Cronache dal CIS: ... promossi!
Avevamo lasciato l'Accademia Scacchistica Ciociara all'
esordio vittorioso di Rieti. Dopo una vittoria per forfait, che nei campionati minori sembra non manchi mai, arriva lo scontro diretto con gli altri favoriti del girone. Si gioca in una chiesa di Roma: l'episodio finirà su tutti i giornali come il prete scacchista agli Europei? No!
In realtà non si gioca proprio dentro una chiesa, ma in una saletta adiacente. Non ci sono gli estremi per la prima pagina sul Corriere della Sera ma ai ciociari interessa solo che arrivi un'altra vittoria che, con un po' di buona sorte, è netta come la prima. Nonostante la giornata non fortunatissima, i cordiali avversari li salutano con un in bocca al lupo per il prosieguo del torneo. Dopo aver ricambiato, si riparte per la Ciociaria e già si pensa alla formazione della prossima trasferta.
dietro quella porta, un corridio conduce ad una chiesa
Breve digressione sulla fortuna negli scacchi. Esiste o non esiste? Eterno dibattito. Quando dovete difendere un finale di torri con un pedone in meno, con pochissime chance di pattarlo, e finite con il vincerlo perché ad un certo punto il vostro avversario prende la torre in mano, la sposta, e subito dopo aver effettuato la mossa dice "Noooo!" perché sulla scacchiera si presenta un matto in una mossa, come classificate questo episodio? I sostenitori della tesi che il fato non esiste troveranno certamente il modo di dimostrare che non si è trattata di fortuna ma, per farla semplice, si potrebbe ricordare che la fortuna è un elemento imprescindibile della vita umana. Ed essendo gli scacchi giocati tra umani...
... ma torniamo all'avventura dell'Accademia lasciando la discussione ai filosofi teoretici. Dopo due settimane si parte per una nuova trasferta verso Roma, a bordo di una super mini giapponese che come minimo avrà visto cadere il muro di Berlino. Dopo tre vittorie in altrettante partite, un pareggio nel quarto turno è sufficiente per essere promossi ma anche in caso di sconfitta i ciociari dovrebbero approdare in serie C. A questo punto il lettore non tema, gli sarà risparmiato l'elenco delle improbabili ipotesi che dovrebbero verificarsi perché avvenga il contrario. Ovviamente i ciociari questi calcoli iperbolici li fanno e la super mini giapponese nella quale sono costipati si trasforma nella sede di in un simposio sul calcolo delle probabilità. Tutto questo per non pensare che due componenti della squadra, pur non essendo affatto degli sprovveduti, sono alla loro prima esperienza in una partita ufficiale. Molte sono state le defezioni. C'e' chi deve fare il rappresentante di lista nel seggio, c'e' chi ha la moglie che ha invitato mezza parentela per il pranzo della Domenica delle Palme, è mancato solo che qualcuno si appellasse al legittimo impedimento.
Finalmente si arriva a Roma e, grazie ad un Tom Tom che deve essere stato di proprietà della Presidenza della Repubblica, la super mini giapponese si ritrova, unica, dentro villa Borghese. L'esperto Megalovic consiglia di fermarsi, tornare indietro e trovare una strada alternativa prima di incontrare un vigile intransigente. Ma come sempre si deve fare quando parti dalla provincia per avventurarti nella Capitale, il buon Megalovic aveva comunque preparato un piano B: bando della manifestazione con Logo della FSI e del CONI in tasca, pronto a rivendicare gli stessi diritti che avrebbe avuto il pullman della Juventus.
Senza dover affrontare ulteriori complicazioni, i quattro dell'Accademia raggiungono la sede di gioco. Dopo esser stati ospitati nella sede provinciale del CONI prima ed in una chiesa poi, arriva la sfida nel circolo bocciofilo! Si affronta la SS Lazio, nel loro stemma campeggia l'Aquila Laziale, chissà se Lotito ne è il presidente.
Si gioca in una saletta del ristorante, alcuni ne approfittiamo per una bella spaghettata pre partita. Nel frattempo sono arrivati gli avversari. Mentre si apparecchiano le scacchiere uno degli esordienti inizia a chiedere: "ma come devo scrivere quando ...". Il Direttore Tecnico lo blocca subito, lo porta fuori dalla sede di gioco, e gli spiega perché sia meglio che gli avversari non ascoltino certe domande.
Bianco in moto. Si soffre per i continui ribaltamenti di fronte, ma alla fine arriva la vittoria per 3-1. Come è sempre accaduto sinora, gli avversari dell'Accademia sono gentilissimi e molto ospitali, e la giornata nel circolo bocciofilo termina con un'amabile conversazione davanti ad un buon caffé.
Durante il viaggio di ritorno si assiste a festeggiamenti degni di una gita scolastica e i canti in coro si alternano alle analisi delle partite. Unica eccezione lo sconfitto, che di tanto in tanto ripete: "il mio avversario mi ha raccontato di esser stato Candidato Maestro nel suo paese di origine e di aver giocato contro un allora undicenne Nisipeanu!" Come non capirlo, alzi la mano chi non ha mai detto, dopo una sconfitta contro un non classificato: "il mio avversario era un NC mascherato!".
Domenica 11 aprile è in calendario l'ultimo appuntamento della stagione in corso, questa volta finalmente in casa. Sarà l'occasione per dimostrare che anche l'Accademia ha una sede di gioco, per festeggiare la promozione in Serie C e per fissare nella memoria tutte le emozioni che solo il CIS ti può dare!