Intervista a Claudio Negrini - Scacchierando

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 Sabino Brunello è GRANDE MAESTRO!!!... di Stefano Bellincampi
 
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Sono giunto alla conclusione che non tutti gli artisti sono degli scacchisti, ma che tutti gli scacchisti sono degli artisti

Marcel Duchamp

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Intervista a Claudio Negrini
Di Runner (del 19/03/2009 @ 08:00:00, in Le Interviste di Scacchierando, linkato 2240 volte)
Le Scuole di Scacchi in Italia
Intervista a Claudio Negrini, istruttore e allenatore

Continuiamo la nostra presentazione delle “Scuole di Scacchi” presenti in Italia. E’ la volta di Claudio Negrini, Maestro FIDE e Istruttore dell’Accademia Scacchistica “Le Due Torri” di Bologna.

Scacchierando - Raccontaci un po' di te, quando hai iniziato a giocare a scacchi, quando hai deciso di tralasciare gli scacchi agonistici e dedicarti al ruolo di istruttore. Se non sbaglio, già durante la tua carriera agonistica dedicavi tempo ed energie a questo ruolo, seguendo i ragazzi del Circolo di Bologna. Poi è diventata una scelta professionale. E' così?

Claudio Negrini - Ho iniziato a giocare a scacchi in terza elementare, mia madre arrivò a casa con una pubblicazione in cui c’erano le partite del match Spassky-Fischer (n.b. tre anni dopo la sua disputa) e si spiegava come si muovevano i pezzi degli scacchi. Mi ricordo ancora che giocavamo mangiandoci il Re, in quanto nelle dispense lo scacco matto non veniva spiegato. Ho avuto poi la fortuna di avere un compagno di classe che giocava, inoltre a scuola venne una persona, di cui ho purtroppo perso le tracce, a farci lezione di scacchi.
In quinta elementare ho fatto il mio primo torneo, i provinciali, vincendoli, poi quell’anno sono arrivato terzo ai regionali. Ho continuato a giocare nel C.S.B.; fino ai sedici anni non ho fatto tornei.
In tutta la mia carriera scacchistica credo di aver fatto non più di 25 tornei sanzionati, l’ultimo a Porto S. Giorgio, dove sono diventato Maestro Fide. Lì ho capito che per poter progredire avrei dovuto lavorare sodo, ma ormai avevo un’età (26) che mi costringeva a decidere tra fare del professionismo, o avere una famiglia. E allora non c’era alcuna possibilità di scegliere diversamente da come ho fatto.

Ho iniziato ad insegnare a 18 anni, con la squadra giovanile del C.S.Bolognese – ora divenuto Accademia. Da lì sono venuti fuori alcuni giocatori che hanno dato qualcosa nel mondo scacchistico: Lorenzo Benetti, attualmente uno dei tre proprietari della libreria Le Due Torri, Marco Mascellani (ora MF) e Rossella Hakim, che sono stati i miei primi ragazzi a vincere un campionato italiano giovanile.
Nei primi anni della mia vita lavorativa seguivo un solo ragazzo, Ivan Tomba; il tipo di lavoro che svolgevo (part time verticale, come libero professionista) mi ha permesso di ampliare la mia attività di insegnante, avendo due giorni liberi. Il secondo ragazzo che ho seguito direttamente (oltre a diversi adulti) è stato Niccolò Ronchetti; questo probabilmente grazie ai buoni risultati ottenuti con Ivan. Sono stato fortunato ad avere due ragazzi così capaci sin da subito, probabilmente sono stato anche bravo con loro, considerate le difficoltà oggettive che potevo avere a trasmettere cultura a loro, nella realtà in cui mi trovavo (non ero un giocatore di scacchi, non c’era internet, le pubblicazioni costavano molto; solo pensare di fare l’allenatore a livello professionistico era una follia, quindi spendere tempo per aggiornarsi, era comunque una scelta non economica, ma “ludica”).

Una sintesi della carriera scacchistica, agonistica e da istruttore di Claudio si può trovare QUI


S - Parlaci dell’Accademia, e delle sue iniziative

Claudio - L’Accademia nasce nel 2004 da un idea di Claudio Selleri e lo staff de LE DUE TORRI. Il progetto prevedeva una copertura totale dell’offerta scacchistica sia sul piano commerciale, tramite il negozio sia sul piano didattico e agonistico, l’Accademia appunto.
A Bologna c’erano problemi nel riuscire a mantenere una sede scacchistica (il CRB) e così si pensò di creare un punto di riferimento per gli scacchisti bolognesi e un punto di partenza finalizzato alla crescita dei più promettenti.

