La borsa di studio Herbert Garrett a Pierluigi Piscopo e Adriano Testa
Rocca di Papa: 8,5 su 9 per Gelfand!
Classifica e un breve resoconto inviatoci da "Fossa"
Una tradizione giovane, ma il sapore è ormai, appunto, quello della tradizione: l’antefatto del torneo semilampo di Rocca di Papa, con la consegna della borsa di studio Herbert Garrett da parte del super GM invitato da Caissa Italia. Dopo Viktor Korchnoi, Gata Kamsky e Vassily Ivanchuk, è la volta di Boris Gelfand! Cambia il luogo, dal palazzo comunale di Rocca di Papa alla sede della Provincia di Roma, il prestigioso Palazzo Valentini, a pochi metri da Piazza Venezia. Un contatto con le istituzioni a cui Yuri Garrett tiene giustamente molto, magari una premessa per un maggior interessamento della Provincia di Roma verso la nostra disciplina. Nell’aria, forse, una futura manifestazione internazionale… Speriamo che le cose maturino positivamente!
La risposta degli scacchisti romani c’è, con una sala gremita in cui non bastano i posti a sedere. Tra il pubblico presenze significative come Sergio Mariotti, Luca Shytaj, Mario Sibilio e tanti altri protagonisti degli scacchi capitolini. Dietro il tavolo l’On.le Flavia Leuci, Presidente del Comitato Pari Opportunità della Provincia, Boris Gelfand, Yuri Garrett, Nicola Paglietti, presidente del Comitato Regionale, e il GM Jacob Aagaard, la cui casa editrice collabora da quest’anno alla borsa di studio, apporto che ha consentito di attribuirla a due giovani.

La sala si va riempiendo. In primo piano Mario Sibilio.
Dopo un breve saluto dell’On.le Leuci (che seguirà poi con interesse tutto l’incontro), Yuri introduce ricordando la figura del padre e ringraziando Aagaard per il sostegno alla borsa di studio. Si passa subito alla consegna del premio, a Pieluigi Piscopo e Adriano Testa. Yuri Garrett conduce la prima parte della chiacchierata con Gelfand, per poi lasciare spazio alle domande del pubblico. Breve percorso sulla carriera di Gelfand, nativo di Minsk, scacchista precoce, campione europeo dei giovani e primo a pari merito con Lautier (ma secondo per spareggio tecnico) al mondiale under 20 del 1988, molte volte candidato al titolo mondiale, due volte vittorioso a Wijk aan Zee, via via fino al secondo posto a pari merito al mondiale di Città del Messico 2007 e al suo massimo Elo in carriera con i 2756 dell’ultima lista FIDE di settembre 2009.

Da sinistra, Jacob Aagaard, Yuri Garrett, Adriano Testa, Pierluigi Piscopo e Boris Gelfand
YG: hai cambiato pochissimi allenatori nel corso della tua crescita. Come hai iniziato?
