 Intrigo internazionale per il "Caso Atalik"
update 25/08 Atalik spara a zero su tutto e tutti!
In una lettera del 25 agosto, Suat Atalik dice la sua sulla decisione presa dalla Commissione Etica il 17 agosto. Pur non dichiarandosi sorpreso, il GM turco afferma che con il supporto di persone come i membri della Commissione Etica, Yazici e Makropoulos stanno trasformando il nostro nobil gioco in un circuito a benificio solo loro e delle loro persone, citando ad esempio il caso di Surov (chess-news.ru) che non potrà essere presente alle olimpiadi come giornalista, mentre la WGM Karlovic fungerà da adetto stampa. Ma Atalik se la prende anche con il neo Campione del Mondo Under U20 Ipatov, turco ma di origini ucraine, affermando di aver provato pietà quando ha letto l'intervista sulla "rinascita turca" , invitando i lettori a vedere la sua partita con il MI turco Yilmaz nel Moscow Open 2012. Anche la WGM Yildiz diventa "protagonista" delle lettere di Atalik. La giocatrice turca nel torneo torneo chiuso Vasylyshyn Memorial 2011, grazie ad un "incredibile algoritmo degli abbinamenti", incontrò prima i giocatori non titolati, poi i Maestri FIDE ed infine i Maestri Internazionali. Per la cronaca, va ricordato che la Yildiz fu già al centro di una polemica per essere stata invitata al Grand Prix FIDE femminile al posto di Ekaterina Atalik. Sempre il 25 agosto, è arrivata la risposta del GM Yuri Vovk, organizzatore del torneo di Vashylysyn, che respinge al mittente le calunniose allusioni garantendo che nel torneo non vi è stato alcun sorteggio sospetto. La decisione della Commissione Etica FIDE sul torneo Golden SandsIn data 17 Agosto sono stati pubblicati sul sito della FIDE alcune decisioni prese dalla Commissione Etica FIDE durante il meeting di Losanna del 30 giugno /1 luglio. Arriva quindi un primo pronunciamento da parte della commissione presediuta dall'italiano Roberto Rivello, anche se riguarda una fatto antecedente a quelli trattati nell'articolo: i l torneo Golden Sands che si è svolto in Bulgaria agli inizi di giugno e che vide la partecipazione di Suat Atalik, con conseguente protesta di Ali Nihat Yazici che, a suo dire, non vide rispettata la squalifica di Atalik inflitta in Turchia. In questo caso entrambe le parti, Suat Atalik e Ali Nihat Yazici, si erano scambiate delle denuncie reciproche presso la Commisione Etica che però le ha considerate irricevibili. Del resto era difficile immaginare un esito diverso, visto che le regole della FIDE non danno alcuna "competenza" alla FIDE stessa rispetto alle regole interne di un paese. La irricevibilità del ricorso verrà estesa anche al torneo di Kavala in Grecia? Questo caso potrebbe avere un esito diverso, visto che Atalik non potè partecipare al torneo. Se la commissione dovesse riscontrare l'esistenza di una sorta di "boicottaggio" nei confronti del GM turco, è possibile che la Commissione stessa consideri il ricorso ricevibile.
La querelle Ataliz e Ali Nihat Yazic Come si può leggere nel " Surfing on the net" di Agosto, in questi giorni il GM Suat Atalik è impegnato in Grecia in un match contro sua moglie, la WGM Ekaterina. Ma il vero match il Grande Maestro turco lo sta giocando contro la sua Federazione, con il sostegno dell'Association of Chess Professionals (ACP) arrivato il 7 agosto attraverso una lettera aperta inviata alla comunità scacchistica. Ma, per provare a districarci in una situazione a dir poco complessa, partiamo dai fatti di qualche mese fa.  Premessa: i rapporti "difficili" tra Atalik e Ali Nihat YazicI rapporti tra Suat Atalik e l'attuale Presidente della Federazione Turca (TCF) non sono propriamente idilliaci. Nel 2010 Atalik sostenne i "rumors" riportati da un articolo del New York Times Chess Blog secondo i quali Ali Nihat Yazic avrebbe corrotto alcuni delegati del Congresso FIDE per ottenere l'assegnazione delle Olimpiadi di Istanbul 2012. Il diretto interessato negò tutte le accuse, ricevendo il pieno sostegno da parte del Presidente della FIDE.
