a Bachar Kouatly e ai suoi. Chiudo con la solita indicazione sul servizio di Sutovsky 'La creativité aux echecs', questa volta dedicato a Van Wely, e ad un imperdibile servizio - per chi ancora crede nella magia degli scacchi - sulle promozioni miracolose a firma del GM Darko Anic, ottimo didatta oltreché giocatore di spessore.
NEW IN CHESS N.7

Confrontate, come detto, la copertina qui sopra con quella di Torre & Cavallo... Sanno quel che fanno, in Olanda, da un po' di tempo a questa parte, e quel che san fare fanno. Affascinante nello stilare la rassegna stampa l'accorgersi spesso che gli argomenti trattati (Carlsbad, il torneo UK-Cina, lo stesso mondiale) sono gli stessi ma che, invece che sovrapporsi, vanno se letti in parallelo nelle varie riviste a formare un quadro ben più complesso e sfavillante. Con più... 'shining'. Un esempio di alta qualità lo si ottiene, ad esempio, confrontando il commento alla Ivanchuk-Topalov di qualche tempo fa stilato su NIC da Cheparinov e su T&C da Messa. Incredibile come la partita acquisti valore. Si apre la rivista e il servizio d'ingresso titola, manco a dirlo, Viva Vishy. Partite commentate da Anand, Topalov, Heine Nielsen, Carlsen, Leko, Svidler e Gelfand (assieme a Anand personaggio del mese di Europe Echecs) fanno da sfondo alle foto del giornale e all'ottimo servizio a firma di Dirk Jan Ten Geuzendam. Notevole vedere come lo stesso servizio si chiuda a pagina 47: assieme alle anticipazioni dei numeri precedenti siamo ad una sorta di monografia sul mondiale. Il servizio seguente, per ovvi motivi di interesse nazionale ben supportato, riguarda il torneo di Amsterdam che ha visto il trionfo delle giovani stelle (Karjakin in primis) sull'Experience team guidato da Arthur Jussupow (che scopriremo essere in fondo alla rivista il protagonista dell'intervista del mese). Commenti di Karjakin e Cheparinov, per gradire. Bel servizio su Mainz 2007, torneo che vede gli scacchi rapid parallelamente al cosiddetto FiNet Chess 960 (il Fischer Random Style, per intenderci). Torneo rapid vinto da Anand, mentre Aronian ha superato gli avversari nel 960. A questo torneo chiuso (che ha visto la partecipazione oltre ai due vincitori anche di Bacrot e Kasimdzhanov, giunti rispettivamente terzo e quarto in entrambi gli eventi) se ne è affiancato anche uno open vinto da Navara, mentre l'Open 960 è stato appannaggio del moldavo Bologan a mezzo punto da Kamsky e Ivanchuk. Chiudono il numero UK-Cina, su cui disserteremo nella recensione di Chess appena sotto, Carlsbad, nonché le solite rubriche di Rowson (che parla della scuola cinese) e Timman.
CHESS VOLUME 72 N. 8 - NOVEMBRE 2007
Eccoci al colpevole del ritardo di questa rubrica... Ma, ve lo assicuro, questa volta ne è valsa la pena. Avevo infatti dato mandato al mio 'pusher' bolognese di dismettere l'acquisto della rivista, fin quando non ho visto l'ultimo numero. Premesso che la copertina che vedete è ancora quella di settembre (non tutti i giornali hanno siti aggiornati come quelli citati...) Chess, diretto da Malcolm Pein e con sostanziali interventi del noto Aagaard, risulta essere un giornale in sostanziale sviluppo. Il focus del numero è, ovviamente, sull' incontro-scontro UK-Cina. Scontro da cui la nazionale asiatica esce esaltata e quella inglese, orfana ormai di uno Short da tempo alle corde, scornata; scontro ben documentato da commenti puntuali nelle partite all'interno del servizio firmato da Richard Pallisser e dallo stesso Pein. La rivista offre larghi spazi in bianco e nero con diagrammi tuttavia continui e ben orchestrati anche graficamente; è facile, così, seguire anche mentalmente le gesta dei vari Adams, Jones e Rowson da una parte e di Hua, Penxiang, Hue, Hao e Xhiangzi dall'altra. Daniel King come negli altri mesi ci ripropone How good is your chess (il nostro A te la mossa); ben più interessante, invece, il commento al campionato del mondo spezzato in due da un primo servizio di Jacob Aagaard (anche ricco di indiscrezioni interessanti!) e un secondo di Andrew Greet. Le foto sono in b/n e la rivista a tratti ancora visibilmente acerba; siamo qui ad attendere gli sviluppi anche perché (e mi sento di consigliarne caldamente la lettura ai nazionali) i commenti del GM danese d'adozione scozzese sono spesso e volentieri chiari e d'importanza didattica elevata. Vedere il commento alla 19. ..h5?! della Grischuk-Morozevich, a pagina 36, per credere. Rimane lo spazio per qualche studio e per il consueto (presente su tutte le riviste tranne che New In Chess) Find the winning moves, interessante e ben congegnato. Il costo in Italia è di 8 euro; questo numero li vale.