Inizialmente l’attività si è limitata a qualche sporadico torneo lampo e delle lezioni in sede e in un paio di scuole con le quali avevo rapporti di collaborazione già da tempo.

La crescita dell’Accademia è iniziata l’anno successivo con l’arrivo di Andrea Natoli che, provenendo da una realtà come la ChessBase e lavorando a tempo pieno per la gestione e l’organizzazione dei corsi e delle attività di circolo, ha dato inizio ad una serie di iniziative che oggi sono i punti di forza dell’Accademia: le lezioni online e gli stage federali per quanto concerne la parte didattica; tornei (la maggior parte a variazione elo) e attività collaterali per quanto riguarda invece la vita associativa.

Il 60% dei tornei disputati in Emilia Romagna l’anno scorso sono stati organizzati dall’Accademia mentre sono già due anni che raggiungiamo il primo posto a livello nazionale per quanto riguarda le presenze nel circuito semilampo.

Si può affermare che si sono venuti a creare due giorni ormai tradizionali per gli scacchisti bolognesi: il martedì (a meno che non sia natale o giochi l’Italia) si giocano tornei a cadenza rapida e il giovedì invece si giocano tornei a cadenza lenta (un turno a settimana) in cui è spesso presente il MF Andrea Cocchi, uno dei nostri istruttori, sempre disponibile ad analizzare le partite e elargire consigli; il ventaglio di attività per gli altri giorni va da sedute di analisi tra i maestri e lezioni di gruppo a manifestazioni come Corte Isolani d’estate, uno splendido chiostro nel cuore della città dove l’Accademia si sposta per dare la possibilità di giocare all’aperto, bevendo qualcosa e pubblicizzando gli scacchi. Andrea poi, lavorando per ChessBase, conosce molti giocatori di punta, alcuni dei quali sono venuti a Bologna e alcuni di loro hanno addirittura giocato tornei e simultanee.

E poi tante iniziative "spot" e dovrei scriverci un libro: simultanee, manifestazioni di vario genere a Bologna e provincia, tornei e corsi per giovanissimi, collaborazione negli MBA, gite, cene, nottate a casa del presidente a giocare fino all’alba, match tra club in consultazione e dal vivo (a luglio saremo ospiti di un club di Valencia per un match per esempio), serate maestri, tornei di beneficenza, ecc

Per quanto riguarda l’attività didattica, a parte le lezioni in sede e online, ci occupiamo della diffusione degli scacchi nelle scuole di Bologna e Provincia; proprio quest’anno abbiamo avviato il progetto “Scacchi a Scuola” con l’aiuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna che ci ha permesso di entrare in altre 6 scuole gratuitamente oltre a quelle che già credono in noi da tempo e sono convinto che anche altri enti pubblici e privati si uniranno a questo progetto che culminerà con una manifestazione di fine anno dove saranno presenti tutte le scuole che hanno aderito all’iniziativa.

Collaboriamo con la FSI per quanto riguarda la formazione dei giovani talenti da ormai 4 anni e le Talent Academy ci hanno dato moltissime soddisfazioni. Abbiamo visto passare e crescere tutti i migliori giovani italiani dalla classe '89 in poi.

Dal punto di vista tecnico abbiamo sette squadre iscritte al campionato italiano. La principale fa il Master maschile da 2 anni, la seconda gioca in serie A1, e quest’anno lì faranno esperienza i giovani più promettenti (Andrea Stella e Alberto Pomaro). Abbiamo anche la squadra femminile, piazzatasi quarta l’anno scorso, con la speranza di poter far meglio quest’anno.

Alcuni pensano che l’Accademia abbia delle finalità commerciali, ma posso affermare che ciò che spinge lo staff è un grande amore per il gioco e per la sua diffusione. Non sai quante domeniche, quante serate, quanto tempo abbiamo dedicato io e Andrea alla crescita di questa realtà che oggi ci dà molte soddisfazioni ma ha bisogno di molte attenzioni e come in una partita di scacchi bisogna modellare il proprio piano a seconda della posizione anche l’Accademia, essendo una realtà unica e nuova, deve essere molto elastica alle esigenze che vengono a crearsi di giorno in giorno e così l’obiettivo di quest’anno è consolidarsi a livello di progetti e sponsorizzazioni, cosa non facile con i tempi che corrono.


