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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
update 26 settembre
Akhisar-Manisa, Turchia - Si disputa nella parte più occidentale della Turchia l'edizione 2009 delle Olimpiadi Under 16. Non è presente l' Italia che non ha mai considerato questo evento una priorità, privilegiando altre manifestazioni. Queste le rappresentative più competitive (con media Elo): 1 Russia Rtg 24211 FM Bukavshin Ivan 2417 2 FM Dubov Daniil 2416 3 Belous Vladimir 2426 4 Iljiushenok Ilia 2426
Ivan Bukavshin
2 India Rtg 23391 FM Priyadharshan K 2379 2 Debashis Das 2364 3 Udeshi Aditya 2363 4 FM Girish A Koushik 2250 Deepthamsh Reddy M 2184 3 Armenia Rtg 23321 GM Ter-Sahakyan Samvel 2504 2 Vardanian Haik G 2300 3 Baghdasaryan Vahe 2283 4 FM Aghasaryan Robert 2240 Petrosyan Tigran S 2073
Samvel Ter-Sahakyan
4 Hungary Rtg 22851 FM Lorand Norbert 2339 2 Nagy Gabor 2255 3 Juhasz Kristof 2276 4 FM Csirik Andras 2271 Feher Adam 2224 5 Georgia Rtg 22371 Javakhadze Zurab 2365 2 Nikolashvili Giorgi 2206 3 Lortkipanidze Nodar 2220 4 Beradze Irakli 2156 6 Azerbaijan Rtg 22101 FM Bajarani Ulvi 2392 2 Mammadov Zaur Fazahir Oglu 2324 3 Iskandarov Misratdin Mehdi Ogl 2034 4 Guliyev Murad Natiq Oglu 2089 Una quindicina le federazioni partecipanti, con la Turchia che schiera ben sei rappresentative! Si gioca dal 25 settembre al 2 ottobre, dieci turni di gioco. Nel 2008, sempre in Turchia, s'impose l'India su Russia e Filippine.
Update: vince la Russia!
Sito ufficiale[runner – 26/09]

Paks, Ungheria - La VII edizione del " Marx György Memorial" si disputa dal 25 settembre al 5 ottobre. Si tratta di un girone doppio all'italiana con sei partecipanti di ottimo livello: Almási, Zoltán 2685 HUNMeier, Georg 2664 GERBerkes, Ferenc 2663 HUNGanguly, Surya 2634 INDSafarli, Eltaj 2587 AZEÁcs, Péter 2550 HUN
Zoltan Almasi
Da notare la presenza di Eltaj Safarli, 17enne azero che parteciperà alla prossima edizione del Torneo di Capodanno di Reggio Emilia.
Eltaj Safarli
Previsto anche un torneo femminile, un open e altre attività scacchistiche.
Update: vince Zoltan Almasi!
Sito ufficiale[runner – 25/09]

Baku, Azerbaigian - Open di alto livello dal 21 al 29 settembre, impreziosito dalla presenza di Mamedyarov e Kamsky. Questi i giocatori più quotati: 1 GM Mamedyarov Shakhriyar AZE 27212 GM Kamsky Gata USA 26923 GM Guseinov Gadir AZE 26674 GM Smirin Ilia ISR 26485 GM Savchenko Boris RUS 26386 GM Mikhalevski Victor ISR 26257 GM Mamedov Nidjat AZE 26208 GM Gelashvili Tamaz GEO 26159 GM Pantsulaia Levan GEO 260010 GM Sanikidze Tornike GEO 2600
Shakhriyar Mamedyarov
Montepremi di 60.000 dollari, di cui 10.000 al primo classificato; premi piuttosto alti per i primi tre classificati dell'Azerbaigian: 3000-2000-1000 dollari. Cadenza: 90' + 30" a mossa
Update: vince Boris Savchenko!
Sito di riferimentoDiretta online[runner – 21/09]
Mukachevo, Ucraina - Si gioca dal 20 al 26 settembre, in una città della parte più occidentale dell'Ucraina, il match tra Nigel Short e Zahar Efimenko, confronto dall'esito tutt'altro che scontato. Certo Nigel Short (2706) è un pezzo di storia degli scacchi, ultimamente sta giocando con un alto rendimento (impressionante il suo 8 su 10 al Memorial Staunton il mese scorso) che gli ha permesso di tornare nel club degli Over2700 dopo più di cinque anni di assenza.
Ma Zahar Efimenko (2654) non parte sicuramente sconfitto: da un paio d'anni, pur giocando parecchio e partecipando spesso agli open, il suo Elo è stabile sopra i 2650; anche lui è stato particolarmente precoce negli scacchi, diventando a suo tempo Campione del Mondo Under14; inoltre ha vent'anni in meno del suo avversario e ha tutto da guadagnare da un match del genere, condizioni psicofisiche ideali dunque.
Update: vince Nigel Short, 3.5 a 2.5!
Si gioca sulle sei partite a cadenza classica (90' x 40 mosse + 30' per finire, sempre con abbuono di 30") Questo il calendario: 20.09.2009: 1st round 1:30 pm local time 21.09.2009: 2nd round 3:30 pm local time 22.09.2009: 3rd round 3:30 pm local time 23.09.2009: Free day 24.09.2009: 4th round 3:30 pm local time 25.09.2009: 5th round 3:30 pm local time 26.09.2009: 6th round 3:30 pm local time Il match è organizzato dalla UEP (Universal Event Promotion), la stessa organizzazione del Campionato del Mondo 2008.
Sito ufficialeSito UEP[runner – 20/09]

Lubbock, Texas - Il torneo con la più alta media-Elo della storia degli scacchi statunitensi si svolge dal 19 al 29 settembre presso la Texas Tech University. Si tratta della " SPICE Cup" e questi sono i partecipanti del gruppo principale: Dmitry Andreikin, Russia, 2659, classe 1990Wesley So, Filippine, 2644, classe 1993Varuzhan Akobian, USA, 2636, classe 1983Yuriy Kuzubov, Ucraina, 2636, classe 1990Rauf Mamedov, Azerbaijan, 2626, classe 1988Jon Ludvig Hammer, Norvegia, 2585, classe 1990Cat. XVI - media Elo 2636
Wesley So
 Dmitri Andreikin
Concorrenti tutti giovani e in crescita (anche lo stesso Akobian pur essendo il più esperto è ancora in una fase di ascesa nella graduatoria Elo) capaci di mobilitare i "media" di settore, grazie anche alle indubbie capacità di Susan Polgar, organizzatrice dell'evento. La "star" è sicuramente Wesley So, per il quale le attese sono elevatissime (tra qualche tempo Over2700 per intenderci), ma dal Campione Russo Junior, Andreikin, all'amico di Magnus, Hammer, si tratta di giocatori molto interessanti. E' previsto anche un altro gruppo, con media-Elo più bassa ma con indubbi motivi d'interesse: IM Gabor Papp, Hungary, 2562IM Davorin Kuljasevic, Croatia, 2547GM Eugene Perelshteyn, United States, 2542IM Ray Robson, United States, 2527GM Andre Diamant, Brazil, 2526IM Ben Finegold, United States, 2515IM Gergely Antal, Hungary, 2486GM Vinay Bhat, United States, 2474IM Dean Ippolito, United States, 2459FM Danny Rensch, United States, 2388Cat. 11 - media-Elo 2503
Ray Robson
Qui i riflettori sono puntati su Ray Robson, 15enne col titolo di GM in tasca e un futuro radioso nell'Olimpo scacchistico davanti a sé. Ben quattro IM in questo gruppo cercano di ottenere la loro terza e ultima norma GM: lo stesso Robson, Kuljasevic, Finegold e Antal; Rensch invece cerca di ottenere la sua terza norma di IM. Per entrambi i tornei è stata scelta la cadenza più rapida possibile per un torneo a norme, cioé 90' + 30" di abbuono a mossa. I due eventi fanno parte dello SPICE Cup Chess Festival che prevede anche un torneo open e uno scolastico.
Susan Polgarorganizzatrice della SPICE Cup
Sito ufficiale[runner – 20/09]

