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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 27/06/2012

Finita la premiazione, le strette di mano e i saluti occupano una buona, e piacevole, mezz’ora. Fino all’automobile ci accompagna il mitico Alessandro Jones. AJ è persona arguta, dalla conversazione brillante, e naturalmente è un carissimo amico. Mi torna in mente il suo bellissimo report da Porto Mannu 2007, con un commento di Maurizio Diotallevi: “… Quello che è importante, però, è che ai tornei si incontra gente veramente eccezionale.”… Appunto!
Come all’andata, il viaggio verso Roma scorre rapido e piacevole, tutta autostrada e un’oretta da Belluno a Forni di Sopra (o viceversa ). Con Stefano si chiacchiera, del torneo e delle belle giornate trascorse, dei prossimi articoli, dei progetti dell’Associazione Scacchierando. Nella macchina fotografica diverse foto e nella “pennetta” alcuni appunti per questo piccolo report finale.
Penso che il Torneo Internazionale di Forni di Sopra abbia tutte le premesse per crescere ancora, anche al di là del bel successo di quest’anno. Cerco di darmi dei criteri oggettivi e considero l’organizzazione e la “location”. L’organizzazione mi è sembrata molto valida, arbitraggio impeccabile, sala abbastanza silenziosa, clima piacevole. E basta uscire dalla sala di gioco per trovarsi di fronte ad un paesaggio davvero bello: il Centro Sportivo di Forni, pur a due passi dai diversi alberghi, è immerso nel verde, adiacente a campi e boschetti, tra l’altro punto di partenza per una breve e bella passeggiata fino ad un laghetto. Un solo doppio turno rispetto ai due dello scorso anno, sicuramente un dettaglio migliorativo e forse un buon punto di equilibrio in termini di durata complessiva. Molto valida la partecipazione, qualitativamente e quantitativamente, annotando il dettaglio che si superano con tutta facilità i 20 stranieri rated (per la verità si superano i 20 titolati stranieri!), facilitando le eventuali norme (a proposito, bravo Federico Boscolo e mannaggia per Axel Rombaldoni, ma il titolo ovviamente arriverà comunque; aggiungerei che nel frattempo il gioco spumeggiante di Axel potrebbe trovare ulteriori equilibri e… Buone notizie per gli scacchi azzurri!).

La convenzione alberghiera è economica e poggia sulla ottima professionalità nell’accoglienza turistica che Forni ha ormai nel suo DNA. Semplicemente, giornate in cui si sta bene. Della bellezza alpina di Forni di Sopra (tra le poche località insignite del riconoscimento “Perla delle Alpi”) abbiamo detto ma va ribadita: boschi e cime dolomitiche che riempiono lo sguardo e sono un bicchiere d’acqua fresca per l’anima. Si può interpretare la vacanza in chiave montagna, senza arrivare necessariamente ad un trekking impegnativo, data la possibilità di semplici passeggiate nel verde lungo strade e viottoli facilmente percorribili. Tra l’altro, alcuni alberghi offrono gratuitamente la disponibilità di biciclette. Da notare che Forni non obbliga a costanti salite e discese, restando pienamente fruibile anche per uno scricchiolante over 110 kg. come me. Altra interpretazione quella sportiva, che avrei sicuramente privilegiato qualche anno fa, con la piscina, i campi da tennis, di basket, di calcio e di calcetto. Poi, l’interpretazione più ardua, che per dovere di cronista ho sperimentato, collaudando le sedie dei bar e delle gelaterie, destreggiandomi tra pistacchio, cioccolato, birre e grappe, commentando ogni tanto “Forse il bianco qui è preferibile…”, giusto per confermare che ero qui per il Torneo di scacchi, e a proposito…
Sotto gli ombrelloni dell'Hotel Posta
L'Hotel Posta é uno degli hotel convenzionati del Festival di Forni di Sopra (ricordiamo i soli 50 euro previsti per la pensione completa, anche in camera singola) e il centro dei tanti momenti di relax concessi dalle belle giornate che hanno accompagnato questa edizione. Ampio spazio esterno adiacente all'hotel, protetto da due notevoli ombrelloni quadrati di otto metri x otto! L'atmosfera é straordinariamente amichevole e piacevole, tra un bicchiere di sauvignon o di birra e chiacchiere che spaziano dagli scacchi ai confini dell'universo conosciuto (dai disastri della nostra amata Italia, a “Seven of Nine”, all'uomo di Denisova, ad esempio!).

Sotto l'ombrellone: da sinistra, Alessandro Jones, Antonio Mombelli, Nazario Nonni, Carlo Traversi, Cristiano Caffarelli e Ezio Montalbini
Analisi alla scacchiera a tutto spiano, ovviamente, che spesso coinvolgono un sempre vulcanico Fabio Bruno e la passione di Giulio Borgo, con contributi frequenti di Korneev, Naumkin, Rotstein, solo per citare i più assidui. Rotstein, eccellente autore di studi, ha deciso di far ammattire gli incauti convenuti con un nuovo studio imperscrutabile ogni sera... Si prende nota e, male che va, ci si riserva di risolverlo in seguito (Houdini... ). Da segnalare, tra le tante partite, l'interessante finale della Korneev – Naumkin e la bella battaglia tra Dvirnyy e Bove.
Parlo con “l'Avvocato”, che qui é naturalmente Francesco Gabassi, persona piacevolissima, come ben sanno i molti che lo conoscono, che ha dedicato un impegno di anni alla Federazione, tra l'altro contribuendo fortemente a riscrivere e ammodernare i nostri regolamenti. Francesco ama moltissimo i magnifici boschi che circondano Forni (sono in debito con Francesco per una passeggiata in altura, propiziata in salita da un passaggio in macchina: paesaggio semplicemente mozzafiato!) e ha abbinato la passione per questa terra a quella per gli scacchi nel pensare alla possibilità di questo Torneo. Tanto impegno speso anche nel Circolo di Udine e, in occasione di uno stage lì tenuto da Roberto Mogranzini, passeggiata a Forni di Sopra per dare un'occhiata insieme all'idea del Festival. Avvio dei contatti con il Comune e la manifestazione prende corpo, un torneo pensato con grande cura, attento ad ogni dettaglio, compresa l'importanza di un bilancio che permetta di rinnovare un evento che ha tutti i numeri per diventare un tradizionale e grande appuntamento del nostro panorama. Al termine della chiacchierata un sauvignon non basta e ci concediamo qualcosa di più forte: Forni di Sopra lo esige!
Non mancano gli aneddoti o i ricordi, come é ovvio... In una delle scorse olimpiadi un nostro arbitro aveva chiesto al collega in partenza di poter avere una borsa della FIDE. Giunti alla manifestazione, però, le borse risultano essere rigorosamente numerate e vengono consegnate ad ogni arbitro da Kirsan Ilyumzhinov in persona! Italica ponzata e dopo un po’ il nostro rappresentante torna dal Presidente FIDE: “Presidente mi scusi ma ho poggiato la borsa su una sedia e dopo pochi minuti non l’ho ritrovata… Posso averne un’altra?”. Pausa e occhiata penetrante di Kirsan che infine sentenzia: “Va bene, ma stia più attento…”!
Si parla di finezze arbitrali (Augusto Caruso e Irene Palmitessa hanno appena superato gli esami di un corso FIDE), di scorrettezze e/o di comportamenti “estrosi”: in un torneo Zurab Azmaiparashvili cattura un pedone con un alfiere, per poi tornare indietro ed eseguire la cattura con la donna, dicendo al suo avversario: “Tu sai che in realtà volevo riprendere di donna…”. L’avversario concorda: poco consigliabile inimicarsi il Vice Presidente FIDE!
“Moto perpetuo” Montalbini si ferma solo a tarda sera, a sala risistemata e cena, con gli arbitri, intorno alle 22,30 / 23… Il giorno del doppio turno, complice un finale estenuante, lo staff arbitrale ha dovuto saltare il pranzo, con una no – stop dalle 08 alle 22,30 , senza inficiare però il buon umore e qualche chiacchiera in compagnia a tarda ora: magie scacchistiche!
Roberto e Martha sono un po’ dappertutto, sempre cordiali e disponibili, così come Augusto Caruso, che mostra sempre quell’aria disincantata e piena di simpatica ironia tipica dei gemelli (se si vuol dare immeritato credito allo zodiaco).
Torneo combattutissimo: sabato mattina, nell’ultimo turno, la sala si svuota via via ma le prime 5 scacchiere dell’Open A sono ancora lì, in piena battaglia. Dopo pranzo la premiazione e i saluti. Conosco superficialmente Marco Lantini da più di trent’anni. In questa occasione abbiamo avuto modo di parlare maggiormente e di conoscerci meglio. Marco é un fine umorista e ha una straordinaria passione per gli scacchi. Il Maestro Giuseppe Laco mi diceva (avremo modo di parlarne… ) che per lui gli scacchi sono anche le tante persone incontrate, le molte amicizie… Credo si possa essere completamente d’accordo!