Claudio all'opera

S - Attualmente in che cosa consiste la tua attività: scacchi nelle scuole, lezioni private, lezioni all'Accademia, ecc. Negli ultimi anni qual è stata la tipologia degli allievi che hai seguito: tutti coloro che te ne fanno richiesta o solo giovani di un certo livello?

Claudio -La mia attività attualmente consiste nel fare lezioni online tramite il sito Playchess, con la società Accademia scacchistica Le Due Torri, di cui sono direttore tecnico. Faccio anche DVD di aggiornamento, per 3-4 mesi all’anno spendo due giorni alla settimana a fare corsi nelle scuole elementari di Bologna, perché reputo professionalmente interessante avere un contatto attuale con la realtà scolastica, e perché, secondo me, rispiegare i concetti base, ti dà la possibilità di capire comunque meglio lo spirito del gioco, e lo reputo utile.
In estate seguo i giovani bolognesi ed emiliani ai campionati nazionali U16.
Non posso, per questioni di tempo, seguire tutte le persone che mi richiedono come istruttore, la mia priorità è di seguire tutti i ragazzi che siano disposti a sacrificare tempo per gli scacchi; se succede che per loro la mia ora di lezione diventa un passatempo e non c’è lavoro oltre a questo, mi premuro di informare i genitori che occorre fare una scelta diversa. A volte questo ti costa il ragazzo, ma lo reputo necessario. Per me è comunque prioritario che i ragazzi che seguo siano bravi a scuola, o perlomeno sufficienti.
Sono comunque contento di seguire adulti (se il tempo me lo permette), che abbiano una reale intenzione di dedicare tempo al gioco; questi rapporti, sia dal punto di vista psicologico che tecnico, sono molto utili a comprendere il funzionamento della mente umana, e queste esperienze mi aiutano a gestire le situazioni future. E ti danno molto a livello umano.

S - Dove si svolgono fisicamente le vs lezioni, quali sono le modalità della singola lezione, quali sono i supporti che utilizzate (cartacei, informatici)

Claudio - Le lezioni si svolgono prevalentemente in Accademia. I mezzi utilizzati sono ovviamente internet, i software Playchess e Skype per poter muovere i pezzi su scacchiera e parlare; utilizzo ovviamente supporti informatici, come file .pgn .cbh o file word da me creati su vari argomenti scacchistici. Il supporto cartaceo tendo ad utilizzarlo solo per i corsi collettivi, che generalmente riguardano un tema; nei corsi individuali preferisco lavorare con libri di testo, e lavorare sulle partite disputate.

Un aspetto interessante che portiamo nel campo dell’insegnamento scacchistico è rappresentato dallo scambio di informazioni che avviene tra i vari istruttori che io coordino, e che permette di scegliere insieme il modo migliore di far proseguire il corso; ognuno degli istruttori ha delle specialità e quindi se ritengo necessario che un corsista segua ad esempio una lezione con un altro maestro esperto ad esempio di finali proporremo una lezione spot su quel tema, pur mantenendo prioritario l’assegnamento di un allievo all’istruttore prescelto.
Questo permette a mio avviso sia una maggiore crescita dell’allievo che un completamento delle informazioni degli istruttori, una sorta di continuo aggiornamento.
Attualmente il pool di maestri dell’Accademia comprende Niccolò Ronchetti, Andrea Cocchi, Ivan Tomba, Giulio Calavalle, Mauro Casadei e il sottoscritto.
Abbiamo altri istruttori elementari che ci aiutano nei corsi scolastici, il numero dei nostri collaboratori alla fine supera la decina di unità, tra chi lo fa a tempo pieno, e chi part-time.


L'ambiente dell'Accademia offre tutto il necessario per una proficua lezione di scacchi

S - Qual è il tuo rapporto con la FSI nel ruolo di trainer?