Anversa, Belgio – L’ InventiChess (dallo sponsor Inventi, società che opera in campo finanziario) giunge alla terza edizione con un “chiuso” di sicuro interesse. Questi i partecipanti: GM Etienne Bacrot France 2709GM Gabriel Sargissian Armenia 2678GM Emil Sutovsky Israel 2676GM Krishnan Sasikiran India 2661GM Bartosz Socko Poland 2637GM David Howell England 2624GM Jan Timman The Netherlands 2588IM Anna Muzychuk Slovenia 2542GM Antoaneta Stefanova Bulgaria 2535IM Bart Michiels Belgium 2451 Cat. XV. Media Elo 2610Quindi tra i partecipanti il TopPlayer è Bacrot che ha da poco concluso un buon torneo in Canada, anche se è arrivato secondo dietro Naiditsch; Sargissian dopo l’ottimo risultato nella Politiken Cup ha ancora una volta nel mirino “quota 2700”; Sutovsky viene da un rovinoso Campionato a squadre serbo; Sasikiran invece la soglia dei 2700 l’ha già superata in passato, ma nel 2009 non ha ancora colto risultati brillanti.
"Gabriellino" Sargissian, facile pronosticargli un ruolo da protagonistama nel primo turno subisce una miniatura da BacrotUpdate: vince Emil Sutovsky!
La presenza di due ottime giocatrici, Anna Muzychuk ancora in crescita e la Stefanova già piuttosto stabilizzata ad alto livello, costituisce un ulteriore motivo d’interesse. Il 23enne belga Bart Michiels è in cerca del titolo di GM, lui che già a 17 anni era un Over2400, ma gioca relativamente poco, probabilmente non ha ancora compiuto una scelta in senso professionistico.
Si gioca dal 18 al 26 settembre, con una cadenza 40 mosse in 90’ + 30’ per finire, sempre con 30” d’abbuono. L’edizione del 2008 venne vinta da Bu Xiangzhi, quella del 2007 da Miroshnichenko. Sito ufficiale (prevista la trasmissione live) [runner – 17/09]
JinZhou, Cina – Due tornei di altissimo livello si disputano dal 17 al 25 settembre (giorno di riposo il 21): il Maotai Prince Cup China National Chess King e il suo omologo femminile il Chess Queen. Rigorosamente riservati a Cinesi che però hanno schierato il meglio a disposizione. Queste le due liste di partecipanti: Chess King: 1 Wang, Yue g 2736 1987 2 Bu, Xiangzhi g 2702 1985 3 Ni, Hua g 2692 1983 4 Wang, Hao g 2690 1989 5 Zhou, Jianchao g 2623 1988 6 Li, Chao b g 2617 1989 7 Zhang, Pengxiang g 2616 1980 8 Ding, Liren 2530
Update: vince Wang Yue!
Wang Yue, intenzionato a confermare la propria leadership in Cina Wang Hao, forse il più creativo tra i SuperGM cinesi
 Ni Hua, "di casa" in Italia grazie alle sue partecipazioni al Torneo di Capodanno di Reggio Emilia (foto http://sports.sina.com.cn/)
Ding Liren, la più interessante "Rising Star" cinese del momento:ma sarà estremamente difficile per il Campione in carica cinese ripetersi:il Chess King è addirittura più forte del Campionato Cinese assoluto!
Chess Queen: 1 Hou, Yifan g 2585 1994 2 Zhao, Xue g 2542 1985 3 Ruan Lufei wg 2486 1987 4 Xu Yuhua g 2486 1976 5 Shen Yang wg 2453 1989 6 Ju Wenjun 2443 1991 7 Tan Zhongyi 2435 1991 8 Huang Qian wg 2424 1986
Update: vince Hou Yifan!
 Hou Yifan si conferma "Regina" degli scacchi in Cina
Zhao Xue, la principale alternativa a Hou Yifan
 Ju Wenjun, per lei un ottimo inizio nel Chess Queen
Trasmissione liveRisultati e classifiche su ChessResults[runner – 16/09]
Lishui, Cina - Dal 17 al 25 settembre si disputa il Lishui Open, interessante soprattutto per la presenza di giovani e giovanissimi talenti. Top Player il notevolissimo giocatore vietnamita Le Quang Liem (classe 1991, Elo 2602); poi in ordine di Elo i poco più che ventenni GM cinesi Zhou Weiqi (2593) e Wen Yang (2538); seguono solidi ma ancor giovani giocatori come la georgiana Nana Dzagnidze (2535) e l'indonesiano Megaranto (2527).
Da segnalare ancora due beniamini di Scacchierando: Yu Yangyi (classe 1994, Elo 2509, ancora non titolato) e Xiu Deshun (ventenne non titolato, però in grado di vincere tornei con gente forte e al di fuori della Cina: per ora Elo 2494). Se proprio dovessimo andare alla ricerca di un nome veramente nuovo, forse sarebbe il caso di seguire le gesta di Wei Yi, Elo 2207, classe 1999!
Belle immagini da chinaqiyuan.comUpdate: vince Le Quang Liem! Le Quang Liem Yu Yangyi Xie Deshun Zhang Xiaowen Nana Dzagnidze Wei Yi Wang Jue la vietnamita Vo Thi Kim Phung
Partite in diretta qui: http://live.chinaqiyuan.com/chessen_ls.html[runner – 16/09]
Sunny Beach, Bulgaria - Sulle rive del Mar Nero si disputa l'8^ edizione del Memorial Kesarovski - Georgiev (appassionati giocatori,divulgatori e mecenati degli scacchi in Bulgaria). Il lotto dei partecipanti è capitanato da Valentin Iotov (2578) ma l'interesse degli scacchisti italiani va soprattutto alla partecipazione di Carlo Marzano, recente autore di una prestazione maiuscola all'Open di Vienna, con norma di IM sfiorata. Si gioca dal 7 al 13 settembre, nove turni con due doppi turni, il 9 e l'11.
Sito ufficiale che prevede la diretta di alcune partite [runner – 08/09]
 Cali, Colombia - Martha Fierro ha conquistato il titolo di Campionessa Continentale d'America.
Congratulazioni!! Martha Fierro Campionessa d'America 2009
[runner – 07/09] Ningbo, Cina - La seconda edizione del Campionato del Mondo a squadre Femminile si svolge in casa della nazione detentrice del titolo. Infatti la prima edizione, che si era disputata ad Ekaterinburg in Russia, aveva visto il successo della Cina, davanti alla stessa Russia, all' Ucraina, alla Georgia e alla Polonia (dieci le nazioni partecipanti). Anche quest'anno alla manifestazione partecipano dieci nazioni, anzi nove, visto che la Cina annovera due rappresentative. Ecco le componenti delle squadre di questa edizione: Cina A 24901 GM Hou Yifan 25842 GM Zhao Xue 25443 WGM Shen Yang 24534 Ju Wenjun 24435 WGM Huang Qian 2424
Hou Yifan, la "star" della manifestazione
Georgia 24741 GM Chiburdanidze, Maia 25062 GM Dzagnidze, Nana 25363 IM Javakhishvili, Lela 24704 IM Lomineishvili, Maia 24275 IM Khukhashvili, Sopiko 2430Russia 24681 IM Tatiana Kosintseva 25392 IM Nadezhda Kosintseva 24823 IM Ekaterina Kovalevskaya 24364 IM Marina Romanko 24475 IM Valentina Gunina 2437Ucraina 24441 IM Anna Ushenina 24782 WGM Natalia Zhukova 24613 IM Yanovska Inna 24284 IM Maria Muzychuk 24415 WGM Natalya Zdebska 2412India 23901 IM Harika Dronavalli 24742 IM Tania Sachdev 24233 WGM Kruttika Nadig 23614 WGM Eesha Karavade 23595 WGM Gomes Mary Ann 2332Polonia 23781 IM Iweta Rajlich 24482 WGM Jolanta Zawadzka 23873 WGM Joanna Majdan 23824 IM Joanna Dworakowska 23455 WIM Karina Szczepkowska-Horowska 2327USA 23721 IM Irina Krush 24582 IM Anna Zatonskih 24663 IM Rusudan Goletiani 23914 WIM Alisa Melekhina 22705 WFM Tatev Abrahamian 2273Armenia 23721 IM Elina Danielian 25032 IM Lilit Mkrtchian 24793 WGM Lilit Galojan 23234 WGM Nelli Aginian 23225 WIM Siranush Andriasian 2235Cina B 23561 Tan Zhongyi 24352 WIM Zhang Xiaowen 23913 IM Wang Yu 23804 WFM Ding Yixin 23435 Wang Xiaohui 2231Vietnam 21771 WGM Hoang Thi Bao Tram 22742 WIM Pham Le Thao Nguyen 23143 WFM Hoang Thi Nhu 21194 WFM Pham Bich Ngoc 21055 WFM Vo Thi Kim Phung 2073La Cina A è la netta favorita: anche recentemente, nel match Russia-Cina, le Cinesi hanno ribadito la loro eccellenza. Da notare tra le Top Players la mancanza, abbastanza scontata, di Koneru Humpy nell'India e di Alexandra Kosteniuk nella Russia; un po' meno scontate le assenze della Pogonina (sempre nella Russia), della Xu Yuhua (nella Cina), di Kateryna Lahno (nell'Ucraina) e di Monika Socko (nella Polonia).
Update: vince Cina1!

Sito ufficiale con trasmissione live delle partite [runner – 04/09]

Kragujevac, Serbia - Dodici giocatori con Elo pari o superiore a 2600 costituiscono il biglietto da visita di questa edizione del Campionato Serbo a squadre. Questi i Top Players (con squadra d'appartenenza e posizione di scacchiera): 1 GM Rublevsky Sergei 2703 RUS SSK SK Premier 12 GM Miroshnichenko Evgenij 2690 UKR Beograd Beopublikum 13 GM Bologan Viktor 2688 MDA Politika PEP 14 GM Sutovsky Emil 2676 ISR Novosadski sah klub DDOR 15 GM Berkes Ferenc 2663 HUN Spartak Merkur 16 GM Sokolov Ivan 2657 BIH VSK Sveti Nikolaj Srpski 17 GM Efimenko Zahar 2654 UKR Radnicki 18 GM Predojevic Borki 2654 BIH Nis 19 GM Sakaev Konstantin 2625 RUS Sloga Amiga 110 GM Ivanisevic Ivan 2614 SRB VSK Sveti Nikolaj Srpski 211 GM Markus Robert 2608 SRB Novosadski sah klub DDOR 312 GM Vuckovic Bojan 2600 SRB Beograd Beopublikum 2
Sergei Rublevsky
La squadra favorita dovrebbe essere il VSK Sveti Nikolaj Srpski (media Elo sulle prime sei scacchiere 2581), con Ivan Sokolov in prima scacchiera e le "spalle coperte" da Ivan Ivanisevic; ma certo la Novosadski sah klub DDOR ("solo" 2580" come media Elo) non starà a guardare, con gente come Sutovsky; può inserirsi in questa lotta per il primato la SSK SK Premier di Rublevsky. Della partita anche il simpatico Nenad Aleksic, schierato in sesta scacchiera nel Radnicki, squadra guidata da Efimenko.
Update: vince VSK Sveti Nikolaj Srpski
Si gioca dal primo all'11 settembre, prevista la diretta online sul sito ufficiale[runner – 03/09]

Ulan-Udè, Russia – Si svolge in Siberia il Campionato Russo valido per l’accesso alla SuperFinale che si terrà in dicembre a Mosca. Clamoroso il livello qualitativo dei partecipanti, con una trentina di giocatori Over2600! Questa la TopTen: 1 GM Motylev Alexander 2710 2 GM Tomashevsky Evgeny 2688 3 GM Grachev, Boris 2684 4 GM Najer Evgeniy 2681 5 GM Vitiugov Nikita 2681 6 GM Kurnosov Igor 2669 7 GM Timofeev Artyom 2668 8 GM Inarkiev Ernesto 2664 9 GM Dreev Alexei 2662 10 GM Andreikin Dmitry 2659
Alexander Motylev, il n°1, già sconfitto al primo turno...
Tra gli altri uno come Nepomniachtchi (2632) è solo al 18° posto del tabellone di questa che dovrebbe essere una Semifinale! Previsti 11 turni; cadenza “importante”: 100’ x 40 mosse + 50’ x 20 + 15’ per finire, sempre con l’abbuono di 30” a mossa. Montepremi 2.500.000 rubli. Si gioca dal 2 al 13 settembre, giorno di riposo l’8.
Update: vince Evgeny Tomashevsky!