Gelfand: ho appreso le regole in vacanza, guardando giocare altri. Giocai molte lampo con un Prima Nazionale, perdendone tantissime ma riuscendo a vincerne 2 (a sei anni… Appena apprese le regole…
). Dopo qualche tempo, a Minsk, riuscimmo a convincere il mio primo istruttore a seguirmi (un forte Maestro del quale non ho compreso il nome). Era restio, dato che ero così piccolo, ma mi fece delle domande sulle aperture che conoscevo e rimase colpito dal fatto che cercavo di pensare con la mia testa. L’allenamento consisteva quasi esclusivamente di esercizi di tattica e, particolarmente, di studio dei finali, tanto che già da giovanissimo ero capace di giocare i finali di torre al livello di un forte maestro. In seguito il mio primo allenatore si trasferì in Ucraina e trovai un nuovo riferimento in Kapengut. All’epoca non erano molti i giocatori che avevano il permesso di giocare all’estero e molti forti Maestri sovietici avevano sicuramente la forza di un GM ma non potevano conquistare il titolo. Kapengut era stato secondo di Tal ed era un allievo di Boleslavsky. Io credo che più che parlare di scuola sovietica si debba parlare di diverse scuole, legate alle figure preminenti del luogo di riferimento. Sicuramente, ad esempio, è stata grande l’influenza di Tal per la scuola di Riga o quella di Petrosjan per quella armena. La figura faro a Minsk era sicuramente quella di Boleslavsky, del quale sono in un certo senso un “nipote” dato che Kapengut seguiva le linee di lavoro apprese dal suo maestro. Grande importanza allo studio, delle aperture, delle partite dei migliori giocatori, con una forte ricerca di informazioni. Kapengut aveva una grande biblioteca scacchistica e mi incoraggiava a fruirne appieno. Molto lavoro sulle mie partite, in cui Kapengut più che darmi soluzioni e spiegazioni mi poneva delle domande, fino ad arrivare ad analisi sempre più approfondite e quando sembrava che tutto fosse stato sviscerato a fondo mi incoraggiava a dubitare delle conclusioni, a cercare di andare oltre. Una grande scuola. Agli albori dell’era informatica avevo sempre con me una valigetta con una grossa mole di partite, informazioni sui diversi giocatori, analisi delle aperture. Quando quelli di Chessbase mi mostrarono il loro primo database io mostrai loro il mio database, la mia valigetta!
YG: sei stato un campione precoce. Cosa pensi degli scacchi giovanili?
Gelfand: all’epoca per me era uno dei pochi modi di andare all’estero. Dubito che abbiano senso i campionati sotto i 16 anni. Sembra più un business, penso induca troppa pressione per i ragazzi.

YG: oggi, 16 ottobre, si ricorda la deportazione dal Ghetto di Roma di 1022 ebrei verso il campo di concentramento di Auschwitz. Soltanto 17 deportati riusciranno a sopravvivere, tra questi una sola donna e nessun bambino. Quale rapporto per te tra ebraismo e scacchi?
Gelfand: da ragazzo venivo incoraggiato ma non spinto, un aspetto tipico della nostra cultura. I miei genitori sfuggirono fortunatamente all’Olocausto. La memoria costituisce una spinta in più. L’antisemitismo era diffuso in URSS. Alla mia prima partecipazione alla finale del Campionato Sovietico mi dissero di non aspettarmi chance di andare all’estero o di sostegno alla mia carriera scacchistica. I miei allenatori non ebbero nulla per il loro impegno con me, ma forse, proprio per questo, mi dettero ancora di più. Nella storia degli scacchi sono tanti gli episodi di antisemitismo.
YG: sei stato molte volte candidato al titolo mondiale, fino al magnifico torneo di Città del Messico. Senti la mancanza del titolo? A mio parere sei accanto ai grandissimi che non hanno conquistato il titolo mondiale, come Korchnoi, Bronstejn, Keres…
Gelfand: grazie, ma non credo d aver dato agli scacchi tanto come questi grandissimi campioni. E con loro vorrei ricordare Rubinstein, il mio campione del passato preferito: ho studiato a fondo tutte le sue partite e ho per lui una grandissima ammirazione. Comunque no, non sento la mancanza del titolo mondiale, sono contento di quanto ho realizzato finora.
YG: negli ultimi mesi hai giocato molto e, a 41 anni, sei al tuo massimo rating.
Gelfand: sì, ho giocato moltissimo e sento il bisogno di uno stacco, di una fase di preparazione e di accumulo di energie. Rispetto al rating, ho sempre avuto una filosofia di un passo alla volta, vedremo.

Pubblico: Karpov ha dichiarato una volta di aver studiato molte partite di Monticelli. Anche lei ha studiato le partite di Monticelli?
Gelfand: non ho studiato particolarmente le partite di Monticelli ma conosco bene molte partite del qui presente GM Sergio Mariotti. (Mariotti commenta: “Ecco perché ha un’espressione così torva, pensava alle mie partite!” con risata generale! In effetti Gelfand ha sempre un’espressione molto seria.)
