La conferenza stampa: grande Vassily!
“Wow” è il commento che mi sembra possa descrivere le due splendide giornate di Rocca di Papa! Due giornate, perché se il torneo è stato bello e la presenza di Ivanchuk ha affascinato e coinvolto, la conferenza stampa del sabato, connessa alla consegna della borsa di studio Herbert Garrett a Luca Shytaj, si è rivelata semplicemente fantastica e direi imperdibile …

Luca Shytaj con la fidanzata e il fratello Carlo
Pochi purtroppo gli appassionati intervenuti, un vero peccato per un’occasione unica. Al termine di un pomeriggio splendido, salutando Yuri Garrett, ci siamo chiesti: “Ma perché non eravamo duecento o trecento persone qui oggi?”. In oltre 2 ore (!) di domande (anche del pubblico) e risposte, Chuky ha dimostrato simpatia, spirito, disponibilità e un piacere ad essere lì a dialogare con una quarantina di appassionati che hanno colpito tanto quanto il fascino del parlare di scacchi con uno dei più grandi campioni della nostra epoca.

Roberto Messa e Luca Malvezzi, vicepresidente dell'accademia Le Due Torri di Bologna
Yuri introduce ringraziando Janis Nisii, artefice della presenza di Ivanchuk per queste giornate romane (il riconoscimento a Caissa Italia per aver reso possibile e organizzato l’evento lo aggiungiamo volentieri noi!), e salutando il SuperDirettore Roberto Messa, per poi iniziare con le domande, alternando quelle a Shytaj con quelle a Ivanchuk.

Si è viaggiato, dagli inizi (primo torneo a 10 anni) al suo primo campionato ucraino (quando era ancora candidato maestro, anche se è difficile fare paragoni con le nostre attuali categorie), ai punti di riferimento per la sua crescita (“… Sono ovviamente un giocatore di scuola sovietica, è difficile parlare di una scuola ucraina nel contesto degli scacchi in URSS…”), citando nella conversazione giocatori come Levenfish, Bogatyrchuk ed altri. Ivanchuk ha ricordato come molti fortissimi maestri nella ex URSS non avessero la possibilità di giocare all’estero e di acquisire i titoli internazionali.

Si passa da un’epoca all’altra, dal recente torneo di Bilbao alla fantastica vittoria di Linares 1991, parlando anche di preparazione: Vassily ritiene che l’approccio non possa che essere individuale, personalizzato; lui preferisce variare costantemente i diversi aspetti, passando nella stessa giornata dall’analisi di partite al lavoro su aperture e finali all’allenamento tattico ed altro ancora. Di sicuro concorda con Botvinnik sul fatto che bisogna studiare gli scacchi tutta la vita. Interessante la domanda di Yuri sul suo miglioramento ulteriore negli ultimi anni: Chuky lo attribuisce anche ad un cambiamento nel suo approccio, grazie anche al lavoro con il suo psicologo. Prima attribuiva una maggiore importanza alle partite contro i grandi avversari mentre oggi tende a dare rilievo ad ogni partita, ad ogni torneo, con lo stesso impegno (cosa che ha dimostrato nel semilampo di domenica, con una grinta, una concentrazione, una tensione agonistica che hanno davvero colpito). “Ogni partita è nuova, a scacchi bisogna dimenticare, tanto le sconfitte quanto le vittorie…”. Su questo concetto Chuky ha anche scherzato parecchio durante la conferenza stampa, “ricordando con difficoltà” (e sorridendo) gli eventi a cui le diverse domande facevano di volta in volta riferimento (è notorio quanto la memoria di Ivanchuk sia stupefacente), ovviamente poi rispondendo agli argomenti posti.

Il cambiamento degli ultimi anni è percepibile: rispetto all’immagine di alcuni anni fa di un giocatore schivo, molto chiuso in sé, di un genio un po’ appartato nel suo mondo, la giornata di sabato ci restituisce un uomo più aperto, in armonia con la propria vita, scherzoso, pieno di energia, curiosità e interessi, e decisamente simpatico! Alla domanda di Yuri sui suoi interessi oltre agli scacchi Ivanchuk ha risposto che ama il teatro, il cinema, leggere, cucinare, citando anche una recente esperienza in un gioco alla televisione ucraina cui ha partecipato, esperienza che lo ha interessato e divertito moltissimo.

