La Tribuna
Regole di Sofia nelle prime scacchiere dei tornei Open o in tutte le scacchiere, ma solo per la distribuzione dei premi
Nell'articolo dedicato alla diretta del torneo di Cesenatico è nata una discussione sulle patte d'accordo veloci, e di quanto queste possano penalizzare lo spettacolo. Nei tornei dei super professionisti la questione spesso viene risolta imponendo la cosiddette "regole di Sofia" (vietata la patta d'accordo), la cui applicazione appare però ingiustificata nei tornei Open frequentati da molti giocatori dilettanti. Tempo fa, nel regolamento di un torneo Open (mi sembra di un torneo francese, ma non è importante ai fini della discussione), ho trovato una soluzione che credo meriti di essere dicussa:
imporre le regole di Sofia, ma solo nelle prime scacchiere. Va però detto che sembra necessario valutare preliminarmente se sia opportuno applicare determinate regole non solo ai SuperProfessionisti, ai quali è più che sufficiente giocare pochi tornei in un anno perché il loro lavoro sia profittevole, ma anche ai
"semplici" professionisti, spesso costretti a giocare innumerevoli tornei e quindi, "per necessità", a volte protagonisti di patte veloci "di riposo".
Regole di Sofia nelle prime scacchiere dei tornei Open
Tornando all'imposizione delle regole di Sofia (o similari) nei tornei Open, questa varrebbe dunque solo nelle prime scacchiere, mentre nelle successive vigerebbero le regole "normali".
Entrando un po' nel merito di questa soluzione, sembra opportuno che il numero delle scacchiere "no patta" sia calibrato in base al numero di professionisti presenti (ad esempio le prime 5 se presenti 10 GM invitati), e che valga solo dai turni in cui le partite iniziano ad essere significative per le prime posizioni finali (ad esempio dal quarto turno, in un torneo con 100 giocatori).
Regole di Sofia in tutte le scacchiere, ma solo per la distribuzione dei premi
Questa regola, che similmente ai SuperTornei "costringerebbe" i professionisti a giocarsela, potrebbe però penalizzare il dilettante che, resosi protagonista del "torneo della vita", si ritrovasse sulle prime scacchiere negli ultimi turni. Alla cosa si potrebbe ovviare obbligando i giocatori a rispettare le regole di Sofia ma non ai fini del risultato (patta e non sconfitta in caso di patta d'accordo) ma ai fini della distribuzione dei premi, decurtando il premio (ad esempio del 50%) a chi dovesse pattare prima della Xesima mossa. In sostanza, il dilettante (come ovviamente il professionista) potrebbe pattare d'accordo nelle prime scacchiere ma, per concorrere alla distribuzione piena dei premi, in quel determinato torneo si dovrebbe adeguare e comportare "da professionista". Altrimenti, si dovrebbe accontentare di un premio assoluto dimezzato. In questo caso, il numero di scacchiere in cui imporre la regola andrebbe calibrata in base al numero dei premi assoluti previsti dal torneo sarebbe indifferente, potendosi applicare a tutte le scacchiere.
Per concludere, e tornando sull'opportunità di costringere i "semplici" professionisti a "giocare" quella che potrebbe essere per loro, ad esempio, la 100esima partita ufficiale dell'anno, si può anche valutare la possibilità di utilizzare la regola solo negli ultimi due/tre turni, quelli cioè davvero decisivi per la classifica finale e dove (relativamente) più spesso, al posto dello spettacolo, arrivano delle veloci patte.
A questo punto mi sembra ci siano elementi sufficienti per iniziare a discutere
- sull'opportunità di costringere i "Professionisti non SuperGM" a giocare in nome dello spettacolo
- sul funzionamento e sulle possibili controindicazioni di un'eventuale applicazione nei tornei Open della regola descritta nell'articolo.