KINGPIN n. 39 - SPRING 2007
Chiudiamo la rassegna stampa del mese con questo pezzo raro - la cui copertina si rifà evidentemente alla Toilet-War. 9 euro ben spesi per un periodico (3 numeri l'anno) sui generis molto centrato sull'aneddotica, con pochi riferimenti alla teoria - e per questo, si potrebbe dire, agli antipodi rispetto a Kaissiber - ma con spunti davvero di qualità. I 9 euro li vale già soltanto la rubrica Hack attack!, centrata questo mese sulla figura di uno scacchista non nominato (o soprannominato Garry's Half Brother, con riferimento a Kasparov) e sul suo gioco eccentrico e... sconvolgente! Chi, come il sottoscritto, ha cominciato a giocare vedendo le partite di Capablanca e restando estasiato dal gioco del cubano, non può privarsi dello stesso stupore nel vedere le partite di... Ashot Nadanian!!! Giocatore che spazia dal gioco per corrispondenza ai 3' su ICC vanta scalpi eccellenti, tra cui Lputian, Sakaev e Renet (ma una bella sconfitta dal nostro Godena). Interessante infine la Book Review, che sarebbe interessante vedere in italiano per potersi districare tra le pubblicazioni spesso ottime frutto del lavoro delle 4 case editrici maggiori.
Con questo chiudiamo la Rassegna di Novembre. Appuntamento a tra quindici-venti giorni circa, sperando che il 'pusher' faccia il suo dovere!
Bentornati alla rassegna stampa di Scacchierando, per il momento continentale (!) ma che cercheremo di estendere oltreoceano quanto prima. Permettetemi, prima di tutto, di partire in proposito citando una rivista che c'era allora e oggi non c'è più: Inside Chess, un ottimo prodotto (nonostante l'impaginazione) diretto da Yasser Seirawan e oggi disponibile solo online qui. In un editoriale lo stesso Seirawan disse che le riviste avrebbero ceduto ad Internet e che quindi sarebbe valsa la pena di traslocare quanto prima; peccato l'abbia fatto, visto che la storia ha dimostrato che al contrario possono reggere, e bene. Siamo qui per dimostrarlo. Come anticipato la volta scorsa abbiamo aumentato il numero di testati editoriali... da testare! In questo numero troverete Torre&Cavallo-Scacco! e Kaissiber per l'Italia, New In chess, Europe Echecs e Chess per le riviste straniere.