Sito ufficiale[runner – 02/09]

Kolkata, India – In una delle città più orientali dell’India, meglio conosciuta come Calcutta, si disputa il 4° Kolkata Open con una partecipazione di livello elevato, guidata da Shakhriyar Mamedyarov. Ecco i giocatori Over2600: 1 GM Mamedyarov Shakhriyar AZE 27212 GM Short Nigel D ENG 27063 GM Ni Hua CHN 26924 GM Tkachiev Vladislav FRA 26695 GM Guseinov Gadir AZE 26676 GM Postny Evgeny ISR 26517 GM Aleksandrov Aleksej BLR 26398 GM Ganguly Surya Shekhar IND 26349 GM Laznicka Viktor CZE 263410 GM Mamedov Rauf AZE 262611 GM Negi Parimarjan IND 261512 GM Mchedlishvili Mikheil GEO 261313 GM Sandipan Chanda IND 261114 GM Le Quang Liem VIE 2602
Shakhriyar Mamedyarov
Ritorno dunque alle competizioni a cadenza classica per Mamedyarov, dopo la polemica con Kurnosov e il suo conseguente abbandono dell’Aeroflot. Short partecipa spesso agli open indiani, vedremo se saprà confermare il suo momento di forma. Presente anche il recente Campione di Francia Tkachiev. Giocatori di vaglia e motivati, ma si sa gli open indiani nascondono sempre insidie, con giovani emergenti pronti a cogliere lo “scalpo” importante. Il torneo si disputa dal primo settembre al 10 settembre, previsti dieci turni. Montepremi di complessivi 20.000 dollari, di cui 6.000 riservati al primo classificato.
Update: vince Le Quang Liem!
Sito ufficiale[runner – 02/09]

Montreal, Canada – La decima edizione del Torneo Internazionale di Montreal si attesta sulla XV Cat. (media Elo 2615), ottimo livello dunque anche se inferiore all’edizione 2007, quella vinta da Ivanchuk. Questi i partecipanti: Étienne Bacrot GM (France) 2721 Alexander Onischuk GM (États-Unis - USA) 2699 Arkady Naiditsch GM (Allemagne - Germany) 2697 Alexander Moiseenko GM (Ukraine) 2682 Sergei Tiviakov GM (Hollande - Netherland) 2674 Yuri Shulman GM (États-Unis - USA) 2648 Varuzhan Akobian GM (États-Unis - USA) 2626 Anton Kovalyov GM (Argentine - Argentina - Canada) 2572 Mark Bluvshtein GM (Canada) 2558 Sébastien Mazé GM (France) 2546 Thomas Roussel-Roozmon MI (Cananda) 2487 Vinay Bhat GM (États-Unis - USA) 2473
Etienne Bacrot, in testa dopo la prima metà del torneo
Update: vince Arkady Naiditsch!

Si gioca dal 27 agosto al 7 settembre. Sito ufficiale[runner – 01/09]
Calendario dei principali eventi internazionali nel mese di settembre
by runner:
31/08-10/09 Campionati Europei Giovanili - Fermo, Italia
01-12/09 Women's World Team Chess Championship - Ningbo, Cina
06-12/09 Finale Grande Slam – Bilbao, Spagna (con Aronian, Grischuk, Karjakin e Shirov)
10-18/09 Campionati del Mediterraneo - Rijeka, Croatia
18-26/09 InventiChess 2009 - Anversa, Belgio (con Bacrot, Bu Xiangzhi, Sasikiran, Sargissian, Timman, ecc.)
24/09-03/10 World Youth Under-16 Chess Olympiad - Akhisar, Turchia
26/09-04/10 Semifinale 69° Campionato Italiano - Arvier
27/09-09/10 Nanjing Pearl Spring Chess Tournament - Nanchino, Cina (con Topalov, Carlsen, Leko, Radjabov, Jakovenko e Wang Yue)
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Chi?
Sottotitolo volutamente provocatorio, lo ammetto. Molti, naturalmente, conoscono questo nome e sanno che era un forte giocatore. Ma quando ho iniziato a documentarmi sulla sua carriera ho scoperto che Kasparov lo “usa” solo come parte sconfitta in due partite, senza neppure dirci chi fosse, Chicco&Porreca lo fanno invece giusto per mostrarci Euwe che lo batte brillantemente, non sono riuscito a recuperare una sua biografia in inglese che andasse oltre le quattro pagine. Un po' poco, ho pensato, per l'uomo che “sdoganò” tra i primi la Siciliana e la Francese, che giunse quasi alla sfida per il Titolo e che fu Maestro di due Campioni del mondo. Ho creduto di farvi sapere quello che ho scoperto.
Géza Maróczy nacque il 3 marzo 1870 a Szeged (“la città dei raggi solari”), importante città ungherese, all'epoca la seconda per dimensione e numero di abitanti dopo la capitale Budapest, situata nel sud della nazione, vicino al confine con Serbia e Romania.

Panoramica dell'odierna Szeged
Impossibile sovrastimare l'importanza del luogo e del momento di questa nascita: orgogliosa parte del neonato (1867) Impero dalla doppia corona, l'Ungheria dell'epoca “produceva” cittadini che spiccavano per cavalleria, charme, orgoglio, galanteria, sciovinismo e, a volte, intolleranza. Tutte caratteristiche che Maroczy assorbì e conservò per tutta la vita. Imparò a giocare a scacchi in tenera età, durante i primi anni scolastici, ma non fu un bambino prodigio come Capablanca: non sconfisse adulti con disarmante facilità, non creò sensazioni. Il più importante evento della sua infanzia, non a caso, è del tutto slegato dagli scacchi: nel 1879 dovette assistere assieme a tutta la città alla terribile inondazione del fiume Tisza che distrusse quasi la totalità dell'abitato e causò 165 morti.
Gli effetti dell'inondazione nel centro cittadino
Durante i primi anni '90 si trasferì a Zurigo per studiare ingegneria, ma, sapete tutti quanto Caissa esiga, presto si ritrovò a passare più tempo nei circoli e nei caffè davanti ad una scacchiera di quanto ne passasse di fronte ai libri. Così, siamo nel 1894, mentre in maggio Emanuel Lasker sconfiggeva per 12 a 7 (+10 = 4 -5) Steinitz in una sfida valida per il Titolo mondiale giocata tra New York, Philadelphia e Montreal, il giovane ungherese esordì a Budapest come scacchista da torneo, dopo aver giocato in precedenza (e questo potrebbe interessare gli esordienti e i semi-esordienti che leggono) alcune partite per corrispondenza.

Steinitz e Lasker: l'Ottocento lascia il campo al nuovo secolo
Fiorì rapidamente: l'anno successivo, 1895, mentre ad Hastings si svolse quello che fu probabilmente il più forte torneo mai giocato sino a quel momento (1° l'allora sconosciuto in Europa Pillsbury a 16 ½ su 21 davanti a Chigorin, 16, e al Campione del mondo Lasker a 15 ½; da notare il nostro Beniamino Vergani ultimo a 3 ma con l'onore delle armi: pattò contro Georg Marco e Adolf Albin e, sopratutto, sconfisse Isidor Gunsberg, già candidato al Titolo nel 1890, e Carl Schlechter, che candidato lo sarebbe stato nel 1911) Maróczy vinse il Torneo dei dilettanti, imponendosi per 4 su 4 nella fase preliminare e per 2 ½ su 3 in quella finale. Tuttavia, benché notevole per un esordiente a livello internazionale, questa performance fu ottenuta contro giocatori di secondo livello, di conseguenza Maróczy dovette escogitare qualcosa di più spettacolare per farsi notare nei circoli europei. Lo fece. Nel tardo di quello stesso 1895 sconfisse con disarmante facilità in un match l'esponente di punta degli scacchi ungheresi Rudolf Charousek per +6 =6 -2 (Charousek avrà ancora il tempo di battere Lasker a Norimberga l'anno successivo, impressionandolo al punto di fargli dire “Dovrò giocare un match mondiale contro di lui un giorno o l'altro”, per poi morire di tubercolosi nel 1900 a 27 anni).

Il giovane Charousek in un ritratto a carboncino
Proprio nell'appena citato Torneo di Norimberga del 1896 Maróczy si presentò ufficialmente all'élite scacchistica: concluse 2° con 12 ½ su 18 alle spalle di Lasker (13 ½, pattando con Maróczy) e davanti a Tarrasch e Pillsbury (12), Janowski (11 ½) e Steinitz (11), senza citare i dettagli di Schlecter, Chigorin, Blackburne, Marco, Winawer, tutti più indietro. Dopo questo ottimo risultato Maróczy mise temporaneamente in secondo piano la carriera di scacchista e si dedicò all'insegnamento della matematica in un liceo di Budapest: per lui fu ovviamente una necessità e non la mossa di un abile attore capace di creare suspense, ma, di fatto, retrospettivamente possiamo dire che questo fu l'effetto che ottenne: dopo buone prestazioni (9° su 19 a Vienna 1898 con 19 ½ su 36, 4° su 15 con 18 su 27 a Londra 1899, 1°-3° con Pillsbury e Schlechter nel però non fortissimo DSB Kongress 1900), prive però di grandi acuti, riprese infine a pieno ritmo l'attività di scacchista e si rivelò un'impressionante macchina da Torneo. Dal 1902 al 1908 prese parte a 13 tornei di alto livello, vincendone cinque, giungendo cinque volte secondo e una terzo. Gli inciampi furono Ostenda 1906 e Vienna 1907, 5° in entrambi i casi.

