Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Tra i tavoli da gioco
Quando l’occhio si sposta dalla scacchiera a ciò che succede intorno…
Mi piace giocare ma mi piace anche osservare. Con il passare del tempo si è acuita questa seconda attività (chiamiamola così). Sia che lo faccia da giocatore che da semplice spettatore. Girare tra i tavoli da gioco è diventata ormai una abitudine istintiva, una esperienza che mi lascia sempre qualcosa dentro.
Il primo a colpirmi è il silenzio che mi porta a spaziare per tutto l’ambiente nel quale si svolge il torneo: sala, pareti, soffitto. Un silenzio quasi sacrale a difesa del nobile combatter delle menti. Poi sono le facce e le espressioni dei contendenti a venirmi incontro. Ora tirate e un po’ stravolte dalla concentrazione, bianche, arrossate o paonazze, i vari tic che sorgono spontanei con un che di umoristico che spinge al sorriso: smorfie, boccacce, occhi che si aprono o stringono, gli sguardi “cattivi” all’avversario e quelli furtivi all’orologio, i gesti tesi a muovere i pezzi ora rapidi e sicuri, ora studiati, ora incerti con la mano che si allunga e ritorna indietro a posare l’indice sulla bocca. Mani messe a cerchio sulla testa con il busto proteso in avanti o appoggiate al tavolo con il busto alzato all’indietro come a sorvegliare la situazione da un punto di vista più alto e più lontano; mani che segnano lente o spasmodiche le mosse sul formulario e che picchiettano l’orologio, il picchiettio che si fa più deciso e frenetico quando la situazione diventa critica, quando si arriva allo zeitnot. A questo proposito mi viene in mente il libro “Black and white Passion en noir et blanc” di Catherine Jaeg, praticamente una carrellata di espressioni umane che vanno dal serio e concentrato all’umoristico, come quel tizio che gioca con la mascherina da infermiere sulla bocca. In copertina il GM Hans Ree con uno sbadiglio a braccia spalancate che ti tira all’abbiocco.
In seguito lo sguardo si posa sulle scacchiere. Un gioco che mi piace fare con me stesso (e forse avviene anche per altri lettori) è cercare di indovinare il tipo di apertura da cui è scaturita la posizione che sto osservando, e poi la possibile mossa del giocatore a cui spetta il tratto. Se questa benedetta mossa tarda ad arrivare mi spazientisco e spunta dentro di me qualche involontario accidente rivolto al malcapitato (chiedo scusa). Se arriva la mossa indovinata (soprattutto dalle mani di un “pezzo grosso”) un sorrisetto superbetto sboccia tra le labbra, altrimenti ci si appiccica una decisa smorfia di delusione.
Dopo l’attenzione rivolta alle facce dei giocatori e alle scacchiere lo sguardo si dirige meccanicamente verso gli altri spettatori, ai loro gesti di approvazione o disapprovazione nei confronti dell’andamento della partita: sguardi dubbiosi, meravigliati, contenti, sorrisetti ironici, parole scambiate sottovoce, uno stringere dei pugni, un assentire o dissentire della testa e insomma tutta una mimica ben precisa e ormai ben conosciuta. Praticamente la folla dei curiosi diventa essa stessa un personaggio complesso e variegato, quando fin troppo pressante e fastidioso.
Qualche volta capita che il silenzio venga rotto dallo squillo di un impertinente cellulare e allora possono nascere delle vere e proprie dispute con l’arbitro che arriva trafelato a dirimere la questione. Uno scambio di vedute più o meno civile ma ormai le regole sono chiare e il soccombente è il possessore dell’incauto apparecchio che quasi di sicuro lo trovi a sacramentare al gabinetto.
Al termine delle partite con le solite strette di mano, le solite pacche sulle spalle regalate generosamente dal vincitore, le solite facce sorridenti o stralunate, pare alzarsi una specie di brusio di api come in aperta campagna. Una specie di risveglio alla vita.
La cosa più bella, per me, è il vedere all’opera i ragazzini (se ci sono) con quelle teste ricciolute tutte prese nei loro progetti, le decisioni veloci, i movimenti scattanti tipici della loro età. Il futuro che prosegue e non molla.
Girare tra i tavoli da gioco mi diverte, mi fa riflettere, mi dà soddisfazione, mi riempie di orgoglio. Soprattutto mi fa sentire parte di un gruppo, di una forte passione comune.

La falange (seconda parte)
Quello che segue è il risultato di alcune ore che ho rubato al sonno.
