
SUSPENSE!
- la soluzione -
Il candidato maestro Brando, giocatore esperto con un Elo reale e non sovrastimato sui duemilaecento torna a giocare in un festival dopo un lungo periodo di inattività attratto dalla nota località di mare, nuovissimo hotel quattro stelle, sede di gioco nell’albergo stesso, cibo ottimo, servizio inappuntabile e spiaggia a non più di tre chilometri e mezzo.
Dopo una facile vittoria di Nero al primo turno contro un milleotto reale, il fanalino di coda del torneo, Brando viene pescato al secondo turno da un forte MI il cui punteggio Elo, forse anche sottostimato, si aggira sui duemilaequattro.
Il candidato maestro Brando ha il Bianco e, non volendo mostrare alcun timore reverenziale per il blasonato avversario (la partita è trasmessa via internet, è la prima volta che lui va in mondovisione), non cerca di evitare in apertura le vie più battute ma gioca con sicurezza la linea principale proprio contro la difesa favorita del forte MI.
Il fattaccio avviene dopo circa un’ora e mezzo quando la partita è già verso la trentesima mossa: in posizione ancora incerta ma nella quale si intravede un chiaro vantaggio posizionale del Bianco, il forte MI, in chiara difficoltà, chiama ad alta voce l’Arbitro.
“Arbìtro io protesta!”
L’arbitro sopraggiunge alla scacchiera, ferma l’orologio e invita il forte MI ad esporre le ragioni della sua protesta.
“Mio avversario sempre in giro, fumare, parlare con persone, mangiare panino. Quando io muove lui viene, fa subito sua mossa e via, mai siede, solo scrivere mossa e andare via. Vedi lui adesso (indicandolo) è signore grande li a bar che beve lemonsoda? Io dice lui fa cheating, lui barare con computer”
L’arbitro, anche lui esperto scacchista, si rende immediatamente conto di essere di fronte ad una situazione delicata: invita il forte MI incoraggiandolo a proseguire la partita come se niente fosse assicurandogli che terrà d’occhio il comportamento del candidato maestro Brando e che controllerà al computer tutte le mosse giocate in partita.
In effetti, pensa l’arbitro dopo qualche minuto di osservazione, l’MI ha ragione: quando Brando si avvede che l’MI si è alzato dalla scacchiera, arriva trafelato e individuata l’ultima mossa del Nero la trascrive sul formulario, esegue al colpo la sua mossa e si allontana di nuovo come se niente fosse. Un comportamento del tutto anomalo, assolutamente troppo spavaldo per un duemilaecento reale che gioca contro un duemilaequattro sottostimato.
La cosa merita di essere indagata. Pazientemente l’arbitro riproduce le mosse della partita sul suo portatile, attiva un motore di gioco, confronta le mosse di Brando con quelle proposte dal computer. Dalla decima in poi coincidono al cento per cento.
La partita intanto prosegue: al momento della protesta, la situazione era di circa +0.90 ma ora che sono alla quarantaduesima il vantaggio di Brando, che ha continuato imperterrito a giocare al colpo le prime scelte del computer, è salito a +1.45.
Per l’arbitro è sufficiente, anzi è veramente troppo: altre volte ha avuto a che fare con sospetti di cheating ma mai nulla di così spudorato. E non da un bambino, da un uomo maturo, da tanti anni tesserato per la sua federazione di appartenenza, mai coinvolto in alcun episodio antisportivo, mai saputo di lui di storie di punti dati o ricevuti, di promozioni a torri rovesciate, di blocchi dell’orologio col tempo dell’avversario in moto, niente di niente.
Va quindi alla scacchiera dove il forte MI siede con aria corrucciata ed ostile e ferma l’orologio comunicandogli che la partita è momentaneamente interrotta per intervento arbitrale.
Poi si reca al bar dove trova il candidato maestro Brando che serenamente si sta mangiando un pezzo di pizza con le cipolle.
Si sforza a trovare un contegno adeguato alle circostanze ed in tono severo:
“Mi scusi Brando – non so come dirglielo ma ... ma. La sua partita. Lei fa le mosse del programma Houdini !”
La risposta di Brando lo lascia però basito.
“Si certamente. Perché ?”
“Come perché ? Io sono l’arbitro non lo sa?”
“Certo, e dunque ? Cosa c’è che non va?”
L’arbitro adesso si fa più cauto – da qualche anno non vedeva il candidato maestro Brando, ricordava una persona tranquilla ed amabile ma chissà, nel frattempo va a sapere, potrebbe anche essere diventato un folle psicopatico. E pericoloso. E quindi con molto tatto.
“Debbo darle partita persa lo sa? Ed espellerla dal torneo. Ed anche denunciarlo alla sua federazione di appartenenza e sentire cosa ne dice la Fide. Questa è una manifestazione della Fide si rende conto della gravità di ciò che ha ammesso di aver fatto ?”
Il candidato maestro Brando comincia a innervosirsi:
“Sta scherzando spero, mi spieghi. Cosa avrei fatto?”
“Come cosa ha fatto? Ha consultato Houdini l’ha detto lei stesso!”
“Si ebbene? So che qui lo fanno tutti dal GM all’inclassificato.”
“La prego Brando non mi faccia perdere tempo dicendo assurdità. Per ora le do persa la partita in corso poi stasera le farò sapere le ulteriori sanzioni che di certo saranno prese a suo carico.”
“La prego io arbitro, prima di prendere una decisione affrettata cerchiamo di ragionare, prendiamo assieme un prosecco e maritozzo e intanto lei mi fa capire dove ho sbagliato.”
“Guardi Brando, giusto perché non la vedevo da tempo e so che prima di ora il suo comportamento è sempre stato inappuntabile: le do dieci minuti per discolparsi, ma la mia decisione è presa.”
Dieci minuti dopo l’arbitro si avvicina alla scacchiera dove il forte MI ancora contempla la sua non bella posizione.
“La partita è finita” dice l’arbitro spegnendo l’orologio elettronico.
Il forte MI sorride soddisfatto ma il sorriso gli si gela sulle labbra quando l’arbitro prosegue dicendogli:
“Lei ha partita persa. Lei è un baro, si vergogni. Questa sera la informerò sulle ulteriori sanzioni che di certo verranno prese a suo carico.”
FINE
- LA SOLUZIONE -
I personaggi del racconto sono pura opera della fantasia dell'autore ed ogni riferimento a persone, luoghi o fatti realmente accaduti è da ritenersi puramente casuale