Monte Carlo ad inizio '900
La sua vittoria a Monte Carlo nel 1902, il Torneo che diede il via alla serie, va citata anche per avere ottime chance di essere quella con il margine più risicato della storia: finì infatti a 14 ¾ contro i 14 ½ di Pillsbury: forse già allora qualcuno si lamentava delle troppe patte, fattostà che il regolamento prevedeva ¾ di punto per la prima patta e ½ per le successive (nota a margine: Janowski si “impegnò” un po' troppo nell'allora già noto casinò locale: la direzione del Torneo gli fece alla fine la grazia di pagargli un biglietto ferroviario destinazione Parigi...). Va invece ricordata non come curiosità ma come suo probabile miglior successo la vittoria a Ostenda nel 1905: 19 ½ su 26 (+16 =7 -3) in un campo di battaglia che comprendeva sette dei dieci giocatori migliori al mondo, 1 punto e mezzo di vantaggio (malgrado una disastrosa sconfitta in 16 mosse contro Georg Marco) su Janowski e Tarrasch, i soli in grado di tenere, più o meno, il suo ritmo: Schlechter arrivò 4° a 15 ½. E fu questa vittoria a fargli decidere di compiere il grande passo: sfidò Lasker ad un match con in palio il Titolo. All'idea, il Campione oppose relativamente poca resistenza: Maróczy l'aveva sì battuto in sole 24 mosse qualche anno prima, ma nel complesso non gli sembrava avversario temibilissimo (Lasker non era, del resto, ancora quel "monumento" mondiale che avrebbe potuto in futuro dettare, letteralmente, le condizioni) . Così ci si accordò rapidamente per le questioni regolamentari, lasciando allo sfidante il “solo” problema di recuperare la borsa necessaria. I circoli scacchistici di New York, dove l'ungherese era popolarissimo, si attivarono allo scopo, ma la cifra non fu raggiunta. Un'ulteriore possibilità si presentò quando L'Avana si offrì di finanziare ed ospitare la sfida, ma, lo sapete, c'è sempre la Storia di mezzo che non si cura dei singoli, lo scoppio della rivoluzione a Cuba mise fine anche a questa possibilità. Un ultimo tentativo lo si fece con Vienna ma fu rapidamente chiaro che non sarebbe stato possibile raggiungere un accordo soddisfacente per tutte le parti in causa. Anni dopo Maróczy dirà di essere stato molto grato per gli sforzi profusi, in particolare quelli dei suoi amici newyorchesi, ma anche sollevato dal fatto che non fossero andati a buon fine: aveva realizzato che Lasker non era avversario alla sua portata. Ma non perché Lasker fosse Lasker: semplicemente, nelle sue parole, il Campione godeva di un enorme vantaggio su di lui: era un accanito fumatore (!) e Maróczy non diede mai il meglio di se stesso contro i tabagisti. Provava verso di loro qualcosa vicino all'odio, sempre accuratamente nascosto da un'apparente ed educata imperturbabilità.

Lasker e la sua arma, in fondo non tanto, segreta. Alle sue spalle il fratello (Fonte: en wiki)
Una breve divagazione, sempre a proposito di categorie di scacchisti che Maróczy non riusciva a sopportare: quelli che aprivano con 1. d4. Maróczy passò gran parte della sua prima carriera nel cercare una “difesa adeguata” contro l'apertura del pedone di donna, gli capitò di dire (dopo una patta contro tale Wolf nel 1922) “Neppure lui capisce molto di 1. d4. Ha scelto quella mossa solo per infastidirmi!” (va detto che occasionalmente lui stesso provò “a dare la mano al diavolo” giocando con i bianchi questo “sistema”). Che dire? Stiamo parlando di uno dei massimi esponenti di un'epoca: per certe cose erano davvero altri tempi... Dopo questi anni di costante crescita, la sfida mancata contro Lasker (il quale per cronaca nel 1907 disputò invece un match contro Marshall, archiviandolo con +8 =7 -0) segnò un punto di svolta. Conscio di aver ricavato dagli scacchi le per lui massime soddisfazioni possibili iniziò a diradare i suoi impegni sportivi, dedicandosi alla sua professione di ingegnere (suo, almeno in parte, il progetto di un importante acquedotto di Budapest) e di impiegato, dedicando agli scacchi decisamente meno tempo (nel 1908 però ebbe tempo e modo di scrivere una importante biografia di Paul Morphy, per la prima volta analizzato criticamente come semplice giocatore, eliminando i già allora numerosi elementi di leggenda legati al suo nome e al suo gioco, che però a quanto mi risulta non è mai stata tradotta in inglese).