Non mi è parso un cattivo investimento, tutto sommato.
Sebbene non sia impossibile, dubito che vedrete mai una partita reale con tale disposizione. Nel caso migliore ciò presuppone che a giocarla siano due mattacchioni, comunque a me piacciono i forti contrasti, cioè gli schemi fortemente squilibrati nel materiale e nella possibile dinamica dei pezzi, più difficili da decifrare.
Ad ogni modo sono convinto che apprezzerete più in là il meccanismo, per ora solo intuibile nella posizione iniziale dello studio, con il quale da alcune inevitabili catture conseguono finali tutto sommato convenzionali, ma con sfumature sempre diverse.
M. MICALONI 2011
“Phalanx”
Bianco muove e patta
Proprio perché non si tratta di partita viva, non vi faccia impressione la valanga di fantaccini Bianchi lanciati a promozione. Come i neonati di testuggine, corrono per istinto in direzione del mare, ma poi non tutti sopravvivono ai predatori, purtroppo.
Nel diagramma iniziale il Nero sembra avere ancora risorse sufficienti per dare matto, potendo neutralizzare tutti i tentativi avversari di promuovere.
Dopo alcune catture ed uno scontato sacrificio di pezzo, rimarrebbe pur sempre con 2 pezzi leggeri manovrabili. Sacrificando poi ulteriore materiale e con la prospettiva di promuovere a sua volta il pedone superstite, può forzare un finale vincente.
Una rapida analisi ci fa escludere mosse troppo lente del Bianco, che non rafforzano la minaccia di promozione o che consentono facili catture ( in c6 o b4 ), e bisogna considerare pure che ogni spinta apre pericolosamente le diagonali a 2 terribili alfieri, riducendo gli spazi al re Bianco chiuso nell’angolo, che non sembra affatto al sicuro.
Eliminate le possibili mosse di re a causa di Cxc6 scacco, e le spinte a6 o d4 che oltretutto non appaiono prioritarie, consideriamo le rimanenti: b5, b7, c7.
Per le prime due possiamo accontentarci delle rispettive confutazioni
A
1.b7? Cxc6!(dopo 1….Ae5? il B. spara 2.b5! Ag2 3.h4 e gioca attivamente)
Ora 2.b8=D? Cxb8 3.Rxb8 Axb4 4.a6 Axe6 ed il finale è perso
2.b5 Ag2 3.bxc6 Axc6 4.Ra7
(attenzione perché 4….Ad4? 5.Ra6! Ae5 6.Rb6! invece è patta!)
4….Axb7! 5.Rxb7 Axa5 6.Rc6 Rf8 e vince
Non c’è nulla di sorprendente nel fatto che il Bianco dovrebbe evitare di restare con
2 o 3 pedoni dei quali uno solo libero, come in questa posizione, contro un alfiere.
Pure evidente come la spinta b7 sembra peggiore della spinta b5, che almeno rende possibile il tentativo di salvare un pedone libero in b6 anziché quello bloccato in e6.
Vediamola brevemente.
B
1.b5? Ag2! 2.b7 Cxc6 3.bxc6 Axc6 4.Ra7 Axb7 5.Rxb7 Axa5 e il Nero vince
Notate che la sequenza è identica a quella della variante A con banale inversione tra b5 e b7, il che significa che queste due mosse hanno il medesimo “tarlo” strutturale, se non adeguatamente preparate.
Comunque ciò condannerebbe il Bianco alla disfatta per cui ci catapultiamo verso la soluzione, ad analizzare la unica possibilità rimastagli, che già inizialmente poteva apparire più sensata visto che contiene 2 minacce di promozioneanziché una.
C1
1.c7! Ag2?! 2.Rb8 Cc6 3.Rb7 Cxa5 4.Rb8 Cc6 5.Rb7 Cxb4
Ora perde 6.Rb8? Cc6 7.Rc8 Ca5 8.Rb8 Ae5 -+
6.Ra7! Cc6 7.Ra6!e per evitare guai maggiori il Nero dovrebbe forzare il perpetuo
7….Cb4 8.Ra7 Cc6 9.Ra6 patta
C2
1.c7! Axe6! 2.a6! Ae5!!
Che mossa velenosa! Non si può ancora catturare né promuovere!
::3.cxd8=D? Rxd8 4.b7 Ad5 5.Ra7 Ad4!! zugzwang!