Claudio - Con la FSI, in qualità di direttore tecnico Accademia, organizzo assieme al presidente Andrea Natoli le varie Talent (Rosa, Piccoli talenti e Talent Academy). Alla Talent Rosa cerco di tenere un appuntamento ogni anno per poter avere sempre il polso dei miglioramenti delle ragazze, e poter dare indicazioni in Federazione e al C.T. Mariotti (l'intervista a Claudio risale ad un periodo precedente il recente comunicato di Sergio Mariotti, NdR) sui loro progressi. Alcuni ragazzi stanno percorrendo già la strada giusta, e hanno meno bisogno di questi appuntamenti, ma la maggior parte non ha un percorso ben indirizzato, e per loro è assolutamente importante avere qualcuno che spieghi loro se stanno lavorando nella direzione giusta, e se stanno dedicando tempo sufficiente al gioco. Questi sono aspetti molto delicati ed importanti. Gli altri appuntamenti annuali ho piacere di dedicarli a turno ai vari istruttori italiani (sinora abbiamo avuto Godena, Ortega, Sarno, Fierro, Zimina), questo permette anche ad alcuni ragazzi tra i più bravi in Italia, che non hanno ancora un allenatore, di sceglierne uno tra i più qualificati ed iniziare un percorso.
Negli ultimi anni ho allenato per 4 volte la nazionale italiana U18 ai campionati europei di categoria.

S - Che cosa secondo te dovrebbe essere fatto in Italia per migliorare il livello delle Scuole di Scacchi o per renderle più produttive? Che consigli daresti ad un istruttore di scacchi, appassionato ma ancora alle prime armi?

Claudio - Il discorso verte sempre attorno a soldi e contributi. Per avere maggior qualità tra i ragazzi, occorre che i più capaci percepiscano che gli scacchi possano diventare un mestiere piacevole e a tempo pieno, e quindi devono avere la sensazione che ci siano soldi nel mondo scacchistico, per poter lavorare con motivazione e con disciplina sulla propria crescita.
Allo stesso modo, gli allenatori capaci devono poter essere premiati economicamente, altrimenti non c’è possibilita’ che un professsionista competente possa seguire un giovane, magari promettente, ma che non può permettersi dei costi importanti per l’istruttore; si crea una sorta di selezione tra i ragazzi, a seconda che possano o non possano permettersi di investire negli allenatori cifre importanti, e questo può diventare “demotivante” per il genitore stesso (che spera sempre che il figlio possa raggiungere il massimo livello scacchistico), prima ancora che per il figlio, che generalmente essendo mosso dalla passione per il gioco è contento per ogni singola ora che passa giocando o allenandosi.
Istituirei quindi una serie di borse di studio da dedicare non solo per dispute di tornei, ma anche all’istruzione, sia questa come buoni acquisto per libri, sia per coprire i costi delle lezioni di scacchi. Ora che il movimento a livello di punta è lanciato (gli ’89), inizierei a lavorare un po’ di più anche sulle “seconde scelte”, che in questi anni magari hanno avuto meno risorse a disposizione proprio per la presenza di questa annata “super” (almeno a livello italiano).
Tutto comunque gira attorno alla capacità di investire, quindi reperire fondi, con questi puoi dare impulso al movimento, e gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni (grazie proprio a questa capacità di investire fondi mostrata dalla nostra Federazione) lo dimostrano.

Si possono dire tante cose per aiutare un istruttore alle prime esperienze. Io voglio soffermarmi su alcuni punti che reputo importanti, anche se non riguardano strettamente la valutazione dell’allievo.
Un istruttore di scacchi deve lavorare su se stesso prima ancora che sull’allievo. Deve diventare obiettivo, raggiungere dei parametri scacchistici che gli consentano di non “immedesimarsi” nell’assistito, e quindi di valutare in modo obiettivo le sue posizioni. Consiglio di leggere attentamente il libro di Silman Teoria e pratica degli squilibri” e ovviamente il mio libro “La mia scuola di scacchi, lezioni di perfezionamento” proprio per ricercare questo equilibrio nella valutazione delle posizioni raggiunte. Questi testi devono essere presi però come spunto, per arricchire la propria esperienza personale; nulla va preso acriticamente per pigrizia. Confrontarsi spesso poi, anche con istruttori più esperti per poter vedere da varie angolazioni gli eventuali problemi del ragazzo, ed aiutare a risolverli.
Altro consiglio, tenere a freno la voglia (tipica) di imparare mnemonicamente le aperture; cosa che trovo controproducente fino ad un certo livello.