Paul Morphy: Sammlung der von ihm gespielten Partien mit ausführlichen Erläuterungen,
di Géza Maróczy, edizione tedesca di W. de Gruyter & Co, Berlino e Lipsia, 1908, 436 pagine
Di questa sua prima carriera è ancora necessario parlare del Torneo di San Sebastian 1911, non solo per la sua importanza intrinseca ma anche come “scusa” per fare una panoramica generale dello scacchista. Punteggio alla mano, il suo non un fu grande risultato: con 6 su 14 si piazzò ben lontano dalla vetta (Capablanca; 9,5) e dai primi posti (Rubinstein e Vidmar; 9, Marshall; 8,5, Tarrasch, Schlechter e Nimzowitsch; 7,5). Tuttavia non credo che in questo caso bastino i crudi numeri. Bisogna per cominciare ricordare che mancava dagli impegni internazionali da tre anni. Inoltre un'occhiata al dettaglio del suo Torneo ci da importanti informazioni: perse contro Bernstein, Spielmann e Leonhardt, non esattamente delle teste di serie, batté Janowski e pattò le restanti 10 partite. Cosa possiamo capire da questo? Che molto probabilmente “l'ingegnere” non smise mai di seguire, e con estrema cura, gli scacchi mentre si dedicava ad altri impegni. Mi sento di poter affermare che non si patta per caso contro Capablanca, Rubinstein, Marshall, Tarrasch, Nimzowitsch e altri dopo 3 anni di assenza dal giro dei Tornei: Maróczy doveva essere informato sui giocatori e aver seguito attentamente sia i campioni che le nuove leve, conoscendo bene i loro stili e preferenze. Del resto il suo stile ben si confaceva a situazioni “d'emergenza” come questa, in cui la mancanza di pratica poteva ben essere compensata dalla sua naturale solidità. Maróczy infatti non aveva uno stile molto comune per l'epoca, che se non era ormai più quella romantica di Anderssen e del suo “Attaccare! Sempre attaccare!” era comunque ancora rappresentata dal gioco aggressivo dei Marshall, dei Boboljubov, dei Chigorin, mentre l'ungherese fu tra i primi Maestri a preferire un gioco paziente, basato sull'attesa e sul contrattacco, oppure sul lento “soffocamento” dell'avversario. Bisogna ricordare le innumerevoli partite in cui contro la sua precisa difesa si sbriciolarono “brillanti” attacchi che all'epoca avrebbero funzionato contro quasi chiunque altro. Diede credito, e grazie a lui credibilità, a difese sino ad allora viste con qualche sospetto o più, come la Siciliana e la Francese (“Non ho mai giocato, ne mai giocherò la difesa Francese: la più stupida di tutte le difese”: Steinitz, a lungo fautore dell'attacco 1. e4 e6 2. e5), dimostrando come reggessero, e non solo, la prova contro i migliori attaccanti e contribuendo quindi a farne delle armi preziose per la generazione successiva. Mancava di immaginazione e di spirito aggressivo, ci dice Capablanca, che tuttavia aggiunge che la sua comprensione posizionale era eccellente (in un'epoca in cui la comprensione posizionale se non era agli albori poco ci manca). Nella sua opera sul mediogioco Euwe lo citerà per la precisione difensiva, mentre Nimzowitsch nel Sistema userà il suo stile (la partita Maróczy – Süchting, inclusa nel link a fine articolo) come esempio di contenimento e imprigionamento dell'avversario prima di operare lo sfondamento decisivo (“Nessuno conosce meglio di Maróczy come prevenire mosse liberatorie”). Non gli si faccia però il torto di considerarlo un “catenacciaro”: se provocato sapeva reagire “alla romantica”, come potete vedere nella Janowski - Maróczy di Monaco 1900, anch'essa inclusa nel link a fine articolo. Fu inoltre tra i primi a capire l'importanza dello studiare, di saper prevedere, il finale di partita, ad approfondire lo studio ad esso legato. Capablanca parlò con ammirazione dei suoi finali di donna e pedoni, oltre a definire “entrato nella Storia” un suo finale di cavalli e pedoni contro Marco (anche questa partita è inclusa nel link).
A proposito di Capablanca, è proprio a San Sebastian che i due hanno il piacere di stringersi la mano per la prima volta. I due venivano da due mondi geograficamente lontanissimi e diversi, eppure tra di loro si stabilì una solida amicizia che li accompagnò per tutta la vita. Capablanca era all'esordio europeo e sapeva ben poco di alcuni giocatori: in Maróczy trovò prima un affabile cicerone e dopo un valido amico: i due infatti condividevano ideali di stile (quello, beninteso, con il quale si affronta la vita), di onore, di rispetto. Inoltre, non guasta per un'amicizia, entrambi “teorizzavano” che un giocatore di scacchi malvestito non fosse un vero giocatore di scacchi, entrambi potevano usare l'inglese quasi come lingua madre ed entrambi provavano occasionale piacere nel dimenticare le fatiche delle 64 caselle grazie ad una partita di Bridge (non ho idea di chi battesse chi in questo caso, so solo che Maróczy amava il Bridge in quanto anglofilo convinto e Capablanca in quanto gioco più popolare tra le Signore di quanto non fossero gli scacchi...). Lunga divagazione, torno in linea. Con San Sebastian si chiuse definitivamente la sua prima carriera, che secondo Chessmetrics lo portò ad essere il più forte giocatore in attività tra il tardo 1904 e l'inizio del 1907.
Budapest e il Danubio in una foto d'epoca
Gli anni immediatamente successivi, almeno con i mezzi a mia disposizione, non sono facilmente ricostruibili: lontano dagli scacchi, sembra abbia vissuto a Budapest, dove qualche anno dopo verrà sorpreso dallo scoppio della Prima guerra mondiale. Per lui furono anni di estrema povertà, interrotti verso il 1918 quando divenne alto funzionario in una banca. Nel frattempo, però, a seguito della dissoluzione dell'Impero Austro-ungarico dovuta alla sconfitta nella guerra, l'Ungheria era divenuta Repubblica indipendente e per breve tempo fu al governo il Partito Comunista, che proclamò la Repubblica Ungherese dei Soviet, con a capo Béla Kun. Finita nel giugno 1919 la prima “stagione rossa” ungherese, Maróczy dovette intraprendere la via dell'esilio: il nuovo governo democratico lo accusò di connivenza con i rivoluzionari. Ora, secondo Hans Kmoch, che lo ha conosciuto di persona, l'idea che Géza Maróczy potesse essere un rivoluzionario, per di più di stampo comunista, è, al meglio, risibile: era uno di quegli uomini che neppure sanno che è possibile violare la legge, che preferiscono morire piuttosto che commettere un torto (ma anche uccidere piuttosto che sottomettercisi). Sempre secondo Kmoch, la cosa più probabile è che sia caduto in qualche trappola, magari convinto a firmare una qualche petizione di cui non aveva ben chiara la portata. In ogni caso, ben presto il nuovo governo si rese conto del proprio errore e, assolto di tutto, lo richiamò indietro. Dovette aspettare: Maróczy stava per cominciare la sua seconda carriera, che, come quella di tutti gli scacchisti, lo portò nuovamente a girare per il mondo. Si trasferì in Inghilterra, nazione che amava sia per la sua Storia e le sue usanze, sia per i bei ricordi legati al suo personale successo ad Hastings nel 1895. Nel 1921, assieme alla famiglia, anche una ragazzina di 15 anni passò dal continente alle isole britanniche: quello stesso anno vinse il Campionato Inglese juniores per ragazze. Maróczy, che allora si manteneva, oltre che esibendosi in simultanee, come insegnante presso il rinomato Hasting's Chess Club, la notò e in breve tempo la neo-campionessa juniores divenne sua allieva. I più “preparati” tra i lettori hanno già capito che si trattava della giovane Vera Menchik, destinata a diventare la più forte giocatrice di scacchi vista sino ad allora: diverrà Campionessa del Mondo nel 1927, titolo che mantenne (difendendolo in 7 tornei e due match: in totale +90 =9 -4!) sino alla morte avvenuta nel 1944 durante un attacco di V1 tedesche contro la capitale inglese.
Fu inoltre la prima donna a poter competere alla pari con il cosiddetto sesso forte: la” proprietaria” del Menchik Chess Club “tesserò” giocatori quali (elenco non completo) Conel Hugh O'Donel Alexander, Abraham Baratz, Eero Böök, Edgard Colle, Max Euwe, Harry Golombek, Mir Sultan Khan, Frederic Lazard, Jacques Mieses, Philip Stuart Milner-Barry, Karel Opoèenský, Brian Reilly, Samuel Reshevsky, Friedrich Saemisch, Lajos Steiner, George Alan Thomas, William Winter e Frederick Yates (vale la pena ricordare che a proporre la sarcastica idea di aprire un Club per gli sconfitti dalla gentile signora fu, incautamente, Albert Becker a Carlsbad nel 1929; subito dopo “orgoglioso” possessore della tessera 001: Caissa, come tutte le muse, sa essere capricciosa...Becker, per correttezza, deve però anche essere ricordato come quarta scacchiera alle Olimpiadi di Buenos Aires del 1939, che videro la sua Germania vincere la medaglia d'Oro).
Come insegnante aveva evidentemente davvero del talento: nel 1920 si recò ad Amsterdam per un Torneo (giunse 2°-3° con Tartakover, mezzo punto dietro Richard Reti) e tra i partecipanti notò un ventenne che doveva ancora decidere se “da grande” avrebbe fatto lo scacchista o il matematico: dopo qualche serena discussione, un match amichevole pareggiato 6 a 6 l'anno successivo a Bad Aussee, Max Euwe scoprì di avere un insegnante e di tendere maggiormente verso la prima delle due opzioni. Tra il maestro e l'allievo si formerà un'amicizia, diversa rispetto a quella tra l'ungherese e Capablanca, a causa della maggiore differenza d'età, tuttavia solidissima, un rapporto tipo padre-figlio che diede al giovane olandese la determinazione psicologica da un lato e la solidità nel gioco dall'altro per diventare nel 1928 Campione del Mondo dei Dilettanti. Se ricordiamo che solo l'anno precedente la Menchik conquistò il Titolo femminile, possiamo solo immaginare la felicità e l'orgoglio che Maróczy doveva provare in quel periodo.
 Max Euwe e la Vice Campionessa del Mondo (perse due match contro la Menchik) Sonja Graf
Ma non si pensi che si stia ormai parlando di un quasi ex giocatore con del talento per l'insegnamento: se a Vienna 1922 dovette accontentarsi di un 4°-6° posto con 9 su 14 (Torneo vinto da Rubinstein con 11.5) e a Londra quello stesso anno di un 9° (8 su 15, vittoria dell'amico Capablanca imbattuto a 13), l'anno successivo a Karsbad divise il primo posto con Bogoljubow (classe 1889, 19 anni più giovane di lui) e Alekhine (1892, 22 anni in meno) ottenendo 11 punti e 1/2 su 17 (+7, 5 vittorie negli ultimi 5 turni, =9 -1, contro Alekhine), dimostrandosi ancora temibile ai massimi livelli.
In quegli anni si trasferì negli Stati Uniti, a New York per la precisione. Qui ebbe modo di partecipare al famoso Torneo del 1924, che svolse più che dignitosamente con 10 su 20, alle spalle di Lasker (1° a 16 su 20), Capablanca (14,5), Alekhine (12), Marshall (11) e Reti (10,5) e davanti a Bogoljubow (9,5), Tartakower (8), Yates (7), Edward Lasker (6,5) e Janowski (5). Patì in particolare, come ovvio, il Campione del Mondo, il suo predecessore e il suo successore: contro quei terribili tre ottenne 1 punto su 6 (2 patte contro Capablanca ed Alekhine). Parlando di curiosità: nel dopo Torneo Alekhine si cimentò nel tentativo di battere il record di simultanea alla cieca: con 16 vittorie, 5 patte e 5 sconfitte maturate in 12 ore di gioco, il precedente record di Gyula Breyer fu infranto. Fu proprio Maróczy a fungere da “direttore del torneo”, annunciando le mosse, spiegando la situazione delle diverse partite al pubblico... Dopo una toccata vittoria e fuga alla sua vecchia casa di Hastings (6.5 su 7 imbattuto, davanti però a giocatori locali con l'eccezione di Yates, 2° a 5.5) tornò a New York e disputò poi qualche torneo minore negli Stati Uniti. Il “torneo dei candidati” di New York 1927 lo vide, chiara attestazione di stima, come Arbitro capo. Poté quindi assistere al trionfo di Capablanca (1° con 14 su 20, primo premio, allora enorme, di 2000 dollari, circa 50.000 di oggi) e al 2° posto di Alekhine (11.5 su 20, che divenne di conseguenza sfidante designato del Campione, non credo di dover ricordare il risultato della sfida tra i due che si svolse successivamente quello stesso anno).
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Metà anni '20: Alekhine contro Rubinstein
Alle loro spalle "Kibitz" di Tartakower, Bogoljubow e Maróczy (Fonte: Chessbase)
“Chiara attestazione di stima”, va bene, ottimo, ma Maróczy sentiva di aver ancora qualcosa da dire come giocatore: tornò in patria a seguito dell'annuncio di un prossimo importante evento internazionale. Dal 18 al 30 giugno 1927 Londra avrebbe infatti ospitato le prime Olimpiadi scacchistiche ufficiali. Inconcepibile, pensava, che l'Ungheria potesse fare a meno di lui. Chiuse a 9 su 12 (+6 =6 -0), 4° posto come 1a scacchiera, guidando la nazionale verso la conquista della medaglia d'Oro. Malgrado questo enorme successo, però, sorprendentemente in “casa Ungheria” l'atmosfera non era serena: un gruppo di giovani giocatori organizzò una sorta di fronda contro Maróczy, affermando che era ormai un giocatore superato, ormai in età avanzata (Maróczy si stava avvicinando alla sessantina) e privo della conoscenza di ciò che gli scacchi erano diventati negli ultimi anni. Capablanca ci ha riportato ciò che il suo amico gli disse a riguardo: la, temo misera, traduzione italiana è mia: “Questi giovanotti ungheresi non sono niente di speciale. Giocano bene, ma sono perlopiù giocatori di seconda o terza fascia. Non conoscono il gioco vero, il gioco dei grandi Maestri; eppure credono di sapere tutto e dicono di essere più forti di me. Da parte mia, ormai sono vecchio, non ho più l'interesse di una volta per certe cose, ma i loro proclami, le loro pretese, mi hanno infastidito al punto che gli ho detto di essere pronto ad affrontare in un match chiunque di loro.” Detto, fatto: il “capitano” della fronda era Géza Nagy (classe 1892, Campione Ungherese nel 1924, 2a scacchiera a Londra 1927 con 9 ½ su 14), che raccolse la sfida. Fu demolito: +0 =3 -5. Non sono necessarie ulteriori spiegazioni: per uno scacchista che ha ottenuto il suo miglior risultato forse già nel 1905, “prendere a sculacciate” in questo modo il proprio Campione nazionale 22 anni dopo è un risultato che dimostra l'eccellenza. Dimostrato ciò che gli premeva dimostrare, Maróczy decise di dare ai giovani lo spazio che chiedevano. E, va loro riconosciuto, non delusero: l'Ungheria bissò l'Oro olimpico a The Hague nel 1928 con proprio Nagy in prima scacchiera e Maróczy assente.
Il “vecchio” ungherese infatti trascorse il periodo dal giugno 1927 al marzo 1928 godendosi la “vecchia” Europa dalla quale mancava da tempo e i suoi posti che gli erano cari. Bad Aussee, che gli ricordava gli anni di giovane studente a Zurigo, Amsterdam, dove viveva il suo amico Euwe, Hastigns, naturalmente, dove aveva vissuto. E altri ancora. Passò quasi un anno girando per l'Europa dando simultanee, che non erano però solo una scusa per fare del turismo della memoria: esordì a Szeged, sua città natale, contro 81 avversari (+62 =12 -0) e alla fine del tour aveva giocato 943 partite, con il risultato impressionante di +825 =113 -5.
 Karlsbad: potete divertirvi a trovarli tutti
Si rituffò nell'arena nel 1929 nel supertorneo di Karlsbad (probabilmente anche grazie alla possibilità di incontrare entrambi i suoi allievi: Euwe e la Menchik erano infatti tra i partecipanti), che chiuse dignitosamente con 10 su 21 in un campo che includeva Nimzowitsh (1° a 15), Capablanca, Spielmann (2°-3°, 14,5), Rubinstein (4°, 13,5), Euwe (5°-8°, 12), Bogoljubov (9°, 11,5), Gruenfeld e Tartakower (10°-11°, 10.5), tra gli altri. Il 1930 vide il suo ritorno olimpico: guidò l'Ungheria in prima scacchiera alla medaglia d'argento (per lui +6 = 4 -2), alle spalle della Polonia di Rubinstein. Del 1931 è invece quello che è probabilmente l'aneddoto più famoso su Maróczy: non sono riuscito a scoprire cosa sia successo (se qualcuno ne sa qualcosa lo faccia sapere), ma come fu e come non fu, durante un torneo a Bled qualcosa che fece o disse Nimzowitsh lo offese al punto di sfidare a duello il collega lettone: pistole all'alba. Nimzowitsh rifiutò: non aveva intenzione, disse, di collaborare al proprio assassinio. Non dobbiamo però immaginare Maróczy come una sorta di invasato che giocava tenendo una Walther PPK posata accanto al formulario: secondo Kmoch, l'Ungherese avrebbe trovato difficoltà persino a capire come impugnare una pistola. Il fatto è che, semplicemente, era “prigioniero” di una formazione secondo la quale un duello era l'unica soluzione possibile di fronte ad un grave insulto, poco importava quanto si fosse realmente preparati ad affrontarlo. Dal 1930, tornando agli scacchi, iniziò a diradare, parliamo di un uomo di 60 anni, le sue partecipazioni, pur restando giocatore attivo. I tornei degli anni '30 lo videro generalmente piazzarsi nella prima metà dalla classifica, immediatamente alle spalle dei migliori, con qualche acuto (2° dietro Colle a Scarborough 1930) e qualche caduta (10° a San Remo sempre nel 1930). Trovò in ogni caso le energie, non sarebbe stato in grado di non trovarle, per rispondere alla chiamata della Patria, giocando in prima scacchiera le Olimpiadi di Folkestone 1933 (suo peggior risultato Olimpico, +1 =3 -2, 5° posto per l'Ungheria) e a quelle non ufficiali di Monaco 1936 (+2 = 8 -1, l'Ungheria chiuderà con un incredibile +20 =0 -0).
 +20 = 0 -0: gli autori dell'Impresa
Nel 1935 il suo allievo Euwe, che ormai, beninteso, “camminava da solo” da anni, fu prescelto dal regnante Alekhine per un match mondiale: scelta apparentemente oculata, visto che il campione russo aveva battuto Bogoljubow in due match, e quest'ultimo aveva fatto lo stesso con l'olandese. Ma le cose non andarono esattamente come programmato dal Campione: dopo 50 giorni e 30 partite Max Euwe divenne il 5° Campione del Mondo di scacchi, strappando la corona ad Alekhine con 15.5 a 14.5. In un'intervista del 1978 l'allora Presidente della FIDE disse: “Oltre a Kmoch, che era un esperto nelle aperture, ebbi anche l'aiuto di Maróczy, sopratutto nei finali”. Anche un po' di Maróczy divenne quindi in qualche modo Campione nel 1935. Due anni dopo, come noto, Alekhine si riprese il Titolo a viva forza con il netto punteggio di +10 =11-4. Ma di sicuro Euwe, con l'aiuto del suo Team (quella del 1935, per inciso, fu la prima sfida mondiale nella quale furono ammessi ufficialmente i secondi nelle analisi durante gli aggiornamenti), aveva realizzato qualcosa di grandioso.
 Missione compiuta: Alekhine bacia la moglie durante la premiazione del 1937
A Dresda 1936 Maróczy giunse 3° con 5.5 su 9 alle spalle di Alekhine e Lugwig Engels, fu il torneo che per più di un decennio segnò il suo addio agli scacchi. Ritornò in Ungheria, probabilmente con l'idea di godersi in pace la vecchiaia. Ma, come tutti gli uomini e le donne della sua generazione, dovette passare attraverso un'altra guerra mondiale. Nel 1945 l'Armata Rossa arrivò a ridosso di Budapest ma per Maróczy la “liberazione” arrivò quasi troppo tardi: durante l'assedio fu costretto per settimane in un rifugio sovraffollato e privo di servizi igenici, si ammalò di polmonite e rischio seriamente di morire. Dovette alle costanti cure della moglie (di cui tutto quello che ho potuto trovare è una breve, bella, frase di Kmoch: “sua fedele compagna per cinque decadi, nobile quanto lui, non meno religiosa ma molto più pratica”) se riuscì a riprendersi. Finita la guerra, realizzò rapidamente che l'Ungheria stato satellite dell'URSS non era più la Nazione nella quale era nato e cresciuto: nel 1946 cercò di raggiungere l'Olanda ma il viaggio si interruppe a Vienna, non so se per motivi finanziari o perché la nascente Guerra Fredda aveva già messo i lucchetti alle frontiere. Riprovò l'anno successivo e questo tentativo riuscì. Tentò quindi di avviare una terza carriera, della quale è registrato unicamente un Torneo a Baarn, che disputò a 77 anni, durante il quale pare che disse “Il mondo è andato a rotoli da quando ero giovane. Di questi tempi, quando mi guardo intorno sono felice di stare andando a rotoli anche io”. Finì con il ritornare a Budapest, da dove mantenne corrispondenza con gli amici all'ovest sino alla morte avvenuta il 29 maggio 1951. Nel 1950 era stato nominato Grande Maestro dalla FIDE. Kmoch lo salutò con le parole “Addio Grande Maestro, amico, gentiluomo, cavaliere”.
 Che c'entra ora il terribile Viktor?
C'entra perché, per strano che sia, c'è ancora qualcosa da dire sulla carriera di Maróczy: nel 1985 Viktor Korchnoi si rivolse al medium, o supposto medium, Robert Rollans per cercare di contattare lo spirito di Capablanca e sfidarlo ad una partita (il terribile Viktor crede al paranormale, alcuni forse ricorderanno come questo gli si ritorse contro durante il match del 1978 contro Karpov). Il grande cubano, apparentemente, non era disponibile (se ci piace, possiamo immaginarlo seduto a giocare contro Alekhine e non intenzionato a muovere un pedone contro chiunque altro per il resto dell'eternità: “Would you like to try one of those new guys instead of me, Géza, my old friend?”) e così Korchnoi si dovette “accontentare” di Maróczy: la sfida durò 7 anni e 8 mesi, condizionata dai diversi impegni del medium e dello svizzero ribelle, nonché da comprensibili problemi a “prendere la linea”. Finì alla 47ma mossa con l'abbandono di Maróczy (o, beh, di chi per lui). Ho esitato un po', ma alla fine l'ho inclusa nella selezione nel link. Credo di avervi raccontato tutto. Ah, già....neanche una parola sul Maróczy Bind... Bah, quello lo conoscete già tutti
 La targa a Piazza Maróczy, Szeged (Fonte: Chessbase)
Una selezione delle migliori partite di Géza Maróczy, QUI
“Sitografia”
it e en wiki geocities.com www3.sympatico.ca rookhouse.com chesshistory.com olimpbase.org chesscafe.com chessgames.com
 