Interessante domanda di Mihail Marin sull'eventuale differenza di livello tra i GM di 40 / 50 anni fa, ad esempio, e quelli di oggi. Ivanchuk ha risposto che, a parte l'evoluzione della teoria delle aperture, non ritiene ci sia una rilevante differenza, opinione che lo stesso Marin condivide. Nella foto si riconoscono anche Manlio Simonini, Lucio Rosario Ragonese, Renato e Daniele Vocaturo, Carla e Gianluca Mircoli.
Diverse domande sul titolo mondiale e non so se Ivanchuk ha percepito quelli che erano i pensieri legati alle domande, con l’idea diffusa che stavamo parlando con un giocatore tra i più grandi, un superbo artista della scacchiera e in qualche modo un “campione del mondo”, anche se il titolo mondiale finora non è mai arrivato. Il punto di vista di Vassily è che il titolo é si importante ma non racchiude l’universo degli scacchi. Yuri ha ricordato un’idea del tutto simile da parte di David Bronstein. Per Ivanchuk ogni grande torneo è importante e il titolo mondiale è semplicemente legato ad una sequenza di competizioni, che siano i tornei KO degli scorsi anni (rispondendo ad una domanda di Roberto Messa su quali campioni del mondo la storia ricorderà in questi anni di “confusione”) o l’attuale sviluppo o i classici cicli mondiali del passato. Chuky ha comunque considerato sorridendo che è campione del mondo, campione del mondo lampo e difenderà a breve il suo titolo! (ad Almaty, in Kazakhistan, il 07 e 08 novembre).

Al bel pomeriggio ha contribuito molto anche Luca Shytaj, con risposte sempre all’insegna dell’intelligenza, del garbo, dell’equilibrio e della simpatia che tutti gli riconoscono. Davvero grande Luca! E’ ormai prossima la laurea triennale in Biologia e proseguirà ovviamente gli studi, con un indirizzo specifico per la ricerca genetica. Molta attesa per le Olimpiadi di Dresda, dove Luca è convinto che la nazionale azzurra possa fare bene. Interessante il racconto della sua crescita scacchistica, fino ai 18 anni sostenuta molto poco dalla preparazione e dallo studio. Tra gli altri stimoli, un torneo nella Repubblica Ceca nel 2004, pieno di giovanissimi con un approccio molto serio ed attento al gioco, lo ha indotto a riflettere e a dedicarsi agli scacchi con maggiore metodo ed approfondimento, ovviamente con i tempi compatibili con gli studi universitari.

La consegna di Ivanchuk della borsa di studio Herbert Garrett a Luca Shytaj, con la squadra di Caissa Italia: Francesca Masini, Yuri Garrett e Augusto Caruso
Su una domanda di Yuri, Luca ha ricordato la sua eccellente Olimpiade a Torino, a un passo da una “doppia” norma di GM (alle Olimpiadi la norma vale infatti come se fosse su 20 partite): nell’incontro decisivo si è purtroppo lasciato sfuggire la mossa vincente, un peccato e una ovvia delusione (ma il titolo di Grande Maestro arriverà, su questo ho ben pochi dubbi!).

La presentazione del libro di Yuri Garrett e Mihail Marin
La giornata si conclude con la presentazione del nuovo libro di Caissa Italia sul torneo di Reggio Emilia 2007 / 2008, la 50ma edizione, curato dal GM Mihail Marin e dallo stesso Yuri Garrett. Il libro sarà anche pubblicato da case editrici estere, con evidente soddisfazione di Yuri, che accenna anche a qualche dettaglio del lavoro, come le aggiunte alle analisi inviate in seguito da David Navara, in relazione a successive partite giocate.
Nell’andar via si indugia piacevolmente tra chiacchiere e saluti. L’ho già detto che è stato un pomeriggio fantastico?