La WGM Elena Partac
Simultanea in piazza di Martha Fierro
Oleg Korneev
Roberto Mogranzini scruta la posizione i Ivan Salgado Lopez
Arkadij Rotstein e Pavel Tregubov, nella scacchiera accanto Daniel Alsina Leal e Fabio Bruno
Mr. Jones!
Uno dei nostri under 10 più promettenti, Matteo Pitzanti
Titolo di Maestro per Giovanni Sorbera!
Staff arbitrale: Gerhard Bertagnolli e Filippo Capizzi
Riccardo Marsili ed Emanuele Vesce
Il Maestro Fide Ileano Bonfa: con la pensione ritorno alla scacchiera dopo 25 anni!
Stefano Bellincampi con Roberto Palazzotto. Roberto é stato il primo giovane, insieme a Giacomo Gregori, a fruire di uno dei nostri inviti per i giovani, al torneo Costa Viola, con Igor Efimov come tutor
Il piccolo indiano - statunitense Akshat Chandra: il sorriso é da GM, il gioco quasi, basterà attendere qualche anno!
Il Maestro Fide Alessandro Bove
Il tredicenne indiano Arjun Bharat, altro giovanissimo con tutta probabilità futuro GM
Il Maestro Fide Ivano Ceschia
Il Maestro romano Marco Lantini
Il Maestro Fide Alessio De Santis
Ultimo turno, prima scacchiera: Fabio Bruno segue la Tregubov - Romanishin
Emanuele Weinberg e Giuseppe Laco
Lorenzo Lodici e Alberto Barp, i due giovanissimi scelti da Scacchierando per essere seguiti durante il torneo da Roberto Mogranzini e Augusto Caruso
Dettagli che fanno piacere: riconoscimento a Nicola Pegoraro per la splendida scuola di Montebelluna. Presenti a Forni, tra gli altri, Xia Jie, Pierluigi Basso, Giovanni Sorbera e Daniyyl Dvirnyy!
Il podio del torneo C: la vincitrice Federica Arbore, Leonardo Beltrame e Gioele Russotto
Podio del torneo B: Adriano Simonetto, il vincitore Francesco Simoncini e seconda piazza per Alessandro Jones
Titolo di GM sfumato per un soffio ma Axel Rombaldoni non perde il sorriso e... Si rimette subito in marcia!
L'Arbitro Internazionale Antonio Sanchirico si congratula con Federico Boscolo per la norma di Maestro Internazionale!
Fabio Bruno e Francesco Gabassi
In partenza per le Olimpiadi: Daniyyl Dvirnyy!
Il GM spagnolo Daniel Alsina Leal
Il podio del torneo A: Ivan Salgado Lopez, Oleg Korneev e Pavel Tregubov premiati da Francesco Gabassi e dal Sindaco di Forni di Sopra
Go
Le “case” sono 361, 100 mosse per una partita sono poche, i pedoni e il Re si fondono in un unico “pezzo” che inizia la partita al di fuori di una “scacchiera” vuota, accettando di non potersi muovere una volta entratoci. Dimentichiamoci la strada che abbiamo percorso dalle origini a Abraham ben Meir ibn Ezra a Gioacchino Greco a Morphy a Capablanca a Kasparov: grazie al pluricampione italiano Francesco Marigo dall'Oriente che ci ha visto nascere andiamo "contromano" ancora più a Oriente: Go.
Benvenuti a tutti, il tè sta per essere servito
Ciao Francesco, grazie innanzitutto per aver accettato questa chiacchierata, tanto più che so che sei "sotto tesi": ci sono passato e so che non è facile “staccare la spina”. Devo confessare che inizio questa conversazione con parecchio timore reverenziale: io scacchisticamente sono un signor Nessuno che si dedica a partite rapide su internet con risultati, uh?, occasionalmente passabili, tu come goista sei Campione Italiano in carica oltre ad esserlo stato nel 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2009 e 2010, hai 117 punti GOR (ai lettori suonerà meglio Elo) di vantaggio sul secondo italiano e, credo, sei il solo 4 Dan della penisola. Non è il modo migliore per iniziare una conversazione, ma sono davvero "senza parole". Iniziare complimentandomi mi pare il minimo!
Francesco in azione
Grazie per i complimenti, ma puoi lasciare da parte il timore reverenziale:il mondo del Go italiano è ancora molto piccolo in confronto a quello degli Scacchi, e in gran parte giovane. Io, pur non essendo ancora vecchio (ho appena passato i 30), ho una lunga esperienza di gioco, con più di 13 anni e 130 tornei, e la mia posizione in classifica italiana deriva soprattutto da questo.C'è anche da dire che quei tornei bisogna anche vincerli!  La prima domanda è d'obbligo, come curiosità ma anche per capire come proseguire la conversazione: giochi anche a scacchi? No, conosco le regole, anche se non quelle più specifiche, e ho giocato poche partite complete, l'ultima forse più di dieci anni fa.Io non capisco come si possa passare gran parte del proprio tempo a muovere 32 pezzi di legno (o a scriverci articoli  ), ma almeno so come si inizia: più o meno in ogni casa c'è una scacchiera nella cassa dei giochi da tavolo e, a livello del movimento dei pezzi, più o meno tutti hanno un'infarinatura base. Come si scopre il Go in Italia? Intendo sia la tua esperienza personale, se vuoi dividerla con noi, che in generale. Anch'io da piccolo avevo una scacchiera/damiera con i pezzi di questi due giochi. Qualche volta ci giocavo e mi affascinavano, ma non ne coglievo la strategia, oltre al livello di "stare attenti a non farsi mangiare" (e tuttora sono fermo lì). Poi ho conosciuto l'Othello, per il quale già mi sentivo più portato, e negli anni delle scuole medie ho coltivato un'interesse per diversi giochi astratti. Ho conosciuto il Go nei primi anni di liceo, per caso, da un articolo di un giornale di divulgazione scientifica, che parlava dei computer giocatori di scacchi, dama, ecc., e questo misterioso gioco orientale, il "Go", tanto semplice nelle regole quanto complesso negli sviluppi, da essere intrattabile per un computer (allora; adesso anche i programmi di Go sono molto forti).Così, spinto dalla curiosità, e dal fascino del Go come "arte orientale",ho cercato informazioni e materiale per giocare, e non è stato facile:negli anni '90 internet non era diffuso come adesso, per me almeno non esisteva. Comunque, ho trovato un libro con le regole e le strategie di base, e dopo qualche mese sono approdato al Go Club Milano.
Il Go Club Milano nel 2002 con ospiti giapponesi (Foto Go Club Milano/ Shigeno Yuki)
In generale, negli ultimi anni, la scoperta del Go avviene principalmente via internet: è facile trovare informazioni sul Go, e siti dove giocare online, soprattutto per chi ha già esperienza di altri giochi, o è curioso della cultura dell'Estremo Oriente. Qualche anno fa, un grande impulso alla diffusione era stato dato dall'uscita di un manga e anime, "Hikaru no Go", che ha introdotto al gioco molti adolescenti. Poi ci sono alcune iniziative di singoli giocatori, dei club o della federazione, con spazi espositivi, lezioni nelle scuole, anche se tutto questo ha un effetto limitato, credo, rispetto alla forza di internet.
Una fanart di Hikaru no Go(il giovane protagonista Hikaru assieme alla sua guida Sai, lo spirito di un giocatore di mille anni fa)
La tua risposta ha toccato diversi temi che spero di approfondire in questa chiacchierata (l'oriente, i computer e in generale internet...). Prima però di parlare "d'attualità" ti chiederei la pazienza di farci un breve sunto di storia: il Go ha percorso una strada davvero lunga prima di trovarti su quel giornale: attualmente storici Indiani e Cinesi stanno litigandosi la paternità degli scacchi, mentre mi pare che per il Go si possa affermare sia nato in Cina, almeno 2500 anni fa. Secondo la leggenda, il Go (Weiqi in cinese), sarebbe nato più di 4000 anni fa, alla corte dell'imperatore cinese Yao.Forse in origine era una rappresentazione di guerra, o forse aveva un uso divinatorio, rappresentando gli astri del firmamento. Qualcuno colloca l'origine del gioco più a Ovest, forse in Tibet, ma non ho fonti certe a proposito.Le prime testimonianze storiche del gioco risalgono al primo millennio avanti Cristo: il Go è citato nei dialoghi di Confucio, da Mencio e da altri autori cinesi, anche se essi non ne parlano in modo approfondito, e non c'è certezza che si tratti dello stesso gioco.I primi manuali di go, e il primo registro di una partita, risalgono alla dinastia Han, dal II secolo a.C al II d.C circa.Dalla dinastia Tang (VII secolo circa) in poi, si hanno testimonianze certe, manuali di go, raccolte di partite e problemi.
Materiale da gioco, XVIII Secolo
Ho avuto modo di studiare su materiale datato più di 1000 anni, e posso dire che il livello di gioco era già altissimo, anche se lo stile era molto diverso da adesso, naturalmente.Tornando alla storia, dal I millennio il Go si diffonde verso Est, in Corea e poi in Giappone. Mentre in Corea rimarrà un gioco di élite fino al '900, in Giappone esso viene inizialmente praticato nei monasteri buddhisti (esiste il registro di una partita attribuita a Nichiren), e poi si sviluppa, a partire dal XVII secolo, in scuole finanziate pubblicamente, che si fronteggiano di fronte allo Shogun.In Giappone il Go raggiunge livelli mai visti in precedenza, anche se alcuni giocatori straordinari continuano a nascere in Cina. Non è possibile un confronto tra il livello di gioco nei due imperi, che rimangono isolati (così pure la Corea).Fino al XX secolo, quando il Go si diffonde nel mondo
 Nichiren (16 febbraio 1222 – 13 ottobre 1282) è stato un monaco buddhista giapponese, fondatore del Buddhismo Nichiren, una delle maggiori correnti del Buddhismo giapponese (da it.wiki)
Bisogna anche dire che il Go ha subito leggere modifiche nella storia, e nei diversi luoghi in cui si è sviluppato.In Cina (o forse in Tibet) sono state trovate alcune antiche tavole da gioco 17x17. Sembra che anticamente la tavola fosse 17x17, poi allargata a 19x19.Esistono anche differenze nel metodo di conteggio.Ma la differenza principale riguarda la posizione di partenza. Il Go tibetano e quello coreano antico iniziano con numerose pietre bianche e nere; anche in Cina, fino al XX secolo, si parte con 4 pietre già posizionate. E' in Giappone che il Go assume la forma attuale, con il goban vuoto a inizio partita.Ho qui tra le mani "Il gioco immortale" (Shenk, Mondadori 2008): la quarta di copertina orgogliosamente recita: "Nel corso della millenaria storia dell'uomo molti giochi sono andati e venuti, si sono diffusi e sono scomparsi, sottoposti alle mode e al mutare dei gusti. Gli scacchi restano: da oltre millecinquecento anni continuano ad affascinare personaggi di ogni rango e livello culturale in ogni angolo del mondo". Da scacchista sono ovviamente orgoglioso del "mio" gioco, ma se consideriamo i tanti cambiamenti avvenuti nei pezzi, di come muovono e così via, possiamo parlare degli scacchi come un gioco nuovo, "evoluzione" di quello originale, il Chaturanga ("papà" anche dello shogi, tra gli altri giochi), evoluzione proprio legata, credo, al mutare delle mode e dei gusti.
A proposito, Shogi: Kasparov e il forte dilettante (3Dan) giornalista Eiichiro Ishiyama durante un'intervista nel 1999
Tu invece mi parli di "leggere modifiche", a carattere sostanzialmente geografico, distribuite in migliaia di anni. Vorrei evitare considerazioni ben al di la delle mie conoscenze, ma...forse è un buono spunto: credi possibile che (tra i tanti possibili altri motivi) questa differenza rispecchi quella tra un occidente "progressista", aperto, che esplora il mondo, crea rivoluzioni (industriali, sociali, politiche...), che è in continua ricerca (nel bene e nel male) e tra un oriente "conservatore", chiuso in se stesso (tu stesso mi parli di tre Imperi "isolati"), che valuta la tradizione ai massimi livelli, che ha, ad esempio, nel rispetto degli avi, quindi del passato (nel bene e nel male), uno dei suoi punti cardine?
Mussini: sfida scacchistica alla corte del Re di Spagna
All'opposto, è con estremo interesse che noto " ...XVII secolo, in scuole finanziate pubblicamente, che si fronteggiano di fronte allo Shogun". "Da noi" le scuole finanziate pubblicamente erano, credo, ancora da venire, ma è notevole riscontrare che, ad esempio, nel 1575 Giovanni Leonardo Di Bona venne incoronato "campione di scacchi d'Europa e del Nuovo Mondo" alla corte di Filippo II di Spagna. Stiamo parlando di millenni di storia, quindi siamo quasi in contemporanea: una cosa quantomeno curiosa. Condivido largamente la tua interpretazione storica.Il contrasto tra la "dinamicità" degli Scacchi e la "staticità" del Go è evidente. Ancora prima che nell'evoluzione delle regole, lo si nota nella struttura dei due giochi.Mentre il primo rappresenta una battaglia in campo aperto, o la corsa verso un obiettivo (la cattura del re avversario), con i pezzi che si muovono sempre più liberamente, man mano che si eliminano e lo spazio libero aumenta, il secondo rappresenta più verosimilmente la colonizzazione di un territorio da parte di due popoli, o, in termini ecologici, la crescita di due colonie di organismi in uno stesso ecosistema.Nel Go il movimento c'è, sotto forma di crescita, ma, con lo svolgersi della partita, tende a essere sempre più lento, fino alla saturazione, all'equilibrio.Forse anche il Go rappresentava la guerra, ma, rispetto agli Scacchi, in uno scenario più ampio, in cui l'individuo ha scarsa importanza, e la sorte della collettività tende all'equilibrio pacifico. Non a caso alcuni celebri trattati militari cinesi antichi, come "L'arte della guerra" o i "Trentasei stratagemmi" descrivono come ideale massimo la guerra vinta "senza combattere".
Anche se una partita di Go ha momenti di accesa battaglia, la "partita ideale" è quella in cui i due schieramenti si fronteggiano pacificamente, perché sanno entrambi che la minima esposizione offensiva romperebbe l'equilibrio a proprio sfavore.Invece credo che a Scacchi, per quanto la difesa e la solidità siano importanti, ad un certo punto si debba passare all'azione offensiva, traendo beneficio dal "singolo" pezzo. Giusto?Il bello dei nostri giochi è che permettono approcci radicalmente diversi: tanto per fare un esempio, “noi” abbiamo avuto un Campione del Mondo "ipercatenacciaro" e uno che era forse l'attaccante più spregiudicato di ogni tempo. E anche "da voi", da quel che ho visto, ci sono notevoli differenze in questo caso, penso a nomi come Lee Sedol e Lee Changho: quello che è importante è avere l'iniziativa (che credo sia ciò che voi chiamate "sente"), di modo che si sia noi a condurre il gioco. Poi, certamente, il capire come sfruttare le potenzialità dei diversi pezzi è importante e tra le qualità di uno scacchista c'è certamente quella di capire quando sia il caso di scambiare un pezzo con uno diverso, o di sacrificare del materiale in cambio di vantaggi posizionali, etc. Diciamo che i pezzi giocano sempre "di squadra", e di volta in volta ce ne è uno che grazie alle sue particolari caratteristiche può essere determinante in una certa posizione
2011, Lee Sedol Vs Lee Changho: come stili e forza di gioco, una Kasparov - Karpov di buona annata
Tornando al paragone storico che tu proponi, prendiamo come esempio la Cina: dopo le antiche guerre interne che hanno portato alla formazione di un Impero unito, per gran parte della Storia ha subito diverse conquiste da parte di potenze straniere, che ha a sua volta conquistato con la sua tradizione e la sua rigida struttura sociale, rimanendo sostanzialmente stabile.In contrasto l'Europa ha subito continue rivoluzioni, politiche e culturali, guerre, azioni di conquista verso nuovi mondi.Il paragone tra Go e Scacchi mi sembra seguire molte linee comuni, per evoluzione delle regole e dinamica di gioco. Anche l'episodio che tu citi è emblematico: nello stesso periodo abbiamo, da una parte, il Go in un contesto chiuso e legato alla tradizione, il Giappone del XVII secolo; dall'altra parte, il campione di Scacchi incoronato alla corte dell'impero conquistatore del Nuovo Mondo.Però entrambi "a corte". Notevole che, tra le differenze che stiamo notando, in comune troviamo l'interesse del "Potere" verso questi giochi. Più sopra parlavi di "Fino al XX secolo, quando il Go si diffonde nel mondo." Tra chi aiutò senz'altro il processo di diffusione in Occidente non posso non pensare a Edward Lasker, l'eccellente scacchista tra i fondatori della American Go Association (1935), mi dicono tra le più antiche in Occidente. Credo non sia un caso che sia stato uno scacchista tra i primi a notare, "da noi", le potenzialità strategiche del Go!
"Go expert" Lasker, Maggio 1942
Quali sono stati secondo te i motivi della relativa scarsa diffusione del Go in occidente? Forse il "mercato" dei giochi strategici da tavola era già riempito da dama e Scacchi oppure nel Go ci sono troppi elementi estranei all'europeo e all'americano medio? Credo che dipenda soprattutto dalla difficoltà del gioco per chi è alle prime armi. Le principali difficoltà che si incontrano sono:-troppa libertà di azione: si può giocare dove si vuole senza limitazioni (tranne il ko), e questo fa sentire il principiante perso di fronte a troppe scelte;-l'incongruenza tra la regola del gioco, la cattura, e lo scopo del gioco, che è di occupare più spazio, non solo catturando;-la lentezza: una partita sul goban 19 può durare ore, e spesso senza effetti speciali, ma solo con la pacifica suddivisione dello spazio;-la poca chiarezza nella fase finale del gioco, nel capire quando la partita finisce e chi vince. A Scacchi è chiaro, vinci se catturi il re avversario. A Go si finisce per un accordo, e poi c'è una fase di conteggio, nella quale ci potrebbero essere dispute, anche lì è necessario un accordo.Tu mi dirai: ma in Oriente il Go ha un'ampia diffusione.In realtà anche lì sono più popolari altri giochi, ad esempio le varianti locali di Scacchi. Forse solo la Corea fa eccezione. In oriente c'è però una grande tradizione del gioco, costruita su una base culturale forte, che in Occidente manca.Comunque, nonostante le difficoltà iniziali, credo che la diffusione del Go segua il ritmo di una partita di Go, lento ma costante. Molti giocatori si fermano di fronte alla noia iniziale, ma quelli che resistono restano affascinati dal gioco, e cercano di trasmettere agli altri questa passione.Ad alcune difficoltà iniziali si potrebbe ovviare con una chiara esposizione delle regole.Questo è il link delle regole americane AGA, che sono molto razionali.http://www.cs.cmu.edu/~wjh/go/rules/AGA.concise.htmlAlcune associazioni di Go occidentali, come quella statunitense e quella neozelandese, hanno definito le regole in un modo più rigoroso. In Oriente questo forse non era necessario, per la forte tradizione che imponeva anche un'etichetta di gioco (esempio: sarebbe considerato disonorevole contestare l'avversario in fase di conteggio)
In occidente: Sala da gioco in Inghilterra nel 2007
Escluderei la lentezza: anche a scacchi capita di passare ore e ore in lente manovre strategiche. D'accordo sul resto: oltre al finale (per i lettori: una partita di Go può terminare quando quando entrambi "passano", decidendo entrambi di non poter ulteriormente migliorare la propria posizione. Momento delicato: immaginate di poter dire "passo" e vedere l'avversario per tutta risposta catturarvi la donna!) che ho sempre trovato molto difficile da "vedere", anche se immagino dopo le prime esperienze si "impari" ad abbandonare (sempre per i lettori, ovviamente una partita può finire semplicemente con l'abbandono di uno dei due giocatori), anche "l'apertura" mi ha sempre lasciato perplesso: 361 "case" vuote a disposizione e non avere un'idea da che parte cominciare. Con minime differenze di posizione (e che sarai mai 1 casella più in là su 361 che ce ne sono!) che significano approcci radicalmente diversi a quella particolare apertura... Quello che vorrei sapere è proprio cosa affascina di questo grande spazio vuoto da riempire: io ho sempre amato vedere la mia "squadra" "ai posti di partenza", lo sviluppo dei pezzi, il dover decidere (te ne parlavo sopra) quando le caratteristiche di un pezzo lo rendono più o meno "forte" di uno avversario.... Cosa ti ha attirato, cosa attira, il neofita di fronte ad una "parete bianca" da riempire? Due parole sul campo di gioco vuoto/pieno.Non è stato sempre così per il go. Il Go cinese, fino a un secolo fa, iniziava con due pietre bianche e due nere posizionate sui punti marcati in posizione 4-4 (gli hoshi in giapponese). Il Go coreano, il Sunjang Baduk, addirittura iniziava con 17 pietre, e in questo modo la partita era un'accesa battaglia sin dall'inizio. Anche il Go cinese antico, o quello tibetano, sembra che iniziassero con 12 pietre già posizionate (e in questo caso la tavola era 17x17).E' stata la scuola giapponese a introdurre la semplificazione del goban vuoto a inizio partita. Tu ami avere la tua squadra da gestire, e ti capisco. Ma, d'altra parte, io mi scoraggio a vedere la mia squadra che perde i pezzi, i miei giocatori che vengono espulsi dal campo.
Giocatori in un dipinto cinese del XVI secolo
All'inizio di una partita di Go, è vero, ci si sente sperduti in un campo così vasto e vuoto. Ma poi, basta che poche pietre siano posizionate, e le strategie sono di più facile lettura, con i punti di riferimento già presenti sul campo. Come dici tu, è un po' come scrivere o disegnare su un foglio bianco.Infatti il Go ha qualcosa della creazione artistica. Una creazione che, però, non è frutto della sola volontà di un artista, ma dalla combinazione e dall'equilibrio di due persone. Anche quando si scrive un articolo, ci si sente un po' persi all'inizio, ma poi, quando nascono le prime idee e le prime parole, le altre sorgono di conseguenza.E poi, considera una cosa. Il Go, in grande scala (cioè fino a quando non si gioca a stretto contatto), e soprattutto all'inizio, è un gioco "continuo", cioè se, invece che in un punto, si gioca in un punto vicino, il risultato è simile, in termini di controllo del territorio. Solo nelle fasi di combattimento, in cui c'è la possibilità immediata di catturare, una mossa di un punto più in là può cambiare drasticamente la partita (ad esempio se due gruppi si stanno circondando reciprocamente, ma uno ha una libertà in più).A scacchi, anche se il campo è piccolo, mi sembra che sin dall'inizio una casella di differenza possa essere determinante. Ad esempio, in una casella un pezzo può controllare, attaccare o difendere, molti altri pezzi, mentre una casella più in là può essere inefficace. Giusto? Per questo vedo, nella teoria degli scacchi, prevalere l'aspetto combinatorio, e in quella del go, l'aspetto spaziale. Anche se entrambi i giochi hanno i due aspetti ad un livello profondo.
165. g10 e il bianco abbandona: una delle partite più note del secolo
Assolutamente, anche il "momento" in cui un certo pezzo arriva in una certa casella è importante, basti pensare alle aperture, in cui l'ordine delle mosse può creare schemi, quindi partite, radicalmente diversi. "Gli scacchi sono lo sport più violento del mondo", "Adoro il momento in cui distruggo l'ego di un uomo", sono due frasi molto note di due grandi Campioni di scacchi. Abbiamo, direi, notato come gli scacchi siano un qualcosa di "distruttivo", e quanto citavo qua sopra ce lo ricorda, mentre il Go è "costruttivo". Ma, mi chiedo, fatto salvo che alla fine ogni singolo individuo ha un suo carattere personale e quindi possiamo solo ragionare per sommi capi, la "collaborazione" nel creare " il dipinto" come si concilia con la competitività, la tensione sportiva, il desiderio di vittoria, lo stress nel "sentire" che c'è una buona mossa ma nel non riuscire a "vederla" (o, beh, nel sapere benissimo che la partita è persa ma sapere anche che ci passeremo sopra altre 2 lunghe ore sperando in un miracolo , insomma la filosofia che, correggimi, racchiude il Go come riesce a fondersi con la realtà della pratica di gioco? L'armonia tra i due giocatori per creare qualcosa di "bello" è un ideale a cui ci si può solo avvicinare. La pratica delle partite di go è fatta di combattimenti, situazioni intricate che nessuno dei giocatori sa dove portino, trappole tese all'avversario, e così via. Solo con l'esperienza si impara a semplificare le situazioni complesse, e fare il minimo indispensabile per mantenere il vantaggio, o al contrario, non perdere la pazienza quando si è in svantaggio. Si capisce che è indispensabile avere un'idea di chi è in vantaggio. A volte non è facile, e moltissimi errori dipendono da una valutazione sbagliata di chi ha il vantaggio della posizione.