Dopo le disavventure di Porto San Giorgio, mi sono sentito con Topalov per avere dei consigli adeguati al mio disastrato stato psicologico. E il forte collega, concordando con Karpov (che avevo sentito durante il torneo e che mi chiedeva spiegazioni sull‘andamento del mio gioco), mi ha consigliato di fare il torneo di Amantea, dove avrei potuto rifarmi immediatamente, giocando sull’idea delle probabilità, del tipo: “dopo la pioggia viene il sole“.
Chiamata l’organizzazione, che alla sola idea di avermi al torneo era anche disposta a cambiare le date dello stesso, mi sono fatto assicurare il mezzo punto del primo turno, poiché sarei arrivato il giorno dopo. Armato di bagagli, computer, database e figlio (anche lui è venuto, ma si è guardato bene dall’iscriversi al torneo) mi sono imbarcato in quel di Fiumicino per Lamezia Terme. Aereo partito in ritardo, e arrivato appunto in ritardo. Giunto sul posto ho chiesto di essere iscritto nel torneo magistrale, ma per motivi di numeri e di accoppiamenti già fatti (la solita mafia dei tornei per farmi fuori soprattutto dagli altri professionisti che mi vedono come un pericolo i premi …) ho dovuto iscrivermi al torneo B. Dopo un consulto con mio figlio, che già stava a mollo in piscina con un occhio buttato verso le bellezze locali, ho soprasseduto al fatto e mi sono detto: “Pazienza!”
Inutile parlare del torneo, se non per dire che la qualità del mio gioco, espresso nelle due partite giocate, è stata buona, e quindi abbastanza soddisfatto dell’andamento. A parte l’ultimo turno, giocato di mattina, che mi ha visto al tavolo dopo una nottata insonne, in compagnia di Efimov, Maiorov, due bottiglie di vino e grappa come piovesse. Torneo di preparazione e di studio.
Nell’arco del torneo, avendo incontrato giocatori (alcuni veramente promettenti) senza Elo fide e quindi con pochi stimoli, ho approfittato per provare il nuovo repertorio e per spiazzare i miei futuri avversari.
Il torneo è organizzato bene, con molta attenzione per tutti i giocatori e per le loro esigenze, senza fare “graduatorie di merito” fra professionisti e giocatori di serie B, come purtroppo avviene in molti altri tornei … Ogni singolo partecipante ha il suo spazio e ha l’attenzione che richiede, sia in sala, che fuori, che sul bollettino.
Il successo numerico inaspettato (+ 40% rispetto all’anno passato) ha in qualche modo spiazzato l’organizzazione che si era preoccupata di prendere una sala adeguata all‘edizioni precedenti, ma visto il numero e l‘affluenza degli osservatori questa è risultata essere troppo piccola e rumorosa. Lo sponsor principale della manifestazione è l’associazione degli albergatori di Amantea e quindi, come da accordi interni, ogni anno la sede cambia. Alla luce di ciò, si spera che l’anno prossimo si possa avere una situazione più agevole anche per chi, come noi, si è presentato sul posto senza macchina e quindi è rimasto segregato in hotel per tutto il periodo, senza avere l’opportunità di vistare i Paesi limitrofi e di assaggiare, come mio costume, le specialità del luogo.
Mi preme però denunciare pubblicamente Rametta che per vincere una partita a scacchi si deve organizzare il torneo a casa sua. Infatti, il responsabile dell’organizzazione, appunto Marcello Rametta, ha giocato il torneo B e se ha fatto qualche punto lo deve solamente al fatto che i suoi intimoriti avversari lo hanno fatto vincere, ma l’ho perdonato poiché a sua discolpa c’e’ da dire che conosce un paio di ristorantini niente male dove fanno dell’ottimo pesce e, davanti a tanta competenza, non si può certo rimanere indifferenti. Si, mi sono venduto per uno spaghetto allo scoglio e una frittura di paranza da leccarsi i baffi!
Vorrei qui pubblicamente segnalare la correttezza della coppia (anche nella vita) spagnola. Infatti, Monica Calzetta (WGM - 2344) e Sergio Estremera (IM - 2394) si sono trovati accoppiati all’ultimo turno di gioco. Se avesse vinto la Calzetta questa avrebbe fatto la norma di IM, e se la vittoria fosse andata invece a Estremera egli sarebbe andato a premi: la partita, con somma meraviglia di molti dei presenti, è finita patta, senza favoritismi, evitando così ogni possibile illazione o mal giudizio, Calzetta senza norma ed Estremera senza premio. Fatto questo che “dovrebbe” essere la normalità, ma che purtroppo non ci era mai capitato di registrare in precedenza. Complimenti di cuore.
Come oramai è noto, il MF francese Mullon ha vinto a sorpresa, facendo anche la sua norma di MI, e giuro che io non l’ho aiutato per niente.
Purtroppo però io non potrò partecipare ad altri tornei in Calabria, almeno sino a quando alcune condizioni non si saranno ben chiarite, ma per queste occorrerà attendere almeno quattro anni … Da sottolineare che il tutto è stato fatto senza nessun contributo del Comune, che si è visto catapultato nel suo territorio una marea di persone provenienti da tutta Europa, e che ha bollato la manifestazione come “una stupidaggine”, tanto da considerare la stessa non degna di essere nominata fra le iniziative estive del Comune stesso … Complimenti alla lungimiranza delle Istituzioni (e non solo a quelle amministratrici di comuni)!
Per le notizie tecniche e i risultati vi rimando al sito del torneo: http://www.altirchess.com/amantea/index.htm dove, tra le altre cose, sono scaricabili i bollettini e le partite … altro segno di efficienza.
La cosa che più mi ha impressionato è l’attenzione che tutti, in questa parte della Calabria, pongono alla crescita dei giovani in generale. La stretta collaborazione fra le scuole dell’obbligo e l’associazione Alto Tirreno Cosentino (http://www.altirchess.com/) ha permesso un tour di tornei che ha segnalato giovani promesse e validi scacchisti, ma soprattutto ha alimentato una passione vera e pulita per questo sport. L’iniziativa ha creato un movimento fra i genitori, accompagnatori e semplici osservatori di notevole portata. Lavoro che so benissimo non essere originale nella sua ideazione e nella sua realizzazione, ma che conferma la necessità di una reale sinergia.
A tale proposito, fra noi di Scacchierando e l’associazione calabrese, il tutto davanti ad un calzone alla piccantissima ’nduja e fritti di ogni tipo, è nata una forma di collaborazione di cui presto daremo notizia.
Per quanto mi riguarda, starò qualche giorno fermo a studiare, poi deciderò quale torneo fare e dove poter meglio sfruttare la mia enorme fama. Ma questa è un’altra storia …
 La bella napoletana DE ROSA Mariagrazia (2124)
 Il severo MF BENTIVEGNA Francesco (2324)
 Gruppo di studio: che variante è la birra?
 L'intervista al più noto fra i professionisti: Dantill
 La signora Pina Romeo si dedica interamente alla divulgazione degli scacchi nelle scuole calabre
 La bella Astonovskaya Yulia
 Scontro al vertice: il Dantill pur di vincere contro il fortissimo NC Carlomagno di Cosenza si inventa una PICCOLA e inosservata scorrettezza
 Scontro titanico: L'inossidabile Efimov e la bella WIM Adriana Nikolova (BUL, 2316)
 Il GM MAIOROV, Nikita 2513 BLR
 ARNETTA, Maria Teresa, arrivata piuttosto stanca dal CIF
 il GM Russo NAUMKIN, Igor (2481) premiato dal Presidente del Circolo organizzatore, sig. Oscare Nicoletta
 COLLUTIIS: un mito anche da queste parti
 CALZETTA RUIZ, Monica 2344 WGM
 il vincitore: il Francese FM MULLON, Jean Baptiste 2357
 L'attento arbitro Sergio Pagano
 Marcello Rametta la mente del Festival