TORRE&CAVALLO-SCACCO! N.10

Lo dice la copertina stessa: Anand Campione del Mondo. Come preannunciato nello scorso numero il mensile di Roberto Messa è dedicato alla vittoria mondiale di Anand, grande campione indiano (e non semplicemente grande maestro indiano, come indicato innocentemente da qualche quotidiano italiano all'indomani della sua incoronazione...). A 37 anni e diverse strepitose performance sulle spalle (incluso un torneo di Reggio Emilia di quindici anni fa) era ora che il grande Vishy facesse il salto di qualità, cosa che spesso per suo demerito o per merito altrui non era mai riuscito a compiere. Con una grande autorità, mostrata nella efferatezza che lo porta a combattere in continuazione (inclusa la splendida 56.Te5! nella Anand-Morozevich riportata nell'editoriale) ha chiuso con un +4 sufficiente a ribattere le velleità di antagonisti a dire il vero spesso maldestri o poco combattivi come i secondi arrivati Kramnik e Gelfand. Al Campionato del Mondo è dedicato uno speciale da pagina 3 a pagina 14, incluse alcune belle foto a colori - segnalo l'analisi tra Grischuk e Aronian a pagina 7 -, un reportage di Ian Rogers e diverse partite commentate. Per le altre si rimanda al numero di novembre Subito dopo Città del Messico si ricorda il nostro festival più rappresentativo, quel Castione della Presolana vinto da Burmakin e Cebalo a sette punti ma contraddistinto da ottime performance di Martinez, Aagard, Siebrecht e Erturan che hanno guadagnato norme da GM. Tre le partite riportate, tra cui la Lanzani-Pomaro 1-0, premio di bellezza. Chiude questo reportage la presentazione de La mia siciliana di Michele Godena, presentato a Bratto e pubblicato dai tipi della Caissa. Chi scrive ne possiede una copia autografa e ne è tanto contento da scriverlo anche qui! La pagina principale dei tornei viene chiusa da uno 'scapigliato' Magnus Carlsen che porta a casa il torneo di Biel superando al tie-break Onischuk, dopo aver perso due partite contro Jocelyn Pelletier e 'King' Loek Van Wely. E la partita (che nel giornale trovate commentata) che vi riportiamo è proprio una sconfitta di Van Wely contro la sempre rocciosa Judith Polgar.
La teoria del mese riguarda i finali in torneo, rubrica curata da Jonathan Speelman, la consueta A te la mossa! del GM Zenon Franco Ocampos, nonché - nella parte riservata ai finali, di Zichichi e riedita da Passerotti - il finale di Torre e Pedone contro Torre. E scagli la prima pietra chi non c'è mai cascato. Si torna ai tornei per parlare di Montecatini e di alcune speranze italiane, presenti come l'IM Daniele Vocaturo o future come il tredicenne Giovanni Innocenti e come Adriano Testa, allievo di Ortega. Bello il dietro le quinte (vergato da Corvi) della vittoria del campionato italiano femminile da parte della Fiammetta Panella. Chiudono il numero la vittoria del MF Vuelban a Rocca Priora, la parte della studistica, la visita di Boris Spassky a Mantova (mentre il vostro affezionato era ad un matrimonio, intento a mangiarsi pasticcini per non mangiarsi le mani) e un reportage a colori su Trieste, vinto da Tiviakov davanti a Baklan (a pari punti) e a solo mezzo punto dal nostro stratosferico Fabiano. Segnalo la bella foto dell'inarrivabile Tocchioni che minaccia di fumare... e rimando a novembre!
