
Può dimostrarsi valido? Spazio al dibattito
Lo svolgimento del torneo di Cesenatico, con una accelerazione dei primi turni, ha riproposto l’argomento del sistema svizzero accelerato, con alcuni commenti, pro e contro, dei lettori. Ho pensato così di proporre la tematica nella Tribuna.
Ho conosciuto il sistema svizzero di sviluppo di una competizione a turni attraverso il mio primo contatto con il mondo degli scacchi, partecipando ad un torneo lampo presso il circolo dove mi ero appena iscritto (taaanti anni fa…
). Il sistema mi piacque molto e, tra l’altro, pensai che sarebbe stato estremamente interessante anche in altri sport, pensando in particolare alle coppe europee di calcio. Non avevo dubbi che una Coppa dei Campioni di allora giocata con una prima fase a sistema svizzero (andata e ritorno ad ogni turno) seguita da playoff, ad esempio tra le prime sedici, sarebbe stata molto più avvincente, con il pregio di far giocare molte più partite anche alle squadre meno forti e stilando in qualche modo una classifica complessiva della competizione. Altro vantaggio l’elasticità consentita dal sistema sul numero delle partecipanti, che avrebbe potuto essere anche maggiore, con una idea più da Champions attuale che non da Coppa Campioni di allora. Analogamente, avrebbe potuto essere maggiore il numero delle partecipanti nelle altre coppe, consentendo ad un maggior numero di squadre la vetrina e gli incassi delle partite internazionali. Non seguo ormai il calcio da diversi anni e non so se potrebbero essere idee interessanti anche oggi.
In realtà, conosco solo superficialmente i sistemi di abbinamento di un torneo di scacchi e propongo l’argomento più seguendo una curiosità che non da “esperto”. Molti lettori hanno una competenza molto maggiore sull’argomento e spero che vorranno intervenire.
Chiarisco preliminarmente che a mio avviso la formula migliore è quella di far giocare più tornei, applicando il normale sistema svizzero, possibilmente con una differenza Elo dell'ordine dei 400 punti Elo tra il primo e l’ultimo del tabellone di ogni torneo. E’ comprensibile comunque come alcuni organizzatori possano voler proporre la formula dell’open integrale, che può trovare un migliore assetto attraverso l’accelerazione, peraltro interessante anche in caso di un magistrale e/o di un open B abbastanza numerosi. Per i meno “addetti a lavori”, entro a grandi linee nel merito dei due sistemi.
Il sistema svizzero sostanzialmente abbina ad ogni turno giocatori che hanno ottenuto fino a quel momento un punteggio analogo. Molto genericamente, quindi, man mano che il torneo va avanti, i giocatori migliori si incontrano tra loro, così come avviene per i giocatori meno forti. Nel primo turno i giocatori vengono abbinati in base al loro punteggio Elo: in un torneo con 100 giocatori il n° 1 del tabellone incontra il n° 51, il n° 2 gioca con il n° 52, e così via. Ragionevolmente, per i giocatori più forti l’incontro del primo turno sarà quello più facile, seguito magari da un incontro non difficile nel secondo turno, con gare più impegnative man mano che il torneo si sviluppa. Spesso, negli open integrali a sistema svizzero, i giocatori di forza media si trovano a giocare diversi incontri o con avversari troppo deboli o con avversari troppo forti, per incontrare avversari approssimativamente del loro livello solo dopo alcuni turni. Vi è anche un rapporto di efficacia tra il numero dei turni e il numero dei giocatori: ad esempio, con un tabellone di oltre 200 giocatori 9 turni sono pochi per consentire un pieno sviluppo sportivo della gara, con il rischio che alcuni incontri tra giocatori ai primi posti non si verifichino.