La sfida infinita…
Kasparov vince 9-3 (3-1 le rapid, 6-2 le blitz)
Dal 21 al 25 settembre si svolge a Valencia un evento scacchistico decisamente speciale: una nuova sfida tra Karpov e Kasparov, quale celebrazione dei 25 anni dal loro primo match mondiale! Il programma prevede una conferenza stampa e una simultanea il 21, due partite rapid (25m + 5s) sia il 22 che il 23, otto partite blitz (5m + 2s) il 24 e la cerimonia di chiusura il 25.

Venticinque anni fa… Nel settembre del 1984 iniziava a Mosca la lunghissima sfida tra due giganti della scacchiera, il detentore del titolo mondiale Anatolij Evgen’evic Karpov e lo sfidante Garri Kimovic Kasparov. Se la prima parte del regno di Karpov era stata in qualche modo vista con qualche critica rispetto al suo reale valore di n° 1 , tra l’ombra di Fischer e la vittoria di misura con Korchnoi nel 1978, anno dopo anno il suo dominio si era fatto sempre più schiacciante. Con il naturale declino del non più giovanissimo Viktor, il posto di n° 2 mondiale era ormai stato occupato dall’astro nascente Kasparov, seguito con interesse e passione da tutto il mondo scacchistico anche per il suo gioco eccezionalmente brillante, spesso richiamando il paragone con Alekhine.
Karpov, con il suo stile lineare e posizionale, veniva associato a Capablanca (campione che Anatoly considerava molto, anche sull’influenza della lettura giovanile del manuale scritto dal campione cubano e delle sue partite) e rappresentava la massima espressione della scuola sovietica (entrambi erano comunque cresciuti alla scuola di Botvinnik).

Due stili diversi, l’aura di Alekhine e Capablanca, il campione perfetto dell’apparato sovietico contro il giovane geniale e un po’ fuori dal coro, sicuramente i due più forti giocatori del mondo: gli ingredienti per un grande match c’erano tutti, tanto abbondanti da richiedere ben 5 sfide, 144 partite di match tra quel 1984 e il 1990! Un equilibrio straordinario, con 21 vittorie per Kasparov, 19 per Karpov e 104 patte, attraverso un gioco di altissimo livello… Nei "ritagli di tempo" i due K confermavano nei grandi tornei la loro assoluta supremazia mondiale.
Dalla conquista del titolo nel 1985 al suo ritiro, nel 2005, Kasparov è stato sicuramente il n° 1 del mondo ma fino a buona parte degli anni 90 Karpov ha saputo mantenere un livello altissimo nonostante gli oltre 40 anni. Una grande rivalità, con un rapporto teso e conflittuale, sia pure con un reciproco rispetto sulle 64 case (Kasparov ha più volte espresso la sua stima per la grande forza di Karpov, “l’unico giocatore al mondo che capisce gli scacchi quanto me”).

In una intervista al giornale Izvestia (riportata da Chessdom) Karpov ha dichiarato che l’idea è nata per caso durante un incontro con Kasparov lo scorso maggio, osservando la ricorrenza dei 25 anni dal loro primo match. L’ipotesi è quella di disputare 5 match – esibizione in ciascuna delle nazioni sede dei loro incontri mondiali (Russia, Gran Bretagna, Spagna, Francia e Stati Uniti). Il primo avrebbe dovuto svolgersi a Londra ma le difficoltà organizzative hanno fatto sì che la Spagna balzasse in testa all’iniziativa. Attualmente è confermato un secondo incontro a Parigi, dall’11 al 13 dicembre 2009, mentre il 3° match dovrebbe svolgersi a Mosca.
La formula, come previsto anche a Parigi, dovrebbe sempre essere quella delle 4 partite rapid e delle 8 partite blitz. Notevoli le sedi: a Parigi si giocherà al Louvre mentre a Valencia la manifestazione si svolgerà presso la “Città delle Arti e delle Scienze”, magnifico complesso di architettura moderna composto da cinque differenti edifici, progettato dall’architetto Santiago Calatrava, autore tra l'altro del recente Ponte della Costituzione sul Canal Grande di Venezia.

La struttura dellEmisfero, nella Città delle Arti e delle Scienze a Valencia
Per la tappa spagnola quindi non Siviglia, sede del bellissimo match del 1987 e occasione anche di un grande momento mediatico con i 13 milioni di telespettatori (!!) per la trasmissione in diretta alla tv nazionale spagnola dell’ultima partita. Valencia (città tanto attenta agli scacchi da intitolare una piazza a Karpov, come lo stesso Anatoly ci dice) ha abbinato l’evento al simposio internazionale “Valencia Cuna Del Ajedrez Moderno”, basato sul lavoro dello storico José Antonio Garzón, che sostiene come gli scacchi moderni, in particolare con l’introduzione della figura della donna e delle sue attuali caratteristiche di movimento, siano nati a Valencia nel XV° secolo. Il sito della manifestazione abbina i due eventi, anche con un bel video di presentazione.

Notevole la ricerca di promozione, del tutto coerente con il tipo di evento. Gli organizzatori segnalano la loro preoccupazione per la copertura su internet dato che stimano in dieci milioni di contatti al giorno (??!!) l’afflusso degli appassionati per la diretta delle partite. Si va dalle conferenze stampa del Sindaco di Valencia al rinnovo della grande rivalità tra i due K nelle dichiarazioni degli organizzatori (che suonano francamente un po’ abbondanti e sanno di “pubblicità”) : “I due giocatori non si parlano e non vogliono incontrarsi, se non alla scacchiera. Soggiorneranno quindi in due hotel diversi, entreranno nella sede di gioco attraverso ingressi differenti e useranno ascensori diversi per recarsi in sala.”

Enfasi anche sullo sfondo tecnico della contesa: Karpov è arrivato a Valencia con largo anticipo e ha condotto la sua preparazione con secondi del calibro di Onishuk, Bologan e Riazantsev! Nulla si sa sui secondi di Kasparov, che ha svolto la preparazione nella sua casa in Croazia, in parallelo al training con Carlsen… Viene da chiedersi chi stia preparando chi? Kasparov, ci dice il sito ufficiale, ha dedicato molte ore al giorno all’allenamento per questo match, con una particolare preparazione per il gioco rapido. Alla stampa russa ha dichiarato che non è così abituato a giocare come una volta ma che è convinto di aver conservato una certa pratica; i giornalisti osservano che deve essere comunque in discreta forma data la sua passione per il gioco su internet.

Insieme ad Anand, nella recente manifestazione di Zurigo (foto Chessbase)
Insomma, due campioni da leggenda e un bel vestito per dare all’evento tutta la risonanza possibile. Si ferma il tempo, presentando il confronto tra due titani della scacchiera, come 25 anni fa. Si affondano le radici nel sapore degli scacchi di una volta, senza internet né software, più lontani nel tempo e nello spazio, maggiormente ammantati di misteri… Perché no?

