Nel mondo di oggi il Marketing la fa da padrone. Oggetti fino a ieri sconosciuti che diventano improvvisamente indispensabili e venduti a prezzi decine di volte più alti del costo di produzione. Imprenditori che, partendo dal nulla, si arrichiscono in pochissimo tempo finendo, a volte, con l'essere considerati dei Profeti, dei Filosofi e persino dei Rivoluzionari. Consumatori che si sentono "differenti" per il semplice fatto di acquistare un marchio. Ma queste sono delle evidenze ampiamente acquisite, delle ovvietà. Meno ovvio è che questo ramo dell'economia sembri, nel mondo degli scacchi, un perfetto sconosciuto, o quasi. Ed in questo il circuito del Grande Slam, diciamolo francamente, ha deluso. Da dei privati ci si aspettava una maggiore inventiva della pur buona idea di far disputare le partite in delle "teche". Per non parlare del "dress code" imposto dal nuovo presidente della Federazione Scacchistica Europea o dell'ipotesi avanzata di far pagare la semplice visione in diretta delle partite. Se queste sono le nuove idee di Silvio Danailov, l'impressione è che si stia prendendo una strada sbagliata. Ma, venendo alla questione centrale,
se nel mondo ci sono milioni di appassionati del gioco degli scacchi, perché non si riesce a renderlo un prodotto "vendibile" sul mercato? Per cercare di dare una risposta a questa annosa domanda,
il presidente della FIDE ha "scommesso" tutto su Andrew Paulson cedendo in febbraio all'imprenditore russo/americano tutti i diritti del ciclo Mondiale (Grand Prix FIDE, Torneo dei Candidati e Match Mondiale). Il mondo delle 64 caselle ha reagito con molta diffidenza, e ci saremmo sorpresi del contrario visto il proverbiale conservatorismo che contraddistingue il nostro ambiente. Eppure Paulson qualche credenziale ce l'ha. Da chess-vibes: "Nato nell'Illinois nel 1958, si trasferisce in Russia a trentacinque anni dopo essersi "stancato" di fotografare le persone più belle del mondo. Atterra nei mezzi di comunicazione e nel 1998 crea Aisha, un gruppo editoriale alla fine venduto per 30 milioni di dollari. Ha poi collaborato con Alexander Mamut a formare SUP, una joint venture di media online da 300 milioni di dollari conosciuta grazie al suo blog ed al sito di social networking, Live Journal."
In questi giorni,
in un paio di articoli pubblicati dal Sunday Times e AdWeek, finalmente vengono alla scoperto le prime notizie sul "piano" di Paulson, che si è affidato ad un paio di aziende specializzate in ricerche di mercato per "scoprire" che:
1. ci sono più di 600 milioni di persone in tutto il mondo che giocano a scacchi;
2. Un numero significativo di marchi vogliono associarsi all'intelligenza. Ci sono pochi sport o eventi che si prestano a tale tipo di associazione come gli scacchi;
3. Si stima che 44 milioni di americani siano giocatori di scacchi regolari. Più di un terzo hanno un master o dottorato di ricerca, e il 44 per cento gode di un reddito medio familiare di $ 75.000 o superiore.
Sorprende, dunque, che gli scacchi non riescano ad attirare sponsor, in particolare aziende produttici di beni di lusso. Per Paulson "I
l pubblico è enorme. Ci sono così tanti siti di scacchi e solo perché gli scacchi non sono nei media, non significa che non esistano". E poi
"A differenza del calcio, una bella partita a scacchi è interessante anche una volta che è finita come lo è dal vivo."
Per dare una nuova immagine al Mondiale, l'imprenditore russo/americano si è rivolto all'ufficio design della società inglese "Pentagram", che ha creato un nuovo look ed un nuovo slogan per il Campionato del Mondo. La frase
"The Best Mind Win" apparirà intorno alla scacchiera e su tutto il merchandising. La Pentagram ha progettato anche un'arena di gioco che permetterà agli spettatori di vedere la partita da tutti i lati.
"Non si tratta di banalizzare il gioco", ha dichiarato Rushwort (senior partner della Pentagram),
"ma il dramma è la parola chiave di marketig". Paulson ha anche chiesto aiuto anche ad una azienda di pubbliche relazioni, la Mission PR, che in comunicato stampa ha affermato che: gli Highlights verranno mostrati da dei televisori in sala, il tutto supportato da una trasmissione interattiva su Internet e, tramite iPad e smartphone, gli appassionati potranno
inviare il commento alla partita, monitorare i battiti del cuore dei giocatori, monitorare i loro movimenti oculari sulla scacchiera, e prevedere la prossima mossa. In futuro, poi, gli eventi del ciclo mondiale verranno ospitati in città come Londra, Parigi, Berlino e Istanbul. Poi il gioco volerà in Nord Africa e del Medio Oriente, raggiungendo l'India nel 2015 prima di approdare nelle Americhe nel 2016. Più tardi, prima di tornare in Europa, potrebbe esserci un appuntamento anche in Cina. Per farla breve, molti meno tornei in sperdute lande siberiane, poco favorevoli ad attirare pubblico e grandi sponsor.
L'impresa di Paulson è una bufala destinata a fallire o si tratta di una genialata che avrà un grande successo? In questi casi è molto difficile fare delle previsioni.
A noi sembra condivisibile la dichiarazione che, a riguardo, ha rilasciato il Campione del Mondo Anand: "
Prima di tutto vorrei dire che chiunque si stia impegnado così per il ciclo, specialmente con il Grand Prix, si tratta di uno sviluppo molto positivo in generale. (...) Molte cose di quel che dice mi sembrano buone, quindi in questo momento la cosa importante è vedere come va l'esecuzione, per vedere se i tornei effettivamente si faranno. Ma in teoria molte delle sue idee sono molto buone, credo". Le premesse fanno ben sperare, ma
solo i risultati ci diranno se questa volta gli scacchi faranno finalmente centro!la notizia su chessvibesla notizia su chess-news.ru