Pubblico: oggi siamo agli scacchi dell’era elettronica. Non sarebbe meglio se si giocasse con i tempi di una volta? E i computer sarebbero davvero così importanti in caso di sospensione della partita?
Gelfand: i tempi sono cambiati ma penso che un ritmo da 2 ore per 40 mosse sia il minimo sotto cui non scendere. Sarebbe interessante giocare oggi un torneo da 2 ore e mezza per 40 mosse e con l’eventuale mossa in busta. In molte posizioni dopo 40 mosse la situazione è ancora abbastanza complessa da non consentire ai software scacchistici di “risolvere” il tutto.
Pubblico: di recente contro e4 gioca più spesso la Difesa Russa rispetto alla sua classica Najdorf. Qual’é il motivo?
Gelfand: prima trovavo nella Najdorf buoni spazi per la creatività ma oggi ci sono troppe analisi con il PC, con il rischio di giocare una partita già preparata che sfocia nella patta. Sto cercando alternative che consentano maggiori possibilità creative.
Pubblico: ritiene che giocando entrambi i giocatori le mosse migliori la partita debba finire patta?
Gelfand: una particolarità degli scacchi è che di solito una posizione consente molte buone mosse diverse. C’è ancora molto da giocare.
Pubblico: lei ha giocato con tanti grandi campioni. Chi lo ha impressionato di più?
Gelfand: buona domanda. Kasparov, sicuramente, con una grandissima comprensione concreta. Karpov, con la peculiarità della sua capacità di disporre al meglio i pezzi; a volte avevi l’impressione che i suoi pezzi non fossero posizionati e coordinati bene ma, dopo alcune mosse, ti accorgevi che stavano esattamente nelle case migliori! Kramnik ha una comprensione profondissima degli scacchi, le sue analisi sono eccezionali. Infine Anand, con una ineguagliabile capacità pratica.

Un ricordo di Daniela Romano da parte del marito
Pubblico: quali ritiene siano oggi le scuole emergenti?
Gelfand: oggi forse non si può più parlare di scuole, siamo in un’epoca di globalizzazione, con internet, una grandissima disponibilità di materiale, i campioni e i migliori allenatori viaggiano molto e sono disponibili ovunque.
YG: sottolineo l’importanza di collegarsi a grandi campioni e allenatori per far crescere i giovani e gli scacchi in Italia. Abbiamo qui un quindicenne di talento come il nostro Adriano Testa: quali consigli potresti dargli?
Gelfand: bè, in primo luogo bisogna davvero volere fortemente di arrivare ad essere un forte Grande Maestro. Altri studi, altre carriere, consentono un cambiamento in corsa, ma per gli scacchi non è così. E’ importante avere un ottimo allenatore ed è importante l’ambiente scacchistico in cui si cresce, che ci sia uno scambio, una buona cultura degli scacchi, un condividere che porta alla conoscenza. Aiuta molto giocare con avversari più forti e analizzare le proprie sconfitte, capire cosa si è sbagliato.
Pubblico: che differenza c’è tra un normale GM e un GM over 2700 come lei? (200 punti Elo sussurra qualcuno!)
Gelfand: maggiore esperienza scacchistica e tanto lavoro in più.