VISORE
Sebastiano Paulesu Un Istruttore di scacchi con idee originali per la didattica di base rivolta ai giovanissimi Grazie Sebastiano per la tua disponibilità a rispondere alle domande di Scacchierando sul tuo rapporto con gli scacchi e sul tuo ruolo di Istruttore. Sebbene Sebastiano Paulesu sia un nome noto agli istruttori più informati, lo scacchista medio (e quindi il lettore di Scacchierando) potrebbe non avere ben presente di chi si sta parlando. Quindi Sebastiano ti invito a presentarti, cominciando dall'inizio, dal tuo avvicinamento agli scacchi e alla didattica scacchistica. Bene, salutando i lettori di Scacchierando mi presento brevemente: sono un Candidato Maestro di scacchi ma soprattutto dal 1998 sono Istruttore Giovanile della FSI e dallo scorso anno il Delegato degli Istruttori per la regione Sardegna . Il mio incontro con gli scacchi è avvenuto da ragazzino, grazie al fascino che essi esercitavano su di me prima ancora che ne capissi le regole, osservando gli adulti che giocavano. Attorno ai 13 anni il mio fratello maggiore tornò dal servizio di leva col “Manuale completo degli scacchi” di Chicco e Porreca, mi insegnò le regole e da allora la passione non ha fatto che aumentare. Contemporaneamente è nata la passione per l’insegnamento, data la necessità di dover istruire il più delle volte i propri compagni di gioco. Da subito trovai molto gratificante l’attività di promotore di questo splendido “nobil giuoco”.  Perché proprio gli scacchi hanno attratto il tuo interesse? che cosa hanno o potrebbero avere di così speciale da giustificare tutto il tempo che giovanissimi e anziani dedicano a loro? Il confronto scacchistico assume molte valenze: quella ludica, ricreativa, sportiva, psicologica, tecnica e persino artistica. Si tratta di superare il pensiero del proprio partner di gioco, con una pianificazione delle proprie idee strategiche e tattiche; pertanto – almeno così è stato per me – spesso c’è un’ apertura verso altri interessi culturali e intellettuali. Per quel che mi riguarda iniziai ad interessarmi da autodidatta a saggi di filosofia, di letteratura, di arte, ma anche di economia e politica. Penso che sia questo il successo di quello che in Spagna viene definito anche “gioco scienza”. La possibilità di giocare senza alcuna barriera di sesso, di razza, di età o di costituzione fisica penso sia un altro motivo del fascino millenario degli scacchi.  E oltre al fascino che hanno per molti gli scacchi, l'apprendimento del gioco e il perfezionamento delle abilità del bambino nel destreggiarsi con gli scacchi sono acquisizioni che possono avere un ruolo importante nella crescita psico-fisica del soggetto? Quando conobbi gli scacchi praticavo diversi sport e la mia propensione per la “ lotta” mi accompagnava anche nelle relazioni coi coetanei: ero considerato un tipico bulletto e proprio grazie agli scacchi sono riuscito a canalizzare la mia aggressività. Gli scacchi aiutano a potenziare una modalità riflessiva che porta ad una consapevolezza psicologica e ad una forte autostima, contribuiscono alla formazione del carattere e alla autonoma capacità decisionale. Comprendendo che le reazioni immediate sono quasi sempre sbagliate e che le conseguenze delle proprie azioni vanno meditate prima, lo scacchista traduce le sue acquisizioni in altrettanti modelli di condotta. Per questo sono convinto assertore che gli scacchi possano costituire uno strumento didattico e formativo eccezionale per le scuole di ogni ordine e grado. Ben prima che lo coniassero come slogan ho sempre pensato che gli scacchi fossero lo sport della mente.  Ci dai qualche ragguaglio sulle tue ormai famose " carte degli scacchi"? Faccio una breve premessa: l’idea delle carte è nata quasi per caso, vedendo la passione dei bambini per le carte dei Gormiti, di Magic, di Dragonball e quant’altro; ricordo anche la passione della nostra generazione per le figurine Panini: evidentemente il gusto per le raccolte e le collezioni è un piacere molto forte. Così un giorno pensai: perché non creare delle carte didattiche con i diagrammi scacchistici? e così sperimentammo dei semplici quadri di matto con la corrispondente definizione storica (tipo matto affogato, delle spalline, del barbiere o del corridoio) oppure inventata da me o dai bambini stessi (nacquero così il matto del falegname, della pipa, del pinguino, del cucù, della cannonata ecc.). All’inizio si trattava semplicemente di matti in una o due mosse (con centinaia di esempi) ma nel tempo diventarono uno strumento indispensabile del mio “ Metodo ideografico” e iniziai a strutturare un percorso immaginario a 5 livelli che attraverso il Sentiero, passando per il Giardino, il Labirinto e il Castello, giungono sino al Tesoro (che rappresenta il livello più difficile e quindi la maestria del gioco!). Abbiamo utilizzato le carte oltre che per gli schemi tipici (i cosiddetti “pattern” per usare un termine alla moda) anche per semplici finalità mnemoniche, come per i proverbi scacchistici da me ideati, o per la nomenclatura delle aperture: in tutti i casi l’apprezzamento dei bambini è assicurato.
Le "carte degli scacchi"
 La tua attenzione per l'aspetto linguistico nella didattica degli scacchi è evidente; si tratta di un atteggiamento che comporta creatività e che trova la sua giustificazione nel fatto che "trovare il nome" alle cose spesso è il miglior modo per affrontarle. Ci puoi illustrare questo aspetto nella tua pratica di Istruttore? Certo è proprio così. Già il nome di Metodo “Ideografico” è un omaggio alla cultura egiziana e alla sua particolare scrittura che associava immagini a concetti astratti. Così anche io sono convinto sostenitore dell’idea che il metodo migliore per semplificare la comprensione dei bambini sia di rendere più elementare e concreta ogni informazione complessa. Progettai una scacchiera didattica (che appunto chiamai ideografica) che accanto ai simboli dei pezzi proponeva altre immagini fantasiose: fuochi, muri, impronte di piedi, smile, simboli meteo ecc. Oltre alle carte proposi da subito ai bambini dei proverbi che veicolassero i cosiddetti principi generali come “Chi muove solo la Regina, la sua fine si avvicina” o “Quando il Re se ne va in gita, si regala la partita”. Lo scopo dei proverbi è quello di dare un rinforzo mnemonico contestuale, così che la lezione diventi indimenticabile. Ad oggi ne ho formulato qualche centinaio. La cosa più bella è che anche in questo caso i bambini sono stimolati nella loro creatività e due anni fa una mia allieva di 5^ elementare ha scritto un intero poema di oltre 50 versi!
Le Carte-arcobaleno, con proverbi a sfondo scacchistico
 Quali sono i tuoi attuali impegni come Istruttore e quali le prospettive? Si può parlare di un'attività che può ambire a diventare una professione? Il mio impegno come Istruttore di scacchi a tempo pieno è iniziato due anni fa, prima facevo il ragioniere e solo secondariamente potevo dedicarmi all’insegnamento soprattutto al circolo. Ma i successi raccolti in questi anni sono stati molto incentivanti: prima di tutto mi dà una gran carica l’entusiasmo dei bambini, ma poi mi piace registrare anche la stima dei loro genitori e l’apprezzamento delle maestre e dei dirigenti scolastici. Attualmente sono molto impegnato nelle scuole della città e della provincia di Sassari, ho tenuto diversi corsi per la formazione di nuovi istruttori di scacchi in Sardegna e recentemente sono stato invitato dalla Federazione Scacchistica Italiana a presentare la mia metodologia al convegno internazionale, svoltosi lo scorso febbraio a Torino, “ Gli scacchi: un gioco per crescere”. A mio parere, da queste occasioni può concretizzarsi una figura professionale dell’istruttore di scacchi.  Hai ritenuto il convegno di Torino un'esperienza positiva? Che cosa si potrebbe fare in Italia per migliorare i risultati, quantitativi e qualitativi, dei nostri Istruttori di Scacchi? Il convegno di Torino secondo me ha rappresentato uno spartiacque per la didattica degli scacchi a scuola, ma purtroppo era troppo incentrato sul ruolo cognitivo che gli scacchi possono avere per i bambini, quindi si è dato molto risalto a interventi teorici o a relazioni internazionali che illustravano programmi di promozione nelle scuole, ma senza mettere l’accento sulle metodologie didattiche. Solo verso la fine del convegno c’è stato un pomeriggio dedicato alla didattica vera e propria grazie al mio intervento sul “ Metodo ideografico”, al fantastico intervento “ Il castello degli scacchi” di Carlo Alberto Cavazzoni, al magistrale contributo sugli “ Scacchi scolastici” di Alex Wild e alla relazione della maestra siciliana Carmelita Di Mauro “ Gli scacchi e i regoli matematici”. L’auspicio è che vengano organizzati sistematicamente degli incontri dedicati alla didattica, che personalmente ho suggerito anche alla Conferenza Nazionale degli Istruttori che si è tenuta a Courmayeur durante la Finale Nazionale dei Campionati under 16. Molti istruttori che ho avuto modo di sentire lamentano appunto una mancanza di un aggiornamento delle metodologie e secondo altri sarebbe opportuno iniziare a costruire dal basso una condivisione delle esperienze, magari anche utilizzando un apposito forum su internet.  Didattica di base e didattica d'élite, mi sembra una distinzione doverosa da fare. Quali sono i limiti che un Istruttore dovrebbe consapevolmente porsi quando si rende conto di aver "tra le mani" il cosiddetto talento? E più in generale qual è il tuo pensiero su scacchi giovanili e agonismo? Proprio recentemente sul sito di Stefano Tescaro e poi anche via mail abbiamo scambiato delle considerazioni con Alex Wild sull’opportunità dell’agonismo per i più giovani. Rimando a quella sede chi vuole approfondire l’argomento, in questa sede chiarisco la mia posizione: negli scacchi scolastici l’attenzione viene data all’aggregazione, al gioco e all’apprendimento, quindi l’agonismo non è molto indicato. Presso i circoli invece si può mirare un insegnamento più tecnico e quando si ha a che fare con dei veri talenti bisogna affiancarli a dei bravi allenatori. Personalmente io mi trovo bene nella fase in cui dobbiamo formare globalmente il carattere giovanile e quindi trasmettere soltanto la passione ai bambini senza preoccuparci del loro livello di gioco. Non cerco mai di bruciare le tappe e spesso cerco di raffreddare gli entusiasmi dei genitori che vorrebbero una rapida carriera scacchistica per i propri figli. Ma quando arriva il momento giusto, e per qualcuno può essere anche molto presto, non sono contrario alla competizione sportiva.  Grazie Sebastiano, le tue serviranno sicuramente da stimolo per tanti istruttori o aspiranti tali. Per concludere, Scacchierando segnala, per chi già non lo conoscesse, un validissimo punto di riferimento per la didattica scacchistica di base, il sito gestito da Stefano Tescaro, al quale collabora lo stesso Paulesu:
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