




-14 alle Olimpiadi 2012 LA RUSSIA
Mancano
due settimane al "bianco in moto" delle Olimpiadi di Istanbul. La Redazione di Scacchierando ha deciso di riscaldare i motori presentando, in una sorta di
conto alla rovescia, alcune tra le favorite per la vittoria finale. Si comincia, ovviamente, dalla Russia.
Quanto tremeranno i polsi del nuovo allenatore della Russia,
Yuri Dokhoyan? La nazione che per decenni ha dominato la scena scacchistica mondiale non riporta a Mosca il massimo alloro olimpico dall'ormai lontano 2002. Un vero e proprio dramma sportivo per chi, anche dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica, aveva poi vinto ben sei edizioni consecutive della massima manifestazione scacchistica per nazioni. Nel frattempo la scuola russa ha subito la rimonta di altre nazioni, ma è pur sempre l'unica a potersi permettere di scegliere cinque giocatori tra dodici over 2700! Eppure, nonostante siano ancora i più forti, viene quasi spontaneo non considerarli come i Grandi Favoriti. La
sostituzione forzata per motivi di salute di Morozevich, che zittisce chi aveva alluso ad un suo ritiro "diplomatico" dal torneo di Biel, e la prestazione non certo esaltante di Karjakin, Grischuk e Jakovenko nella Super Finale del Campionato russo (+3 =23 -1) non sembrano un buon viatico per la spedizione in terra turca. Ciò nonostante, la compagine guidata da Kramnik avrà un solo risultato a disposizione: vincere!
Svidler lasciato a casa dopo nove presenze consecutive alle Olimpiadi
Prima di presentare i componenti della squadra, merita qualche riga il Grande Escluso, Peter Svidler. Il selezionatore gli ha negato la decima presenza consecutiva alle olimpiadi, ma Svidler è il russo in attività che ne ha vinte di più, ben cinque: 1994, 1996, 1998 (prima scacchiera), 2000 e 2002! E la bocciatura è diventata ancor più pesante quando, per sostituire Morozevich, gli è stato preferito Tomashevsky. Il sei volte Campione Nazionale probabilmente ha pagato la prestazione negativa nelle ultime Olimpiadi, "culminata" nella clamorosa sconfitta con lo spagnolo Salgado Lopez, sconfitta che costò alla Russia la vittoria contro la Spagna e la speranza di aggiudicarsi l'oro olimpico.
Kramnik, best performance in Torino 2006
Nonostante i risultanti esaltanti delle prime partecipazioni e l'imbattibilità nella competizione (+20 =36 -0!!), forse le Olimpiadi sono state per Vladimir Kramnik più causa di delusioni che di soddisfazioni. Nel 1992 fu chiamato a difendere a soli 16 anni i colori della Russia, per la prima volta non più Unione Sovietica. La convocazione provocò più di qualche polemica in patria, ma Vladimir rispose alla grande vincendo la medaglia d'oro come migliore riserva. In seguito il futuro Campione del Mondo ha vinto "solo" altre due edizioni (1994 e 1996), in seconda scacchiera dietro Kasparov. Dopo un'assenza di dieci anni, forse causata dalla sua pretesa di giocare in prima scacchiera, il ritorno da "salvatore della patria" (annunciato) nelle Olimpiadi di Torino del 2006. La Russia era infatti reduce dal clamoroso (in negativo) secondo posto di Calvià. Finalmente in prima scacchiera, Kramnik sfornò una grande prestazione che gli permise di vincere la medaglia d'oro per la migliore performance, ma l'alloro più importante non arrivò. Anzi, la Russia crollò miseramente classificandosi addirittura al sesto posto, risultato poi quasi replicato (5^) nel 2008 a Dresda. Ed il secondo posto in casa (Khanty-Mansik) non è stato certamente accolto come un successo. Riuscirà Kramnik a sfatare la "maledizione" della Russia che non vince con lui prima scacchiera? Forse l'edizione di Istanbul è la più difficile per l'ex Campione del Mondo. In molti (lui per primo) sostengono che abbia cambiato stile gioco, diventato più aggressivo. Ma in altri è sorto il legittimo dubbio che le recenti, forse troppe, sconfitte siano arrivate per un appannamento del suo gioco. E la patta contro Leko durante il recente torneo di Dortmund sembra essere emblematica. Qualche tempo fa, Kramnik avrebbe vinto in quella posizione ad occhi chiusi.