Ci sarebbe da parlarne per dei libri, ma il tempo è quello che è: proprio ora che si parla dell'aspetto psicologico, ci "trasferiamo" da chi di psicologia non ne ha proprio: le macchine. Prima di iniziare questa chiacchierata avevo l'idea che i programmi di Go fossero, diciamo, "caratteristici" guardati con bonaria simpatia da chi mastica il gioco anche un minimo. Ho scoperto invece che attualmente, spero di averla azzeccata, sono tranquillamente in grado di dire la loro contro un 4 dan italiano. Mi confermi? In ogni caso, sono ancora ben lontani dal poter impensierire in alcun modo i professionisti orientali, mentre da noi quelli che chiamiamo "amici inumani" potrebbero serenamente inserirsi in un torneo con in palio il Titolo Mondiale come favoriti. Mi è stato spiegato che ci sono molti motivi in questa differenza: il numero delle possibili mosse nel Go è decisamente superiore, di conseguenza le variazioni da calcolare, l'effetto orizzonte è molto più determinante in un gioco che può durare normalmente 200 mosse in uno che in genere alla cinquantina non ci arriva, inoltre mentre negli scacchi i pezzi diminuiscono, nel Go aumentano costantemente.... Mi chiedevo però se un motivo possa semplicemente consistere nel fatto che gli scacchi hanno un mercato mondiale e che quindi le industrie siano state in grado di investire capitali nella ricerca che non avrebbero speso per il Go temendo un mancato ritorno economico? (a margine, non posso resistere: ho in curriculum ben 1 vittoria contro glGo, livello minimo, massimo handicap: non l'ho mai detto a nessuno e mai avrei immaginato di “vantarmene” con il Campione Nazionale in carica ) Inoltre, gli scacchi sono stati usati per "testare" i computer sin dai loro albori: forse anche questo ha contribuito a "dare una base" a questo loro livello superiore ai loro "colleghi" goisti?
Michael Redmon, USA: unico occidentale con il massimo dan professionistico
Confermo, attualmente i programmi più forti giocano circa da 4 dan. Forti, ma ancora ben lontani dai massimi livelli umani. Questo ritardo, rispetto a scacchi, in parte dipende dalla maggiore complessità computazionale, non so se anche dalla minore ricerca su di esso. Perché il go è sempre stato molto conosciuto in ambiente scientifico. Ma non ci sono state sfide "uomo-computer" a livello professionistico, se non, che io sappia, sul 9x9 Non sono un esperto, ma credo che si sia fatto un salto di qualità negli ultimi anni rinunciando ad algoritmi che esplorano tutto l'albero delle possibilità (fino a un limite), come, credo, si faccia negli scacchi.E si è anche ridotto il peso di schemi predefiniti da seguire. Anni fa, per ovviare alla difficoltà della previsione di tutte le possibilità, si insegnavano al programma molte sequenze di gioco standard. In questo modo il programma reggeva la partita finché l'avversario seguiva le sequenze "giuste", ma poi andava in tilt alle prime variazioni. I recenti algoritmi analizzano l'albero delle possibilità provando un campione casuale di scelte ad ogni mossa, tanto più grande e profondo quanto più tempo hanno a disposizione.Questo sistema funziona abbastanza bene nel Go, per la stessa "continuità", a cui abbiamo già accennato. Siccome variare di poco una mossa, di solito, varia di poco l'esito, provare un insieme casuale di possibilità non è molto peggio che provarle tutte. Dando poi molto tempo a disposizione, o molta potenza di calcolo, le prove casuali sono molte, e il risultato migliore tra le prove casuali si avvicina sempre di più al migliore possibile.
Svetlana Shikshina, Russia, prima donna professionista occidentale
Naturalmente, per scoprire dove arriveranno le "vostre" macchine, possiamo solo aspettare. Ma, se è vero che l'epoca Goistica romantica è finita da tempo (di quella degli scacchi non ne parliamo neppure), mi pare davvero di sentire nelle tue parole un forte lascito del passato in questo senso. Sì, mi parli di perdita di spiritualità e di un qualcosa che è competizione sportiva, ma sento "molta umanità" nel tuo modo di discorrere. Ecco, mi pare che "vi manchi" tutto il peso di quanto i computer sono, a torto o a ragione, per noi. Cerco di spiegarmi, forse non sarebbe possibile usare certi toni se si potesse rivedere incontri del passato e con un paio di click vedere una valutazione delle mosse decine di milioni di volte più veloce del miglior giocatore sulla terra. O se in certe posizioni ci trovassimo di fronte a macchine che giocano perfettamente, in senso letterale (in ogni posizione con 6 o meno tra pezzi e pedoni, il gioco delle macchine è esatto)? O se, in qualche modo, pure "ci prendessero in giro": nel senso che sono in grado di battere il Campione del Mondo, ma poi cadono in errori da dilettante assoluto (vedi il problema delle fortezze) o da esordiente (visto il vantaggio materiale di una delle due parti, gli danno vittoria in qualche centinaio di mosse, senza "ricordare" regole base come quella della patta per 50 mosse) o da, per capirci, semplice idiota. Insomma, come immagini, non tanto lo stile di gioco umano, ma degli uomini "lo stile di vita" verso Go se le macchine iniziassero a surclassare i Top umani? Molti di "noi" si sono ahimè ridotti a postare amenità del tipo "+0.91 bella che finita per il nero" (+ indica che il bianco sta meglio, +0.91 è un vantaggio di quasi un pedone), senza neppure sforzarsi di capire la posizione "perché così dice la macchina”. Parliamo ovviamente di dilettanti su internet, ma c'è, dall'altro estremo, almeno un caso di un Top player che è andato a perdere una partita perché ha valutato come più che ok la posizione che la macchina valutava nella sua preparazione casalinga, per poi finire tranciato in partita viva.
Go e Computer: usare il database
Detto in una frase, cosa cambierebbe nel tuo approccio al Go se tirassero fuori un programma in grado di battere un 9P, dandogli un paio di pietre di vantaggio? Ne parlavo recentemente con un amico scacchista.Mi sembra che gli scacchisti abbiano imparato a convivere con i computer quasi imbattibili. Anzi, li usano come supporto all'analisi e allo studio.Nel Go, personalmente, quando i computer raggiungeranno i massimi livelli umani (e, ahimè, credo che succederà presto), sentirò venir meno gran parte dell'estetica del gioco. Mi spiego.Fino ad oggi l'aspetto artistico del Go è stato uno dei più importanti e affascinanti del gioco.I concetti di bellezza ed efficienza non sempre coincidono. Quando si possono prevedere molti sviluppi di una mossa, c'è accordo nel considerare"bella" la mossa che funziona meglio. Ma per gran parte della partita, in particolare in apertura, nessuno ha la certezza di quale sia la mossa più efficiente. Allora ci si basa sul valore estetico che si dà a una mossa,che ognuno "sente", in modo diverso, corrispondere alla massima efficienza.In questo modo, ci sono stili di gioco molto diversi fra loro. Gli stili cambiano con l'epoca storica, o in base al carattere di una persona, o allo stato d'animo nel momento in cui gioca. Nessuno può dire con certezza che uno stile sia migliore di un altro.Ma quando il computer "dimostrerà" che alcuni stili di gioco e alcune aperture sono migliori di altri, ci si conformerà a quelli, perdendo molto del valore estetico, della libertà e della "umanità" del gioco.Ad esempio, io recentemente sto sperimentando un'apertura molto orientata verso il centro, con tre mosse disposte a triangolo. E' diversa dalle aperture comuni, le cui prime mosse sono giocate vicino agli angoli. Ma nessuno potrebbe facilmente dimostrare che la mia apertura è sbagliata,neanche battendomi (perché la sconfitta potrebbe dipendere da errori successivi). Allora io sono contento di creare qualcosa di nuovo, che mi illudo sia buono. Ma se un computer mi dicesse che la mia apertura vale 7,mentre un'altra vale 9, l'illusione verrebbe meno, e finirebbe il piacere della scoperta.Diciamola così: fino ad oggi il Go è stato una via di mezzo fra una sfida per la massima efficienza, e la creazione di un'opera d'arte, pur con tutti i limiti che le regole impongono. Questo aspetto è raro fra i giochi.Quando i supercomputer diranno che cosa è bello e che cosa no, si valuterà molto meglio l'efficienza, ma si perderà il senso della bellezza.Naturalmente questa è solo la mia opinione personale.
Seul: megaevento juniores
Mi perdonerai, ma in chiusura non posso resistere a chiederti il significato, nella tua opinione, della frase "Go sta agli Scacchi come la filosofia sta alla contabilità della partita doppia". Che è una domanda infame da farti in un blog di scacchi, ma è inevitabile  E approfitterei anche per chiederti qualche lettura che aiuti un interessato a “entrare nell'atmosfera” del gioco. Iniziamo dalla citazione. E' di Trevanian (non so se lui a sua volta citi qualcun altro), nel suo romanzo "Il ritorno delle gru", o "Shibumi". È un classico della letteratura sul Go, ma io non sono riuscito a leggerlo oltre la metà. Racconta una storia di spionaggio internazionale, le cui fasi sono messe in relazione con quelle di una partita di Go.La citazione è nello spirito del libro, che esprime idee molto forti sulla contrapposizione tra cultura orientale e occidentale: il Go è un'arte raffinata, che richiede una sensibilità superiore, grazia, equilibrio, e rappresenta tutti gli aspetti della vita; anzi, la vita è solo una versione semplificata del gioco. Invece gli Scacchi sono una rude lotta per la distruzione reciproca. Anch'io, nei miei primi anni di Go, ero in parte coinvolto da questo idealismo. Ma oggi la penso diversamente: sia Go che Scacchi sono il prodotto della cultura umana di millenni, quindi sono estremamente ricchi di significati, rappresentando molti aspetti della vita. Ma ne sono solo modelli semplificati e imperfetti, ed è esagerato parlare di filosofia.
Edizioni Sellerio, sempre ottime
Forse il più celebre romanzo basato sul Go è "Il maestro di Go", o "Meijin" di Yasunari Kawabata, che invece ho letto con gran piacere [NdAle: un gran piacere anche per me] . Descrive la fine dell'epoca classica del Go, attraverso la partita di addio, interminabile, giocata dall'ultimo maestro della scuola Honinbo. Dopo di lui, il Go ha perso molto della sua ritualità, diventando una competizione di tipo sportivo. Più recente è "La giocatrice di Go" di Shan Sa, la tragica storia di un amore impossibile tra una ragazza cinese e un militare giapponese, negli anni dell'occupazione. L'amore nasce intorno a una tavola di Go, naturalmente. Poi c'è il romanzo breve di Sung-Hwa Hong, "First Kyu", che descrive il mondo del Go coreano (di mezzo secolo fa, ormai), con l'esasperata competizione per diventare professionisti, con tutti i rischi che comporta.Molti altri romanzi citano il Go, ma mi vengono in mente solo questi, che abbiano il go tra i temi principali. Poi ci sono moltissimi libri introduttivi al gioco. Non mi sento di consigliarne molti, perché non sono al corrente delle nuove pubblicazioni. Alcuni libri introduttivi, in formato elettronico o cartaceo, sono stati realizzati dalla federazione e dai club, si trovano su siti internet. Io, molti anno fa, avevo imparato le regole e le prime strategie con il libro "Il gioco del Go" di Pierre Aroutcheff, che tuttora considero una buona introduzione al Go.
Esercizio di tattica 
Ti lascio doverosamente e volentieri l'ultima parola: puoi dire ai lettori di Scacchierando esattamente tutto quello che ti pare. Spero di non aver dato l'idea di Go come una serie di tecnicismi esasperati. Per me il Go lascia largo spazio alla libera espressione creativa, e di questo abbiamo già parlato.Per concludere invito a provare l'esperienza di qualche partita di Go. Prima cercando solo di creare qualche forma, senza badare al risultato. Poi si può cercare di raffinare la tecnica, in modo che le forme siano efficienti oltre che belle, e si adattino a quelle del compagno di gioco.Francesco, grazie di tutto: è stato un privilegio farmi questa chiacchierata con un pluricampione italiano: in bocca al lupo sul Goban e nella vita.
Appendice 1: Link per saperne di più
Federazione Italiana Giuoco Go http://www.figg.org/ Per il Go Club più vicino a te http://www.figg.org/clubs-ita.html Corso Interattivo Online per principianti http://www.figg.org/corso/interactive-way-to-go/HowTo.html
Go Club Milano http://www.goclubmilano.org/ Il Go Club Milano su youtube (lezioni per principianti e partite commentate) http://www.youtube.com/user/goclubmilano
Motore Freeware da scaricare http://www.gnu.org/software/gnugo/
(vi servirà anche un'interfaccia grafica: WIN http://www.pandanet.co.jp/English/glgo/ LINUX http://jagoclient.sourceforge.net/ MAC http://www1.u-netsurf.ne.jp/~future/HTML/macgnugo.html)
Problemi di tattica online, modello chesstempo http://www.goproblems.com/
Una wiki in lingua inglese dedicata interamente a Go http://senseis.xmp.net/?StartingPoints
Appendice 2: Aneddoto
11 settembre 1846: il bianco ( Inoue Gesan Iseki) ha giocato la mossa cerchiata, dopo la risposta 1 del nero (Honimbo Shusaku) in sala analisi gli esperti sono concordi nel considerare il bianco in vantaggio. Un medico dissente: "Non mi intendo molto del gioco, ma dopo questa mossa le orecchie di Gesan si sono arrossate, segno che si è arrabbiato". Vittoria del nero, ad oggi questa mossa è ancora ricordata come una delle migliori di ogni tempo.
Appendice 3: La regolaLa regola. Anzi le due regole. Il go si fonda sulla regola della cattura, unita a quella del ko, che impedisce il ripetersi delle posizioni (e implica anche che una partita prima o poi debba finire). Ti allego una formulazione "matematica" delle regole scritta da me. Non è molto intuitiva, ma è completa ed estremamente sintetica. Noterai che non si parla del numero di prigionieri, né di ampiezza del territorio, ma solo del numero di pietre presenti sulla tavola. In realtà tutti i sistemi di conteggio, che differiscono leggermente da Paese a Paese (c'è chi conta il territorio, chi invece conta le pietre sulla tavola, ma la differenza di punteggio tra Bianco e Nero è quasi la stessa, a meno di un punto), sono delle convenzioni, accordi, utili ad abbreviare la partita, quando l'esito non è più modificabile (altrimenti si dovrebbe andare avanti finché uno dei due giocatori non potesse giocare alcuna mossa, tranne quelle proibite dal ko). Le regole allegate non sono del tutto equivalenti a quelle usate attualmente (l'esito può differire di pochi punti), ma equivalgono, probabilmente, a quelle usate in Cina nell'antichità, fino al nostro anno 1000, o forse per alcuni altri secoli, fino a che la tradizione giapponese del Go, nel '900, si impose anche in Cina. E' curioso che le regole antiche siano le più vicine ad una formulazione matematica rigorosa, rispetto a quelle usate comunemente oggi. Ti estraggo le due regole principali, cattura e ko. Cattura: "Dopo che il giocatore che detiene il turno ha posato una pietra, si rimuove dalla tavola ogni insieme di pietre avversarie tale che ogni pietra dell'insieme sia adiacente soltanto a pietre del giocatore che detiene il turno, o ad altre pietre avversarie dello stesso insieme. Si ripete poi l'operazione a colori invertiti." Ko: "Alla fine di un turno, se la posizione sulla tavola è quella di inizio turno, o quella di un turno precedente, la partita ha termine con la vittoria dell'avversario. Altrimenti il turno passa all'avversario." Ciò che rende interessante la regola della cattura è l'asimmetria: prima si catturano le pietre avversarie, poi, eventualmente, si tolgono le proprie in posizione di cattura (quello che si chiama comunemente "suicidio"). Se la regola prevedesse queste due operazioni in successione inversa, il gioco sarebbe molto meno emozionante, e probabilmente meno profondo. Il Go è, tra tutti i giochi di paragonabile complessità, quello con le regole più semplici, tanto che sarebbe impossibile semplificarle ulteriormente, senza modificare radicalmente il gioco. Secondo me ha un unico difetto. Per la regola del ko, della quale non si può fare a meno, il Go richiederebbe che tutte le posizioni di una partita venissero registrate, altrimenti si fa affidamento sulla memoria dei giocatori, che è fallibile. Questo va a danno della semplicità del gioco, ma, come dicevo, è inevitabile, a meno che non si accettino partite senza fine per cicli infiniti di mosse (anche questa sarebbe un'imperfezione).
Gli Arbitri di sette nazioni "bannati" dalle Olimpiadi
In una lettera aperta il Presidente della Federazione Turca, Ali Nihat Yazici, ha dichiarato di aver rifiutato, nel Meeting di Atene, alcuni degli arbitri proposti per le prossime Olimpiadi di Istanbul. " Questi rifiuti", si legge nel documento, " non sono in alcun modo personali ma esclusivamente legati a questioni riguardanti il bene degli scacchi. Alcune federazioni hanno avviato o sostenuto cause giudiziarie contro la FIDE e quindi hanno creato problemi finanziari alla FIDE, con perdita di reddito utilizzabile per sviluppare gli scacchi a livello mondiale". Per questo motivo il firmatario della lettera ritiene che " queste federazioni non devono fornire arbitri né devono avere un ruolo nell'"Appeals Committee". La classe arbitrale internazionale è dunque stata coinvolta in una lotta che passa sopra la sua testa. Sullo sfondo sembrano infatti delinearsi delle "tensioni" tra una parte dell'attuale dirigenza della FIDE ed un gruppo di Federazioni, che appaiono appoggiate dal Presidente dell'ECU, spesso in conflitto con la FIDE, e forse anche da Kasparov, che non ha nascosto le sue intenzioni di volersi candidare alle prossime elezioni presidenziali FIDE del 2014. Senza voler entrare in tali questioni, appare però evidente che il Presidente della Federazione Turca, nel penalizzare gli incolpevoli arbitri, abbia "centrato" il bersaglio sbagliato. Per fortuna le Federazioni interessate hanno già segnalato i nomi dei giocatori convocati per le Olimpiadi, per cui sembra scongiurata l'ipotesi di un possibile boicottaggio. In ogni caso, la Federazione Russa ha già apertamente escluso che possa, eventualmente, accodarsi. Tornando alla questione Arbitri-Olimpiadi, il riferimento fatto nella lettera è alla causa intentata da Karpov, e poi persa in tribunale, e sostenuta dalle Federazioni di Francia, Inghilterra, Svizzera, Germania, USA, Ucraina e Georgia. Causa che sarebbe costata alla FIDE un milione di dollari in avvocati. Contestualmente alla pubblicazione della lettera, la FIDE ha reso noti gli arbitri "convocati" per le Olimpiadi.
1. Chief Arbiter: IA P. Nikolopoulos(GRE) 2. Deputy Chief Arbiters:
IA G. Unal(TUR)- open section IA Carol Jarecki (IVB)- women's section 3. Senior Arbiters:
IA E. Eletsky (RUS) IA M. Abdulrahim (UAE) IA M. Pahlevanzadeh (IRI) IA A. Brustman (POL) IA K. Rist (NOR) IA S. Buyukvural (TUR) 4. TAP:
Chairman: IA A. Vardapetian (ARM) Members: IA W. Stubenvoll (AUT) IA Shaun Press (PNG) Heinz Herzog (AUT) 5. Appeals Committee:
Chairman: IA I. Leong (SIN) Members: IA J. Vega (GUA) L. Mazouz (ALG)
Nell'elenco mancano gli arbitri delle sette nazioni sopra citate. Ovviamente le reazioni non si sono fatte attendere, prima tra tutte quella delle Federazioni interessate che, su iniziativa della Federazione Inglese, l'8 giugno hanno inviato una email alla FIDE nella quale si afferma che " Le Olimpiadi sono un evento ufficiale FIDE; gli organizzatori hanno il dovere aderire allo Statuto FIDE e al codice etico FIDE. Quindi chiediamo formalmente che il Consiglio di Presidenza e la Commissione Etica esaminino la questione e chiedano con urgenza che la Federazione Turca riconsideri le sue decisioni, questa volta in modo imparziale e non discriminatorio. Il 12 giugno anche la Association of Chess Professionals si è associata alla protesta. Pur riconoscendo a Yazici un ruolo molto attivo nell'organizzare eventi di alto livello in Turchia, " tuttavia, il Consiglio ACP vede la sua decisione di non invitare qualsiasi arbitro da Inghilterra, Francia, Georgia, Germania, Svizzera, Ucraina e Stati Uniti come un precedente molto pericoloso, che contraddice lo spirito stesso del motto "Gens Una Sumus" e viola gli statuti FIDE." Non poteva poi mancare la risposta dell'onnipresente (quando si tratta di polemizzare) Silvio Danailov che si è visto rifiutare ben sei dei dieci nomi che aveva proposto come Federazione Scacchistica Europea. Non senza un pizzico di sarcasmo, nella sua lettera del 13 giugno l'ex Manager di Topalov ha ricordato che la Federazione Turca ha intentato una causa contro l'ECU. " Questo significa che in futuro l'ECU dovrebbe boicottare tutti gli arbitri turchi?" Il 14 giugno, infine, è giunta la decisa reazione della Federazione Russa che, anche se non coinvolta direttamente dal boicottaggio, ha dichiarato che " si rifiuta risolutamente di accettare la posizione della Federazione Scacchistica Turca. Il rifiuto di accettare gli arbitri di sette federazioni per i prossimi Giochi Olimpici di Istanbul come una punizione per i problemi finanziari causati alla FIDE dalle cause fatte in nome di Anatoly Karpov è un precedente molto allarmante. Difendere una posizione in un tribunale è il diritto di ogni persona, nonché di qualsiasi federazione di scacchi ." Sotto la pressione di queste proteste, il 25 giugno Ali Nihat Yazici, ha annunciato di aver rassegnato le sue dimissioni da vice-presidente della FIDE. Nell'occasione, il Presidente della Federazione Turca si è però tolto un sassolino, e che sassolino! " Queste cause sono già costate milioni di euro alla FIDE. Oggi tutti sanno che dietro questi giochi sporchi c'è l'ex campione del mondo Garry Kasparov. E io, come volontario che ha trascorso dodici anni della sua vita a raccogliere soldi per la sponsorizzazione degli scacchi, soffro vedendo il danno terribile causato. La Federazione Turca ha voluto inviare un segnale forte e scuotere il mondo degli scacchi, ha deciso di non nominare arbitri appartenenti alle sette federazioni che sono state utilizzate come dei fantocci da Garry Kasparov." le designazioni della FIDE per le Olimpiadi, con la lettera di Yazici week in chess: la reazione delle Federazioni interessatela reazione dell'ACPla reazione del Presidente ECUla reazione della Federazione Russa chess-news: la Russia non boicotterà le Olimpiadichessvibes: intervista ad Ali Nihat Yazici chessvibes: la possibile Candidatura di Kasparov alle Presidenziali FIDE