Dopo 6.Ra8 Rc7 b5 oppure 6.Rb8 Rd7 b5 il Nero vince praticamente con qualsiasi tratto (a meno che non si privi in questo caso della fondamentale possibilità di dare scacco sulla diagonale h2-b8 con 6….Af2?? 7.a7 +-)
Con un semplice procedimento di esclusione arriviamo a scegliere
3.b5! Cf7! (non era consigliabile 3….Ad5? 4.Ra7 )
Ora il Bianco, che se non si trattasse di uno studio non sarebbe affatto obbligato a coltivare ambizioni di vittoria, dovrebbe pareggiare facilmente con
C2.a
4.b7 Axc7 5.b8=D Axb8 6.Rxb8e tra le varie possibilità è giocabile
6….Cd6 7.b6 Rd7 8.h4 Ad5 9.b7 Axb7 10.axb7 Rc6! 11.h5 Cxb7 Rc8 patta
Oppure innescare la attesa girandola di promozioni con
C2.b
4.c8=D Axc8 5.b7 Ah3! 6.b8=D Axb8 7.Rxb8 Rd7 8.a7 Ag2 9.b6 Cd6 10.h4 patta
Chi invece ne coglie il gradevole lato estetico non disprezzerà una subdola risorsa che ha prolungato le mie fatiche di almeno una dozzina di ore.
C2.c
4.d4!
Non mi è ancora chiaro se il bilancio delle trappole aggiuntive dovute a questa mossa sia favorevole ad un colore o meno, ma di sicuro è vantaggioso per lo spettacolo.
Il Nero può scegliere fra 3 ritirate del suo alfiere (Axh2; Af4; Ad6).
La conclusione più normale, ma forse anche la meno promettente per il Nero, che catturando h2 si priva della principale risorsa (reciproca) dello zugzwang sarebbe ora
C2.c1
4….Axh2 5.b7! Axc7 6.b6!
Segue una qualsiasi mossa di Alfiere che mantenga il controllo su b8 e tutte le linee convergono verso un tranquillo finaledipedone.
6….Af4 7.b8=D Axb8 8.Rxb8 Rd7 9.a7 Ad5 10.a8=D Axa8 11.Rxa8 Cd8
12.b7Cxb7 13.Rxb7 e6 14.Rb8! Rd6 15.Rc8 patta
Per le altre due preciso subito che rispetto ad Af4, la mossa Ad6?! avrebbe in più solo il difetto di rendere giocabili le risposte h4 e a7 e di intralciare il cavallo che va in d6.
Se il Bianco non ha ulteriori ambizioni, pareggia subito con una sequenza molto simile a quella appena vista. Il Nero muoverà Ad6-Axc7-Axh2-Ad6 anziché Axh2-Axc7-Af4, e ciò chiarisce che Ad6 è in fondo solo una perdita di tempo, sebbene non decisiva.
Non ci resta che seppellire la variante Ad6?! nel posto che merita, ma non prima di aver illustrato una linea molto tagliente che la caratterizza.
C2.c2
4….Ad6?! 5.a7!
C2.c2.A
5….Rd7!?
tra l’altro era impedita la cattura in h2 ( Axh2? c8=D Axc8 b7 e vince il B.)
Se ora 6.c8=D Rxc8 7.b7 Rd7 8.b8=D Cd8 ed è patta in due modi
::9.b6 Ad5 10.b7 Axb8 11.axb8=D Axb7 12.Ra7 Cc6 13.Rxb7 Cxb8 14.Rxb8 e5
( è patto anche il finale con promozione reciproca, quindi la spinta non è obbligata ) 15.dxe5 Re6=
::9.Dxd6 Rxd6 10.Rb8 Ad5 11.h4 e5! 12.dxe5 Rxe5 13.h5 Cc6! 14.bxc6 Axc6=
6.Rb8! Ad5 7.h4! Af4 8.a8=D Axa8 9.Rxa8 Cd6!
(ma non 9….Axc7?! bxc7 10.Rxc7 Ra7)
10.b7 ( anche qui sciupava tutto 10.h5? Rc8-+)
10….Cxb7 11.Rxb7 Axc7 12.b6 Axb6 13.Rxb6 e5!! 14.dxe5 Re6 patta!
C2.c2.B
5…Ad5 6.Rb8 Rd7 7.h4 Ag3 8.h5! Cd6! 9.h6! Af2!
10.b7! Axb7 11.c8=D Cxc8 12.Rxb7 Cxa7 13.Rxa7 Axd4
(ecco spiegata la “oscura” Af2! e oltretutto se ora 14.Rb7? vince e5!! -+)
14.Rb8!! e5! 15.b6!! e4! 16.b7 Ae5 17.Ra8 e3! 18.h7 e2 19.b8=D e1=D 20.h8=D patta!