Momenti dell'attività "istituzionale" di Claudio

S - Chi tra i tuoi allievi, presenti e passati, ti ha più colpito per le sue doti naturali e chi invece per l'impegno, la dedizione, cioè che ti ha dato l'impressione di meglio recepire i tuoi consigli. Ci fai un breve elenco dei giovani che hai seguito e che stai seguendo? So che ce ne sono diversi piuttosto conosciuti.

Claudio - Sono orgoglioso di poter dire che i miei allievi hanno vinto ben 23 titoli di categoria ai campionati italiani giovanili, e ho un lungo elenco di ragazzi che hanno raggiunto la categoria magistrale; tra di questi mi fa piacere ricordare che ho seguito parzialmente Costantino Aldrovandi (MI) e Michelangelo Scalcione (MF), anche se il merito dei loro risultati è da ascrivere totalmente a loro.
Il mio primo allievo “di livello” è stato Marco Mascellani (MF), che certamente è stato il ragazzo con la capacità innata più alta di conferire dinamicità alla posizione, e solo la mancanza di applicazione nel gioco non l’ha portato a risultati più lusinghieri. Poi Ivan Tomba (MF) che ha il senso geometrico e il talento scacchistico puro più elevato tra i ragazzi che ho seguito; purtroppo lui non ha mai dedicato il tempo necessario a migliorarsi nel gioco, destinando una sola giornata alla settimana allo studio, e sarebbe potuto arrivare molto più in alto. Niccolò Ronchetti (MI) è probabilmente il giocatore più forte che ho potuto allenare; non ritengo fosse il ragazzo col talento scacchistico maggiore tra quelli che ho seguito, ma sicuramente era il ragazzo con i valori più alti per quel che riguarda la precisione sul calcolo, l’agonismo e la disciplina. Ha per ora rallentato la propria attività scacchistica per dare spazio all’università, e questo lo ha fermato nella crescita; ma se volesse tornare a lavorare seriamente il titolo di GM è più che raggiungibile per lui.
Tutti questi ragazzi hanno superato il mio ELO, segno che un buon istruttore per portare un ragazzo fino ad un certo livello non deve necessariamente essere un giocatore fortissimo. Per fare i passi successivi (promozione a GM e oltre) reputo però fondamentale inserire la collaborazione di chi ha già fatto un percorso simile ad affiancare l’allenatore, magari anche saltuariamente (stage, incontri mensili ecc…).
Andrea Stella e Alberto Pomaro sono i ragazzi che seguo con le maggiori possibilità di raggiungere i più alti titoli scacchistici, per loro la promozione a MF è ormai ad un passo. Voglio aggiungere che sono molto orgoglioso del fatto che ognuno di questi ragazzi ha mantenuto le proprie caratteristiche principali, non sono diventati tutti dei “cloni”, ma hanno uno stile di gioco delineato, e molto diverso tra loro; penso che per un istruttore questo sia un segno importante di elasticità.
Infine vorrei anche segnalare altri ragazzi che sto seguendo attualmente, le più conosciute Marianna Chierici (WFM) e Giulia Tonel (recente promozione a CM, ora tra le prime 10 ragazze in Italia), Michele Lombardo, altro ragazzo con ottimo potenziale, ed altri, che ho seguito in passato e che si possono trovare a questo link.


S - Sappiamo che sei anche autore di video e libri di didattica scacchistica. Ce ne puoi parlare?

Claudio - La collaborazione con la Libreria Le Due Torri ha portato alcuni risultati che mi ripromettevo di ottenere in questi anni; il poter trasmettere didatticamente alcuni elementi del mio insegnamento. I DVD sono uno strumento moderno e più adatto ai metodi di apprendimento attuali, ben si adatta alle esigenze di chi non ha molto tempo da dedicare agli scacchi, in quanto puo’ essere comodamente utilizzato anche nei ritagli di tempo.
Nella serie “Comprensione di base”, spiego i capisaldi della strategia scacchistica e, pur essendo comunque utili per qualunque scacchista, questi DVD sono principalmente dedicati a chi ancora non ha iniziato un percorso didattico; nella serie “Elementi di strategia” ci sono concetti più avanzati, per giocatori che hanno iniziato il percorso agonistico negli scacchi e si vogliono perfezionare.
Il libro “La mia scuola di scacchi, lezioni di perfezionamento” è dedicato ad entrambe queste tipologie di giocatori, e vuole illustrare la parte strategica e tattica del mio metodo di insegnamento, maturato in più di vent’anni di esperienza diretta. L’aspetto psicologico spero di poterlo curare in qualche altra pubblicazione in quanto è un argomento che mi sta molto a cuore, è ovvio che se anche per questo aspetto ci sono direttive generali da seguire, è un argomento che deve essere personalizzato. Per questo consiglio a chi vuole intraprendere un percorso scacchistico agonistico di farsi comunque seguire da un istruttore, anche non continuativamente.