Karjakin durante le Olimpiadi 2010, le prime per la Russia
Pur essendo ancora molto giovane, Sergei Karjakin rischia di diventare l'Ibrahimovic degli scacchi. Seconda riserva nell'Ucraina Campione Olimpica del 2004, da titolare non è mai riuscito a guadagnarsi una medaglia di squadra salvo poi, una volta passato alla Russia, dover guardare dal secondo gradino del podio i propri ex-compagni festeggiare. Magra consolazione per lui la medaglia d'oro in quarta scacchiera, vinta davanti a Efimenko e Giri.

Oltre Karjakin (rapid), la Russia potrà schierare un altro Campione del Mondo in carica (blitz)
Il neo Campione del Mondo blitz
Alexander Grischuk ha già vinto le Olimpiadi nel 2000 e nel 2002 (seconda scacchiera dietro Kasparov). Si è quasi sempre ben comportato,
senza però mai regalare alla sua nazionale una prestazione "indimenticabile" come quella di Morozevich nel 2000 o quella di Karjakin nel 2010.

Tomashevsky durante l'ultimo Memorial Tal
Qualcuno ha definito
Evgeny Tomashevsky come il meno appariscente tra i Super GM, e lui ha fatto poco per smentirlo classificandosi ultimo nel Memorial Tal (3,5/9 e una sola vittoria, contro Morozevich). Ha al suo attivo una prestazione non esaltante come quarta scacchiera di Russia-2 nelle Olimpiadi 2010.
Subirà una pressione fortissima per essere stato preferito a Svidler ed al neo campione russo Andreikin nel sostiuire l'infortunato Morozevich. Saprà reggerla?
Jakovenko vince la medaglia d'oro in 5^ scacchiera a Dresda
La convocazione di
Dmitry Jakovenko, medaglia d'oro come miglior riserva nel 2008, è forse il
simbolo del mancato ricambio (a livello di Top-10). Il ventinovenne giocatore di Omsk ha da tempo superato abbondantemente quota 2700, ma non si è mai seriamente avvicinato alla possibilità di competere per qualcosa di davvero importante. Il fatto che il selezionatore lo abbia "ripescato" dalla formazione di Russia-3 (nel 2010 fu provato Malakhov), non può far essere ottimista la Federazione Russa sul futuro della propria nazionale. Con Nepomniachtchi sembrava essersi risolta la ricerca di un nuovo talento in grado d'inserirsi nell'elite mondiale, e la medaglia di bronzo in prima scacchiera con Russia-2 (2010) lasciava presagire una sua convocazione nel 2012. Ma, avvicinatosi all'elite mondiale, Nepokid sembra essere rimbalzato. La speranza Sjugirov sta dando l'impressione di essersi arenato e, ad oggi, per lui parla l'ultimo posto nella Finale del Campionato nazionale mentre Daniil Dubov è davvero troppo giovane, ha solo 16 anni, come Kramnik nel 1992...
Dokhoyan osserva Nepo durante il Match Russia-Cina del 2012
Yuri Dokhoyan è nato in Russia, ma è di origini armene. In passato secondo di Garry Kasparov, ha poi allenato Karjakin e le sorelle Kosinteseva. Nel 2011 è stato nominato "World's Best Women's Coach" dalla commissione tecnica della FIDE. Per lui l'arduo compito di dare la scossa ad un ambiente che, come testimonia ampiamente l'andamento della Super Finale (solo 11 risultati decisivi in 45 partite!), sembra essersi assuefatto a giocare partite senza correre rischi, con una combattività ed una voglia di sbilanciare le posizioni che a volte rasenta lo zero. Il nuovo allenatore della Russia nel 2010 ha guidato la squadra femminile alla prima vittoria nelle Olimpiadi.
Riuscirà a ripetersi guidando i maschi?