Le belle giornate di Forni di Sopra ci permettono anche di sottolineare un successo importante del nostro movimento scacchistico: l'Accademia Internazionale di Scacchi ha infatti ottenuto di recente il titolo di Fide Chess Academy! Solo quattro scuole nel mondo possono fregiarsi di questo riconoscimento, estremamente attento a tutti gli aspetti dell'attività didattica e dei risultati agonistici ottenuti.
E' necessaria la presenza di un FIDE Trainer (Martha Fierro), di diversi Grandi Maestri e Maestri Internazionali tra gli istruttori (Roberto Mogranzini, Augusto Caruso, Carlos Garcia Palermo, Oleg Korneev, Federico Manca, Manuel Leon Hoyos, Sergio Mariotti, Carlos Matamoros, uno staff impressionante!), bisogna documentare le metodologie seguite, l'attività condotta, nelle scuole, con stage, attraverso i risultati ottenuti dagli allievi (potremmo citare tra gli altri lo stesso Leon Hoyos, Federico Boscolo, Laura e Tea Gueci, o i cicli di training condotti con Marco Codenotti, Andrea Stella).

Martha Fierro (foto Chessbase)
Un percorso prestigioso e non facile, avviatosi nel 2006 con la fondazione dell'Accademia da parte di Martha Fierro Baquero e Roberto Mogranzini, successivamente coadiuvati dal Maestro Augusto Caruso, che oggi si occupa principalmente del progetto “Scacchi a scuola”, con un migliaio di giovanissimi coinvolti. Roberto e Martha mi stupiscono quando dicono che entrambi hanno iniziato a insegnare scacchi da giovanissimi, già a 16 / 17 anni, una vocazione di lunga data quindi. Al momento della fondazione dell'Accademia Roberto Mogranzini aveva già diversi allievi legati alla sua attività in Umbria.
L'esperienza di Martha é ovviamente più internazionale: data l'assenza allora di una attività scacchistica valida in Ecuador, sin da giovanissima ha vissuto per parte dell'anno a New York, insegnando nel progetto “Chess in the schools”. L'epoca e New York mi portano a chiedere di Fabiano Caruana, che Martha ha conosciuto quando aveva solo 8 o 9 anni. Tra i ricordi al riguardo la partecipazione di Fabiano ai tornei del New York Masters, dove era richiesto un Elo minimo di 2200 ma a Fabiano, 10 anni all'epoca, poco sopra i 2100, veniva consentito di partecipare in quanto giovanissimo di grande talento: risale a questi tornei la sua prima vittoria con un GM, il compianto Aleksander Wojtkiewicz. Si resta in USA per parlare un istante di Manuel Leon Hoyos, attualmente all'Università di Saint Louis, studi di economia e borsa di studio scacchistica alla scuola di Susan Polgar per una squadra universitaria “discreta” che comprende anche Wesley So, Ray Robson, Georg Meier... Il mondo universitario made in USA!
Torniamo ai primi passi dell'Accademia con l'attività nelle scuole, la crescita degli allievi, le lezioni via internet, il progressivo rapporto con le Istituzioni locali, che vede oggi l'Accademia fortemente riconosciuta nel contesto di Perugia e dell'Umbria, l'ampliamento dello staff con i già citati GM e IM. L'occasione data dall'Accademia e dalla sua rapida crescita diventa uno stimolo alla creatività e alla capacità organizzativa, con una attività che si occupa di scacchi a tutto tondo, anche in termini organizzativi, di promozione, con crescenti rapporti internazionali.