Jacob Aagaard e Nicola Paglietti
Pubblico: lei ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1990 con l’URSS, a Dresda ha vinto la medaglia d’argento, individuale e di squadra, con Israele, due soddisfazioni immagino diverse. Qual’è la dimensione del giocare in squadra in uno sport individuale come gli scacchi? E restando in tema di squadre, lei ha voluto Fabiano Caruana nel suo club di Mosca…
Gelfand: nel 1990 la forza dell’URSS era talmente maggiore delle avversarie da rendere la vittoria scontata. Oggi non è più così e diverse nazioni possono aspirare a vincere le Olimpiadi. La risposta la dà l’Armenia, capace di vincere le ultime due edizioni, con uno spirito di squadra eccezionale. E’ importante un ottimo clima tra i giocatori e una grande dedizione alla squadra, senza egoismi legati al colore del turno successivo o a interessi individuali. La squadra armena ha alle spalle l’entusiasmo e la passione di una intera nazione e Aronian è amatissimo. (Yuri commenta che Aronian a Yerevan è più popolare di quanto non sia Totti a Roma!). Per quanto riguarda Caruana, avevamo bisogno per la nostra squadra di un giocatore intorno ai 2650; io avevo visto alcune sue partite e lo proposi ma i referenti della squadra erano scettici. Poi Fabiano ha vinto il Corus B e il giorno dopo gli abbiamo telefonato!
Pubblico: una domanda sugli scacchi “rosa”. Ho conosciuto Judit Polgar e Alexandra Kosteniuk e mi sono sembrate due eccellenti “ambasciatrici” degli scacchi. Parlando con i ragazzi della nostra scuola la Kosteniuk ha detto che sperava in futuro di incontrarli in torneo. Cosa direbbe lei a un gruppo di giovanissimi?
Gelfand: Judit Polgar ha cambiato la percezione delle donne negli scacchi, dimostrando che possono arrivare al massimo livello. Oggi la presenza femminile nei tornei è molto più rilevante di una volta ed é auspicabile che gli scacchi “rosa” crescano sempre di più. Ad un gruppo di giovanissimi direi di giocare a scacchi e di divertirsi. Non si gioca per diventare un Grande Maestro. Gli scacchi sono una grande disciplina ed hanno una forte e dimostrata valenza educativa. E’ stato verificato che i ragazzi che frequentano un corso di scacchi migliorano globalmente il proprio rendimento scolastico. Aiutano in termini di logica, memoria, di capacità di concentrazione, ma non solo, portano al rispetto dell’avversario, offrono un corretto approccio alla realtà. Non permettono fantasie di omnipotenza, alla scacchiera non posso fare quello che voglio ma devo tener conto del mio avversario, e si accetta il fatto che si può perdere.
Sin qui la lunga chiacchierata con Boris Gelfand. L’anno scorso Ivanchuk aveva interagito di più con il pubblico, aiutato forse dal fatto di parlare lo spagnolo e di capire un po’ l’italiano, scherzando spesso. Gelfand ha detto forse di più su tutti gli aspetti toccati degli scacchi, rispondendo con grande disponibilità e con attenzione a tutte le domande. Da entrambi, in modi diversi, mi è sembrato di percepire la grande e sempre viva passione per il nostro gioco.
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Resoconto del Semilampo di domenica, scritto da "Fossa"
Il torneo è andato come sempre. Tutto in orario: quattro turni al mattino e cinque il pomeriggio. Giornata fredda e rammarico di Garrett perché, parole sue, il freddo ha bloccato alcuni iscritti anche importanti quali ad esempio Mogranzini e Megale. Gelfand ha marciato indisturbato soffrendo meno degli ospiti illustri delle precedenti edizioni: 8.5/9 per lui che ha sofferto solo contro Aagaard. Pezzo per pedone per lo scozzese ma il 2700 ha contrastato l’avversario con la classe che lo contraddistingue per cui con 30 secondi a testa è stata siglata la patta. Gelfand è arrivato a Roma con moglie e figlioletta con la quale ha passato molto tempo a giocare amorevolmente. Persona molto tranquilla, Boris nelle pause si intratteneva a chiacchierare amabilmente con Aagaard e Shjtay. Ottimo Stromboli secondo. Non brilla Shjtay che perde con Caprio e si dimostra sottotono anche in altre partite. Buon torneo per Mariotti. Si comporta bene Cappai.
Migliorata la sala di gioco, ritinteggiata e ripulita. L’anno prossimo la stessa sarà rinnovata anche per quanto riguarda il palco.