KAISSIBER n.23

Ognuno dovrebbe prendersi le proprie responsabilità e ammettere di aver sbagliato, qualche volta. Una volta al giorno sarebbe sufficiente, credo. E per me oggi l'ammissione riguarda Kaissiber, rivista edita dall'inossidabile Luciani che avevo sottovalutato e che invece, vista in bancarella a Rivarolo Mantovano, mi ha prima portato una volta, poi due, poi tre volte a sfogliarla, e infine a comprarla. Pensavo fosse una specie di riedizione di Schach Archiv, bel giornale edito a suo tempo da Andrea Rombaldoni ma decisamente extratarget per questa 3a nazionale (pur con le aspirazioni del caso) a causa del suo incentrarsi esclusivamente sulle aperture. E invece Kaissiber, nome suggestivo che incrocia Caissa, la nostra dea, con Kassiber, termine tedesco che indica il passarsi di messaggi tra carcerati o dai carcerati all'esterno, è una bella rivista che incrocia curiosità (ad esempio la partita più vecchia a scacchi, una... pessima Scandinava!) con approfondimenti su aperture, con notizie storiche e di teoria. A proposito di aperture vi segnalo la quasi monografia sul sistema Max Lange (1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ac4 Ac5 4.0-0 Cf6 5.d4!?) nell'Italiana, nonché sull' attacco Max Lange (1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.d4 ed 4.Ac4!?) che tante soddisfazioni mi ha dato nel gioco semilampo. E se pensate che tra l'uno e l'altro si va da pagina 29 a pagina 94...! Il tutto è condito da opportuni cenni storici presenti anche in un altro articolo che dà consistenza al giornale, ' Siegbert Tarrasch non abbandonava mai il centro' di Bent Larsen. Da segnalare che molte varianti indicate nel giornale vengono verificate (come accade ad esempio a pagina 91 nella discussione sull'attacco Max Lange) da giocatori per corrispondenza specialmente tedeschi, il che spinge sia a verificare personalmente a casa le varianti riportate sia in qualche modo a confidare su gambetti e sacrifici che spesso a tavolino apparirebbero dubbi. Personalmente consiglio ai non titolati di provare queste varianti nel gioco semilampo, anche su Internet, non solo per stupire l'avversario e fargli incedere lo Zeitnot ma anche per verificare le proprie lacune in alcune varianti. Essendo abbastanza dettagliate è facile dopo un po' giungere ad una discreta padronanza del gioco - anche laddove, e questo forse è il punto carente, sono esplicitate le mosse e non le idee soggiacenti. Chiudono il numero una discussione sulla Scandinava alla Mieses, un articolo sulla storia degli scacchi intitolato Il cavaliere e la dama, nonché un lungo pezzo (10 pagine) sugli scacchi al computer in rapporto al go che francamente ho trovato un po' troppo specialistico. La partita che riporto è una dura punizione inflitta da Tarrasch a Marco, riportata commentata a pagina 25. Ricordo che il giornale è disponibile via abbonamento o nei negozi specializzati in articoli scacchistici.
NEW IN CHESS #6

Apro il numero di New in Chess curioso e subito... vedo sbucare la faccia da topolino del nostro SuperFabiano! Posto che una frase buttata lì mette tristezza ( Stories were revived that as a junior his rating had kept increasing because his father only sent in results to be calculated when they wee good results), fa piacere vedere che certe storie - che mi paiono storielle - si mettano a tacere con un gioco brillante come quello mostrato dalla Caruana-Stellwagen di Vlissingen, mostrata a pagina 7. Ci ripuliamo gli occhi? E ripuliamoceli! Biel occupa una parte ben più centrale rispetto a quella in Torre&Cavallo-Scacco!. Un bell'articolo di Dirk Jan Ten Geuzendam (che ricordo collaboratore di Schach Archiv, se la memoria non mi tradisce), belle immagini a colori - incluso un triple shot di Carlsen che quando non è alla scacchiera appare interessato e non annoiato...! Belle partite e ben commentate dallo stesso Carlsen e da Onischuk vengono bilanciate da una tristissima immagine di Grischuk a pagina 21 commentata da un I get bored very quickly. Non un ottimo periodo per il talento russo. Pelletier commenta, in un nuovo articolo ma sempre facente capo a Biel, la sua vittoria con Bu Xiangzhi, a coronamento di un ottimo torneo che gli è valso il terzo posto e una performance da 2731 annacquata appena da una sconfitta con lo stesso Grischuk. Ma dobbiamo aspettare pagina 28 per vedere il tornado Ucraino: UNSTOPPABLE IVANCHUK! Mi chiedo ormai se sia per oscure ragioni di bella presenza se viene snobbato dalle copertine delle migliori