Roberto Mogranzini e l'Accademia!
Si parla del Torneo di Reggio Emilia e Roberto accenna all'enorme mole di lavoro che l'impegno organizzativo richiede, con un anticipo di molti mesi e una impressionante serie di dettagli da costruire e curare. Si chiacchera dei grandi giocatori partecipanti, della genialità di Ivanchuk, ormai un ottimo amico dell'Accademia, della timidezza di Morozevich, della simpatia di Anish Giri (che, unico super GM giovane al mondo, nei momenti liberi parla di qualsiasi cosa tranne che di scacchi!), delle tante piccole superstizioni e richieste dei grandi giocatori (con la tranquillità di Fabiano e Giri che fanno eccezione). Anche nella prossima edizione ci sarà il torneo femminile, ulteriore gioiello aggiunto già lo scorso anno, fortemente voluto anche da Martha che é, tra l'altro, Vice Presidente della Commission for Women's Chess della FIDE.
Tra le tante esperienze e manifestazioni dell'Accademia mi sembrano molto interessanti anche gli eventi promozionali svolti presso fiere e centri commerciali, occasioni che catturano l'attenzione di tanti “curiosi” che avvertono il fascino degli scacchi, con un riscontro di pubblico molto interessante sia per gli aspetti commerciali di chi ospita che per l'ambito promozionale del nostro nobil gioco.