Questi “difetti” del normale sistema svizzero vengono affrontati dall’idea dei turni accelerati, che hanno il primario obiettivo di ottenere un risultato più valido nel definire la classifica del torneo, come spiega Luigi Forlano nel pdf linkabile sulla pagina del bando del torneo di Cesenatico. Si tratta di dividere i partecipanti in gruppi in base alla loro forza di gioco secondo il ranking Elo di partenza, attribuendo temporaneamente (per alcuni turni) dei punti fittizi ai giocatori più forti. Ad esempio, in un torneo con 150 giocatori si potrebbero formare tre gruppi di 50, attribuendo in partenza 2 punti ai 50 più forti, 1 punto e zero punti ai gruppi a seguire. Seguendo poi le normali regole del sistema svizzero, al primo turno ogni partecipante giocherebbe all’interno del proprio gruppo. Nei turni successivi, in base ai risultati, si giocherà probabilmente con avversari dei gruppi adiacenti o del proprio stesso gruppo. Dopo alcuni turni (supponiamo, 5) i punti fittizi vengono eliminati e, se tutto è andato secondo le intenzioni, non dovrebbero aversi incontri particolarmente “sbilanciati”, in particolare sulle prime scacchiere, con il vantaggio di aver aumentato molto il numero di incontri tra giocatori di forza paragonabile e soprattutto, ai fini della classifica finale, tra i giocatori di vertice del torneo. Spesso, tuttavia, alcuni incontri sbilanciati che non si sono verificati nei primi 1 – 2 turni si propongono nei turni successivi, riducendo il valore dell’idea di base e dando una percezione più confusa dell’andamento della gara.
Sulle pagine di Scacchierando si parlò per la prima volta del sistema svizzero accelerato in occasione del primo torneo di Porto Mannu, nel 2007, in relazione a diverse perplessità dei partecipanti, legate a incontri fortemente sbilanciati per la forza dei contendenti nel 5° e 6° turno del torneo, dopo i primi 4 turni accelerati (le perplessità si limitavano a questo, in un torneo che ebbe un notevole e meritato successo). Yuri Garrett spiegò che l’idea iniziale era quella di giocare 6 turni accelerati ma qualche perplessità degli arbitri, con il timore che i tre turni finali fossero poi non sufficienti per il riequilibrio della classifica, aveva fatto optare per la soluzione più breve. La formula di accelerazione fu modificata nel torneo del 2008, comunque con qualche abbinamento squilibrato. Penso che Yuri avesse ragione, è necessario un elevato numero di turni accelerati perché il sistema funzioni meglio.
Di accelerazione del sistema svizzero si è parlato anche in occasione delle Olimpiadi di Dresda, in cui venne prevista una accelerazione solo per i primi due turni, dividendo in due gruppi le squadre partecipanti (esattamente come nell’esempio proposto da Luigi Forlano). Si generarono al terzo turno diversi incontri “inattesi” e tale sistema non è stato utilizzato né a Khanty Mansijsk 2010 né a Istambul 2012.

Forse i difetti di Dresda possono far riflettere su qualche correttivo: il tabellone venne diviso quasi a metà (35 incontri del primo gruppo e 37 del secondo) e tra le squadre del primo gruppo vi furono tre pareggi, contro nessuno nel secondo gruppo. Al secondo turno, così, si trovarono a 2 punti (fittizi o dovuti a una vittoria) un numero maggiore di squadre del secondo gruppo, in parte quindi dovendosi incontrare nuovamente tra loro, in cui le Isole Faroe (72° del tabellone), la Malesia (73), il Tajikistan (74) e Malta (109) superarono Pakistan, Jersey, Malawi e Palestina. Vi furono inoltre vittorie e pareggi che sovvertivano il pronostico, il Giappone (106) superò il Qatar (67), El Savador (91) batté l’Australia (53), Sud Africa (84) e Nicaragua (101) pareggiarono con Germania 3 (47) e Messico (63). Tutte queste squadre di “seconda fascia” giocarono nelle prime 15 scacchiere nel terzo turno.
Come accennavo all’inizio, il torneo di Cesenatico 2012 ha riproposto l’argomento. Mancando una specifica dettagliata del metodo utilizzato, non é facile, almeno per me, dedurre l’assetto attraverso i turni svolti. Di fatto, diversi incontri del 3°, 4° e 5° turno hanno visto sulle prime scacchiere giocatori del secondo gruppo e il metodo non sembra aver dimostrato una buona efficacia, almeno sotto questo aspetto.