riviste: nel report firmato nientepopodimeno che da Sergey Tiviakov (!) il solo sottotitolo 'The Ukrainian genius continues to win everything he takes part in' spiega un mucchio di cose. La performance di Montreal 2007 è di 2857 con un +5 su dieci turni e un punto chiaro di vantaggio su Tiviakov; interessante seguire le partite che lo stesso ucraino commenta, inclusa la bella Miton-Ivanchuk. E occhio a Sandipan Chanda, quinto a Ottawa 2007 dietro a Bu Xiangzhi e a pari punti con Short, Miton e i semisconosciuti Krnan e Sambuev: l'indonesiano ne dirà delle belle in futuro. Comunque ottimo parterre per i due tornei canadesi: magari vedessimo in Italia anche un solo torneo a questi livelli. Ricordo per NIC l'ottima abitudine di riportare i diagrammi di analisi che facilitano la lettura orale delle partite. Ogni tanto si vedono apparire anche gli smileys (le cosiddette 'faccine'): che dite, gliele perdoniamo ai GM? Dopo un affresco su Akobian c'è un reportage di Topalov su Elista. Confesso di non averlo ancora letto: la sola frase riportata 'Kramnik did not have such impressive results and could not be really defined as a match player' ha fatto venire la pelle d'oca anche ad un non-kramnikiano come il sottoscritto. Spero che al più presto Topalov abbandoni la penna e impugni l'alfiere, francamente. Reportages anche sulla vittoria di Cali da parte di Julio Granda Zuniga, ora Campione Continentale, e su Krasenkow (vincitore di Helsinore 2007) e Humpy Koneru. Chiudo citando la sempre ottima rubrica di Timman, il ritorno di Kasparov nonché un piccolo pezzo - ma significativo - di Hans Ree sul nostro Caruana. E speriamo sia solo l'inizio!
EUROPE ECHECS N. 570
Un numero che mi ha fatto dannare. Incredibile come sia difficile trovare in tempi ragionevoli questa rivista, seppur buona... Sconta negli ultimi anni un certo regionalismo - e non è un caso che pubblichi l'ottimo Vachier-Lagrave in copertina anziché chi veramente sta monopolizzando i riflettori internazionali... Nella rubrica 'Sous le feux de la rampe' (una sorta di Chi sale e chi scende) troviamo, a parte lo stesso Vachier Lagrave, nei Chi sale 'I tre prodigi'. E indovinate chi c'è accanto a Sebastien Feller e Sergej Karjakin? Sì, il nostro Fabiano, che si è aggiudicato il titolo di Vlissingen (traduco) dopo aver respinto magnificamente col Nero l'ultimo assalto di Kasimdzhanov (2683). Che dire? Lungo pezzo dedicato al Campionato Francese di Aix-les-Bains, a dire il vero senza Bacrot e Lautier, e buon testo di Péchiné sullo Staunton Memorial stravinto dal redivivo Michael Adams. Commento delle partite affidato a Loek Van Wely: sottolineo in particolare l'estetica di come vengono presentate le partite (vincitore in neretto, foto Elo e titolo del commentatore) uniche per merito nella rassegna scacchistica. Riportato anche il match Russia-Cina e lo scontro Amsterdam 2007 tra giovani speranze e vecchi leoni (vinto, lo ricordo, dai primi e da Karjakin in particolare). La partita del mese è - e non poteva non essere, direi - la Sebag-Kasimdzhanov, che riporto. La trovate commentata dalla stessa Sebag a pagina 48-49. Giri pagina e... nella sezione Nouveaux prodiges chi trovi? Fabiano Caruana, 2549 Elo (allora), che commenta la propria vittoria contro Bui Vinh e contro Barua! Cinque pagine a lui dedicate. Segnalo infine la sezione dedicata alla creatività negli scacchi da parte del GM Sutovsky, quella sui finali di Darko Anic e una pagina dedicata alla bacheca (lezioni di scacchi, siti interessanti eccetera) che sarebbe interessante riproporre da noi.
CHESS OCTOBER 2007
Solo un cenno su questa rivista, forse troppo anglofila. Buoni i collaboratori (tra cui il GM Daniel King e il bravissimo Jacob Aagaard); ancora da migliorare la struttura del testo. La rubrica How good is your chess? (paragonabile al nostro A te la mossa) difetta nella struttura. Invece che riproporre come quiz le sole mosse interessanti chiede di anticipare tutte le mosse del Bianco (in questo caso Anand) a partire dalla diciottesima. Il dubbio a questo punto è sia sulla impaginazione - è troppo facile vedere la mossa dopo, e quindi 'bruciarsi' la ponzata - sia sul testo stesso: sappiamo che le partite si basano su idee e che a tratti le idee possono divergere. Buon pezzo di Aagaard sulla sfida Russia-Cina e buon pezzo sullo Staunton Memorial. Da segnalare una buona sezione (23 diagrammi) sulle Winning moves, il classico Il bianco muove e vince, in ordine di difficoltà, e un buon pezzo di Marin.