Augusto Caruso aggiunge alla competenza scacchistica le sue capacità informatiche e di design
Difficile sintetizzare tutte le iniziative e le attività: lo scorso anno, ad esempio, fase di collaborazione con Alexsey Dreev, ospite a Perugia per un significativo periodo. Interessante al riguardo anche la possibilità di residenzialità nella frequenza delle attività dell'Accademia. Insomma, tanto lavoro, una attività intensa e crescente. Il riconoscimento del massimo livello da parte della FIDE corona lo sviluppo di questi anni dell'Accademia Internazionale di Scacchi di Perugia, ed é importante annotare che si tratta di uno sviluppo che sta proseguendo con ulteriori idee e iniziative. E' presto per accennarne ma devo dire che impegno e progetti dell'Accademia colpiscono per creatività e dinamismo.
Ne parleremo certamente e volentieri in futuro! Nell'attesa, congratulazioni all'Accademia per il titolo FIDE e grazie a Roberto e a Martha per questo ulteriore apporto al nostro movimento scacchistico!
Martha con Nadia Ottavi, preziosa collaboratrice dell'Accademia
La pagina dell'Accademia su Scacchierando
Il sito dell'Accademia Internazionale di Scacchi
La "Visione" di Andrew Paulson
Nel mondo di oggi il Marketing la fa da padrone. Oggetti fino a ieri sconosciuti che diventano improvvisamente indispensabili e venduti a prezzi decine di volte più alti del costo di produzione. Imprenditori che, partendo dal nulla, si arrichiscono in pochissimo tempo finendo, a volte, con l'essere considerati dei Profeti, dei Filosofi e persino dei Rivoluzionari. Consumatori che si sentono "differenti" per il semplice fatto di acquistare un marchio. Ma queste sono delle evidenze ampiamente acquisite, delle ovvietà. Meno ovvio è che questo ramo dell'economia sembri, nel mondo degli scacchi, un perfetto sconosciuto, o quasi. Ed in questo il circuito del Grande Slam, diciamolo francamente, ha deluso. Da dei privati ci si aspettava una maggiore inventiva della pur buona idea di far disputare le partite in delle "teche". Per non parlare del "dress code" imposto dal nuovo presidente della Federazione Scacchistica Europea o dell'ipotesi avanzata di far pagare la semplice visione in diretta delle partite. Se queste sono le nuove idee di Silvio Danailov, l'impressione è che si stia prendendo una strada sbagliata. Ma, venendo alla questione centrale, se nel mondo ci sono milioni di appassionati del gioco degli scacchi, perché non si riesce a renderlo un prodotto "vendibile" sul mercato? Per cercare di dare una risposta a questa annosa domanda, il presidente della FIDE ha "scommesso" tutto su Andrew Paulson cedendo in febbraio all'imprenditore russo/americano tutti i diritti del ciclo Mondiale (Grand Prix FIDE, Torneo dei Candidati e Match Mondiale). Il mondo delle 64 caselle ha reagito con molta diffidenza, e ci saremmo sorpresi del contrario visto il proverbiale conservatorismo che contraddistingue il nostro ambiente. Eppure Paulson qualche credenziale ce l'ha. Da chess-vibes: "Nato nell'Illinois nel 1958, si trasferisce in Russia a trentacinque anni dopo essersi "stancato" di fotografare le persone più belle del mondo. Atterra nei mezzi di comunicazione e nel 1998 crea Aisha, un gruppo editoriale alla fine venduto per 30 milioni di dollari. Ha poi collaborato con Alexander Mamut a formare SUP, una joint venture di media online da 300 milioni di dollari conosciuta grazie al suo blog ed al sito di social networking, Live Journal." In questi giorni, in un paio di articoli pubblicati dal Sunday Times e AdWeek, finalmente vengono alla scoperto le prime notizie sul "piano" di Paulson, che si è affidato ad un paio di aziende specializzate in ricerche di mercato per "scoprire" che: 1. ci sono più di 600 milioni di persone in tutto il mondo che giocano a scacchi; 2. Un numero significativo di marchi vogliono associarsi all'intelligenza. Ci sono pochi sport o eventi che si prestano a tale tipo di associazione come gli scacchi; 3. Si stima che 44 milioni di americani siano giocatori di scacchi regolari. Più di un terzo hanno un master o dottorato di ricerca, e il 44 per cento gode di un reddito medio familiare di $ 75.000 o superiore. Sorprende, dunque, che gli scacchi non riescano ad attirare sponsor, in particolare aziende produttici di beni di lusso. Per Paulson "I l pubblico è enorme. Ci sono così tanti siti di scacchi e solo perché gli scacchi non sono nei media, non significa che non esistano". E poi "A differenza del calcio, una bella partita a scacchi è interessante anche una volta che è finita come lo è dal vivo." Per dare una nuova immagine al Mondiale, l'imprenditore russo/americano si è rivolto all'ufficio design della società inglese "Pentagram", che ha creato un nuovo look ed un nuovo slogan per il Campionato del Mondo. La frase "The Best Mind Win" apparirà intorno alla scacchiera e su tutto il merchandising. La Pentagram ha progettato anche un'arena di gioco che permetterà agli spettatori di vedere la partita da tutti i lati. "Non si tratta di banalizzare il gioco", ha dichiarato Rushwort (senior partner della Pentagram), "ma il dramma è la parola chiave di marketig". Paulson ha anche chiesto aiuto anche ad una azienda di pubbliche relazioni, la Mission PR, che in comunicato stampa ha affermato che: gli Highlights verranno mostrati da dei televisori in sala, il tutto supportato da una trasmissione interattiva su Internet e, tramite iPad e smartphone, gli appassionati potranno inviare il commento alla partita, monitorare i battiti del cuore dei giocatori, monitorare i loro movimenti oculari sulla scacchiera, e prevedere la prossima mossa. In futuro, poi, gli eventi del ciclo mondiale verranno ospitati in città come Londra, Parigi, Berlino e Istanbul. Poi il gioco volerà in Nord Africa e del Medio Oriente, raggiungendo l'India nel 2015 prima di approdare nelle Americhe nel 2016. Più tardi, prima di tornare in Europa, potrebbe esserci un appuntamento anche in Cina. Per farla breve, molti meno tornei in sperdute lande siberiane, poco favorevoli ad attirare pubblico e grandi sponsor. L'impresa di Paulson è una bufala destinata a fallire o si tratta di una genialata che avrà un grande successo? In questi casi è molto difficile fare delle previsioni. A noi sembra condivisibile la dichiarazione che, a riguardo, ha rilasciato il Campione del Mondo Anand: " Prima di tutto vorrei dire che chiunque si stia impegnado così per il ciclo, specialmente con il Grand Prix, si tratta di uno sviluppo molto positivo in generale. (...) Molte cose di quel che dice mi sembrano buone, quindi in questo momento la cosa importante è vedere come va l'esecuzione, per vedere se i tornei effettivamente si faranno. Ma in teoria molte delle sue idee sono molto buone, credo". Le premesse fanno ben sperare, ma solo i risultati ci diranno se questa volta gli scacchi faranno finalmente centro!la notizia su chessvibesla notizia su chess-news.ru
21 Giugno
- Publicata la lista dei partecipanti ai Mondiali Rapid e Blitz (1-10 luglio)
- 4^ tappa del GP FIDE Femminile in Kazan
- Match Karpov-Seirawan in Saint Louis
- Pula Open 2012 con Lanzani e De Filomeno
- Tornei Semilampo a Squadre in Roma e Assago (MI) il 23 e 24 giugno
- Calorosa accoglienza per Gelfand a Tel Aviv. Anand a Wjik aan Zee 2013
- Stefanova e Gunina Campionesse del Mondo Rapid e Blitz
La Fide ha reso noto i nomi dei dieci partecipanti per elo e dei due invitati alle Finali dei Mondiali Rapid e Blitz che si svolgeranno dal 6 al 10 luglio in Astana (Kazakistan). Altri tre giocatori si qualificheranno per le rispettive finali attraverso i tornei di semifinale, che si svolgeranno sempre in Astana dal 1 al 4 luglio. Vista la lista degli aventi diritto annunciata quale tempo fa, hanno rinunciato alla manifestazione Kramnik, Anand, Gashimov e Aronian, che quindi ha deciso di non difendere i titolo (blitz) conquistato nel 2010. Come per ogni evento organizzato dalla FIDE che si rispetti, non è mancata una reazione polemica, questa volta di Ponomariov che non ha visto considerati i diritti acquisiti nel torneo di qualificazione del Mondiale Blitz 2011, poi non di disputatosi: "I was honestly pissed off at the fact that nobody from FIDE contacted me on this regard and I had to get this information from third parties, despite the fact that already in February 2011 a selection was made where me and another five players were qualified to play in the World Blitz Championship." Partecipanti in base all'elo1. Magnus Carlsen 2835 2. Teimour Radjabov 2784 3. Sergey Karjakin 2779 4. Alexander Morozevich 2769 5. Vassily Ivanchuk 2764 6. Alexander Grischuk 2761 7. Veselin Topalov 2752 8. Peter Svidler 2741 9. Boris Gelfand 2727 10. Shakhriyar Mamedyarov 2726 Invitati dagli organizzatori RAPIDKazhgaleyev, Murtas 2595 Ismagambetov, Anuar 2478 BLITZ Jumabayev, Rinat 2556 Kotsur, Pavel 2548 la notizia sul sito della FIDE la dichiarazione di Ponomariov[Megalovic 21-06]