Una simpatica immagine di Claudio alle Olimpiadi di Torino

S - I tuoi programmi per il futuro?

Claudio - Sicuramente continuare sulla divulgazione dell’aspetto didattico, lavorare con un'altra generazione di scacchisti dopo Andrea e Alberto (Pomaro e Stella); ma soprattutto dedicare tempo per la crescita dell’Accademia Scacchistica Le Due Torri. Inoltre, aiutare per quanto mi è possibile la F.S.I nell’ottimo percorso intrapreso, e collaborare in ogni modo con essa per la crescita del nostro movimento. E perché no, anche con Scacchierando, che sta diventando una realtà dinamica molto importante nel panorama scacchistico italiano.

S - Be', grazie Claudio per la tua disponibilità, ti facciamo i migliori auguri per ulteriori successi in campo professionale: li meriti proprio, non solo per la competenza ma per la passione che risulta trasparente dalle parole di questa intervista.

Sito Accademia
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# 1
Continua così, grande "Fabolous"!
Di  magic65  (inviato il 19/03/2009 @ 12:30:44)
# 2
I DVD di Claudio Negrini sono fantastici
Di  Anonimo  (inviato il 19/03/2009 @ 13:04:28)
# 3
e' molto triste leggere che a 26 anni devi scegliere per forza fra andare avanti a giocare o dedicarti ad altro
Di  Kolvorok  (inviato il 19/03/2009 @ 13:38:08)
# 4
io l'ho fatto a 18
:))
Di  piero  (inviato il 19/03/2009 @ 14:01:07)
# 5
# 3
Sei fortunato se "devi" scegliere, la maggior parte delle persone non sceglie, "deve" lavorare per vivere dimenticandosi qualunque passione o per lo meno ridimensionandola a ruolo di hobby, che si tratti di scacchi, musica, atletica, pittura, ecc. Questo non vale solo per chi non ha abbastanza talento da sfondare ma anche per chi forse sarebbe potuto essere un artista nel suo campo ma per mille motivi non poteva rischiare di fare il disoccupato a vita. Purtroppo per molti talenti la società non fornisce abbastanza possibilità di esprimersi e di proseguire nel campo dove avrebbero potuto fare le cose migliori, e questo avviene anche per i nostri giovani laureati.
Di  Nessuno  (inviato il 19/03/2009 @ 15:29:10)
# 6
Una delle interviste piu' interessanti che abbia letto su questo bellissimo sito.

Complimenti al solito al team di Scacchierando ma complimenti ancora di piu' a Claudio Negrini e allo Staff che lo supporta è impressionante la mole lavoro che è riuscito a fare sia in termini di qualità che di quantità.

Spesso in siti come questo o come IHS parliamo (o straparliamo...:) ) di cosa si dovrebbe fare per miglioare le realtà scacchistica italiana e aumentarne la diffusione. In questo caso abbiamo di fronte una persona che parla poco ma che ha lavorato tanto e bene.

Chapeau!

Mi dispiace solo di non abitare a Bologna per avere l'occasione di visitare l'interessantissima realà che ha contribuito a creare.

Chiudo con un saluto agli MF Cocchi e Mascellani che ho avuto il piacere di conoscere durante le due ultime edizioni di P.to Mannu che oltre ad essere due validi scacchisti sono ottime persone. Non sorprende che provengano o facciano parte della realtà didattica descritta nell'articolo.

Ciao alla prossima,
Di  Silversurfer  (inviato il 19/03/2009 @ 18:02:01)
# 7
Anche secondo me, una signora intervista!