Alla prossima!
Rassegna Stampa
Benvenuti alla nuova rubrica che i tipi di Scacchierando hanno elaborato per voi durante fervidi scambi di mail nel mese di Agosto! Cercherò con questo piccolo resoconto di segnalare nella stampa internazionale i pezzi che possono essere più interessanti. All'inizio - pariamo le obiezioni... - le riviste essenziali saranno tre: Torre&Cavallo per il panorama italiano, New in Chess ed Europe Echecs per quello europeo. Scelte di eccellenza, certo, in quanto rispecchiano il meglio che c'è in campo editoriale nel loro singolo Paese ed anche spesso oltre confine; scelte comunque limitate che vedranno inserito presto il meno reperibile British Chess Magazine, nonché alcune 'chicche' sulle quali ci sbilanceremo in seguito. Partiamo dal Bel Paese...
TORRE & CAVALLO - SETTEMBRE 2007
Numero di eccellente qualità per il mensile diretto da Roberto Messa. Le partite del mese sono commentate da Ian Rogers, Elena Sedina, Niccolò Ronchetti, Fabrizio Molina e Michelangelo Scalcione. E una cosa non si può non notare nella rivista: spesso è di gran lunga più aggiornata rispetto a quella dei 'cugini' che andremo a presentare. Per intenderci New in Chess presenta solo in questo numero il match dei Candidati di Elista, e non riporta ancora la vittoria da parte di Godena del campionato UE... Un'altra analisi è demandata a Fabiano Caruana; ed è al genietto italiano e al suo titolo di GM seguito dalla vittoria del torneo di Vlissingen che è dedicato l'editoriale. Il primo articolo, comunque, è centrato su Godena e sulla vittoria del Campionato dell'Unione Europea. Risultato che, forse, è passato in secondo piano rispetto allo strabiliante lancio di Caruana; risultato che però, assieme all'argento nella Mitropa Cup, alla stessa vittoria di Caruana a Vlissingen e alla norma di GM di Brunello riportano in auge lo scacchismo italiano da tempo assopito. La partita commentata Godena-Likavsky (una siciliana con c3) è un'ottima occasione per ricordare che lo stesso Godena risulta essere uno specialista a livello mondiale sulla variante, nonostante una tremenda sconfitta nello scontro fratricida con Caruana in un match riportato nel numero precedente della stessa rivista e commentato da Caruana. Tra le altre partite da notare l'ottima prestazione di Brunello contro Prie, che lancia l'italiano alla prima conquista di norme GM (prima del calo che ha subito da Bratto in poi). Solo un trafiletto su Vlissingen, probabilmente a causa degli stretti tempi editoriali, all'interno di uno speciale sulla conquista da parte dell'italoamericano Caruana del titolo GM (12° più giovane della storia, come riportato in una bella tabella, appena dietro a Nguyen Ngoc Truong Son, vietnamita, e appena davanti a Hikaru Nakamura). Tra le partite commentate la splendida vittoria contro Stellwagen. Tra gli altri pezzi di questo bel numero (di cui sottolineiamo la persistente comparsa del colore, oltre al classico bianco e blu di T&C-Scacco!) la vittoria dell' ottavo titolo a Dortmund da parte di Kramnik, la vittoria (scontata ma notevole) di Anand a Magonza in un torneo rapid su Aronian - cui l'armeno ha risposto vincendo al tie-break lampo la finale a Chess960 -, nonché un pezzo su Ivanchuk, probabilmente il maggior rimpianto di questo mondiale. Continua lo studio dei mondiali (di cui, ricordo, un grande diceva ai propri allievi di dover ricordare a memoria OGNI PARTITA di OGNI EDIZIONE...), stavolta nella puntata di Korchnoi contro Karpov. Infine ottimo per i principianti (ma non solo, purtroppo...) lo studio di Zichichi dei finali di pedone riedito da Passerotti, giunto al test conclusivo, nonché un articolo dello stesso Passerotti sulla Scozzese con 5.Cb3. Credo di dover puntualizzare, a questo punto, come mancasse a questa rivista un approfondimento (come quello che sta, per fortuna, avvenendo da mesi) su aperture e finali: certi articoli non possono che innalzarne il valore tecnico e portare linfa a chi non compri il mensile solo per motivi di studio di partite o di novità ma anche per un approfondimento tecnico valido per il principiante come per il giocatore più avanzato. Le pagine finali, come da qualche numero a questa parte, sono dedicate alla studistica - fatta eccezione per un bell'inserto a colori su Kasparov in Italia.