E' in corso di svolgimento, dal 10 al 22 giugno in Kazan, la quarta tappa del GP FIDE Femminile. Sinora la manifestazione è stata dominata dalle cinesi. La Hou Yifan ha vinto le prime due tappe mentre la terza è andata alla connazionale Zhao Xue. La vincitrice della manifestazione (6 tappe), o la seconda in caso di vittoria della Hou Yifan, sfiderà la detentrice del Titolo di Campionessa del Mondo nel 2013.
clamorosa sconfitta della Hou Yifan con Betul Cemre nel secondo turno
Partecipanti
| Hou Yifan |
GM |
CHN |
2623 |
| Anna Muzychuk |
GM |
SLO |
2598 |
| Humpy Koneru |
GM |
IND |
2589 |
| Kateryna Lahno |
GM |
UKR |
2546 |
| Tatiana Kosintseva |
GM |
RUS |
2532 |
| Nadezhda Kosintseva |
GM |
RUS |
2528 |
| Antoaneta Stefanova |
GM |
BUL |
2518 |
| Viktorija Cmilyte |
GM |
LTU |
2508 |
| Alisa Galliamova |
IM |
RUS |
2484 |
| Elina Danielian |
GM |
ARM |
2484 |
| Alexandra Kosteniuk |
GM |
RUS |
2457 |
| Betul Cemre Yildiz |
WGM |
TUR |
2333 |
Classifica GP Fide dopo 3 tappe
| Hou Yifan |
CHN |
160 |
160 |
|
|
|
|
320 |
2 |
| Zhao Xue |
CHN |
|
75 |
160 |
|
|
|
235 |
2 |
| Ju Wenjun |
CHN |
|
100 |
130 |
|
|
|
230 |
2
|
| Anna Muzychuk |
SLO |
100 |
130 |
|
|
|
|
230 |
2 |
| Kateryna Lahno |
UKR |
130 |
|
80 |
|
|
|
210
|
2 |
| Tatiana Kosintseva |
RUS |
100 |
|
55 |
|
|
|
155 |
2 |
| Ekaterina Kovalevskaya |
RUS |
20 |
20 |
100 |
|
|
|
140 |
3 |
| Nadezhda Kosintseva |
RUS |
80 |
|
55 |
|
|
|
135 |
2 |
| Viktorija Cmilyte |
LTU |
|
35 |
100 |
|
|
|
135 |
2 |
| Ruan Lufei |
CHN |
30 |
75 |
|
|
|
|
105 |
2 |
| Tan Zhongyi |
CHN |
|
100 |
|
|
|
|
100 |
1 |
| Antoaneta Stefanova |
BUL |
45 |
|
55 |
|
|
|
100 |
2 |
| Elina Danielian |
ARM |
45 |
50 |
|
|
|
|
95 |
2 |
| Alisa Galliamova |
RUS |
65 |
|
30 |
|
|
|
95 |
2 |
| Zhu Chen |
QAT |
|
35 |
55 |
|
|
|
90 |
2 |
| Munguntuul Batkhuyag |
MGL |
|
60 |
20 |
|
|
|
80 |
2 |
| Koneru, Humpy |
IND |
65 |
|
|
|
|
|
65 |
1 |
| Alexandra Kosteniuk |
RUS |
10 |
|
10 |
|
|
|
20 |
2
|
| Betul Cemre Yildiz |
TUR |
|
10 |
|
|
|
|
10 |
1 |
regolamento gli undici turni del torneo all'italiana si disputano dal 10 al 22 giugno, con inzio alle ore 15 locali (le 13 in Italia). Sono previsti due giorni di riposo, il 14 ed il 19. La cadenza di gioco è di 90' per 40 mosse più 30' per terminare la partita più 30" di incremento per mossa. Sito ufficialePartite in direttaarticolo di scacchinternazionali[Megalovic 12-06]

Dal 10 al 13 giugno si disputa in Saint Louis un mini match tra l'ex Campione del Mondo Anatoly Karpov ed il GM statunitense Yasser Seirawan. La sfida prevede la disputa di due partite a cadenza classica, due partite rapid e dieci partite blitz. Il commento in diretta è a cura di Ben Finegold and Jennifer Shahade.
 il logo del match
calendario (aggiungere 7 ore per l'orario in Italia) Sunday June 10 1:00 PM Classical – Round 1 Monday June 11 1:00 PM Classical – Round 2 Tuesday June 12 1:00 PM Rapid Games (2) Wednesday June 13 1:00 PM Blitz – Round 1 1:20 PM Blitz – Round 2 1:40 PM Blitz – Round 3 2:00 PM Blitz – Round 4 2:20 PM Blitz – Round 5 2:40 PM Blitz – Round 6 3:00 PM Blitz – Round 7 3:20 PM Blitz – Round 8 3:40 PM Blitz – Round 9 4:00 PM Blitz – Round 10
Sito ufficialePartite in direttaDiretta Video[Megalovic 11-06]

Il Maestro internazionale Lanzani e il Maestro FIDE De Filomeno sono due dei diciotto italiani che dal 9 al 16 giugno saranno in Croazia per disputare la 26esima edizione del Pula Open. Il numero uno del tabellone di partenza è il GM Robert Zelcic (2560). E' prevista la diretta delle prime 13 scacchiere.
 Lanzani, il migliore degli italiani
Migliori quindici iscritti per elo fide (294 in totale)
| 1 |
GM |
Zelcic Robert |
CRO |
2560 |
| 2 |
GM |
Drazic Sinisa |
SRB |
2528 |
| 3 |
GM |
Romero Holmes Alfonso |
ESP |
2521 |
| 4 |
GM |
Saric Ante |
CRO |
2513 |
| 5 |
GM |
Martinovic Sasa |
CRO |
2504 |
| 6 |
GM |
Tratar Marko |
SLO |
2503 |
| 7 |
FM |
Fodor Tamas Jr |
HUN |
2502 |
| 8 |
GM |
Jovanic Ognjen |
CRO |
2488 |
| 9 |
GM |
Fercec Nenad |
CRO |
2460 |
| 10 |
IM |
Sipos Istvan |
HUN |
2445 |
la cadenza di gioco è di 90'+30" di incremento per mossa. Il montepremi è di 11.000 euro, dei quali 1.400 andranno al vincitore. calendario di gioco
| 1° turno |
09.06.2012. 16:30 ore |
| 2° turno |
10.06.2012. 16:30 ore |
| 3° turno |
11.06.2012. 16:30 ore |
| 4° turno |
12.06.2012. 09:30 ore |
| 5° turno |
12.06.2012. 16:30 ore |
| 6° turno |
13.06.2012. 16:30 ore |
| 7° turno |
14.06.2012. 16:30 ore |
| 8° turno |
15.06.2012. 16:30 ore |
| 9° turno |
16.06.2012. 10:00 ore |
sito ufficialerisultati su chessresultpartite in diretta, scacchiere 1-10 11-13 [Megalovic 08-06]

