Quando passa il treno bisogna prenderlo...
L’unico torneo a cui partecipo durante l’anno è quello di Cesenatico. Il mare mi fa bene e a settembre non c’è quel caldo afoso che assilla la mia asma. All’hotel Leonardo ci sto, poi, come un ragno nel suo buco. Qui arrivano i giocatori che conosco da tempo: il principe della risata toscana Stefano Mordini, il giovane Enrico Giovannella che cresce a vista d’occhio accompagnato dal padre Fausto con la sigaretta perennemente stampata sulla bocca, l’eclettico Alan Mauro che ci rallegra con le sue passate esperienze, il mitico Milan Mrdia sempre pronto a tirar fuori qualche battuta delle sue. Da una parte il M.I. Matthias Roeder attaccato al computer come una sanguisuga (ho l’impressione che se si stacca muore). Fuori, poi, l’incontro con certi “vecchietti” giovanili, vedi Antonio Pipitone ultraottantenne che sembra un ragazzetto, Gianni Facchetti, Carlo Barlocco ancora temibili e sulla breccia. Tanto per citarne qualcuno.
A contendersi il primo posto di questo sedicesimo torneo un ventaglio di Grandi Maestri e Maestri internazionali tra cui Petkov, Volkov, Naumkin, Castellanos, Roeder, Colovic ed i nostri Stella, Valsecchi, Bentivegna, Drei, De Santis ecc…Alla fine l’ha spuntata, con una certa sorpresa, Castellanos seguito dai due colossi con la “ov” finale.
Il mio torneo è stato segnato dal fatto che se passa il treno bisogna prenderlo, altrimenti meglio darsi al subbuteo. Al quinto turno con tre punti in saccoccia su quattro incontro, con il Nero, il Maestro Bentivegna, un ragazzotto mingherlino munito di pizzetto e di un elo ragguardevole che supera i 2300 punti.
Partita: 1.d4 Cf6 2.Cc3 d5 3.Ag5 Af5 4.Axf6 dxf6 5. e4 dxe4 6.De2 c6!? 7.0-0-0 Ab4 8.g4 Ae6 9.d5 cxd5 10.Db5+ Cc6 11.Dxb7 Dc8 12.Dxc8 Txc8 13.Cxd5 Ac5 14.Aa6 Tb8 15.Cc3 Axf2 16.Ab5

16..Txb5!
Sacrificio di qualità per massa pedonale sul lato di Re.
17.Cxb5 Axg4 18.Cc7+ Re7 19.Cd5+ Re6 20.Ce2 Re5 21. Cdc3 Td8 22.Txd8 Cxd8 23.Td1 Cc6 24.Td5+ Re6 25.Cf4+ Re7 26.Cfe2 g5 27.Cg3 Ag1 28.Cgxe4 Axh2 29.Tb5 Af4+ 30.Rb1 h5? E si perde il pedone “f6”.
Nello zeitnot aggiungo un paio di cappellone e perdo pure un pezzo con uno scacco doppio (li mortacci!). Dopo la semplice 30…Ae5 la partita non avrebbe avuto storia, ma il treno bisogna prenderlo…
Subito dopo con De Filomeno sono completamente in trance e spesso non mi ricordo nemmeno di usare l’orologio (è lui a ricordarmelo). Continuo una partita persa sin dall’inizio con la faccia da ebete in carrozza.
Un consiglio agli amici scacchisti. Mai fidarsi dei ragazzetti con gli occhiali che ne sanno una più del diavolo (e infatti ho accettato le loro proposte di patta), mai fidarsi delle ragazzine, soprattutto se trattasi della sorella mora Guerin (un complimento anche se ha giocato con un morto vivente). Un paio di scontri passabili, diverse stronzate, una partita, l’ultima, con finale di torri trascinata dalle nove alle due (circa) nel tentativo, riuscito, di dare un briciolo di dignità alla mia partecipazione.
All’hotel simultanea di Mrdia con il seconda nazionale Sisto Caldara che ha una torre di vantaggio e otterrebbe, vincendo, il soggiorno a gratisse (popolare toscano) per il prossimo anno. Fatto sta che nell’eccitazione si ritrova con la Regina infilata dall’Alfiere avversario e una trenata di auto accidenti sul coglione e sul bischero che è (in buona compagnia, direi).
La parte più bella del torneo è l’arrivo del nipotino Jonathan che mi fa battere il cuore.
Alla prossima!