NEW IN CHESS - n°5

Segnalo che è appena uscito il numero 6. In questa rubrica, però, cercheremo di seguire le uscite in parallelo - e, essendo il n.5 uscito con un considerevole ritardo solo ai primi di settembre, terremo quello come numero valido per questo articolo. Lo spessore di questa rivista - che qualcuno ricorderà all'inizio esser ricca di refusi nonché di palesi errori nella traduzione in inglese - è cresciuto col tempo, al punto da superare Europe Echecs e porsi come punto di riferimento nella stampa scacchistica internazionale. Credo che al suo livello ci sia in questo momento solo Jaque Tecnico, rivista spagnola purtroppo non distribuita in Italia. In copertina si vede Evgeny Alekseev, direttamente dall'ottima performance di Dortmund che lo ha visto secondo solo a Vladimir Kramnik. Le analisi del mese sono affidate a Kramnik stesso, a Ivanchuk, Leko, Aronian, Gelfand, Grischuk, Carlsen, Alekseev, Van Wely, Karjakin, Bareev e Khalifman tra gli altri. Quindi, in sintesi, tutti i partecipanti al mondiale tranne Anand e Morozevich (che comunque spesso compaiono) nonché tutti i grandi assenti escluso Topalov! Il pezzo iniziale è giustamente dedicato alla vittoria di Kramnik a Dortmund. Dirk Jan ten Geuzendam ne fa un resoconto dettagliato di dieci pagine, corredato da un'impaginazione eccellente e da partite come Kramnik-Carlsen 1-0, Kramnik-Gelfand 1-0 e Alekseev-Mamedyarov 1-0. Da notare che spesso le partite sono corredate da diagrammi di analisi suggeriti dagli stessi GM, in modo da rendere più scorrevole non solo la lettura della partita ma anche quella delle idee profonde che ne stanno alla base. 32 pagine (!!) dedicate al match dei candidati: il ritardo di questo numero probabilmente a questo motivo soggiace. Lo speciale è davvero interessante e comprensivo di partite commentate da ambo le parti e da commenti talvolta piccanti (come, cito testuale, 82.Qc1?? Aronian finds the only losing move..). Spassky a Mantova ha dichiarato, di fronte agli scacchisti che citavano i loro campioni preferiti, che non bisogna dimenticare Ivanchuk, tra i più grandi genii delle sessantaquattro case. NIC lo sottolinea con due pezzi: la vittoria di Foros 2007 (performance 2823!) e quella di L'Habana (performance 2877!!). Perdonatemi se non cesso di sottolinearlo, ma la sua assenza in Messico si sta facendo sentire, eccome. Da non perdere in ogni numero (sono sempre i primi che leggo...) i pezzi di Ian Timman, ex sfidante al titolo mondiale, tra gli ideatori della rivista e ancora capace di lotte strategiche e di capire a fondo la posizione a livelli elevatissimi. Forse questo pezzo non è all'altezza dei precedenti, compreso quello (due numeri fa, se non erro) sul sacrificio posizionale di Torre per acquisire un pedone passato. Qualcuno conoscerà la serie degli SOS (Secrets of Opening Surprises): Jeroen Bosch tratta stavolta della Variante Vitolinsh nella Bogo-Indiana. Ok, ok, siamo già sul più complicato della spagnola variante di cambio... Le mosse comunque sono 1.d4 Cf6 2.c4 e6 3.Cf3 Ab4+ Ad2 c5. Interessante. Manca il solito pezzo di Kasparov; stavolta, comunque, un articolo interessante su Movsesian, anche personaggio del mese nel ritratto - simpatico, ma nulla di più - nella pagina di chiusura.