Data la materia, obbligatorio andare a dare un’occhiata al principe degli open integrali, Cappelle La Grande! LightKnight ricorda una pagina del sito che spiegava dettagliatamente il metodo di accelerazione ma non ci è riuscito di ritrovarla. Il bando spiega che si utilizza il sistema svizzero accelerato decrescente (S.A.D.) per i primi 7 turni (!!), con una divisione dei giocatori in 3 gruppi. I giocatori non classificati ricevono un punteggio stimato che può essere rivisto prima del 7° turno. I tabelloni dei turni riportano sia il punteggio nominale ai fini dell’accoppiamento che il punteggio reale conseguito. La divisione in gruppi avviene per fasce Elo, 1° gruppo over 2199 e 2 punti fittizi iniziali, 2° gruppo da 2199 a 1799 e 1 punto fittizio iniziale, 3° gruppo under 1799 e senza punti aggiuntivi. Nelle ultime 3 edizioni questo l’andamento numerico in base al primo turno:
2010: 1° gruppo 216 giocatori, 2° gruppo 231, 3° gruppo 193
2011: 1° gruppo 191 giocatori, 2° gruppo 206, 3° gruppo 173
2012: 1° gruppo 176 giocatori, 2° gruppo 164, 3° gruppo 150
Ho dedicato un po’ di tempo a spulciare i tabelloni: una metodologia che mi sembra emerga è quella di attribuire ulteriori mezzi punti fittizi ai giocatori del secondo e del terzo gruppo che ottengono buoni risultati. In particolare, prima del terzo turno viene aggiunto mezzo punto a quelli che hanno ottenuto 2 vittorie o 1 vittoria e un pareggio. Prima del quinto turno viene aggiunto un ulteriore mezzo punto ai giocatori che si trovano a 3 punti (o più) su 4. Non so se ho dedotto bene il metodo, in mancanza di un regolamento non saprei precisare meglio e non so se vi siano altre regole che vengono seguite. Se qualche lettore ha una miglior conoscenza del sistema S.A.D. adottato sarà graditissimo il suo contributo.
(Update: grazie all'indicazione di fds inseriamo il link al regolamento del sistema accelerato decrescente)
Questo aumento dei punti fittizi per i giocatori che stanno ottenendo buoni risultati cerca di compensare eventuali punteggi Elo sottostimati e sembra funzionale a proteggere le prime 20 / 30 scacchiere (di un torneo supernumeroso come Cappelle La Grande…) da “intrusioni” di giocatori di fascia meno alta, ma non mi appassiona: è utile ma sposta un po’ gli equilibri per i giocatori del secondo e terzo gruppo, che si trovano a saltare da una situazione all’altra. Ad esempio, non distingue i giocatori che pattano al primo turno e poi vincono al secondo con avversari della stessa fascia da quelli che vincono al primo e poi pattano al secondo turno contro avversari del gruppo superiore: in termini di performance la cosa è abbastanza diversa. In ogni caso, il sistema adottato a Cappelle La Grande appare funzionare piuttosto bene e non si osservano particolari disfunzioni. A me sembra che la grande differenza rispetto alle altre esperienze derivi in misura maggiore dalla durata dell’accelerazione (come accennato, ben 7 turni) piuttosto che dalle accennate variazioni in corsa, che appaiono utili, ove necessario, ma credo che potrebbero essere ritardate (almeno dopo 4 turni) e ridotte.

Ottavo turno: finite le accelerazioni, in prima scacchiera si gioca il match clou del torneo tra il GM russo Garry Kasparov (2851, a sinistra nella foto) e l'italiano Angelmann (1594)
Quali considerazioni trarre da questa breve carrellata? L’accelerazione ha rilievo in relazione alle marcate differenze Elo di un tabellone. Non ha senso all’Aeroflot (open A da 2550 in su…) ma per il resto… La mia impressione è che il sistema accelerato possa rivelarsi più valido del normale sistema svizzero (purché il ranking di partenza sia abbastanza affidabile), tuttavia viene utilizzato con troppi timori, per un numero di turni insufficiente e, persino a Cappelle La Grande, con qualche sfiducia (le precoci correzioni accennate). Bisogna dare il tempo al torneo di maturare. E’ anche un fatto intuitivo: se si pensa all’esempio dei due soli gruppi è difficile immaginare come un giocatore di fascia più bassa possa resistere per 7 turni ai molti incontri con forti giocatori che comunque si troverebbe ad affrontare. E se ci riesce merita di giocare sulle prime scacchiere!