La squalifica inflitta dalla Turchia ad Atalik
La TCF, con sentenza confermata dalla Corte Suprema Nazionale dello Sport, ha inflitto al GM Atalik una sospensione di 15 mesi da tornei nazionali ed internazionali per non aver rispettato i regolamenti nazionali che impongono, ad un giocatore che voglia giocare all'estero, di
- chiedere il permesso alla propria federazione;
- firmare una dichiarazione nella quale si assume la responsabilità di tutte le conseguenze finanziarie della sua partecipazione in un torneo all'estero e che non commetterà alcuna attività contro la Repubblica Turca.
Ma, come i nostri lettori che hanno seguito il caso Feller già sapranno, una sentenza di condanna inflitta da una Federazione Nazionale non ha un effetto automatico per le altre federazioni della FIDE, a meno di una sentenza degli organi di giustizia sportiva internazionale che la confermi. Per questo motivo, ogni Federazione è libera di accettare l'iscrizione di Atalik nei propri tornei. Ed infatti, nel mese di luglio Atalik ha partecipato ad un torneo in Serbia. Nel corso dello stesso torneo, Atalik ha rilasciato un' intervista a chessdom nella quale fornisce la sua versione dei fatti. Dall'intervista si viene a sapere che la condanna di 15 mesi inflitta dalla sua Federazione è la quarta che il GM turco ha subito: tre mesi per aver giocato nel Campionato Greco nel 2009 senza il permesso della propria Federazione, sei mesi per le dichiarazioni fatte nel 2010 durante il suo intervento nel TCF Finacial Congress, ed altri sei mesi per non aver firmato il documento di "impegno" (vedi sopra: punto 2) per i giocatori turchi che partecipano a tornei all'estero, documento che "curiosamente" la moglie Ekaterina ha deciso di firmare .
 La Grecia si "conforma": no del Kavala Open ad Atalik
Il Consiglio della Federazione della Grecia (CGT), su richiesta della TCF, il 30 giugno ha deliberato di aderire alla squalifica di Atalik inibendo la partecipazione del GM turco ai tornei estivi in Grecia. Di conseguenza, gli organizzatori del torneo di Kavala hanno inviato il 4 luglio una lettera ad Atalik nella quale, pur prendendo le distanze dalla decisione presa dalla propria federazione ("chiediamo scusa per questa decisione, che non è nostra") gli comunicavano che non avrebbe potuto partecipare al loro torneo. In reazione Atalik ha scritto una lettera aperta, pubblicata da chessvibes il 6 luglio, nella quale denunciava questo boicottaggio che violerebbe i principi stabiliti dall' Handbook della FIDE.
Su richiesta della Commissione Etica della FIDE la CFT, per voce del suo Segretario Generale Nikolopoulos Panagiotisi, ha fornito la sua spiegazione attraverso una lettera, pubblicata il 7 luglio da chessnews.ru, nella quale ha comunicato che la Federazione Greca aveva preso questa decisione all'unanimità principalmente per due motivi:
- la legge greca dello sport, che è simile alla legge turca, prevede che tutti i giocatori di scacchi debbano chiedere il permesso della federazione per partecipare a tornei di scacchi esteri.
- la decisione del Consiglio Federale è stata presa in base alla logica che, come ci si aspetta che le federazioni straniere rispettino le nostre leggi, così noi dobbiamo rispettare le loro.