In questo articolo segnaliamo due tornei Semilampo riservati a Squadre composte da quattro componenti, formato poco consueto che forse meriterebbe di trovare maggior spazio al fianco dei classici tornei semilampo individuali di cui è pieno il calendario. Si tratta del " Memorial Placido Judicello", che si disputerà in Assago (MI) il 24 giugno, ed il "5° Memorial Ascenzo Lombardi", che si svolgerà in Roma il 23 giugno. Il "Memorial Placido Judicello" è valido come 4° Campionato Regionale Semilampo a Squadre Assoluto ed è organizzato dalla Chess Projects ASD. Sono inoltre previste la 2° edizione del Campionato Regionale Semilampo a Squadre Femminile ed il 1° Campionato Regionale A Squadre Juniores. Al torneo possono partecipare le società scacchistiche della Lombardia regolarmente affiliate alla FSI per il 2012. La cadenza di gioco è di 15' ed i turni previsti sono 9, con inizio alle ore 10.00. La quota d'iscrizione è di 50 euro (per squadra) e sono previsti dei rimborsi spese per complessivi 1.200 euro, dei quali 400 andranno alla compagine vincitrice. La sede di gioco è l'Holiday Inn Milan Assago, Tang. Ovest Km. 19 - Assago (MI) . sito web della manifestazionepagina per la pre-iscrizione con lista preiscritti
 il bando della Manifestazione
Il "Memorial Ascenzo Lombardi" è un appuntamento che assegna il Trofeo Lombardi, sul quale verrà inciso il nome dei vincitori e che verrà rimesso in palio per il 2013. Gli organizzatori (l’A.S.D. CentocelleScacchi, la Lega Scacchi UISP Roma, Coordinamento UISP Scacchi Lazio, il Comitato Regionale Lazio FSI e la A.S.D. Quattro Torri) invitano coloro che non si riuscissero a formare una squadre ad iscriversi comunque. " C’è sempre la possibilità di scegliere eventualmente in quale squadra potersi inserire o formare squadre direttamente in sede di gioco". La cadenza del gioco è di 15' ed i turni previsti sono 7, con inizio alle ore 10,30. L'iscrizione è gratuita, ma " sono graditissime donazioni libere". Le squadre interessate ad iscriversi possono inviare una e-mail a frascatiscacchi@libero.it oppure a info@elo3000.it. Il torneo si disputerà presso la sede dell'A.S.D. Centocelle Scacchi, con sede in Roma, Via Giorgio Perlasca s.n.c. presso ITIS Giovanni Giorgi. il bando del torneo sul sito del Comitato Regionale Lazio[Megalovic 08-06]

Probabilmente lo stesso Boris Gelfand sarà rimasto sorpreso dall'accoglienza che gli è stata riservata all'Aeroporto di Tel Aviv. Di ritorno da Mosca, dove ha perso solo negli spareggi rapid il Match Mondiale contro Anand, l'isrealiano ha infatti trovato un folto gruppo di fan e telecamere ad attenderlo. In fondo alla notizia il link alla bella corrispondenza di Shay Bushinsky pubblicata su Chessbase. Restando in tema di protagonisti del Match Mondiale appena terminato, chess-news.ru ha reso noto che Anand ha raggiunto un accordo con gli organizzatori per partecipare all'edizione 2013 del torneo di Wjik aan Zee.
Foto di Shulamit Bushinsky "Gelfand, sei fantastico!" schiera di telecamere in attesa bagno di folla per Gelfand
l'articolo di Chessbase[Megalovic 04-06]

Si sono disputati dal 1 al 5 giugno in Batumi, Georgia, i Campionati Mondiali Femminili Rapid e Blitz. Nel torneo Rapid (25'+10") ha vinto la bulgara Antoaneta Stefanova davanti alla russa Kosteniuk e all'indiana Koneru. La russa Valentina Gunina ha invece letteralmente dominato (11 vittorie e 4 patte) il torneo blitz (4'+2") distanziando di ben 2,5 punti Natalia Zhukova e Anna Muzychuk.

la sala di gioco (galleria sito ufficiale)
Classifica Finale del Torneo Rapid (11 turni, 50 partecipanti)
| Rk. |
|
|
Name |
FED |
Rtg |
Pts. |
TB1 |
TB2 |
| 1 |
|
GM |
Stefanova Antoaneta |
BUL |
2518 |
8.5 |
61.5 |
74.5 |
| 2 |
|
GM |
Kosteniuk Alexandra |
RUS |
2457 |
8.0 |
61.5 |
74.5 |
| 3 |
|
GM |
Koneru Humpy |
IND |
2589 |
8.0 |
60.5 |
74.5 |
| 4 |
|
GM |
Lahno Kateryna |
UKR |
2546 |
8.0 |
57.5 |
70.5 |
| 5 |
|
GM |
Muzychuk Anna |
SLO |
2598 |
7.5 |
59.5 |
70.5 |
| 6 |
|
GM |
Harika Dronavalli |
IND |
2508 |
7.5 |
53.0 |
64.0 |
| 7 |
|
GM |
Dzagnidze Nana |
GEO |
2547 |
7.0 |
53.0 |
65.5 |
| 8 |
|
GM |
Cramling Pia |
SWE |
2478 |
6.5 |
57.5 |
68.0 |
| 9 |
|
GM |
Zhao Xue |
CHN |
2549 |
6.5 |
56.0 |
69.5 |
| 10 |
|
WGM |
Guo Qi |
CHN |
2360 |
6.5 |
56.0 |
69.0 |
Classifica Finale del Torneo Blitz (15 turni, 50 partecipanti)
| Rk. |
|
Name |
FED |
Rtg |
Pts. |
TB1 |
TB2 |
| 1 |
IM |
Gunina Valentina |
RUS |
2530 |
13.0 |
116.0 |
133.0 |
| 2 |
GM |
Zhukova Natalia |
UKR |
2442 |
10.5 |
113.0 |
129.5 |
| 3 |
GM |
Muzychuk Anna |
SLO |
2598 |
10.5 |
110.5 |
129.5 |
| 4 |
GM |
Kosteniuk Alexandra |
RUS |
2457 |
10.0 |
113.0 |
131.5 |
| 5 |
GM |
Stefanova Antoaneta |
BUL |
2518 |
9.5 |
114.5 |
134.5 |
| 6 |
GM |
Dzagnidze Nana |
GEO |
2547 |
9.5 |
112.5 |
132.0 |
| 7 |
WGM |
Ding Yixin |
CHN |
2353 |
9.5 |
93.0 |
105.0 |
| 8 |
GM |
Lahno Kateryna |
UKR |
2546 |
9.0 |
109.5 |
128.5 |
| 9 |
GM |
Chiburdanidze Maia |
GEO |
2500 |
9.0 |
108.0 |
127.0 |
| 10 |
WGM |
Tan Zhongyi |
CHN |
2430 |
9.0 |
102.5 |
119.0 |
sito ufficiale Partite in diretta 1-10 11-20 21-25classifiche su chess result rapid blitz[Megalovic 04-06]

     Andreikin Dubov Vitiugov Sjugirov e Potkin qualificati per la SuperFinale! Proprio all'ultimo turno arriva la prima sconfitta della sorpresissima del torneo, il sedicenne Daniil Dubov. Ma il passo falso con Alekseev non scalfisce la portata della prestazione del giovane giocatore moscovita (performance 2731, +25,3 elo FIDE), che termina il torneo in vetta a quota 7,5 (su 11) in coabitazione con due "2700", Andreikin e Vitiugov. Grazie allo spareggio tecnico (bhz) alla fine è risultato vincitore Andreikin davanti a Dubov e Timofeev. I tre si qualificano per la Super Finale del Campionato russo insieme a Sjugirov e Potkin che hanno terminato il torneo a mezzo punto dalla vetta ed hanno superato per spareggio tecnico Alekseev e l'altra sorpresa della competizione, Demchenko. Negativo il torneo di molti dei favoriti, con Nepomniachtchi e Zvjaginsev che a mala pena hanno superato il 50% dei punti mentre il numero uno del tabellone, nonché Campione Europeo in carica, Dmitry Jakovenko (-20,7 punti elo FIDE) ha racimolato solo 5,5 punti. Disastroso il torneo di Inarkiev (-29,5 punti elo FIDE), che si è fermato a quota 5. Articolo di presentazioneDove può accadere che una competizione valida come Semifinale di un Campionato Nazionale veda la partecipazione di cinque "2700"? Ovviamente, solo in Russia! Dal 16 al 27 giugno Jakovenko, Nepomniachtchi, Inarkiev, Vitiugov e Andreikin partecipano, in Tyumen (Siberia), alla Major League della 65^ edizione del Campionato Nazionale. Proveranno ad inserirsi nella lotta per i primi cinque posti, che qualificano alla prossima Finale del Campionato Russo, anche Zvjaginsev, Grachev, Alekseev, Matlakov, Khismatullin, Kurnusov e Timofeev, ma non si possono escludere dai pronostici della vigilia l'ex Campione del Mondo Fide Khalifman e l'ex Campione europeo Potkin. Da segnalare, infine, la presenza del giovane Sjugirov chiamato a dare una prova concreta del suo talento con un risultato significativo. I cinque qualificati si aggiungeranno a Svidler, Morozevich e Karjakin, saliti sul podio dell'edizione 2011 della Super Finale, e a due giocatori scelti per l'elo FIDE più alto. Migliori dieci partecipanti per elo FIDE (46 in tutto) Dmitry Jakovenko 2736 Ian Nepomniachtchi 2718 Ernesto Inarkiev 2707 Nikita Vitiugov 2703 Dmitry Andreikin 2700 Vadim Zvjaginsev 2683 Boris Grachev 2680 Evgeny Alekseev 2677 Maxim Matlakov 2668 Denis Khismatullin 2664 In conteporanea si svolgerà anche una sezione Femminile alla quale partecipano sei over 2400: Natalia Pogonina, Elena Zaiatz, Marina Romanko, Ekaterina Kovalevskaya, Olgra Girya e Evgeniya Ovod. E' prevista la diretta delle prime quindici scacchiere della competizione assoluta e delle prime dieci della sezione femminile.
 Dmitry Jakovenko, numero uno del tabellone Ian Nepomniachtchi, Campione Russo nel 2010 Alekseev, Campione Russo nel 2006, le cui azioni sono in ribasso
 la sala di gioco  tanti campioni alla ricerca di un "ponte" per la Finale  la Pogonina in bianco e nero
Regolamento gli undici turni si giocano dal 16 al 27 giugno con inizio alle ore 13 locali (le 11 in Italia). E' previsto un solo giorno di riposo, il 22 giugno. La cadenza di gioco è di 90 minuti per le prime 40 mosse seguiti da 30 minuti per terminare la partita con 30 secondi di incremento per mossa a partire dalla prima.
sito ufficialel'articolo di scacchinternazionali partite in diretta
Fotografie del 27/06/2012
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