Ecco la irrazionale posizione finale della variante 4….Ad6?! in quest’ultimo caso.
Ne valeva la pena no?.
Ma avevamo anticipato che il Nero può giocare con maggior precisione.
Eccoci allora all’ultimo atto
C2.c3
4….Af4!
C2.c3.A
5.h4? Ad5 ed ora
C2.c3.A1
6.Ra7 Cd6! 7.b7 Cxb5 8.Rb6 Axc7 9.Rxb5 e6 e il Nero vince.
oppure
C2.c3.A2
6.Rb8 Rd7! 7.b7 Axc7 8.Ra7 Cd6 9.b8=D Axb8 10.Rxb8 Cxb5 11.h5 Cxd4
12.h6 Ae4 13.a7 Cc6 14.Rb7 Cxa7 e il Nero vince
C2.c3.B
5.a7? Ad5
(ora 6.b7 Axc7 7.b6 Ad6 8.h4 Cd8 9.h5 Axb7 ed è matto )
6.Rb8 Rd7 7.a8=D Axa8 8.Rxa8 Axh2!
(non si poteva più posticipare)
9.Ra7 Af4 e stop.
Il Nero attende che al B. finiscano le mosse, sacrifica uno o due pezzi e vince.
Allora?
In effetti il Bianco non nuota ancora in acque tranquille, però la sua prole è quasi interamente sopravvissuta ai predatori e sembra ora possibile che la tanto vituperata b7, dopo il gran lavoro di preparazione, possa essere rivalutata.
C2.c3.C
5.b7! Axc7
C2.c3.C1
6.b8=D Axb8 7.Rxb8 Rd7!
( ora non va 8.a7 Ad5-+ né 8.b6? Cd8-+)
8.h4! Cd6!
( attenzione pure a 8….Ad5?! 9.h5!con pericoli maggiori per il Nero )
9.b6! Ad5(vedere anche 9….Cb5 e altre linee che per lo più rientrano oppure costringono il Nero a forzare lo scacco perpetuo
Ad esempio 9….Cf5 10.b7 Cxd4! 11.Ra7! Rc6! 12.h5 Cb5! 13.Ra8! Cc7=)
E il Bianco chiude la pratica in due modi
:: 10.b7 Cb5 11.h5 Cxd4 12.h6 Cc6 13.Ra8 Ae4 14.b8=D Cxb8 15.Rxb8 Re8 16.a7 Rf7 patta!
Oppure, tanto per mostrarvi la ennesima conclusione diversa:
:: 10.h5!? Rc6 11.b7 Rb6! 12.h6! Rxa6 13.h7 Cf7 14.Rc7 Axb7 15.Rd7 patta!
Per ultima ho tenuto la variante dove finalmente uno dei neonati riesce ad arrivare in acqua, anche se per pochissimo tempo, ripagando il sacrificio di tutti.
C2.c3.C2
6.b6 Axh2 7.a7 Cd8!?
(altrimenti 7….Ad5 stallo oppure 7….Ad6 8.d5 Axd5 stallo)
8.d5 Af7
eallora,se proprio non si può evitare di promuovere….
9.b8=D Axd5 10.b7 Ad6! 11.Dc8 Ae4
Forse ricorderete che eravamo in una posizione già vista nella variante C2.c2
(qui con la mossa al Nero, che può giocare Ae4 ma non può cambiare il risultato)
( più che mai occhi aperti perché qui dopo 12.Db8? Ac5! 13.Dc7 Axb7! 14. Dxb7Cxb7 15.Rxb7 Axc7 16.Rxa7 il finale contro il pedone e7 stavolta sarebbe perso! )
12.Dd7 Rxd7 stallo!
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Direi che per questa volta è abbastanza.
Eppure è forte la sensazione di essere stato ad un passo dalla eccellenza senza riuscire ad arrivarci. La posizione iniziale mi appare ancora fertile per ulteriori sviluppi. Può essere che con lo spostamento di un pedoncino si raggiunga l’Olimpo?
Ancora non so. Sarà il benvenuto chiunque voglia suggerire qualche modifica che, senza togliere troppo alla ricchezza e alla complessità delle varianti, possa magari rendere univoca la linea difensiva lasciando una sola possibilità, anziché più mosse equivalenti, e magari eliminare anche il parziale dualismo tra la mossa migliore del Nero Af4 e la “interessante perdita di tempo” Ad6.
A presto!