EUROPE ECHECS - SETTEMBRE 2007

Lo vedete, Magnus, in copertina. Una cosa che non posso spiegarmi è come tra i tre protagonisti delle copertine - o, meglio, cinque, visto che Torre&Cavallo si dedica a Godena, Brunello e Caruana - nessuno nelle redazioni abbia pensato a Ivanchuk. Né, anticipo, sarà sulla copertina del numero 6 di NIC, che vedrà ancora Carlsen. Strano, a volte, il mondo - e a volte comprensibile Valery Salov quando parlava di complotti... Fortunatamente l'ottimo pezzo di introduzione (Pleins feux sur..., ossia Riflettori accesi su) ripropone come personaggio del mese il buon Vassily Ivanchuk, spettinato a dovere. La dicitura riporta (e non vedo bisogno di traduzioni) 'Vassily Ivanchuk: le virtuel n°1 mondial?'. A voi ogni commento. In salita, in questa gustosa rubrica - passibile di... emulazioni! - Carlsen, Pelletier e Sébastien Feller; in discesa Gelfand, il disastroso Nigel Short reduce da uno 0/3 a Montreal e Sasikiran, 11esimo a Foros. Buona la pattuglia dei commentatori della rivista francese, benché in decrescita rispetto ad un glorioso passato. Sebastien Mazé, 2530 di Elo, commenta una propria vittoria a Bienne, mentre nella pagina accanto Carlsen viene intervistato da Olivier Breisacher a proposito del proprio primo posto nello stesso torneo - davanti a campioni del calibro di Onischuk, Grischuk, Judith Polgar, Radjabov e altri. E' a Motylev che viene demandato il compito di commentare la buona vittoria del norvegese di ferro contro Onischuk in un Gambetto di Donna; Pelletier, invece, segue logicamente la propria vittoria contro lo stesso capoclassfica. Interessante a pagina 14 un inserto contenente le novità teoriche di Bienne (torneo comunque interessante, anche se, a mio modesto parere, sovrastimato dalla rivista). Anche qui un pezzo su Dortmund - condito da una gustosa foto di Kramnik che, per uno scherzo fotografico, pare incoronato... Al commento Cyril Marcelin, un buon professionista. L'articolo su Foros Aerosvit, tra i meglio riusciti di questo numero, contiene un'analisi di Karjakin e una dello stesso Ivanchuk (in merito alla Rublevsky-Ivanchuk, Siciliana). A Montreal invece il compito di commentare è demandato al bravissimo Sutovsky. La partita del mese è la Miton-Ivanchuk, commentata estesamente dall'ucraino a pagina 48-49. Dispiace di non vedere più le analisi di Bologan; resta però che, in questo numero, i tipi di Europe Echecs hanno saputo fare scelte davvero di ottimo livello. Darko Anic cura quella che per lo scrivente è un'irrinunciabile rubrica sui finali, mentre Sutovsky si occupa della creatività negli scacchi. Da segnalare infine tra le curiosità un pezzo intitolato 'Scacchi e Alzheimer: il combattimento del secolo'!
Che dire, per concludere? T&C spicca per aggiornamento di fronte alle altre riviste, che non si capisce se snobbino o siano indietro rispetto a certi eventi. Comprensibile il fatto che si dedichino pagine su pagine a Bienne e alla vittoria del Campionato Francese da parte di Maxime Vachier-Lagrave; meno che per questo si passi oltre certi eventi. NIC risulta lenta, ma spessore della rivista sia in senso tecnico che... di pagine la rendono irrinunciabile. Di sicuro è elevato il prezzo (8,95 EUR), che la pone a paragone con libri didattici più che con riviste; speriamo comunque, con questo pezzo, di avervi dato un eventuale aiuto nello scegliere chi sarà il vostro secondo nei prossimi tornei!
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