Ma il 16 luglio, per aggiungere un intrigo all'intrigo, Nikos Seretakis, membro del consiglio federale eletto con una lista di opposizione, in una lettera inviata a chess-news.ru dichiara che la decisione non è stata affatto unanime in quanto il suo voto è stato contrario a questa "vergognosa decisione", aggiungendo che il sito della Federazione Greca avrebbe pubblicato un verbale falso in quanto non riportava la sua protesta formale.
 Il torneo di Negroponte non si "conforma" ed è annullatoLa questione si complica ulteriomente quando gli organizzatori del torneo di Negroponte decidono di non adeguarsi alla decisione della propra Federazione confermando l'invito ad Atalik, con conseguente annullamento del torneo. La lettera della Presidente del circolo pubblicata da chessvibes il 31 luglio è durissima: " purtroppo per la Grecia, oltre al FMI (Fondo Monetario Internazionale) e alla troika, ora dobbiamo anche avere a che fare con la Federazione Turca che è in grado di far rispettare le sue decisioni attraverso la Federazione Scacchistica greca. Quest'ultima ha scelto di rapportarsi con L'Accademia Scacchi Chalkida in modo autoritario, perché si è rifiutata di conformarsi ad una decisione ambigua di vietare la partecipazione di un giocatore di scacchi per mezzo di una lettera agli organizzatori del torneo. Si osservi che quella greca è l'unica federazione mondiale che ha accettato di far rispettare questa decisione della TCF" La risposta della CGF, questa volta direttamente per voce del suo Presidente, arriva l'otto agosto attraverso una lettera pubblicata da chess-news.ru" nella quale Makropulous dichiara: " Il consiglio della Federazione Scacchistica greca, contrariamente alle rivendicazioni della sig.ra Pavlidou, aveva deciso di aiutare il torneo di Negroponte con scacchiere elettroniche e orologi nella stessa riunione in cui si era deciso di chiedere agli organizzatori greci di non accettare l'iscrizione del giocatore turco Suat Atalik. In caso di annuncio da parte della sig.ra Pavlidou che finalmente avrebbe adottato la decisione del GCF, è ovvio che non ci sarebbe stato alcun problema con il torneo di Negroponte. " In ogni caso, gli organizzatori hanno avuto l'idea di proporre un match Atalik contro Atalik "per ribadire la vicinanza tra il popolo greco e quello turco", forse anche per dare maggiore risalto internazionale alla spinosa vicenda. Lettera aperta dell'ACP sul caso AtalikEd eccoci, finalmente, alla lettera dell'ACP per la quale il caso Atalik potrebbe costituire un precedente pericoloso, collegando il caso in questione alla proposta del Presidente della Federazione Turca (file pdf), che verrà discussa nel prossimo Congresso FIDE di Istanbul, di introdurre una regola che estenda automaticamente a tutte le Federazione una squalifica inflitta ad un giocatore dalla sua Federazione. Secondo l'ACP, violando delle regole amministrative del suo paese " il signor Atalik non ha danneggiato gli scacchi internazionali in modo concreto, o comportandosi in modo improprio in un torneo, o attaccando altri giocatori o imbrogliando, né è incappato in un test antidoping. In assenza di una decisione specifica in questo senso da parte della FIDE, non vi è alcun motivo per cui Mr. Atalik debba essere punito a livello internazionale." Inoltre, l'ACP ricorda la decisione presa dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), che ha stabilito che un soggetto può concorrere ad una carica FIDE anche senza l'autorizzazione della propria Federazione. Sempre secondo l'ACP, questa sentenza sarebbe estendibile anche al caso in questione, per cui un giocatore boicottato dalla propria Federazione avrebbe il diritto di giocare all'estero. Infine, l'entità della condanna (15 mesi) viene considerata "sproporzionata" anche in considerazione del fatto che è simile a quella inflitta dalla FIDE a Cyril Marzolo (18 mesi) per fatti (cheating durante le Olimpiadi 2010) giudicati ben più gravi. L'intervento dell'ACP è, comunque la si pensi, apprezzabile in quanto appare evidente l'intento di comporre "bonariamente" la questione. La lettera si conclude infatti con un invito alla FIDE a:
- Avviare dei colloqui con Atalik, la TCF e la GCF, al fine di raggiungere un accordo in buona fede che sia soddisfacente per tutte le parti coinvolte; - Nel caso in cui i negoziati di cui sopra non dovessero produrre alcuna soluzione accettabile, far valere i propri statuti e regolamenti ed emettere un annuncio su questo caso non appena tecnicamente possibile e preferibilmente entro 2 settimane, considerando l'attuale violazione del diritto personale di Atalik di esercitare la sua professione; - Affermare chiaramente che una decisione emessa da una federazione nazionale per quanto riguarda uno dei suoi giocatori non può vincolare in alcun modo altre federazioni o gli organizzatori, a meno che non sia supportata ufficialmente dalla FIDE e dopo tutte le procedure previste dalla legge, garantendo il diritto a un processo equo. Atalik indisponibile al negoziatoDue giorni dopo (09/08), con una lettera aperta alla comunità scacchistica, Suat Atalik si dichiara non soddisfatto della lettera ACP perché: - il tempo di reazione è stato troppo lungo, un mese dalla sua richiesta - la lettera non propone alcuna soluzione realistica - non è destinata a correggere gli atti illeciti commessi da Mr.Yazici e Mr.Makropulos - non è una serie minaccia per Yazici e Makropulos e per il sistema che stanno costruendo Dopo un attacco diretto, e piuttosto duro, ai Presidenti della TCF e della CGF, Atalik invinta " Il mondo degli scacchi ad essere attento ai diritti dei giocatori che stanno dimunuendo giorno dopo giorno , mentre assistiamo all'inevitabile crescita di politici e burocrati". La lettera si conclude con la dichiarazione d'indisponibilità a qualsiasi negoziato con " queste persone riguardo le decisioni illegali che sono state adottate finora, a dispetto del suggerimento ACP, perché credo che debbano subire le conseguenze dei loro atti ed essere puniti".
Quali sviluppi? Con la "squalifica" da parte della Federazione Greca, l'interessamento della Commissione Etica della FIDE e intervento dell'ACP, il caso Atalik si è definitivamente trasformato da caso nazionale a caso internazionale e certamente avrà degli ulteriori strascichi. Silvio Danailov, eletto Presidente della Federazione Scacchistica Europea dopo aver battuto di misura proprio Ali Nihat Yacizi, sinora si è limitato a twittare (pro Atalik) sulla questione (ad esempio, l'8 luglio: "Forza ACP, svegliati! Il tuo associato Atalik è maltrattato, che fine hanno fatto i suoi diritti? O l'ACP esiste per fare dell'inutile rumore e servire la FIDE?"). Il caso Atalik sembra, dunque, inserisi in uno scenario ancor più ampio che vede da un lato il potente Presidente della TCF (supportato da Iluzhmynov che recentemente ha respinto le sue dimissioni da Vice Presidente della FIDE) e dall'altro Danailov, che ha difeso gli arbitri di sette nazioni (Francia, Inghilterra, Svizzera, Germania, USA, Ucraina e Georgia.) "bannati" dalle prossime Olimpiadi di Istanbul. Non soddisfatto, il Presidente della TCF ha chiesto, con una lettera alla FIDE, che nel Congresso di Istanbul si discuta addirittura la sospensione di arbitri, giocatori e allenatori delle sette nazioni sopra citate. Il "peccato mortale" commesso sarebbe quello di aver intentato presso il TAS diverse cause contro la FIDE. Nell'interesse superiore degli Scacchi, c'e da augurarsi che questi casi non abbiano delle conseguenze sullo svolgimento delle prossime Olimpiadi, ma è difficile immaginare che quelle di Istanbul non saranno delle Olimpiadi infuocate, e purtroppo non solo sulla scacchiera.
|