Ampie possibilità di scelta per il pranzo per i partecipanti a cominciare dalla struttura adiacente la sala di gioco che offriva un piatto di polenta con salsiccia a soli 2,5 euro.
Fondamentale il contributo degli sponsor: il Comune non molla, l’agenzia GroupAMA di Rocca di Papa di Gianluca Fondi contribuisce, ma importantissimo è il contributo della Provincia di Roma che ha dato ben 10.000 euro consentendo di portare un top ten. Per portare un top ten il lavoro dura circa 3 mesi poiché non si tratta solo di denaro ma di sottrarre una delle 52 settimane di lavoro ad un giocatore di vertice. Il contributo della provincia, se confermato, consente di guardare al futuro con la speranza di fare ancora meglio.
Una sola contestazione di rilievo: al 3° turno contestazione nella Testa-Tomescu a causa di uno zeitnot furioso con arbitro chiamato e proposte di patta a raffica. Alla fine, con l’arbitro presente, è caduta la bandierina a Tomescu che si è visto decretare, dopo lunghe discussioni, partita persa. Ciò ha determinato il ritiro di Tomescu per protesta.
Classifica finale (primi 30)
1 8.5 1 GM Gelfand Boris | 2756 2726 ISR | 50.00
2 7.0 10 -- Stromboli Carlo | 2283 2378 ITA | 50.00 55.00
3 7.0 3 GM Sanchez Joseph | 2491 2512 PHI | 50.00 54.50
4 7.0 9 GM Mariotti Sergio | 2338 2444 ITA | 49.50
5 7.0 16 -- Quimi Marco | 2227 2418 PER | 49.00
6 7.0 5 IM Piscopo Pierluigi | 2432 2411 ITA | 48.50
7 7.0 13 FM Corvi Marco | 2273 2308 ITA | 43.50
8 7.0 22 -- Cappai Davide | 2155 2285 ITA | 40.50
9 6.5 2 GM Aagaard Jacob | 2538 2446 SCO | 53.50
10 6.5 4 IM Shytaj Luca | 2481 2387 ITA | 50.00
11 6.5 11 FM Stromboli Ettore | 2280 2262 ITA | 43.00
12 6.0 19 -- Caprio Guido | 2184 2324 ITA | 49.00
13 6.0 7 FM Napoli Nicolo' | 2371 2251 ITA | 48.50 53.00
14 6.0 8 FM Sibilio Mario | 2345 2302 ITA | 48.50 52.50
15 6.0 17 -- Lantini Marco | 2202 2287 ITA | 47.50
16 6.0 14 -- Malloni Marcello | 2271 2187 ITA | 45.50
17 6.0 27 -- Massetti Gianfranco | 2113 2196 ITA | 44.00
18 6.0 31 -- Parrella Alfredo | 2089 2214 ITA | 43.00
19 6.0 37 -- Almonti Alessandro | 2065 2196 ITA | 42.50
20 6.0 12 FM Paglietti Nicola | 2277 2112 ITA | 41.50
21 6.0 53 -- Rebeggiani Andrea | 1970 2103 ITA | 38.50
22 6.0 40 -- Trebeschi Andrea | 2042 2002 ITA | 38.00
23 6.0 57 -- Albertini Luca | 1950 2097 ITA | 37.50
24 5.5 29 -- Pompa Alessandro | 2105 2202 ITA | 48.00
25 5.5 15 FM Lucaroni Massimilian | 2264 2086 ITA | 46.00
26 5.5 18 -- Gerardi Saverio | 2199 2130 ITA | 45.00
27 5.5 21 -- Testa Adriano | 2160 2138 ITA | 43.50 47.50
28 5.5 23 -- Guanciale Orazio | 2155 2174 ITA | 43.50 46.50 2093.56
29 5.5 38 -- Manganelli Gianpaolo | 2049 2066 ITA | 43.50 46.50 1986.33
30 5.5 25 -- Ciotoli Patrizio | 2139 2210 ITA | 42.00 45.50 2130.11