Complimenti a Scacchierando e a Negrini!
Di  The_Whiteknight  (inviato il 19/03/2009 @ 18:51:10)
# 8
Conosco il buon Negrini da tantissimo tempo, anche se non frequento piu' Bologna da tempo immemore, ricordo lui ed il buon Vancini come due grand appassionati di scacchi ancor prima che validi giocatori, sono felice per Negrini e per il lavoro da lui svolto in tutti questi anni e comprendo qunti e quali sacrifici debba aver fatto per ottenere i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Se ora, dopo tanti anni grigi se non addirittura neri dal punto di vista della valorizzazone di giovani talenti, le cose stanno sistematicamente cambiando, lo dobbiamo a persone come Negrini, Vancini, Selleri, Pantaleoni, Cocchi, (che saluto con grandissimo affetto... quando ci reincontreremo per giocare interminabili partite blitz in taverna da me?), persone dalla grande umanita', disponiilita' ed umilta', ribadisco... se lo scacchismo italiano sta dando segnali di grande ripresa, lo si deve prevalentemente a personaggi di questo calibro... umano ancor prima che sportivo/agonistico, i quali lavorano, spesso, "sottotraccia" gratuitamente, sostenuti solo da una grande passione.
Grazie ragazzi
Di  SergioKURT  (inviato il 19/03/2009 @ 20:59:03)
# 9
Complimenti a Runner per l'intervista molto interessante e a Negrini per il lavoro che sta facendo.

Di  Stefano Tescaro  (inviato il 20/03/2009 @ 21:38:31)
# 10
Complimenti Claudio per tutto il contributo
che hai dato allo scacchismo giovanile
Italiano e complimenti a scacchierando per queste iniziative ,solo un rammarico al
leggere la nota non ho potuto evitare di rendermi conto di quanto sia rimasto anonimo il mio lavoro in questo campo ma forse ancora si puo rimediare in parte
Spero che ci sia data anche a gli altri istruttori allenatori una occasione di
far sapere agli scacchisti quale è stato il loro contributo in modo che i lettori
possano avere piu elementi per capire
come abbiamo cambiato la realtà del 1990-93 dove la maggioranza dei titoli nazionali erano per i rappresentanti
del Alto adige !
Di  Daniel Contin  (inviato il 21/03/2009 @ 16:46:50)
# 11
L'intervento di Daniel ci permette di chiarire meglio come intendiamo procedere in questa presentazione delle Scuole di Scacchi: contatteremo le realtà organizzate di nostra conoscenza, chi segue un progetto didattico in maniera continuativa può segnalarcelo (non è che siamo al corrente proprio di tutto) usando l'indirizzo mail della Redazione di Scacchierando (colonna di ds).
Daniel, che opportunamente ha lasciato il proprio indirizzo mail, verrà contattato a breve.
Di  runner  (inviato il 22/03/2009 @ 08:43:46)
# 12
Vorrei sapere dove si trovano le precedenti presentazioni delle scuole di scacchi e se magari fosse possibile raggrupparle sotto un'unica voce come per le interviste o i reportage. Grazie
Di  Nessuno  (inviato il 22/03/2009 @ 14:17:35)
# 13
Complimenti ed un saluto a Claudio che incontro online bisettimanalmente come allievo amatore... anziano.
Simpatia, entusiasmo e preparazione non gli difettano mai!
Di  Guido N.  (inviato il 23/03/2009 @ 08:12:25)
# 14
# 12 Finora abbiamo presentato l'Accademia Internazionale degli Scacchi di Fierro-Mogranzini-Caruso e L'Accademia Le due Torri. Entrambi i pezzi sono usciti sotto la Sezione "Le Interviste di Scacchierando". Stamo valutando la possibilità di inserirle in una nuova sezione "Scuole di Scacchi", "Scacchi e Didattica" o qualcosa di simile. Sono già stati programmati altri tre pezzi, speriamo di coprire tutto il territorio nazionale. Ho già dato sopra le indicazioni alle Scuole di Scacchi per attivare il contatto.
Di  runner  (inviato il 23/03/2009 @ 10:37:02)
# 15
Grazie Runner
Di  Nessuno  (inviato il 23/03/2009 @ 18:11:22)
# 16
grande Coach!
Di  Anonimo  (inviato il 23/04/2010 @ 23:39:04)
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