Il numero dei gruppi, in relazione ai turni, ha ovviamente rilievo, da un lato migliorando l’aspetto del consentire a tutti di giocare più partite con giocatori di forza analoga, dall’altro aumentando i rischi che si crei qualche disfunzione data la maggiore differenza dei punteggi fittizi (3, 2, 1 e 0 ad esempio nel caso di quattro gruppi). A Cappelle La Grande i giocatori di testa giocano di fatto solo con giocatori del primo gruppo, in un certo senso riducendo il tabellone dei 9 turni da oltre 500 giocatori a meno di 200, ancora tanti per 9 turni, tuttavia. Sarebbe possibile rischiare i 4 gruppi e migliorare ancora l’efficacia? Io credo di sì, dato il grande numero di partecipanti, i 7 turni accelerati dovrebbero comunque essere sufficienti per dare una buona dimensione al torneo, anche attraverso l’utilizzo dei mezzi punti aggiuntivi (qui più giustificato dati i 4 gruppi) per i giocatori dei gruppi “inferiori” che ottengono ottimi risultati.
Torniamo ai difetti di Dresda con alcune considerazioni:
1) E’ opportuno dividere i gruppi in modo che il primo sia lievemente più grande del secondo (e, in caso di tre gruppi, con il secondo più numeroso del terzo), in modo da assorbire qualche patta in più nel gruppo più forte e facendo sì che nel secondo turno le squadre del secondo gruppo che hanno vinto incontrino tutte una squadra del primo gruppo.
2) Per assorbire le vittorie contro pronostico del secondo turno si potrebbe pensare a un 3° turno di “decelerazione”, dimezzando i punti fittizi (in questo caso da 1 a mezzo punto per il primo gruppo). Questo impedirebbe alle eventuali outsider di giocare nelle prime scacchiere, proponendo comunque un incontro per loro molto difficile contro le squadre del primo gruppo che hanno 1 pareggio e 1 vittoria. Ho fatto qualche simulazione per tornei di soli 5 turni e il sistema sembra funzionare. E’ analogo e probabilmente ancora migliore (non ho provato delle simulazioni) il metodo di Cappelle La Grande, in questo esempio con 3 turni accelerati ma attribuendo dopo il secondo turno mezzo punto fittizio ai giocatori del secondo gruppo che si trovano a 2 su 2 o 1,5 su 2.
Questa metodologia appare interessante (e credo possa essere raccomandata) per tornei di soli 5 turni, ma le Olimpiadi di turni ne hanno 11... Data la riduzione da 14 a 13 agli 11 turni attuali e l’aumento delle partecipanti, credo che una buona accelerazione sarebbe preferibile, con un metodo ben collaudato come quello di Cappelle La Grande, con 3 gruppi, 7 turni di accelerazione e 4 normali, con qualche “correzione in corsa” in meno rispetto a quanto sperimentato nel torneo francese. Semplicemente, funzionerebbe meglio.
Mi sentirei di consigliare lo stesso metodo (3 gruppi, 7 turni accelerati, ecc.) per i nostri eventuali open integrali. Eviterei la divisione in gruppi con fasce Elo predeterminate, mi sembra più importante scalare i gruppi secondo quanto accennato al punto 1, anche considerando la sproporzione del numero dei giocatori over 2400 rispetto alle altre fasce, causata dagli inviti (alla presenza di una quindicina di giocatori over 2400 dovrebbero corrispondere, in proporzione alle liste Elo FIDE, una novantina di giocatori della fascia 2200 – 2399 e circa 230 della fascia 2000 – 2199!!).
Ho accennato all’interesse della metodologia sopra descritta per i tornei di soli 5 turni (quasi sempre pochi per il numero di partecipanti) e mi sembra che si potrebbe procedere analogamente per tornei di 7 turni: due gruppi, 5 turni accelerati, con attribuzione dopo il 4° turno di mezzo punto fittizio ai giocatori del secondo gruppo che dovessero trovarsi a 3 punti (o più). A rischio di lapidazione
, mi spingo ancora oltre: anche nei nostri normali tornei magistrali con 60 – 100 partecipanti (con differenze Elo di oltre 500 punti tra i primi e gli ultimi) credo che la semplice accelerazione con 2 gruppi (1 punto fittizio per il primo gruppo) per 7 turni, probabilmente anche senza correzioni in corsa, funzionerebbe meglio del normale sistema svizzero, in media con più incontri equilibrati e con una classifica finale più valida.